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Successo con piccola polemica nel medio di Lovere

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Successo con piccola polemica nel medio di Lovere

Si è concluso il circuito no draft 2014 con il triathlon medio di Lovere che alla sua prima edizione è stato subito un successo. Paesaggi stupendi , a detta di tutti gli atleti , per una gara che in campo maschile ha visto trionfare uno dei favoriti alla vigilia, Luca Bonazzi (Freezone) che prende la testa della gara nella seconda frazione e capitalizza al massimo il vantaggio accumulato nella prima frazione e in T1 su Senor (Cus Torino) che piazza il miglior parziale sulle due ruote e il secondo a piedi ma deve “accontentarsi” del secondo posto  davanti a Marchisio (Cus Torino):
Successo straniero in campo femminile con la francese Sandra Fantini che accumula un vantaggio consistente nel  nuoto facendo poi realizzare il secondo tempo in bici e controllando a piedi. Dietro a lei staccata di circa 8 Roberta Maule (Peschiera triathlon) mentre chiude il podio a oltre 10 dalla francese Eleonora Peroncini (Cus Parma).

Purtroppo nonostante l’ottima organizzazione ci sono stati alcuni problemi, il primo (anche se limitato rispetto ad altre gare)  del mancato rispetto del no draft, problema oramai cronico soprattutto vista la totale mancanza di controlli da parte dei giudici, il secondo ha riguardato lo sbaglio di percorso da parte dei primi concorrenti subito dopo il nuoto, errore causato dalla moto dell’organizzazione.

Riportiamo lo “sfogo” apparso su Facebook di Germano Raddi riguardo all’accaduto

Quella di ieri non era una gara qualsiasi, era la finale del circuito Italia “NO DRAFT” e non mi spiego come certe cose possano succedere!

Ok, l’atleta deve conoscere il percorso ma quando si trova in testa alla corsa e non una, ma due moto della “SCORTA TECNICA” (si fa per dire a questo punto) che devono fungere da apripista e sbagliano il percorso, mi fate capire perché l’atleta è il responsabile dell’ “errore”???

Ok, i tre atleti di testa e in fuga da soli erano pure presenti al briefing e almeno il mio FABIO CIVERA lo ha pure riascoltato nel video, poi però capita che ti trovi in gara in posizione da crono appoggiato alle tue appendici concentrato a spingere a 50 km orari in quel tratto pure leggermente in discesa, scortato non da una, ma ripeto da due moto della scorta tecnica che proseguono dritte perché sul giro PRESUNTO di boa, nessuno, dico nessuno addetto allo staff (se c’era perché c’è anche questo dubbio sentendo le testimonianze dei primi tre i quali nessuno ha visto nessuno) è intervenuto indicando la direzione giusta da prendere agli apripista che a loro volta avrebbero dovuto, come gli atleti stessi, se non a maggior ragione conoscere il percorso!

In questi casi poi all’atleta (e io parlo sempre del mio FABIO CIVERA) sorgono dei dubbi in tal senso e comincia a chiedersi: “ ma quei coni appena passati saranno stati a segnalare il giro di boa del percorso bici o del percorso a corsa? E si, perché forse anche se ho ascoltato il briefing potrei sbagliarmi, potrei non aver capito, o forse il giro di boa della bici è uno/due chilometri più avanti……. , ma siiiiii, è certamente così visto che nessuno ha sbandierato indicandoci niente, quello sarà sicuramente stato il giro di boa del percorso a piedi, considerando anche il fatto che oltre a non aver ricevuto nessuna indicazione dallo staff, anche la scorta tecnica non ha esitato a proseguire dritto.

E allora tutti i dubbi svaniscono, capisci che sei tu che non ha capito una mazza durante il briefing, pur apprezzando gli sforzi di Annovazzi (DT gara) che durante il briefing si è pure sforzato di fornire dei dettagli particolarissimi sulla direzione da prendere, precisando che si doveva svoltare all’incrocio di via XX settembre, ma poi, io che non sono di Lovere, come posso sapere dov’è quella via se nemmeno so della sua esistenza?
Allora via, seguo deciso le due moto, bello sereno e in massima spinta sui pedali!”

