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AI campionati italiani di Sapri Bonin e Fabian. Polemiche a fine gara

E’ andato in archivio il Campionato Italiano 2013 con il primo titolo tricolore per la giovane valdostana Charlotte Bonin (Fiamme Azzurre) che ha preceduto la tenace triestina delle Fiamme Oro Daniela Chmet e l’altra poliziotta Gaia Peron. Fuoiri dal podio la giovane del Minerva Roma Elena Maria Petrini.
In campo maschile la vittoria (5° per lui) è andata al favorito della vigilia Alessandro Fabian. Il carabiniere padovano ha preceduto il giovane emiliano delle Fiamme Azzurre Davide Uccellari e il carabiniere Daniel Hofer che ha “scalzato” dal podio il giovane poliziotto lombardo Andrea Secchiero.
La gara ha visto una buona organizzazione in linea di massima, ma diversi aspetti tecnici hanno lasciato molti dubbi, soprattutto sulle distanze gara, tanto che è in arrivo un “esposto” da parte di una squadra militare .  Raccolte alcune testimonianze di atleti elite in gara ecco alcune considerazioni:

” Ho sentito personalmente i racconti di alcuni atleti e presenti cheerano presenti ieri a Sapri, mi sono fatto raccontare gli aspetti tecnici della gara e ho cercato di capire quello che è successo. Unanimi tutti nell’affermare che i Campionati Italiani si sono corsi con un ottimo colpo d’occhio, location che di certo non ha bisogno di presentazioni,  molto il pubblico accorso e percorsi perfettamente chiusi. Il biglietto da visita per il triathlon è stato quindi ottimo, ma ci sono stati alcuni aspetti che sono comunque da considerare per analizzare a 360° la manifestazione. Quelle che hanno più creato “polemiche” sono state le distanze, a detta di alcuni il nuoto era più lungo, la bici considerati i tempi era molto corta (non si arrivava ai 38 km) la corsa idem, si parla di almeno 600-700m in meno, guardando i tempi forse quasi 1 km in meno dei 10 km previsti. In un campionato italiano, come in tutte le gare rank, c’è una tolleranza massima sulle distanze gara del 5%, tolleranza non rispettata a Sapri. In un campionato italiano non dovrebbe succedere, il Delegato Tecnico che avrebbe dovuto controllare questo aspetto lo avrà fatto? Altro aspetto che in diversi hanno evidenziato è stato il traffico sul percorso ciclistico, la formula multilap per 250 atleti sul percorso ha creato grupponi di atleti, all’interno doppiati e atleti a “pieni giri”, in alcune situazioni si è rischiato il frontale addirittura tra la moto con un cameraman (che doveva circolare invadendo la corsia opposta per poter riprendere i primi “intruppati” in un gruppone con i doppiati) e un gruppone. Anche qui, il delegato tecnico che in altre occasioni (in gare con 60 atleti!!!) ha sollevato dubbi sulla larghezza della sede stradale per eventuali “incroci” pericolosi tra grupponi  che procedono in direzione opposta, non ha considerato questo aspetto?. E’ risaputo che una gara come il Campionato Italiano Elite non riscuote molto successo tra gli organizzatori, troppo oneroso il montepremi a fronte di pochi iscritti, il fatto di renderla “open” ha permesso di “far cassa”, ma di certo ha tolto alla valenza della manifestazione un po’ di prestigio, i bigs c’erano quasi tutti ( quelli di primissimo livello tutti), per cui l’aggiunta di age group, di cui diversi addirittura alla prima esperienza, ha aggiunto alla gara solo confusione, grupponi di atleti  e pericolo sempre dietro l’angolo per gli elite quando doppiavano qualcuno. Tolti poi gli eltie che rappresentavano quasi tutte le squadre, gli “age group” sembravano correre più in un campionato regionale campano che ad un C.I.
Sulle distanze gara, premesso che tutti hanno comunque nuotato,pedalato e corso sulle stesse distanze, qualcuno ha sollevato dubbi sulla validità dei risultati. Fabian, era il favorito tra gli uomini, i risultati  parlano chiaro. A Stoccolma ha accusato una grave flessione nel finale della corsa, a Sapri il suo vantaggio su Uccellari è stato minimo, frutto dei festeggiamenti nel finale, certo in molti si chiedono se con 1 km in più (per raggiungere forse la distanza degli effettivi 10km) le cose sarebbero andate diversamente o no. Questo nessuno lo potrà mai sapere, quello che è certo è che Uccellari con un nuoto superiore sarebbe tra i migliori al mondo, che Hofer riesce comunque sempre a tirare fuori dal cilindro una grande prestazione quando è in giornata, ci vorrebbe un po’ di convinzione in più a livello internazionale, idem per Secchiero, Andrea de Ponti ha tutti i numeri per fare bene, così come si è confermato una piacevole sorpresa Barnaby, protagonista in questo 2013.
Leggendo commenti sulla gara, la cosa che mi ha fatto più sorridere è la solita affermazione (tra l’altro sempre dalle stesse persone) riguardo al fatto che gli elite non pedalino. Considerato che 51′ su 40 km (se fossero stati 40km) corrisponde ad una media di oltre 47 km/h, su un percorso multilap tutt’altro che filante direi che i commenti sulla competenza ciclistica di certi personaggi (e di conseguenza la loro conoscenza del triathlon elite) sono superflui, sicuramente a parole sarebbero capaci di fare meglio così come sono soliti sminuire tutto e esaltare quello che fanno loro. La realtà è che questi personaggi non riuscirebbero a stare nemmeno a ruota 3-4 km con il gruppo davanti, ma oramai siamo ai livelli del calcio e del Bar Sport….”

