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Una tesi di laurea dal titolo “Il paratriathlon”

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Una tesi di laurea dal titolo Il paratriathlon

Lo scorso mercoledì 5 dicembre 2012 presso l’Università degli Studi di urbino “Carlo Bo” – Facoltà di Scienze Motorie e della Salute, è stata discussa dal candidato Dott. Gianfranco Lovicu la tesi dal titolo “Il paratriathlon” , valida come prova finale del Corso di laurea specialistica in Scienze Motorie per la prevenzione e la salute, Curriculum Rieducazione Funzionale e realizzata grazie alla fiducia del relatore Prof. Roberto Bensi.

Paratriathlon: La tesi, prima sull’argomento in Italia, affronta con professionalità e competenza le diverse problematiche tecniche e mediche della preparazione degli atleti e della realizzazione degli eventi, con utilissimi excursus sugli effetti benefici della pratica dello sport sugli atleti disabili, sullo stato dell’arte degli ausili tecnologici e delle protesi e sui principali protagonisti del paratriathlon mondiale. I punti più interessanti della tesi sono stati illustrati dal dott. Lovicu direttamente in seduta di Laurea innanzi una nutrita ed interessata platea. Presente in aula in rappresentanza della Federazione Italiana Triathlon il Referente Nazionale Paratriathlon Neil Mac Leod il quale sottolinea: “Abbiamo vissuto un importante anno di sviluppo del Paratriathlon in Italia. Questa tesi universitaria rappresenta la perfetta chiusura di un anno importante ed al contempo l’inizio del quadriennio fondamentale che ci porterà alle Paralimpiadi di Rio 2016. La collaborazione e la conoscenza della nostra disciplina nel mondo dell’Università risulta fondamentale nel nostro percorso di crescita futura; ringrazio pertanto il dott. Lovicu ed il Prof. Bensì per aver scommesso sulla nostra giovane ma affascinante disciplina nell’auspicio che ulteriori contributi accademici verranno ad aggiungersi in futuro.” Abbiamo rivolto alcune domande al neo Dott. Gianfranco Lovicu. Gianfranco come hai conosciuto il Paratriathlon e perché hai deciso di scriverci una tesi a riguardo? Ho conosciuto il Paratriathlon per caso, su internet mentre facevo una ricerca per l’università su una una disciplina paralimpica a scelta, e mi sono imbattuto nel Paratriathlon e visionando qualche video mi ha immediatamente colpito per la tenacia, la caparbietà e l’agonismo di tutti gli atleti che lo praticano, il che mi ha fatto domandare cosa li spingesse a fare 750 metri di nuoto 20 chilometri in bici/ handbike e 5 chilometri di corsa, e incuriosito ho iniziato ad informarmi e ad approfondire una disciplina tanto interessante quanto impegnativa fisicamente e mentalmente e con il consiglio del mio professore ho deciso di farlo diventare il lavoro finale della mia tesi Quali pensi siano i punti di forza del Paratriathlon e quali quelli critici? Il principale punto di forza del Paratriathlon a mio punto di vista credo sia l’inclusività, in quanto, essendo l’unico