Dopo qualche minuto le moto rallentano e affiancano i tre atleti di testa e chiedono loro:” ma voi, conoscete il percorso?” …………… e da li in poi ti cade il mondo addosso!

Bon, pazienza! Fabio ci riprova, torna sul percorso e al giro di Boa (quello vero) finalmente presidiato, incrocia il suo compagno di squadra Massimo Lavelli, che conosce bene e sa quanto avrebbe preso dal nuoto e si rende conto che 8 minuti e 30 secondi (vedi classifica dei tempi nuoto) erano troppi per continuare a gareggiare e getta la spugna.
Persi 4’ 15” all’andata e 4’15 al ritorno, troppi per uno candidato non al podio ma alla vittoria come FABIO CIVERA!

Oltre al danno la beffa per un atleta che ha dedicato gli ultimi due mesi a preparare questa gara, per VINCERE il circuito NO DRAFT per il suo Team che ha investito molto: solo per Fabio spesi 100 euro iscrizione Sirone, 100 euro iscrizione Mugello, 100 euro iscrizione Lovere e 40 euro iscrizione Iseo senza considerare i costi di trasferta.

Molto apprezzate le scuse che prontamente l’organizzazione ci ha fatto, addirittura rimborsandoci dell’iscrizione e offrendoci ospitalità per la gara del 2015, ma il tanto ambito “ titolo” ormai nelle nostre mani si è visto sfumare, si, perché Fabio che fosse arrivato primo, secondo, terzo, quarto….calcolatrice alla mano avremmo VINTO!

Ecorace l’ho sempre considerata una delle migliori organizzazioni e non ho mai mancato di fargli i complimenti per tutto ringraziandoli sempre e anche in questa occasione ho apprezzato tutto (anche se me ne sono andato arrabbiato senza salutare nessuno e me ne scuso) , soprattutto le scuse immediate di Lamera e Volpi nei miei confronti, anche Annovazzi si è scusato con il mio atleta Civera e questo è molto apprezzabile perché so quanto queste persone hanno fatto e stanno facendo per il triathlon italiano.

La mia vuole solo essere una critica costruttiva e non una polemica, per cui mi permetto di suggerire per le prossime gare di predisporre a 100 mt dal giro di boa un cartello grande 1×1,5 mt che lo indica per tempo.

So cosa significa organizzare, ho fatto 6 edizioni del triathlon di Iseo in passato e cartelli del genere li ho sempre messi, non solo a 100mt dal giro di boa ma anche per indicare “DOSSI PERICOLOSI” “CURVE PERICOLOSE” e perfino “SERIE DI BUCHE” ed è per questo che mi permetto di farlo. Ho sempre posizionato i cartelli a 100 mt dal pericolo o variazione, ci mettevo una settimana a segnare il percorso bike e chi ha fatto ISEO in passato può testimoniarlo.

Un cartello posizionato a 100 mt può risolvere molte cose, come quella accaduta ieri a Lovere, perché sono certo che lo staff sul giro di Boa c’era, che Annovazzi, Lamera e Volpi hanno dato tutte le indicazioni a tutti dicendo chi doveva fare cosa, il problema è che non possono essere ovunque gli organizzatori e quindi si affidano al buon senso dello STAFF che con tutte le probabilità, forse era al bar li di fianco sotto i portici (si perché io la zona la conosco bene) a prendersi un caffè…… non pensando che dopo soli 24 minuti i primi atleti potessero aver compiuto 1900 mt di nuoto. Gli organizzatori non possono essere ovunque, sdoppiarsi, si affidano e basta, questo è quello che possono fare, affidarsi allo staff e alla scorta tecnica.

Detto questo, mi appello alla Federazione perché riveda il regolamento che riguarda questi casi, dove è palese che non può essere imputata la responsabilità agli atleti per sbaglio del percorso, specie quando sono i primi di testa lanciati sulla due ruote e concentrati in quello che stanno facendo PRECEDUTI A POCHI METRI dalle famose moto della SCORTA TECNICA che dovrebbero essere i primi a conoscere il percorso, provarlo e riprovarlo, e ancora provarlo e riprovarlo!!!

