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Rilancio del duathlon e del settore “rosa” ? Altre promesse elettorali non mantenute!

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Dubbio

Nel programma elettorale di Bianchi c’erano tra i vari punti il rilancio del settore “rosa” e la valorizzazione del duathlon legato al settore multisport. Domenica si sono assegnati i titoli assoluti di duathlon classico e i numeri parlano tristemente chiaro: 179 uomini e 31 donne al traguardo.

Analizzando le ultime 9 edizioni dei campionati italiani di duathlon assoluto, solo 2 volte si hanno avuto meno donne al traguardo, nel 2009 a Spoleto (17) e nel 2012 sempre a Seclì (22). C’è da chiedersi cosa è stato fatto per le donne visto che i numeri sono veramente preoccupanti. Stesso discorso si può fare per il duathlon , negli ultimi due anni abbiamo vissuto un’ involuzione , il livello dei campionati italiani assoluti di duathlon classico è tremendamente sceso, quest’anno tra le donne per esempio non c’era alcuna atleta elite al via, nessuna militare e nessuna nazionale, negli uomini un solo miliare che tra l’altro si è iscritto con Wild Card e 1 solo nazionale (U23) di specialità.

Chi ha un po’ di memoria storica si ricorderà campionati italiani in cui tutti i big erano al via e sfide tra tutti gli specialisti e i triathleti, i vari Picco, Dotti, Brustolon, Alessandri, Luciani, Pigoni, Piacentini, Fumara, Lambruschini, Giordano, Di Bert, Sella ecc animavano e davano prestigio all’evento clou in Italia per quanto riguarda la specialità, ridotto oramai ad una gara  di contorno. Non c’è da meravigliarsi poi se il nostro settore duathlon è allo sbando, nessun elite tra gli uomini , tra le donne non siamo competitivi .

La Federazione negli ultimi due anni ha assegnato il titolo a  Seclì, lontanissima dal bacino maggiore di atleti , come risultato i numeri sono stati molto scarsi. Tra il 2013 e il 2014 la differenza l’hanno fatta due squadre, il Triathlon Raschiani Pavese e il Padovanuoto che hanno deciso di partecipare in massa per via del circuito duathlon e c.i. di società. Come già analizzato parliamo poi di due eventi che dovrebbero assegnare titoli nazionali di fatto circoscritti a competizioni tra squadre del sud Italia, nel 2013 di fatto solo 5 squadre del Nord erano al via (con 1 atleta) mentre nel 2014 sono state 6.

E’ un dato di fatto che le edizioni al sud Italia hanno fatto numeri decisamente inferiori rispetto alle edizioni del Nord, negli ultimi 9 anni il record spetta a Rivergaro (2007) con 400 uomini e 69 donne arrivate, seguito da Verona (2008) con 347 uomini e 63 donne, nel 2006 Ornavasso 248 uomini e 47 donne. L’ultima edizione al nord è stata quella del 2011 a Cesate con 213 uomini e 46 donne, tra l’altro in piena estate e con molte concomitanze come gare. Negli ultimi 3 anni si è sempre rimasti al centro/sud con al massimo 210 in totale al traguardo.

Forse la Federazione dovrebbe fare una riflessione se vuole nuovamente ritrovare numeri e livello degni di un campionato italiano e di conseguenza rilanciare il settore duathlon che oramai , di fatto, non esiste più, l’unico duathleta puro di livello rimasto è Fabio Villari, tra l’altro mai convocato in nazionale nonostante le numerose vittorie , il campione italiano di duathlon sprint è un triathleta, quello di classico è un winter triathleta, tra le donne a Seclì ha vinto Galluzzo che è una age group , mentre a Romano di Lombardia ha vinto Dossena che sarebbe di fatto l’unica che avrebbe il livello per competere a livello mondiale se riuscisse a colmare il gap nella seconda frazione.

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  1. nickname on 22 ottobre 2014 at 09:50 said:

    Sicuramente il duathlon potrebbe portare numeri visto l’elevato numero di ciclisti e podisti in Italia ma comunque è una specilità di nicchia all’interno della nicchia triathlon.

    Personalmente vedo il duathlon destinato a chi non sa nuotare ma vuole entrare nel mondo della multidisciplina (che fa tanto figo).

