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Sara Tavecchio quando vincere non basta per indossare la divisa azzurra.

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Sara Tavecchio quando vincere non basta per indossare la divisa azzurra.

Nello sport si dice che i risultati sono gli unici che contano, che vincendo non si può che  dimostrare il proprio valore. Eppure sembrerebbe che nel triathlon italiano non funzioni proprio così…

Sara Tavecchio, atleta del Triathlon Cremona Stradivari, dopo aver iniziato con gare su distanza sprint e olimpici su strada, ha provato a cimentarsi con ottimi risultati anche su distanze lunghe ( suo primo Ironman sotto le 9.50′) con diversi successi. Negli ultimi anni però ha trovato la sua dimensione nel triathlon cross dove ha fatto incetta di vittorie e piazzamenti prestigiosi a livello internazionale. Lo scorso anno Sara ha piazzato diversi risultati di prestigio nel circuito mondiale XTerra ma la maglia azzurra non è arrivata. Quest’anno la Tavecchio ha vinto tutte le gare cross a cui ha partecipato in Italia, tra cui il titolo italiano a Dongo, oltre ai soliti piazzamenti eccellenti negli XTerra.

Con questi risultati però la portacolori del sodalizio lombardo si è vista negare la convocazione ai prossimi mondiali in Germania.  La motivazione della mancata convocazione è stata  che la stessa riguarda solo atleti in grado di fornire prestazioni di assoluto livello e che la gara che assegnava i titoli italiani per la tipologia del percorso per il meteo e per i puri aspetti tecnici non ha dato indicazioni tali da poter convocare  Tavecchio.

Si può sicuramente discutere su queste motivazioni anche alla luce del fatto  che comunque è stata convocata Monica Cibin  per il mondiale che a Dongo è comunque concluso la gara dietro  a Tavecchio. L’atleta selezionata quindi soddisfa i requisiti richiesti , su questo non si discute, ma Sara Tavecchio ha quasi sempre prevalso negli scontri diretti e a livello internazionale ha dimostrato comunque di poter competere con le migliori. Di solito il campo gara non mente mai, se vinci una volta può essere  una caso o un concatenarsi di situazioni fortunate , ma quando le vittorie diventano tante forse subentra il merito dell’atleta.

L’unico scontro diretto tra Sara e la Cibin è stato quello di Dongo dove la Tavecchio ha conquistato il titolo italiano, ma come si è potuto leggere sopra la gara non è stata ritenuta indicativa. Lo scorso anno erano uscite delle linee guida della federazione per le convocazioni (http://www.fitri.it/news.php?op=view&id=10392) che indicavano Orosei e i campionati italiani di specialità di Avigliana come gare selettive. La Tavecchio a Orosei ha chiuso 5° assoluta e prima delle italiane con un livello di atlete straniere al via decisamente alto, mentre ad Avigliana (vinto dalla Cibin) era assente in quanto iscritta all’ironman di Klagenfurt (chiuso al suo esordio sulla distanza con un ottimo 9.47′) già diverso tempo prima della stesura del calendario Fitri.

Di fatto quindi nelle due gare  valide come selezione entrambe hanno chiuso la gara come prima italiana, per le convocazioni però è stata premiata l’atleta che ha vinto i campionati italiani, mentre quest’anno che c’è stato lo scontro diretto proprio al campionato italiano, la vincitrice non è stata “premiata”…. Nella stessa stagione 2013 la Tavecchio ha  vinto il 70.3 di Forte Village, Triathlon Cross Albavilla, 5° assoluta (e prima italiana)  a Orosei, 5° assoluta (e prima italiana) nell’ XTerra Scanno, mentre nel 2014 ha vinto Punta Ala, Fiastra, Tarzo e i Campionati Italiani di Dongo, un filotto che non è comunque bastato  alla portacolori del triathlon Cremona Stradvari per vestire i colori azzurri. Rimane da capire però come la Tavecchio  venga esclusa con la motivazione che non è ”  in grado di fornire prestazioni di assoluto livello ” , quando le viene preferita una atleta che di fatto non ha dimostrato di essere nettamente superiore , ma se consideriamo   l’esperienza internazionale e gli scontri diretti  paga qualcosa rispetto alla Tavecchio.

Purtroppo da questa faccenda ne escono danneggiate le atlete , la Cibin che comunque si meriterebbe la convocazione, ma con l’esclusione dell’atleta lombarda viene a trovarsi indirettamente coinvolta dalla polemica e la Tavecchio stessa per la ingiusta esclusione, perchè da che mondo e mondo i risultati conquistati sui campi gara sono l’unica unità di misura del valore dell’atleta.

Certo che sarà un caso che la  Tavecchio difenda i colori della squadra di Massimo Ghezzi , all’ “opposizione” alle ultime elezioni così come Fabio Guidelli , oggetto di alcune esclusioni e dichiarato “oppositore” in fase di elezioni, ma vogliamo pensare che queste cose non c’entrino nulla con il vero sport.