Inutili questi briefing dove per esempio si dice agli atleti “….. al 10° km circa, arrivati alla quarta rotonda in località Pinco Pallino svoltate a destra e alla quinta fate l’inversione seguendo le indicazioni che vi portano a Canicattì…..” ma scherziamo????? Arrivo da Napoli per gareggiare a Lovere e devo studiarmi google maps per tutta la notte? Magari su un percorso di un 70.3?

Non sarebbe più facile mettere alla guida delle moto gente più professionale? Istruirla e renderli responsabili di quello che fanno?

Che senso ha pagarli perché sono specializzati nella “SCORTA TECNICA” quando ti fanno certe str…..te? Soprattutto quando hai la certezza che il giorno prima hanno pure provato il percorso a detta degli organizzatori.

Non dimentichiamoci dunque di segnalare il percorso , mettendo cartelloni da 1 mt x 1,50 ai giri di boa 100 mt prima, sono certo che anche la scorta tecnica sarebbe agevolata, anche gli atleti nelle retrovie rimasti da soli avrebbero meno problemi, non vi pare? Nel caso di Lovere io li ho visti i cartelli del giro di boa, ma quello posto al secondo giro in località Riva di Solto.

Questa vicenda del primo giro di boa posto a Lovere centro è piena di forse: forse c’era lo staff o forse no, forse il cambio di percorso all’ultimo minuto non ha aiutato nessuno, forse quelli della scorta tecnica non hanno provato il percorso definitivo, forse Fabio Civera non avrebbe terminato la gara comunque perché FORSE avrebbe bucato a metà salita, forse il responsabile è Fabio, forse l’organizzazione, forse la scorta tecnica, forse forse…….una certezza comunque c’è, è che noi abbiamo perso il circuito “NO DRAFT” subendo un danno di IMMAGINE ed ECONOMICO, oltre la beffa per il nostro “povero” atleta che si è tanto sacrificato per preparare per mesi e mesi questa gara.

Non so chi è responsabile dell’accaduto, ma FEDERAZIONE, lo vogliamo rivedere questo regolamento?
L’atleta in questi casi deve essere riammesso perché non può essere considerato il RESPONSABILE del fatto a fronte di tante testimonianze – La stessa cosa successe anche a Manerba dove Jacopo Butturini venne dirottato fuori percorso dalla moto apripista della STESSA scorta tecnica, perdendo oltre 6 minuti inforcando una rotonda posizionata ai piedi di una discesa dove i ciclisti scendevano a 60 km orari e non solo io da testimone vidi l’addetto allo staff indicare la direzione sbagliata prima alla moto e poi all’atleta BUTTURINI da solo in fuga –

e di chi è la colpa? Se ci fosse stato un cartello che indicava il giro di boa a quella rotonda nessuno avrebbe sbagliato nemmeno il “vecchietto” sbandieratore che era confuso – un semplice cartello avrebbe tolto pure il dubbio a lui sulla direzione giusta da dare!

Forse il regolamento già lo prevede di posizionare il cartello “giro di Boa” un centinaio di metri prima, non ne sono sicuro, ma sono sicuro che anche a Manerba non c’era ed è stato inutile fare ricorso – la solita risposta dai giudici di gara: L’Atleta è l’unico responsabile e deve conoscere perfettamente il percorso!

Allora, cosa facciamo? perchè non mettiamo in condizioni gli atleti di perlustrare i percorsi almeno il giorno prima? ma se non sono segnalati, come si fa? Studiamo google maps tutta la notte solo perché vivo a 300 km di distanza e ho la colpa di non conoscere la zona? Mi pare un po’ assurdo!

Riascoltiamo tutti i briefing, ritengo siano inutili i riferimenti che danno i dt di gara legati a località e facendo riferimenti a monumenti, torri……ecc ecc ……, far contare rotonde agli atleti (almeno che siano della zona), forse sarebbe molto più facile obbligare a segnalare i percorsi come si deve agli organizzatori e responsabilizzare quei professionisti sulle Moto detti anche SCORTA TECNICA.