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AI campionati italiani di Sapri Bonin e Fabian. Polemiche a fine gara

2nd settembre, 2013

E’ andato in archivio il Campionato Italiano 2013 con il primo titolo tricolore per la giovane valdostana Charlotte Bonin (Fiamme Azzurre) che ha preceduto la tenace triestina delle Fiamme Oro Daniela Chmet e l’altra poliziotta Gaia Peron. Fuoiri dal podio la giovane del Minerva Roma Elena Maria Petrini.
In campo maschile la vittoria (5° per lui) è andata al favorito della vigilia Alessandro Fabian. Il carabiniere padovano ha preceduto il giovane emiliano delle Fiamme Azzurre Davide Uccellari e il carabiniere Daniel Hofer che ha “scalzato” dal podio il giovane poliziotto lombardo Andrea Secchiero.
La gara ha visto una buona organizzazione in linea di massima, ma diversi aspetti tecnici hanno lasciato molti dubbi, soprattutto sulle distanze gara, tanto che è in arrivo un “esposto” da parte di una squadra militare .  Raccolte alcune testimonianze di atleti elite in gara ecco alcune considerazioni:

” Ho sentito personalmente i racconti di alcuni atleti e presenti cheerano presenti ieri a Sapri, mi sono fatto raccontare gli aspetti tecnici della gara e ho cercato di capire quello che è successo. Unanimi tutti nell’affermare che i Campionati Italiani si sono corsi con un ottimo colpo d’occhio, location che di certo non ha bisogno di presentazioni,  molto il pubblico accorso e percorsi perfettamente chiusi. Il biglietto da visita per il triathlon è stato quindi ottimo, ma ci sono stati alcuni aspetti che sono comunque da considerare per analizzare a 360° la manifestazione. Quelle che hanno più creato “polemiche” sono state le distanze, a detta di alcuni il nuoto era più lungo, la bici considerati i tempi era molto corta (non si arrivava ai 38 km) la corsa idem, si parla di almeno 600-700m in meno, guardando i tempi forse quasi 1 km in meno dei 10 km previsti. In un campionato italiano, come in tutte le gare rank, c’è una tolleranza massima sulle distanze gara del 5%, tolleranza non rispettata a Sapri. In un campionato italiano non dovrebbe succedere, il Delegato Tecnico che avrebbe dovuto controllare questo aspetto lo avrà fatto? Altro aspetto che in diversi hanno evidenziato è stato il traffico sul percorso ciclistico, la formula multilap per 250 atleti sul percorso ha creato grupponi di atleti, all’interno doppiati e atleti a “pieni giri”, in alcune situazioni si è rischiato il frontale addirittura tra la moto con un cameraman (che doveva circolare invadendo la corsia opposta per poter riprendere i primi “intruppati” in un gruppone con i doppiati) e un gruppone. Anche qui, il delegato tecnico che in altre occasioni (in gare con 60 atleti!!!) ha sollevato dubbi sulla larghezza della sede stradale per eventuali “incroci” pericolosi tra grupponi  che procedono in direzione opposta, non ha considerato questo aspetto?. E’ risaputo che una gara come il Campionato Italiano Elite non riscuote molto successo tra gli organizzatori, troppo oneroso il montepremi a fronte di pochi iscritti, il fatto di renderla “open” ha permesso di “far cassa”, ma di certo ha tolto alla valenza della manifestazione un po’ di prestigio, i bigs c’erano quasi tutti ( quelli di primissimo livello tutti), per cui l’aggiunta di age group, di cui diversi addirittura alla prima esperienza, ha aggiunto alla gara solo confusione, grupponi di atleti  e pericolo sempre dietro l’angolo per gli elite quando doppiavano qualcuno. Tolti poi gli eltie che rappresentavano quasi tutte le squadre, gli “age group” sembravano correre più in un campionato regionale campano che ad un C.I.
Sulle distanze gara, premesso che tutti hanno comunque nuotato,pedalato e corso sulle stesse distanze, qualcuno ha sollevato dubbi sulla validità dei risultati. Fabian, era il favorito tra gli uomini, i risultati  parlano chiaro. A Stoccolma ha accusato una grave flessione nel finale della corsa, a Sapri il suo vantaggio su Uccellari è stato minimo, frutto dei festeggiamenti nel finale, certo in molti si chiedono se con 1 km in più (per raggiungere forse la distanza degli effettivi 10km) le cose sarebbero andate diversamente o no. Questo nessuno lo potrà mai sapere, quello che è certo è che Uccellari con un nuoto superiore sarebbe tra i migliori al mondo, che Hofer riesce comunque sempre a tirare fuori dal cilindro una grande prestazione quando è in giornata, ci vorrebbe un po’ di convinzione in più a livello internazionale, idem per Secchiero, Andrea de Ponti ha tutti i numeri per fare bene, così come si è confermato una piacevole sorpresa Barnaby, protagonista in questo 2013.
Leggendo commenti sulla gara, la cosa che mi ha fatto più sorridere è la solita affermazione (tra l’altro sempre dalle stesse persone) riguardo al fatto che gli elite non pedalino. Considerato che 51′ su 40 km (se fossero stati 40km) corrisponde ad una media di oltre 47 km/h, su un percorso multilap tutt’altro che filante direi che i commenti sulla competenza ciclistica di certi personaggi (e di conseguenza la loro conoscenza del triathlon elite) sono superflui, sicuramente a parole sarebbero capaci di fare meglio così come sono soliti sminuire tutto e esaltare quello che fanno loro. La realtà è che questi personaggi non riuscirebbero a stare nemmeno a ruota 3-4 km con il gruppo davanti, ma oramai siamo ai livelli del calcio e del Bar Sport….”

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