Mute Triathlon

Polemiche ai campionati italiani assoluti di triathlon sprint di Riccione

3 Flares Filament.io 3 Flares ×

stupore


E’ andata in archivio anche l’edizione 2016 del tri week di Riccione che ha visto l’assegnazione degli ultimi titoli stagionali di triathlon.

La parte agonistica ha visto la consacrazione in campo maschile di Daniel Hofer (Carabinieri) che ha finalmente portato a casa il titolo di campione italiano di triathlon sprint dopo numerosi assalti, strappandolo al compagno di squadra Alessandro Fabian con podio completato da un altro CC , Massimo De Ponti, che chiude alla grande la sua stagione 2016 che gli ha regalato il titolo nazionale nel duathlon sprint e i podi ai campionati italiani di triathlon olimpico e sprint. Ai piedi del podio a completare il poker del C.S. Carabinieri Mathias Steinwandter.

In campo femminile ennesimo titolo conquistato da AnnaMaria Mazzetti (Fiamme Oro), unica nazionale al via che ha regolato abbastanza agevolmente Mallozzi (Minerva Roma), giovanissima classe 2000 e Peron (Ravenna ) reduce dal suo esordio nel 70.3 a Pula di 7 giorni fa, dove ha vinto tra le Age Group.

La gara però passerà agli annali più per le numerose polemiche che sono scaturite nel dopo gara per via di alcuni episodi e decisioni a dir poco incredibili.

La manifestazione era già iniziata con un pessimo “bigliettino” da visita, infatti la dicitura sul portale di arrivo riportava errori di sintassi e grammaticali, che per un campionato italiano non sono accettabili. Il tutto è rimasto invariato sino a quando non sono stati fatti notare i macroscopici errori attraverso facebook e si è cercato di rimediare alla bene e meglio con una correzione “last minute” abbastanza imbarazzante.

Tralasciando il fatto che la seconda batteria donne non rispetta assolutamente il regolamento che vieta batterie con più di 150 atleti, il fatto più grave però è occorso durante la gara femminile. Dopo un nuoto tirato, Peron, Orla e Spimi erano riuscite ad accumulare un vantaggio di circa 15” sul resto delle inseguitrici e subito hanno tentato la fuga in bici, che nel 2014 aveva permesso proprio a Peron e Orla di entrare in t2 in testa alla gara. Dopo poco più di 1 km , le tre atlete di testa , superando una rotonda, trovano la strada sbarrata da una transenna ! Incredule le tre cominciano a girare nella rotonda, mentre da dietro Zane , che stava cercando di ricucire lo strappo, riesce a raggiungerle, ma trova anche lei la strada chiusa. Il gruppo delle inseguitrici riesce quindi a raggiungere le fuggitive , Giulia Sforza decide di superare la transenna saltando con la bicicletta sullo spartitraffico (per lei ci sarà il successivo ritiro per un guasto ad una ruota), la moto apripista prende la strada contromano e supera la transenna e quindi tutte le atlete rientrano sul percorso , ma con il tentativo di fuga annullato.

Naturalmente a fine gara le società dalle atlete più penalizzate hanno fatto ricorso , per loro però al danno si è aggiunta anche la beffa. Olte ad aver pagato 50 € per il ricorso e ulteriori 50 € per il reclamo, si sono visti respingere entrambi , con la motivazione che erano passati solo pochi km dall’inizio della frazione ciclistica e quindi non era possibile dire che la fuga sarebbe potuta andare in porto e quindi la gara era stata “regolare”, di conseguenza hanno pure perso le 100€ sborsate ! Della serie “cornute e mazziate” . Va doverosamente ricordato che in occasione dei campionati italiani giovanili di Viareggio di qualche anno fa era successo un fatto simile (con “proporzioni” diverse) , in quella occasione dopo poche centinaia di metri. A fine gara la Federazione ha deciso di ANNULLARE la gara valida per il titolo e ha OBBLIGATO la società organizzatrice a rimborsare tutte le quote di iscrizione alle società. Altro caso di due pesi e due misure? Fatto sta che oltre a non scusarsi con gli atleti , nessuno ha rimborsato loro nemmeno i soldi spesi per il ricorso e il reclamo.

Sempre nella stessa gara è stato rigettato un ricorso da parte del Cremona Stradivari , la cui atleta Steinhauser è stata penalizzata per la caduta della sua bicicletta in Z.c. causata da Mallozzi. Mentre la campionessa italiana di triathlon olimpico è stata richiamata e fatta tornare indietro, perdendo tempo, la giovane romana non è stata nemmeno richiamata. Anche la scorsa stagione la stessa atleta romana aveva vinto il titolo giovanile di duathlon con non poche polemiche, vincendo la volata correndo fuori dal percorso (facendo meno strada) e nonostante video, foto e un ricorso, non è stato preso alcun provvedimento.