Onore ai vincitori del medio di Lovere e del circuito “NO DRAFT” , loro sono gli unici a non aver nessuna responsabilità!
Saluto cordialmente

Raddi Germano

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Successo con piccola polemica nel medio di Lovere

28th agosto, 2014
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Successo con piccola polemica nel medio di Lovere

Si è concluso il circuito no draft 2014 con il triathlon medio di Lovere che alla sua prima edizione è stato subito un successo. Paesaggi stupendi , a detta di tutti gli atleti , per una gara che in campo maschile ha visto trionfare uno dei favoriti alla vigilia, Luca Bonazzi (Freezone) che prende la testa della gara nella seconda frazione e capitalizza al massimo il vantaggio accumulato nella prima frazione e in T1 su Senor (Cus Torino) che piazza il miglior parziale sulle due ruote e il secondo a piedi ma deve “accontentarsi” del secondo posto  davanti a Marchisio (Cus Torino):
Successo straniero in campo femminile con la francese Sandra Fantini che accumula un vantaggio consistente nel  nuoto facendo poi realizzare il secondo tempo in bici e controllando a piedi. Dietro a lei staccata di circa 8 Roberta Maule (Peschiera triathlon) mentre chiude il podio a oltre 10 dalla francese Eleonora Peroncini (Cus Parma).

Purtroppo nonostante l’ottima organizzazione ci sono stati alcuni problemi, il primo (anche se limitato rispetto ad altre gare)  del mancato rispetto del no draft, problema oramai cronico soprattutto vista la totale mancanza di controlli da parte dei giudici, il secondo ha riguardato lo sbaglio di percorso da parte dei primi concorrenti subito dopo il nuoto, errore causato dalla moto dell’organizzazione.

Riportiamo lo “sfogo” apparso su Facebook di Germano Raddi riguardo all’accaduto

Quella di ieri non era una gara qualsiasi, era la finale del circuito Italia “NO DRAFT” e non mi spiego come certe cose possano succedere!

Ok, l’atleta deve conoscere il percorso ma quando si trova in testa alla corsa e non una, ma due moto della “SCORTA TECNICA” (si fa per dire a questo punto) che devono fungere da apripista e sbagliano il percorso, mi fate capire perché l’atleta è il responsabile dell’ “errore”???

Ok, i tre atleti di testa e in fuga da soli erano pure presenti al briefing e almeno il mio FABIO CIVERA lo ha pure riascoltato nel video, poi però capita che ti trovi in gara in posizione da crono appoggiato alle tue appendici concentrato a spingere a 50 km orari in quel tratto pure leggermente in discesa, scortato non da una, ma ripeto da due moto della scorta tecnica che proseguono dritte perché sul giro PRESUNTO di boa, nessuno, dico nessuno addetto allo staff (se c’era perché c’è anche questo dubbio sentendo le testimonianze dei primi tre i quali nessuno ha visto nessuno) è intervenuto indicando la direzione giusta da prendere agli apripista che a loro volta avrebbero dovuto, come gli atleti stessi, se non a maggior ragione conoscere il percorso!

In questi casi poi all’atleta (e io parlo sempre del mio FABIO CIVERA) sorgono dei dubbi in tal senso e comincia a chiedersi: “ ma quei coni appena passati saranno stati a segnalare il giro di boa del percorso bici o del percorso a corsa? E si, perché forse anche se ho ascoltato il briefing potrei sbagliarmi, potrei non aver capito, o forse il giro di boa della bici è uno/due chilometri più avanti……. , ma siiiiii, è certamente così visto che nessuno ha sbandierato indicandoci niente, quello sarà sicuramente stato il giro di boa del percorso a piedi, considerando anche il fatto che oltre a non aver ricevuto nessuna indicazione dallo staff, anche la scorta tecnica non ha esitato a proseguire dritto.

E allora tutti i dubbi svaniscono, capisci che sei tu che non ha capito una mazza durante il briefing, pur apprezzando gli sforzi di Annovazzi (DT gara) che durante il briefing si è pure sforzato di fornire dei dettagli particolarissimi sulla direzione da prendere, precisando che si doveva svoltare all’incrocio di via XX settembre, ma poi, io che non sono di Lovere, come posso sapere dov’è quella via se nemmeno so della sua esistenza?
Allora via, seguo deciso le due moto, bello sereno e in massima spinta sui pedali!”

