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Triathlon Lago di Vico: quando il confine fra eroismo e incoscienza è sottile.

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L’Ironman ha fatto la sua fortuna grazie a scene di atleti giunti al traguardo a gattoni, distrutti dalla fatica, al limite del collasso. Il triathleta in generale è visto come un super atleta e questo alone da “superman”non dispiace certo ai praticanti delle multidiscipline  che non disdegnano di raccontare le proprie gesta dipingendole spesso come vere e proprie imprese. Oltre alla durezza dei percorsi le condizioni atmosferiche particolarmente avverse è una delle componenti principali per una gara epica, eroica..
Domenica al Lago di Vico gli atleti hanno dovuto fare i conti con un vero e proprio nubifragio (vedi foto) creando situazioni a dir poco critiche.
Le testimonianze raccolte parlano di una situazione abbastanza normale alla partenza donne, il repentino cambiamento delle condizioni meteorologiche con temporale e pioggia torrenziale e la rottura dell’unica barca a motore sul percorso di nuoto hanno reso molto critica la situazione della prima frazioni uomini. Le condizioni della strada nella seconda frazione per tutti erano impossibili, oltre alla scarsa visibilità la strada si è trasformata in una piscina. Qualcuno ha addirittura alzato il braccio in stile “motomondiale” per richiamare l’attenzione dei giudici sulla situazione , chiedendo di fermare la gara , ma il tutto senza ottenere nulla.
Come sempre, nessuno ha fatto e detto nulla, tutto perchè nessuno si è fatto male seriamente, ma possibile che la gente sia così incosciente? Il giudice arbitro dov’era? Aspettava forse che si abbattesse un nubifragio o un terremoto per sospendere la gara?
La cosa ancora più assurda è che la federazione abbia omologato la gara, il nuoto era PALESEMENTE fuori tolleranza (poco più di 13′ per 1500m in quelle condizioni sono IMPOSSIBILI), la frazione in bici idem ( meno di un’ora in quelle condizioni è un tempo IMPOSSIBILE da realizzare, considerando poi che dalle foto si nota che tutti gli atleti hanno pedalato piano per evitare cadute), naturalmente immaginiamo che nel referto del giudice arbitro tutto sia risultato “normale”.
La federazione parla di Grand prix, circuiti e progetti vari per lanciare l’immagine del triathlon, ma prima dovrebbe pensare a partire dal basso, assurdo permettere un “vale tutto” , lavarsene poi le mani basandosi sul referto del giudice arbitro. Gli atleti hanno anche le loro colpe, tutti indignati di fronte a  divieti come quelli del due pezzi in alcune gare, tutti polemici su alcune regole  poi  TOTALMENTE indifferenti davanti a palesi violazioni da parte di organizzatori e giudici , tanto l’importante è correre, a qualsiasi costo !!!!!

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Triathlon Lago di Vico: quando il confine fra eroismo e incoscienza è sottile.

16th giugno, 2014
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L’Ironman ha fatto la sua fortuna grazie a scene di atleti giunti al traguardo a gattoni, distrutti dalla fatica, al limite del collasso. Il triathleta in generale è visto come un super atleta e questo alone da “superman”non dispiace certo ai praticanti delle multidiscipline  che non disdegnano di raccontare le proprie gesta dipingendole spesso come vere e proprie imprese. Oltre alla durezza dei percorsi le condizioni atmosferiche particolarmente avverse è una delle componenti principali per una gara epica, eroica..
Domenica al Lago di Vico gli atleti hanno dovuto fare i conti con un vero e proprio nubifragio (vedi foto) creando situazioni a dir poco critiche.
Le testimonianze raccolte parlano di una situazione abbastanza normale alla partenza donne, il repentino cambiamento delle condizioni meteorologiche con temporale e pioggia torrenziale e la rottura dell’unica barca a motore sul percorso di nuoto hanno reso molto critica la situazione della prima frazioni uomini. Le condizioni della strada nella seconda frazione per tutti erano impossibili, oltre alla scarsa visibilità la strada si è trasformata in una piscina. Qualcuno ha addirittura alzato il braccio in stile “motomondiale” per richiamare l’attenzione dei giudici sulla situazione , chiedendo di fermare la gara , ma il tutto senza ottenere nulla.
Come sempre, nessuno ha fatto e detto nulla, tutto perchè nessuno si è fatto male seriamente, ma possibile che la gente sia così incosciente? Il giudice arbitro dov’era? Aspettava forse che si abbattesse un nubifragio o un terremoto per sospendere la gara?
La cosa ancora più assurda è che la federazione abbia omologato la gara, il nuoto era PALESEMENTE fuori tolleranza (poco più di 13′ per 1500m in quelle condizioni sono IMPOSSIBILI), la frazione in bici idem ( meno di un’ora in quelle condizioni è un tempo IMPOSSIBILE da realizzare, considerando poi che dalle foto si nota che tutti gli atleti hanno pedalato piano per evitare cadute), naturalmente immaginiamo che nel referto del giudice arbitro tutto sia risultato “normale”.
La federazione parla di Grand prix, circuiti e progetti vari per lanciare l’immagine del triathlon, ma prima dovrebbe pensare a partire dal basso, assurdo permettere un “vale tutto” , lavarsene poi le mani basandosi sul referto del giudice arbitro. Gli atleti hanno anche le loro colpe, tutti indignati di fronte a  divieti come quelli del due pezzi in alcune gare, tutti polemici su alcune regole  poi  TOTALMENTE indifferenti davanti a palesi violazioni da parte di organizzatori e giudici , tanto l’importante è correre, a qualsiasi costo !!!!!

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