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Raffica di malori nel 70.3 di Pescara: sotto accusa l’organizzazione

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stupore

Sì è corsa Domenica la 5° edizione del 70.3 di Pescara che più che per l’aspetto sportivo sta facendo parlare di se per l’altissimo numero di atleti ricoverati nel dopo gara a causa di sintomi che per la maggior parte sono risultati comuni.

Per quanto riguarda la parte agonistica la vittoria in campo maschile è andata all’austriaco Reitmayr che prende il comando della gara nella frazione finale dopo che il poliziotto mestrino Alberto Casadei aveva cullato la speranza di essere profeta in patria e portarsi a casa la vittoria. In T2 sono entrati in 4 a giocarsi la vittoria, oltre all’austriaco e a mestrino anche gli altri due italiani Domenico Passuello e Jonathan Ciavatella , autori rispettivamente del 1° e 2° parziale nella frazione ciclistica, ma lo sforzo profuso sulle due ruote ha pagato il conto nella frazione finale. Sarà Passuello a conquistare il terzo posto davanti appunto a Ciavatella. Tra le donne vittoria della inglese del PPRTeam Vanessa Raw che fa il vuoto in bici e contiene la rimonta della austriaca Huetthaler che chiude 2° e della magiara del Forhans Erika Csomor.

Tra gli Age Group i migliori italiani sono stati tra gli uomini Luca Bonazzi che ha chiuso in 6° posizione assoluto e primo di categoria, così come Michela Menegon tra le donne che ha conquistato anche un 4° posto assoluto.

Come detto in apertura di articolo, 150 persone sono state soccorse e 3 sono state trattenute in ospedale in terapia intensiva. La giornata molto calda non ha di certo aiutato, ma sembrerebbe che le cause  di un numero così elevato di malori siano altre. Sulla pagina Facebook di una squadra italiana è nata una discussione che ha messo in evidenza la pessima qualità dell’acqua distribuita in alcuni ristori , in particolare le critiche hanno riguardato il suo odore sgradevole e che la provenienza (c’è chi afferma che siano stati utilizzati tubi di gomma per riempire i bicchieri ) discutibile dal punto di vista sanitario. La stragrande maggioranza delle persone intervenute alla discussione ha affermato di aver avuto gli stessi sintomi, diarrea e vomito, che a 4 giorni di distanza dalla chiusura della manifestazione in alcuni casi non sono ancora del tutto cessati.

Come detto le alte temperature hanno di certo messo alla dura prova il fisico degli atleti e l’improvvisazione, unitamente alla poca preparazione che porta diversi concorrenti ad affrontare queste gare , hanno sicuramente mietuto alcune “vittime” tra i partecipanti, ma difficile pensare che siano queste le uniche cause che hanno richiesto un numero così alto di soccorsi. Il costo dell’iscrizione e la nomea della manifestazione non possono permettere un approccio così superficiale riguardo un aspetto (idratazione) che diventa di estrema importanza in una gara che richiede uno sforzo impegnativo come il 70.3 e soprattutto, come detto, in una giornata con temperature quasi estreme. Ricordiamo che Pescara già in passate edizioni è stata al centro di grandi critiche per delle mancanze clamorose, ma come spesso capita il triatleta ha memoria molto corta, basta il mitico pallino per dimenticarsi di tutto e trasformarsi nell’ ennesimo “pollo da spennare”.

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Raffica di malori nel 70.3 di Pescara: sotto accusa l’organizzazione

18th giugno, 2015
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stupore

Sì è corsa Domenica la 5° edizione del 70.3 di Pescara che più che per l’aspetto sportivo sta facendo parlare di se per l’altissimo numero di atleti ricoverati nel dopo gara a causa di sintomi che per la maggior parte sono risultati comuni.

Per quanto riguarda la parte agonistica la vittoria in campo maschile è andata all’austriaco Reitmayr che prende il comando della gara nella frazione finale dopo che il poliziotto mestrino Alberto Casadei aveva cullato la speranza di essere profeta in patria e portarsi a casa la vittoria. In T2 sono entrati in 4 a giocarsi la vittoria, oltre all’austriaco e a mestrino anche gli altri due italiani Domenico Passuello e Jonathan Ciavatella , autori rispettivamente del 1° e 2° parziale nella frazione ciclistica, ma lo sforzo profuso sulle due ruote ha pagato il conto nella frazione finale. Sarà Passuello a conquistare il terzo posto davanti appunto a Ciavatella. Tra le donne vittoria della inglese del PPRTeam Vanessa Raw che fa il vuoto in bici e contiene la rimonta della austriaca Huetthaler che chiude 2° e della magiara del Forhans Erika Csomor.

Tra gli Age Group i migliori italiani sono stati tra gli uomini Luca Bonazzi che ha chiuso in 6° posizione assoluto e primo di categoria, così come Michela Menegon tra le donne che ha conquistato anche un 4° posto assoluto.

Come detto in apertura di articolo, 150 persone sono state soccorse e 3 sono state trattenute in ospedale in terapia intensiva. La giornata molto calda non ha di certo aiutato, ma sembrerebbe che le cause  di un numero così elevato di malori siano altre. Sulla pagina Facebook di una squadra italiana è nata una discussione che ha messo in evidenza la pessima qualità dell’acqua distribuita in alcuni ristori , in particolare le critiche hanno riguardato il suo odore sgradevole e che la provenienza (c’è chi afferma che siano stati utilizzati tubi di gomma per riempire i bicchieri ) discutibile dal punto di vista sanitario. La stragrande maggioranza delle persone intervenute alla discussione ha affermato di aver avuto gli stessi sintomi, diarrea e vomito, che a 4 giorni di distanza dalla chiusura della manifestazione in alcuni casi non sono ancora del tutto cessati.

Come detto le alte temperature hanno di certo messo alla dura prova il fisico degli atleti e l’improvvisazione, unitamente alla poca preparazione che porta diversi concorrenti ad affrontare queste gare , hanno sicuramente mietuto alcune “vittime” tra i partecipanti, ma difficile pensare che siano queste le uniche cause che hanno richiesto un numero così alto di soccorsi. Il costo dell’iscrizione e la nomea della manifestazione non possono permettere un approccio così superficiale riguardo un aspetto (idratazione) che diventa di estrema importanza in una gara che richiede uno sforzo impegnativo come il 70.3 e soprattutto, come detto, in una giornata con temperature quasi estreme. Ricordiamo che Pescara già in passate edizioni è stata al centro di grandi critiche per delle mancanze clamorose, ma come spesso capita il triatleta ha memoria molto corta, basta il mitico pallino per dimenticarsi di tutto e trasformarsi nell’ ennesimo “pollo da spennare”.

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