sport che permette ad atleti disabili e normodotati di competere assieme sullo stesso percorso, praticandolo si migliorano anche le relazioni interpersonali. Inoltre a mio parere personale lo sport in particolare quello individuale aiuta a superare i propri limiti spostandoli in avanti. Per contro, le difficoltà principali credo siano i costi dei supporti, eccessivi per la maggior parte delle persone che vogliono avvicinarsi a questa disciplina, sopratutto se non c’è sostegno da parte delle istituzioni. Inoltre la promozione sportiva senza un’adeguato ritorno mediatico perde notevolmente forza nel raggiungere chi possa essere interessato ad intraprendere una disciplina nuova, completa e che regala tante soddisfazioni. Dal tuo punto di vista cosa si può fare per sviluppare ulteriormente la disciplina? Credo che la promozione sportiva sia una chiave fondamentale nello sviluppo della disciplina la Federazione compie già questo compito in maniera eccellente, il poter raggiungere il maggior numero di persone possibile sicuramente porterebbe ad un’incremento dei partecipanti che aumenterebbero di conseguenza il già alto livello raggiunto, oltre ovviamente a favorire un’avvicinamento di quelle persone che vorrebbero praticare il Paratriathlon a livello amatoriale Cosa ti ha lasciato a livello personale e professionale questo lavoro svolto? Gli aspetti che principalmente mi hanno colpito sono gli stessi che mi hanno spinto ad interessarmi al Paratriathlon in maniera piu’ approfondita. La difficoltà della disciplina che viene affrontata da tutti gli atleti con il massimo della determinazione senza tirarsi indietro, mi ha ricordato anche a livello personale a non arrendermi di fronte alle sfide che tutti i giorni la vita quotidiana ci presenta davanti e questo lavoro vuole essere anche un piccolo ringraziamento nei confronti di tutti quegli atleti. Ringraziamento che vorrei estendere a tutte quelle persone che mi hanno aiutato a creare questo lavoro: il mio relatore, il professor Roberto Bensi della facoltà di scienze motorie dell’ Università di Urbino, la Federazione Italiana Triathlon nella figura di Neil Mc Leod che grazie alla sua dedizione, alla sua disponibilità e al suo tempo ha permesso che questo lavoro prendesse vita, infine un ringraziamento mi sembra doveroso nei confronti dei miei genitori e la mia famiglia. Intanto il lavoro della Federazione continua incessantemente la scorsa Domenica 9 dicembnre 2012 in occasione del Meeting Internazionale di nuoto paralimpico ICP di Brescia erano presenti a fini promozionali il Consigliere federale e Campione Europeo in carica Michele Ferrarin, il CT Simone Biava, Antonella Giusti e Neil Mac Leod. Presente anche il fotografo Marco Bardella che quest’anno ha immortalato tante storie di triathlon italiano. Notevoli i riscontri da parte degli atleti che sempre più sono incuriositi ed affascinati dalla nostra triplice disciplina.
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Una tesi di laurea dal titolo “Il paratriathlon”