Dopo qualche minuto le moto rallentano e affiancano i tre atleti di testa e chiedono loro:” ma voi, conoscete il percorso?” …………… e da li in poi ti cade il mondo addosso!

Bon, pazienza! Fabio ci riprova, torna sul percorso e al giro di Boa (quello vero) finalmente presidiato, incrocia il suo compagno di squadra Massimo Lavelli, che conosce bene e sa quanto avrebbe preso dal nuoto e si rende conto che 8 minuti e 30 secondi (vedi classifica dei tempi nuoto) erano troppi per continuare a gareggiare e getta la spugna.
Persi 4’ 15” all’andata e 4’15 al ritorno, troppi per uno candidato non al podio ma alla vittoria come FABIO CIVERA!

Oltre al danno la beffa per un atleta che ha dedicato gli ultimi due mesi a preparare questa gara, per VINCERE il circuito NO DRAFT per il suo Team che ha investito molto: solo per Fabio spesi 100 euro iscrizione Sirone, 100 euro iscrizione Mugello, 100 euro iscrizione Lovere e 40 euro iscrizione Iseo senza considerare i costi di trasferta.

Molto apprezzate le scuse che prontamente l’organizzazione ci ha fatto, addirittura rimborsandoci dell’iscrizione e offrendoci ospitalità per la gara del 2015, ma il tanto ambito “ titolo” ormai nelle nostre mani si è visto sfumare, si, perché Fabio che fosse arrivato primo, secondo, terzo, quarto….calcolatrice alla mano avremmo VINTO!

Ecorace l’ho sempre considerata una delle migliori organizzazioni e non ho mai mancato di fargli i complimenti per tutto ringraziandoli sempre e anche in questa occasione ho apprezzato tutto (anche se me ne sono andato arrabbiato senza salutare nessuno e me ne scuso) , soprattutto le scuse immediate di Lamera e Volpi nei miei confronti, anche Annovazzi si è scusato con il mio atleta Civera e questo è molto apprezzabile perché so quanto queste persone hanno fatto e stanno facendo per il triathlon italiano.

La mia vuole solo essere una critica costruttiva e non una polemica, per cui mi permetto di suggerire per le prossime gare di predisporre a 100 mt dal giro di boa un cartello grande 1×1,5 mt che lo indica per tempo.

So cosa significa organizzare, ho fatto 6 edizioni del triathlon di Iseo in passato e cartelli del genere li ho sempre messi, non solo a 100mt dal giro di boa ma anche per indicare “DOSSI PERICOLOSI” “CURVE PERICOLOSE” e perfino “SERIE DI BUCHE” ed è per questo che mi permetto di farlo. Ho sempre posizionato i cartelli a 100 mt dal pericolo o variazione, ci mettevo una settimana a segnare il percorso bike e chi ha fatto ISEO in passato può testimoniarlo.

Un cartello posizionato a 100 mt può risolvere molte cose, come quella accaduta ieri a Lovere, perché sono certo che lo staff sul giro di Boa c’era, che Annovazzi, Lamera e Volpi hanno dato tutte le indicazioni a tutti dicendo chi doveva fare cosa, il problema è che non possono essere ovunque gli organizzatori e quindi si affidano al buon senso dello STAFF che con tutte le probabilità, forse era al bar li di fianco sotto i portici (si perché io la zona la conosco bene) a prendersi un caffè…… non pensando che dopo soli 24 minuti i primi atleti potessero aver compiuto 1900 mt di nuoto. Gli organizzatori non possono essere ovunque, sdoppiarsi, si affidano e basta, questo è quello che possono fare, affidarsi allo staff e alla scorta tecnica.

Detto questo, mi appello alla Federazione perché riveda il regolamento che riguarda questi casi, dove è palese che non può essere imputata la responsabilità agli atleti per sbaglio del percorso, specie quando sono i primi di testa lanciati sulla due ruote e concentrati in quello che stanno facendo PRECEDUTI A POCHI METRI dalle famose moto della SCORTA TECNICA che dovrebbero essere i primi a conoscere il percorso, provarlo e riprovarlo, e ancora provarlo e riprovarlo!!!

