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A Oderzo un atleta taglia il traguardo bevendo una birra. Si sta superando il limite?

A Oderzo squalifica "particolare"

A Oderzo squalifica “particolare”

Non è una novità che ci possa essere qualche atleta squalificato durante una gara ,ma la motivazione per la squalifica di un atleta al triathlon sprint di Oderzo è sicuramente poco comune:

“Si presentava all’arrivo bevendo da una bottiglia in vetro di birra”

Al di là della validità della sanzione ( SACROSANTA in base a quanto riportato nel regolamento tecnico all’ articolo 94.01, che stabilisce che è vietato per gli atleti l’uso di contenitori di cibo o bevande di materiale frangibile (vetro, porcellana, ecc) ), oltre che eventualmente del divieto di utilizzare aiuti esterni (come rifornimenti non predisposti dall’organizzazione) , va fatta una riflessione più ampia riguardo a certi gesti , per molti addirittura degni di un “grande”, o di complimenti per i loro autori, come se sia una cosa giusta .

Il triathlon italiano sta subendo lo stesso fenomeno che ha investito l’ambiente podistico, in particolare quello delle gare su strada, qualche anno fa, il tutto amplificato dalla sempre maggiore diffusione dell’uso dei social. Aumentando il numero dei praticanti, sta infatti diventando quasi una moda, con divere persone che vi si avvicinano totalmente sprovveduti non solo per quanto riguarda il discorso agonistico, ma soprattutto regolamentare. Ecco quindi che in zona cambio se ne vedono di tutti i colori, persone totalmente allo sbaraglio, carrozzoni che hanno poco a che vedere con una competizione sportiva, ma diventano quasi una gara a chi riesce a farsi notare di più, soprattutto sui vari social.

Premesso che lo sport dovrebbe insegnare valori come quello del rispetto dei regolamenti (divise gara , comportamento in gara ecc) e che il fatto che una gara sia promozionale, regionale , rank bronze piuttosto che C.I.  non autorizza a fare “sconti” o a non rispettarle , forse sarebbe ora di dare un freno a certi comportamenti che di goliardico hanno poco . La promozione di certo non si fa trasformando le zone cambio in circhi.

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@novellimarco
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A Oderzo un atleta taglia il traguardo bevendo una birra. Si sta superando il limite?

21st maggio, 2018
A Oderzo squalifica "particolare"

A Oderzo squalifica “particolare”

Non è una novità che ci possa essere qualche atleta squalificato durante una gara ,ma la motivazione per la squalifica di un atleta al triathlon sprint di Oderzo è sicuramente poco comune:

“Si presentava all’arrivo bevendo da una bottiglia in vetro di birra”

Al di là della validità della sanzione ( SACROSANTA in base a quanto riportato nel regolamento tecnico all’ articolo 94.01, che stabilisce che è vietato per gli atleti l’uso di contenitori di cibo o bevande di materiale frangibile (vetro, porcellana, ecc) ), oltre che eventualmente del divieto di utilizzare aiuti esterni (come rifornimenti non predisposti dall’organizzazione) , va fatta una riflessione più ampia riguardo a certi gesti , per molti addirittura degni di un “grande”, o di complimenti per i loro autori, come se sia una cosa giusta .

Il triathlon italiano sta subendo lo stesso fenomeno che ha investito l’ambiente podistico, in particolare quello delle gare su strada, qualche anno fa, il tutto amplificato dalla sempre maggiore diffusione dell’uso dei social. Aumentando il numero dei praticanti, sta infatti diventando quasi una moda, con divere persone che vi si avvicinano totalmente sprovveduti non solo per quanto riguarda il discorso agonistico, ma soprattutto regolamentare. Ecco quindi che in zona cambio se ne vedono di tutti i colori, persone totalmente allo sbaraglio, carrozzoni che hanno poco a che vedere con una competizione sportiva, ma diventano quasi una gara a chi riesce a farsi notare di più, soprattutto sui vari social.

Premesso che lo sport dovrebbe insegnare valori come quello del rispetto dei regolamenti (divise gara , comportamento in gara ecc) e che il fatto che una gara sia promozionale, regionale , rank bronze piuttosto che C.I.  non autorizza a fare “sconti” o a non rispettarle , forse sarebbe ora di dare un freno a certi comportamenti che di goliardico hanno poco . La promozione di certo non si fa trasformando le zone cambio in circhi.

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