A tutto questo va aggiunto il momento di panico che ha creato una macchina che è entrata sul percorso èè si è trovata ferma nella rotonda di fronte alla zona cambio, con le atlete che stavano sopraggiungendo e che l’hanno schivata per questione di centimetri.

Anche l’epilogo della gara maschile non è stato indenne da polemiche. Massimo De Ponti, dopo l’arrivo è stato squalificato per aver abbandonato la cuffia sulla spiaggia dopo la frazione natatoria, il tutto come stabilito da regolamento. Il carabiniere ha presentato regolare ricorso e , tra lo stupore di tutti, è stato accettato. Come già accaduto in occasione di altre squalifiche “ribaltate” dalla commissione d’ appello, ricordiamo che il compito di quest’ultima è di valutare unicamente se è stato applicato il regolamento, cosa che in questo caso è evidente. Sembrerebbe che un giudice abbia testimoniato che la cuffia è stata trovata a pochi metri dall’acqua, quindi potrebbe essere stata persa dall’atleta quando si trovava ancora nell’acqua e le onde l’avrebbero portata a riva. Come però si può chiaramente evincere dal video, ( https://www.youtube.com/watch?v=NkNZdmh6vsE&feature=youtu.be , al secondo 27-28 si vede sulla parte sinistra il momento in cui la cuffia di De Ponti cade sulla spiaggia )  questa ricostruzione è palesemente falsa, si nota chiaramente che l’atleta si toglie la cuffia diversi secondi dopo aver raggiunto la spiaggia . C’è da chiedersi come si possa in un campionato italiano con un’ infinità di giudici non aver visto questa scena e , soprattutto , come si può permettere di ribaltare una squalifica sacrosanta.

C’è forse da riflettere sulla questione regolamento. Come già evidenziato la seconda batteria donne non rispettava assolutamente il regolamento , così come in gara si è visto qualche atleta con body non conforme (non societario ) . Ci sono stati diversi squalificati, come a Cesenatico per superamento della linea di mezzeria durante la frazione in bici. Proprio dalla seconda tappa del grand prix si è dimostrata una certa attenzione su questa regola da parte dei giudici che hanno mietuto vittime illustri come Barnaby, Steinwandter, Bonin a Cesenatico e Facchinetti a Riccione. Dove erano però tutti questi puntigliosi giudici quando a Peschiera un atleta con bici dotata di freni a disco ha corso senza problemi, dove erano tutte le volte ( Caorle in primis) che atleti doppiati si sono accodati ad atleti a “pieni giri”, dove sono tutte le volte che si corre con divise “fuori legge” ? Il 90% delle gare in cui uomini e donne effettuano la frazione ciclistica contemporaneamente sullo stesso percorso, non viene mai sanzionata la scia, solo casi rari, stesso discorso nelle gare no draft, dove il 90% (minimo) dei furbetti rimane impunito.

3 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 3 Filament.io 3 Flares ×

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Argomenti Correlati
Autore
By
@novellimarco
Posts Correlati

Commenti dei lettori


Inserisci Il Tuo Commento

Altre Notizie

Polemiche ai campionati italiani assoluti di triathlon sprint di Riccione

3rd ottobre, 2016
3 Flares Filament.io 3 Flares ×

stupore


E’ andata in archivio anche l’edizione 2016 del tri week di Riccione che ha visto l’assegnazione degli ultimi titoli stagionali di triathlon.

La parte agonistica ha visto la consacrazione in campo maschile di Daniel Hofer (Carabinieri) che ha finalmente portato a casa il titolo di campione italiano di triathlon sprint dopo numerosi assalti, strappandolo al compagno di squadra Alessandro Fabian con podio completato da un altro CC , Massimo De Ponti, che chiude alla grande la sua stagione 2016 che gli ha regalato il titolo nazionale nel duathlon sprint e i podi ai campionati italiani di triathlon olimpico e sprint. Ai piedi del podio a completare il poker del C.S. Carabinieri Mathias Steinwandter.

In campo femminile ennesimo titolo conquistato da AnnaMaria Mazzetti (Fiamme Oro), unica nazionale al via che ha regolato abbastanza agevolmente Mallozzi (Minerva Roma), giovanissima classe 2000 e Peron (Ravenna ) reduce dal suo esordio nel 70.3 a Pula di 7 giorni fa, dove ha vinto tra le Age Group.

La gara però passerà agli annali più per le numerose polemiche che sono scaturite nel dopo gara per via di alcuni episodi e decisioni a dir poco incredibili.