14th dicembre, 2012
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Una tesi di laurea dal titolo Il paratriathlon

Lo scorso mercoledì 5 dicembre 2012 presso l’Università degli Studi di urbino “Carlo Bo” – Facoltà di Scienze Motorie e della Salute, è stata discussa dal candidato Dott. Gianfranco Lovicu la tesi dal titolo “Il paratriathlon” , valida come prova finale del Corso di laurea specialistica in Scienze Motorie per la prevenzione e la salute, Curriculum Rieducazione Funzionale e realizzata grazie alla fiducia del relatore Prof. Roberto Bensi.

Paratriathlon: La tesi, prima sull’argomento in Italia, affronta con professionalità e competenza le diverse problematiche tecniche e mediche della preparazione degli atleti e della realizzazione degli eventi, con utilissimi excursus sugli effetti benefici della pratica dello sport sugli atleti disabili, sullo stato dell’arte degli ausili tecnologici e delle protesi e sui principali protagonisti del paratriathlon mondiale. I punti più interessanti della tesi sono stati illustrati dal dott. Lovicu direttamente in seduta di Laurea innanzi una nutrita ed interessata platea. Presente in aula in rappresentanza della Federazione Italiana Triathlon il Referente Nazionale Paratriathlon Neil Mac Leod il quale sottolinea: “Abbiamo vissuto un importante anno di sviluppo del Paratriathlon in Italia. Questa tesi universitaria rappresenta la perfetta chiusura di un anno importante ed al contempo l’inizio del quadriennio fondamentale che ci porterà alle Paralimpiadi di Rio 2016. La collaborazione e la conoscenza della nostra disciplina nel mondo dell’Università risulta fondamentale nel nostro percorso di crescita futura; ringrazio pertanto il dott. Lovicu ed il Prof. Bensì per aver scommesso sulla nostra giovane ma affascinante disciplina nell’auspicio che ulteriori contributi accademici verranno ad aggiungersi in futuro.” Abbiamo rivolto alcune domande al neo Dott. Gianfranco Lovicu. Gianfranco come hai conosciuto il Paratriathlon e perché hai deciso di scriverci una tesi a riguardo? Ho conosciuto il Paratriathlon per caso, su internet mentre facevo una ricerca per l’università su una una disciplina paralimpica a scelta, e mi sono imbattuto nel Paratriathlon e visionando qualche video mi ha immediatamente colpito per la tenacia, la caparbietà e l’agonismo di tutti gli atleti che lo praticano, il che mi ha fatto domandare cosa li spingesse a fare 750 metri di nuoto 20 chilometri in bici/ handbike e 5 chilometri di corsa, e incuriosito ho iniziato ad informarmi e ad approfondire una disciplina tanto interessante quanto impegnativa fisicamente e mentalmente e con il consiglio del mio professore ho deciso di farlo diventare il lavoro finale della mia tesi Quali pensi siano i punti di forza del Paratriathlon e quali quelli critici? Il principale punto di forza del Paratriathlon a mio punto di vista credo sia l’inclusività, in quanto, essendo l’unico sport che permette ad atleti disabili e normodotati di competere assieme sullo stesso percorso, praticandolo si migliorano anche le relazioni interpersonali. Inoltre a mio parere personale lo sport in particolare quello individuale aiuta a superare i propri limiti spostandoli in avanti. Per contro, le difficoltà principali credo siano i costi dei supporti, eccessivi per la maggior parte delle persone che vogliono avvicinarsi a questa disciplina, sopratutto se non c’è sostegno da parte delle istituzioni. Inoltre la promozione sportiva senza un’adeguato ritorno mediatico perde notevolmente forza nel raggiungere chi possa essere interessato ad intraprendere una disciplina nuova, completa e che regala tante soddisfazioni. Dal tuo punto di vista cosa si può fare per sviluppare ulteriormente la disciplina? Credo che la promozione sportiva sia una chiave fondamentale nello sviluppo della disciplina la Federazione compie già questo compito in maniera eccellente, il poter raggiungere il maggior numero di persone possibile sicuramente porterebbe ad un’incremento dei partecipanti che aumenterebbero di conseguenza il già alto livello raggiunto, oltre ovviamente a favorire un’avvicinamento di quelle persone che vorrebbero praticare il Paratriathlon a livello amatoriale Cosa ti ha lasciato a livello personale e professionale questo lavoro svolto? Gli aspetti che principalmente mi hanno colpito sono gli stessi che mi hanno spinto ad interessarmi al Paratriathlon in maniera piu’ approfondita. La difficoltà della disciplina che viene affrontata da tutti gli atleti con il massimo della determinazione senza tirarsi indietro, mi ha ricordato anche a livello personale a non arrendermi di fronte alle sfide che tutti i giorni la vita quotidiana ci presenta davanti e questo lavoro vuole essere anche un piccolo ringraziamento nei confronti di tutti quegli atleti. Ringraziamento che vorrei estendere a tutte quelle persone che mi hanno aiutato a creare questo lavoro: il mio relatore, il professor Roberto Bensi della facoltà di scienze motorie dell’ Università di Urbino, la Federazione Italiana Triathlon nella figura di Neil Mc Leod che grazie alla sua dedizione, alla sua disponibilità e al suo tempo ha permesso che questo lavoro prendesse vita, infine un ringraziamento mi sembra doveroso nei confronti dei miei genitori e la mia famiglia. Intanto il lavoro della Federazione continua incessantemente la scorsa Domenica 9 dicembnre 2012 in occasione del Meeting Internazionale di nuoto paralimpico ICP di Brescia erano presenti a fini promozionali il Consigliere federale e Campione Europeo in carica Michele Ferrarin, il CT Simone Biava, Antonella Giusti e Neil Mac Leod. Presente anche il fotografo Marco Bardella che quest’anno ha immortalato tante storie di triathlon italiano. Notevoli i riscontri da parte degli atleti che sempre più sono incuriositi ed affascinati dalla nostra triplice disciplina.
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