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Quando i giovani danno l’esempio….

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Esempio giovani

Spesso capita di leggere di polemiche, mancanza di sportività… A Piacenza in occasione della gara giovanile della Diga del Molato un nostro lettore ci ha voluto segnalare un gesto compiuto da due giovani ( per la cronaca si tratta di Leonardo Cantù del CNM Milano e Pietro Pozzi del Friesian Team)che fa emergere il lato più sano del nostro sport. Tanti atleti più adulti dovrebbero forse prendere esempio da questi due Ragazzi….

Non è una favola, non è un racconto di fantasia, è solo splendida realtà, ma volutamente non voglio menzionare, nomi, società, numeri, in questa occasione tutto ciò sono solo dettagli privi di importanza. Domenica 7 giugno nella suggestiva cornice della Diga del Molato in provincia di Piacenza si è tenuta una gara di Triathlon che ha coinvolto bimbi e bimbe, ragazze e ragazzi, alcuni in vero non proprio giovanissimi all’anagrafe, distribuiti nelle diverse categorie. Sempre una gioia per il cuore vedere qualche improbabile triatleta in là con gli anni, giovanotti aitanti, fisici più o meno imponenti, ragazzi e ragazze dare tutto se stessi, cuccioli, minicuccioli impegnarsi al massimo, genitori fare salti mortali per riuscire a seguire ogni momento della gara, ragazzine terminare la loro prova stremate a terra e complice anche la giornata di caldo torrido, vi garantisco che è capitato davvero di sovente. Ma dopo qualche respiro difficoltoso, un poco di ansia, vedere quel volto stravolto dallo sforzo tornare al sorriso e gonfiarsi della soddisfazione di avercela fatta, garantisco che riempie il cuore. Tutto scorre via, tra tanto impegno, le normali difficoltà e salti mortali dell’organizzazione, gli agitati e talvolta distratti spettatori sul percorso gara, qualche prestazione davvero di rilievo, e poi arrivano loro. Categoria Ragazzi al via, nati negli anni 2002/2003.

Si parte. Tuffo nelle fresche acque del lago artificiale, nel quale solo ai triatleti in queste occasioni viene permesso di immergersi, e inizia quella che dovrebbe essere una delle tante gare previste nel programma. Ad uscire dall’acqua in testa sono quattro cinque ragazzini quasi assieme, all’uscita della zona cambio il gruppo si assottiglia e nel tratto in bici un terzetto guida la competizione. Nuovo cambio frenetico e si parte per la frazione di corsa. In breve resta una coppia al comando, fianco a fianco, un metro avanti uno, un metro avanti l’altro, tra tifo e incitamenti. Passaggio davanti alla zona traguardo affiancati, prima di sparire dietro una curva per affrontare il giro di boa e poi tuffarsi verso la linea d’arrivo in un finale atteso che vede sbizzarrirsi in pronostici tutti i presenti. Attesa sul traguardo di vedere chi sbucherà per primo da quell’ultima curva. Ed eccoli, ancora affiancati, nessuno dei due molla un centimetro. Un caldo e un sole che a fine giornata ha regalato a tutti i presenti il segno sulla pelle, non li ha fiaccati, i presenti già pronti a schierarsi e a incitare stanno per lanciare le loro urla, quando accade ciò che non ti aspetti. Ciò che noi adulti Non Ci Aspettiamo e forse Solo Noi consideriamo eccezionale, loro no. Loro due no. Non importano i loro nomi, le loro due società o la loro provenienza.

Loro due a venti o trenta metri dal traguardo, si guardano e, con la massima semplicità, spontaneità e naturalezza che fanno ? Continuando a correre, la mano sinistra di uno prende la mano destra dell’altro e sereni e felici passano così il traguardo ! Grazie. Ragazzi, Grazie davvero! Nella sua semplicità una grandissima lezione di Sport, non meno importante perché fatta da due ragazzini, perché fatta in una gara spersa tra le montagne piacentine, perché non ci sono televisioni e giornalisti a documentarla, perché nessuno dei due è una celebrità, anzi forse proprio per tutte queste ragioni ancora più importante, vera, sincera, e alla quale ritengo sia doveroso dare il risalto che merita. Mi piace pensare che i genitori di questi ragazzini siano orgogliosi dei loro figli, che magari il frutto del loro gesto sia la massima espressione dei valori che un padre e una madre, hanno nei primi dodici, tredici anni della loro vita cercato di trasmettere, di fargli respirare. Mi piace pensare che l’organizzazione e i giudici, siano stati capaci di andare oltre a quello che chip e cronometri possano aver riportato a fine gara e senza guardare ciò che nudi ed asettici tempi possano aver decretato, hanno fatto salire sul gradino più alto del podio entrambi gli atleti, entrambi i ragazzi, entrambi gli autori di una splendida lezione per tutti noi, ancora una volta assieme, mano nella mano a gioire. Grazie.