Inutili questi briefing dove per esempio si dice agli atleti “….. al 10° km circa, arrivati alla quarta rotonda in località Pinco Pallino svoltate a destra e alla quinta fate l’inversione seguendo le indicazioni che vi portano a Canicattì…..” ma scherziamo????? Arrivo da Napoli per gareggiare a Lovere e devo studiarmi google maps per tutta la notte? Magari su un percorso di un 70.3?

Non sarebbe più facile mettere alla guida delle moto gente più professionale? Istruirla e renderli responsabili di quello che fanno?

Che senso ha pagarli perché sono specializzati nella “SCORTA TECNICA” quando ti fanno certe str…..te? Soprattutto quando hai la certezza che il giorno prima hanno pure provato il percorso a detta degli organizzatori.

Non dimentichiamoci dunque di segnalare il percorso , mettendo cartelloni da 1 mt x 1,50 ai giri di boa 100 mt prima, sono certo che anche la scorta tecnica sarebbe agevolata, anche gli atleti nelle retrovie rimasti da soli avrebbero meno problemi, non vi pare? Nel caso di Lovere io li ho visti i cartelli del giro di boa, ma quello posto al secondo giro in località Riva di Solto.

Questa vicenda del primo giro di boa posto a Lovere centro è piena di forse: forse c’era lo staff o forse no, forse il cambio di percorso all’ultimo minuto non ha aiutato nessuno, forse quelli della scorta tecnica non hanno provato il percorso definitivo, forse Fabio Civera non avrebbe terminato la gara comunque perché FORSE avrebbe bucato a metà salita, forse il responsabile è Fabio, forse l’organizzazione, forse la scorta tecnica, forse forse…….una certezza comunque c’è, è che noi abbiamo perso il circuito “NO DRAFT” subendo un danno di IMMAGINE ed ECONOMICO, oltre la beffa per il nostro “povero” atleta che si è tanto sacrificato per preparare per mesi e mesi questa gara.

Non so chi è responsabile dell’accaduto, ma FEDERAZIONE, lo vogliamo rivedere questo regolamento?
L’atleta in questi casi deve essere riammesso perché non può essere considerato il RESPONSABILE del fatto a fronte di tante testimonianze – La stessa cosa successe anche a Manerba dove Jacopo Butturini venne dirottato fuori percorso dalla moto apripista della STESSA scorta tecnica, perdendo oltre 6 minuti inforcando una rotonda posizionata ai piedi di una discesa dove i ciclisti scendevano a 60 km orari e non solo io da testimone vidi l’addetto allo staff indicare la direzione sbagliata prima alla moto e poi all’atleta BUTTURINI da solo in fuga –

e di chi è la colpa? Se ci fosse stato un cartello che indicava il giro di boa a quella rotonda nessuno avrebbe sbagliato nemmeno il “vecchietto” sbandieratore che era confuso – un semplice cartello avrebbe tolto pure il dubbio a lui sulla direzione giusta da dare!

Forse il regolamento già lo prevede di posizionare il cartello “giro di Boa” un centinaio di metri prima, non ne sono sicuro, ma sono sicuro che anche a Manerba non c’era ed è stato inutile fare ricorso – la solita risposta dai giudici di gara: L’Atleta è l’unico responsabile e deve conoscere perfettamente il percorso!

Allora, cosa facciamo? perchè non mettiamo in condizioni gli atleti di perlustrare i percorsi almeno il giorno prima? ma se non sono segnalati, come si fa? Studiamo google maps tutta la notte solo perché vivo a 300 km di distanza e ho la colpa di non conoscere la zona? Mi pare un po’ assurdo!

Riascoltiamo tutti i briefing, ritengo siano inutili i riferimenti che danno i dt di gara legati a località e facendo riferimenti a monumenti, torri……ecc ecc ……, far contare rotonde agli atleti (almeno che siano della zona), forse sarebbe molto più facile obbligare a segnalare i percorsi come si deve agli organizzatori e responsabilizzare quei professionisti sulle Moto detti anche SCORTA TECNICA.

Onore ai vincitori del medio di Lovere e del circuito “NO DRAFT” , loro sono gli unici a non aver nessuna responsabilità!
Saluto cordialmente

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