    Negli ultimi anni però si è anche assistito al messaggio da parte di alcuni triathleti che “tanto la muta ti aiuta a galleggiare” e quindi anche chi potrebbe andare meglio su un duathlon perchè poco acquatico si butta comunque nel triathlon completo annaspando nel nuoto ma recuperando eroicamente nelle altre 2 frazioni.

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Rilancio del duathlon e del settore “rosa” ? Altre promesse elettorali non mantenute!

21st ottobre, 2014
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Dubbio

Nel programma elettorale di Bianchi c’erano tra i vari punti il rilancio del settore “rosa” e la valorizzazione del duathlon legato al settore multisport. Domenica si sono assegnati i titoli assoluti di duathlon classico e i numeri parlano tristemente chiaro: 179 uomini e 31 donne al traguardo.

Analizzando le ultime 9 edizioni dei campionati italiani di duathlon assoluto, solo 2 volte si hanno avuto meno donne al traguardo, nel 2009 a Spoleto (17) e nel 2012 sempre a Seclì (22). C’è da chiedersi cosa è stato fatto per le donne visto che i numeri sono veramente preoccupanti. Stesso discorso si può fare per il duathlon , negli ultimi due anni abbiamo vissuto un’ involuzione , il livello dei campionati italiani assoluti di duathlon classico è tremendamente sceso, quest’anno tra le donne per esempio non c’era alcuna atleta elite al via, nessuna militare e nessuna nazionale, negli uomini un solo miliare che tra l’altro si è iscritto con Wild Card e 1 solo nazionale (U23) di specialità.

Chi ha un po’ di memoria storica si ricorderà campionati italiani in cui tutti i big erano al via e sfide tra tutti gli specialisti e i triathleti, i vari Picco, Dotti, Brustolon, Alessandri, Luciani, Pigoni, Piacentini, Fumara, Lambruschini, Giordano, Di Bert, Sella ecc animavano e davano prestigio all’evento clou in Italia per quanto riguarda la specialità, ridotto oramai ad una gara  di contorno. Non c’è da meravigliarsi poi se il nostro settore duathlon è allo sbando, nessun elite tra gli uomini , tra le donne non siamo competitivi .

La Federazione negli ultimi due anni ha assegnato il titolo a  Seclì, lontanissima dal bacino maggiore di atleti , come risultato i numeri sono stati molto scarsi. Tra il 2013 e il 2014 la differenza l’hanno fatta due squadre, il Triathlon Raschiani Pavese e il Padovanuoto che hanno deciso di partecipare in massa per via del circuito duathlon e c.i. di società. Come già analizzato parliamo poi di due eventi che dovrebbero assegnare titoli nazionali di fatto circoscritti a competizioni tra squadre del sud Italia, nel 2013 di fatto solo 5 squadre del Nord erano al via (con 1 atleta) mentre nel 2014 sono state 6.

E’ un dato di fatto che le edizioni al sud Italia hanno fatto numeri decisamente inferiori rispetto alle edizioni del Nord, negli ultimi 9 anni il record spetta a Rivergaro (2007) con 400 uomini e 69 donne arrivate, seguito da Verona (2008) con 347 uomini e 63 donne, nel 2006 Ornavasso 248 uomini e 47 donne. L’ultima edizione al nord è stata quella del 2011 a Cesate con 213 uomini e 46 donne, tra l’altro in piena estate e con molte concomitanze come gare. Negli ultimi 3 anni si è sempre rimasti al centro/sud con al massimo 210 in totale al traguardo.

Forse la Federazione dovrebbe fare una riflessione se vuole nuovamente ritrovare numeri e livello degni di un campionato italiano e di conseguenza rilanciare il settore duathlon che oramai , di fatto, non esiste più, l’unico duathleta puro di livello rimasto è Fabio Villari, tra l’altro mai convocato in nazionale nonostante le numerose vittorie , il campione italiano di duathlon sprint è un triathleta, quello di classico è un winter triathleta, tra le donne a Seclì ha vinto Galluzzo che è una age group , mentre a Romano di Lombardia ha vinto Dossena che sarebbe di fatto l’unica che avrebbe il livello per competere a livello mondiale se riuscisse a colmare il gap nella seconda frazione.

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