Stefano Trevisani

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Quando i giovani danno l’esempio….

9th giugno, 2015
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Esempio giovani

Spesso capita di leggere di polemiche, mancanza di sportività… A Piacenza in occasione della gara giovanile della Diga del Molato un nostro lettore ci ha voluto segnalare un gesto compiuto da due giovani ( per la cronaca si tratta di Leonardo Cantù del CNM Milano e Pietro Pozzi del Friesian Team)che fa emergere il lato più sano del nostro sport. Tanti atleti più adulti dovrebbero forse prendere esempio da questi due Ragazzi….

Non è una favola, non è un racconto di fantasia, è solo splendida realtà, ma volutamente non voglio menzionare, nomi, società, numeri, in questa occasione tutto ciò sono solo dettagli privi di importanza. Domenica 7 giugno nella suggestiva cornice della Diga del Molato in provincia di Piacenza si è tenuta una gara di Triathlon che ha coinvolto bimbi e bimbe, ragazze e ragazzi, alcuni in vero non proprio giovanissimi all’anagrafe, distribuiti nelle diverse categorie. Sempre una gioia per il cuore vedere qualche improbabile triatleta in là con gli anni, giovanotti aitanti, fisici più o meno imponenti, ragazzi e ragazze dare tutto se stessi, cuccioli, minicuccioli impegnarsi al massimo, genitori fare salti mortali per riuscire a seguire ogni momento della gara, ragazzine terminare la loro prova stremate a terra e complice anche la giornata di caldo torrido, vi garantisco che è capitato davvero di sovente. Ma dopo qualche respiro difficoltoso, un poco di ansia, vedere quel volto stravolto dallo sforzo tornare al sorriso e gonfiarsi della soddisfazione di avercela fatta, garantisco che riempie il cuore. Tutto scorre via, tra tanto impegno, le normali difficoltà e salti mortali dell’organizzazione, gli agitati e talvolta distratti spettatori sul percorso gara, qualche prestazione davvero di rilievo, e poi arrivano loro. Categoria Ragazzi al via, nati negli anni 2002/2003.

Si parte. Tuffo nelle fresche acque del lago artificiale, nel quale solo ai triatleti in queste occasioni viene permesso di immergersi, e inizia quella che dovrebbe essere una delle tante gare previste nel programma. Ad uscire dall’acqua in testa sono quattro cinque ragazzini quasi assieme, all’uscita della zona cambio il gruppo si assottiglia e nel tratto in bici un terzetto guida la competizione. Nuovo cambio frenetico e si parte per la frazione di corsa. In breve resta una coppia al comando, fianco a fianco, un metro avanti uno, un metro avanti l’altro, tra tifo e incitamenti. Passaggio davanti alla zona traguardo affiancati, prima di sparire dietro una curva per affrontare il giro di boa e poi tuffarsi verso la linea d’arrivo in un finale atteso che vede sbizzarrirsi in pronostici tutti i presenti. Attesa sul traguardo di vedere chi sbucherà per primo da quell’ultima curva. Ed eccoli, ancora affiancati, nessuno dei due molla un centimetro. Un caldo e un sole che a fine giornata ha regalato a tutti i presenti il segno sulla pelle, non li ha fiaccati, i presenti già pronti a schierarsi e a incitare stanno per lanciare le loro urla, quando accade ciò che non ti aspetti. Ciò che noi adulti Non Ci Aspettiamo e forse Solo Noi consideriamo eccezionale, loro no. Loro due no. Non importano i loro nomi, le loro due società o la loro provenienza.

Loro due a venti o trenta metri dal traguardo, si guardano e, con la massima semplicità, spontaneità e naturalezza che fanno ? Continuando a correre, la mano sinistra di uno prende la mano destra dell’altro e sereni e felici passano così il traguardo ! Grazie. Ragazzi, Grazie davvero! Nella sua semplicità una grandissima lezione di Sport, non meno importante perché fatta da due ragazzini, perché fatta in una gara spersa tra le montagne piacentine, perché non ci sono televisioni e giornalisti a documentarla, perché nessuno dei due è una celebrità, anzi forse proprio per tutte queste ragioni ancora più importante, vera, sincera, e alla quale ritengo sia doveroso dare il risalto che merita. Mi piace pensare che i genitori di questi ragazzini siano orgogliosi dei loro figli, che magari il frutto del loro gesto sia la massima espressione dei valori che un padre e una madre, hanno nei primi dodici, tredici anni della loro vita cercato di trasmettere, di fargli respirare. Mi piace pensare che l’organizzazione e i giudici, siano stati capaci di andare oltre a quello che chip e cronometri possano aver riportato a fine gara e senza guardare ciò che nudi ed asettici tempi possano aver decretato, hanno fatto salire sul gradino più alto del podio entrambi gli atleti, entrambi i ragazzi, entrambi gli autori di una splendida lezione per tutti noi, ancora una volta assieme, mano nella mano a gioire. Grazie.

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