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Sara Tavecchio quando vincere non basta per indossare la divisa azzurra.

31st luglio, 2014
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Sara Tavecchio quando vincere non basta per indossare la divisa azzurra.

Nello sport si dice che i risultati sono gli unici che contano, che vincendo non si può che  dimostrare il proprio valore. Eppure sembrerebbe che nel triathlon italiano non funzioni proprio così…

Sara Tavecchio, atleta del Triathlon Cremona Stradivari, dopo aver iniziato con gare su distanza sprint e olimpici su strada, ha provato a cimentarsi con ottimi risultati anche su distanze lunghe ( suo primo Ironman sotto le 9.50′) con diversi successi. Negli ultimi anni però ha trovato la sua dimensione nel triathlon cross dove ha fatto incetta di vittorie e piazzamenti prestigiosi a livello internazionale. Lo scorso anno Sara ha piazzato diversi risultati di prestigio nel circuito mondiale XTerra ma la maglia azzurra non è arrivata. Quest’anno la Tavecchio ha vinto tutte le gare cross a cui ha partecipato in Italia, tra cui il titolo italiano a Dongo, oltre ai soliti piazzamenti eccellenti negli XTerra.

Con questi risultati però la portacolori del sodalizio lombardo si è vista negare la convocazione ai prossimi mondiali in Germania.  La motivazione della mancata convocazione è stata  che la stessa riguarda solo atleti in grado di fornire prestazioni di assoluto livello e che la gara che assegnava i titoli italiani per la tipologia del percorso per il meteo e per i puri aspetti tecnici non ha dato indicazioni tali da poter convocare  Tavecchio.

Si può sicuramente discutere su queste motivazioni anche alla luce del fatto  che comunque è stata convocata Monica Cibin  per il mondiale che a Dongo è comunque concluso la gara dietro  a Tavecchio. L’atleta selezionata quindi soddisfa i requisiti richiesti , su questo non si discute, ma Sara Tavecchio ha quasi sempre prevalso negli scontri diretti e a livello internazionale ha dimostrato comunque di poter competere con le migliori. Di solito il campo gara non mente mai, se vinci una volta può essere  una caso o un concatenarsi di situazioni fortunate , ma quando le vittorie diventano tante forse subentra il merito dell’atleta.

L’unico scontro diretto tra Sara e la Cibin è stato quello di Dongo dove la Tavecchio ha conquistato il titolo italiano, ma come si è potuto leggere sopra la gara non è stata ritenuta indicativa. Lo scorso anno erano uscite delle linee guida della federazione per le convocazioni (http://www.fitri.it/news.php?op=view&id=10392) che indicavano Orosei e i campionati italiani di specialità di Avigliana come gare selettive. La Tavecchio a Orosei ha chiuso 5° assoluta e prima delle italiane con un livello di atlete straniere al via decisamente alto, mentre ad Avigliana (vinto dalla Cibin) era assente in quanto iscritta all’ironman di Klagenfurt (chiuso al suo esordio sulla distanza con un ottimo 9.47′) già diverso tempo prima della stesura del calendario Fitri.

Di fatto quindi nelle due gare  valide come selezione entrambe hanno chiuso la gara come prima italiana, per le convocazioni però è stata premiata l’atleta che ha vinto i campionati italiani, mentre quest’anno che c’è stato lo scontro diretto proprio al campionato italiano, la vincitrice non è stata “premiata”…. Nella stessa stagione 2013 la Tavecchio ha  vinto il 70.3 di Forte Village, Triathlon Cross Albavilla, 5° assoluta (e prima italiana)  a Orosei, 5° assoluta (e prima italiana) nell’ XTerra Scanno, mentre nel 2014 ha vinto Punta Ala, Fiastra, Tarzo e i Campionati Italiani di Dongo, un filotto che non è comunque bastato  alla portacolori del triathlon Cremona Stradvari per vestire i colori azzurri. Rimane da capire però come la Tavecchio  venga esclusa con la motivazione che non è ”  in grado di fornire prestazioni di assoluto livello ” , quando le viene preferita una atleta che di fatto non ha dimostrato di essere nettamente superiore , ma se consideriamo   l’esperienza internazionale e gli scontri diretti  paga qualcosa rispetto alla Tavecchio.

Purtroppo da questa faccenda ne escono danneggiate le atlete , la Cibin che comunque si meriterebbe la convocazione, ma con l’esclusione dell’atleta lombarda viene a trovarsi indirettamente coinvolta dalla polemica e la Tavecchio stessa per la ingiusta esclusione, perchè da che mondo e mondo i risultati conquistati sui campi gara sono l’unica unità di misura del valore dell’atleta.

Certo che sarà un caso che la  Tavecchio difenda i colori della squadra di Massimo Ghezzi , all’ “opposizione” alle ultime elezioni così come Fabio Guidelli , oggetto di alcune esclusioni e dichiarato “oppositore” in fase di elezioni, ma vogliamo pensare che queste cose non c’entrino nulla con il vero sport.

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