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WTS Amburgo: elite azzurri alla deriva

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Podio donne wts Amburgo 2015

Nell’atletica si dice che i risultati delle staffette rispecchino lo stato del movimento della disciplina.

In quest’ottica partiamo dall’ultimo dei due giorni della trasferta azzurra ad Amburgo dove si sono assegnati i titoli mondiali a squadre. Il risultato finale infatti rispecchia lo stato attuale del nostro movimento elite: 12° su 16° squadre all’arrivo e penultima squadra europea. Anche nei parziali i risultati sono in linea con la condizione dei nostri atleti: Mazzetti 4° parziale nella sua frazione, Fabian e Dossena penultimo parziale tra le squadre arrivate, Steinwandter quartultimo parziale ! Di fatto la gara azzurra è conclusa con la partenza di Fabian, che non è riuscito ad agganciare i tre fuggitivi, ha provato poi in bici a cercare (invano) di limare il distacco per poi naufragare nella frazione podistica (più veloce solo del concorrente Giapponese) . Dossena ha dimostrato i suoi limiti a nuoto anche nella distanza corta, in bici ha continuato a perdere terreno, mentre nella sua frazione preferita, la corsa, ha pagato bel 18″ dalla Stanfrod e non è andata oltre al 5° parziale assoluto in coabitazione con Vilic e Merle (classe 1995), mentre Steinwandter ha avuto il solo merito di evitare il doppiaggio (scampato per pochi secondi) e di riuscire a contenere il recupero rabbioso di Murray (più veloce dell’azzurro di ben 41″) . Il fatto che diverse nazioni abbiano schierato le seconde linee mentre al via per l’Italia c’era la miglior squadra possibile, rende ancora più l’idea del delicato momento tecnico che sta attraversando il triathlon azzurro.

L’epilogo disastroso del week end tedesco è stato preceduto dalla 7° tappa del circuito WTS che si è rivelata per gli azzurri come una terribile anteprima di quello che sarebbe stato poi il mondiale a squadre del giorno dopo.

Nella gara femminile infatti AnnaMaria Mazzetti ha confermato il suo momento positivo conquistando un ottimo 9° posto finale con una prestazione solida. La gara è andata all’americana Jorgensen al suo 11° sigillo consecutivo in WTS, questa volta però insidiata fino alla fine dal duo inglese composto da Vicky Holland e Non Stanford, con la prima che paga solo 5″ sotto la finish line dalla “cannibale” americana.

Tra gli uomini invece prima vittoria in carriera in WTS per il francese Luis, che con un tremendo finale la spunta sul favorito alla vigilia, lo spagnolo Gomez. L’altro spagnolo (molto quotato prima del via) Mario Mola, paga il ritardo accumulato a nuoto, il miglior parziale nella frazione podistica (13.55″ ) lo fa risalire sino alla terza posizione perdendo di fatto una grande occasione per centrare un’altra vittoria. Prestazioni deludenti degli azzurri, Fabian dopo un nuoto non brillantissimo ha perso il treno giusto nella seconda frazione per poi naufragare negli ultimi 5 km e chiudere al 30° posto a quasi 2′ dal vincitore, Steinwandter e Secchiero dopo un nuoto problematico si trovano ad entrare in T2 nell’ultimo gruppo e a chiudere la loro prova con parziali podistici non entusiasmanti che li portano a tagliare il traguardo rispettivamente in 50° posizione a 3’27” e in 54° a 3’51”.

Come ricordato con queste premesse si è poi corsa la gara a staffetta che ha tristemente confermato quanto visto nelle ultime due uscite internazionali, cioè, Mazzetti a parte , atleti lontani anni luce dalle posizioni che contano. Come da noi evidenziato in occasione della gara di Ginevra, Alessandro Fabian non è lo stesso visto un paio di stagioni fa e ad Amburgo, al cospetto di un parterre di livello superiore rispetto alla rassegna continentale , ha dimostrato di non avere assolutamente il passo die migliori , il suo risultato ai campionati europei doveva essere visto più come un campanello di allarme che come un buon risultato.

 

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20th luglio, 2015
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Nell’atletica si dice che i risultati delle staffette rispecchino lo stato del movimento della disciplina.

In quest’ottica partiamo dall’ultimo dei due giorni della trasferta azzurra ad Amburgo dove si sono assegnati i titoli mondiali a squadre. Il risultato finale infatti rispecchia lo stato attuale del nostro movimento elite: 12° su 16° squadre all’arrivo e penultima squadra europea. Anche nei parziali i risultati sono in linea con la condizione dei nostri atleti: Mazzetti 4° parziale nella sua frazione, Fabian e Dossena penultimo parziale tra le squadre arrivate, Steinwandter quartultimo parziale ! Di fatto la gara azzurra è conclusa con la partenza di Fabian, che non è riuscito ad agganciare i tre fuggitivi, ha provato poi in bici a cercare (invano) di limare il distacco per poi naufragare nella frazione podistica (più veloce solo del concorrente Giapponese) . Dossena ha dimostrato i suoi limiti a nuoto anche nella distanza corta, in bici ha continuato a perdere terreno, mentre nella sua frazione preferita, la corsa, ha pagato bel 18″ dalla Stanfrod e non è andata oltre al 5° parziale assoluto in coabitazione con Vilic e Merle (classe 1995), mentre Steinwandter ha avuto il solo merito di evitare il doppiaggio (scampato per pochi secondi) e di riuscire a contenere il recupero rabbioso di Murray (più veloce dell’azzurro di ben 41″) . Il fatto che diverse nazioni abbiano schierato le seconde linee mentre al via per l’Italia c’era la miglior squadra possibile, rende ancora più l’idea del delicato momento tecnico che sta attraversando il triathlon azzurro.

L’epilogo disastroso del week end tedesco è stato preceduto dalla 7° tappa del circuito WTS che si è rivelata per gli azzurri come una terribile anteprima di quello che sarebbe stato poi il mondiale a squadre del giorno dopo.

Nella gara femminile infatti AnnaMaria Mazzetti ha confermato il suo momento positivo conquistando un ottimo 9° posto finale con una prestazione solida. La gara è andata all’americana Jorgensen al suo 11° sigillo consecutivo in WTS, questa volta però insidiata fino alla fine dal duo inglese composto da Vicky Holland e Non Stanford, con la prima che paga solo 5″ sotto la finish line dalla “cannibale” americana.

Tra gli uomini invece prima vittoria in carriera in WTS per il francese Luis, che con un tremendo finale la spunta sul favorito alla vigilia, lo spagnolo Gomez. L’altro spagnolo (molto quotato prima del via) Mario Mola, paga il ritardo accumulato a nuoto, il miglior parziale nella frazione podistica (13.55″ ) lo fa risalire sino alla terza posizione perdendo di fatto una grande occasione per centrare un’altra vittoria. Prestazioni deludenti degli azzurri, Fabian dopo un nuoto non brillantissimo ha perso il treno giusto nella seconda frazione per poi naufragare negli ultimi 5 km e chiudere al 30° posto a quasi 2′ dal vincitore, Steinwandter e Secchiero dopo un nuoto problematico si trovano ad entrare in T2 nell’ultimo gruppo e a chiudere la loro prova con parziali podistici non entusiasmanti che li portano a tagliare il traguardo rispettivamente in 50° posizione a 3’27” e in 54° a 3’51”.

Come ricordato con queste premesse si è poi corsa la gara a staffetta che ha tristemente confermato quanto visto nelle ultime due uscite internazionali, cioè, Mazzetti a parte , atleti lontani anni luce dalle posizioni che contano. Come da noi evidenziato in occasione della gara di Ginevra, Alessandro Fabian non è lo stesso visto un paio di stagioni fa e ad Amburgo, al cospetto di un parterre di livello superiore rispetto alla rassegna continentale , ha dimostrato di non avere assolutamente il passo die migliori , il suo risultato ai campionati europei doveva essere visto più come un campanello di allarme che come un buon risultato.

 

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