La manifestazione era già iniziata con un pessimo “bigliettino” da visita, infatti la dicitura sul portale di arrivo riportava errori di sintassi e grammaticali, che per un campionato italiano non sono accettabili. Il tutto è rimasto invariato sino a quando non sono stati fatti notare i macroscopici errori attraverso facebook e si è cercato di rimediare alla bene e meglio con una correzione “last minute” abbastanza imbarazzante.

Tralasciando il fatto che la seconda batteria donne non rispetta assolutamente il regolamento che vieta batterie con più di 150 atleti, il fatto più grave però è occorso durante la gara femminile. Dopo un nuoto tirato, Peron, Orla e Spimi erano riuscite ad accumulare un vantaggio di circa 15” sul resto delle inseguitrici e subito hanno tentato la fuga in bici, che nel 2014 aveva permesso proprio a Peron e Orla di entrare in t2 in testa alla gara. Dopo poco più di 1 km , le tre atlete di testa , superando una rotonda, trovano la strada sbarrata da una transenna ! Incredule le tre cominciano a girare nella rotonda, mentre da dietro Zane , che stava cercando di ricucire lo strappo, riesce a raggiungerle, ma trova anche lei la strada chiusa. Il gruppo delle inseguitrici riesce quindi a raggiungere le fuggitive , Giulia Sforza decide di superare la transenna saltando con la bicicletta sullo spartitraffico (per lei ci sarà il successivo ritiro per un guasto ad una ruota), la moto apripista prende la strada contromano e supera la transenna e quindi tutte le atlete rientrano sul percorso , ma con il tentativo di fuga annullato.

Naturalmente a fine gara le società dalle atlete più penalizzate hanno fatto ricorso , per loro però al danno si è aggiunta anche la beffa. Olte ad aver pagato 50 € per il ricorso e ulteriori 50 € per il reclamo, si sono visti respingere entrambi , con la motivazione che erano passati solo pochi km dall’inizio della frazione ciclistica e quindi non era possibile dire che la fuga sarebbe potuta andare in porto e quindi la gara era stata “regolare”, di conseguenza hanno pure perso le 100€ sborsate ! Della serie “cornute e mazziate” . Va doverosamente ricordato che in occasione dei campionati italiani giovanili di Viareggio di qualche anno fa era successo un fatto simile (con “proporzioni” diverse) , in quella occasione dopo poche centinaia di metri. A fine gara la Federazione ha deciso di ANNULLARE la gara valida per il titolo e ha OBBLIGATO la società organizzatrice a rimborsare tutte le quote di iscrizione alle società. Altro caso di due pesi e due misure? Fatto sta che oltre a non scusarsi con gli atleti , nessuno ha rimborsato loro nemmeno i soldi spesi per il ricorso e il reclamo.

Sempre nella stessa gara è stato rigettato un ricorso da parte del Cremona Stradivari , la cui atleta Steinhauser è stata penalizzata per la caduta della sua bicicletta in Z.c. causata da Mallozzi. Mentre la campionessa italiana di triathlon olimpico è stata richiamata e fatta tornare indietro, perdendo tempo, la giovane romana non è stata nemmeno richiamata. Anche la scorsa stagione la stessa atleta romana aveva vinto il titolo giovanile di duathlon con non poche polemiche, vincendo la volata correndo fuori dal percorso (facendo meno strada) e nonostante video, foto e un ricorso, non è stato preso alcun provvedimento.

A tutto questo va aggiunto il momento di panico che ha creato una macchina che è entrata sul percorso èè si è trovata ferma nella rotonda di fronte alla zona cambio, con le atlete che stavano sopraggiungendo e che l’hanno schivata per questione di centimetri.

Anche l’epilogo della gara maschile non è stato indenne da polemiche. Massimo De Ponti, dopo l’arrivo è stato squalificato per aver abbandonato la cuffia sulla spiaggia dopo la frazione natatoria, il tutto come stabilito da regolamento. Il carabiniere ha presentato regolare ricorso e , tra lo stupore di tutti, è stato accettato. Come già accaduto in occasione di altre squalifiche “ribaltate” dalla commissione d’ appello, ricordiamo che il compito di quest’ultima è di valutare unicamente se è stato applicato il regolamento, cosa che in questo caso è evidente. Sembrerebbe che un giudice abbia testimoniato che la cuffia è stata trovata a pochi metri dall’acqua, quindi potrebbe essere stata persa dall’atleta quando si trovava ancora nell’acqua e le onde l’avrebbero portata a riva. Come però si può chiaramente evincere dal video, ( https://www.youtube.com/watch?v=NkNZdmh6vsE&feature=youtu.be , al secondo 27-28 si vede sulla parte sinistra il momento in cui la cuffia di De Ponti cade sulla spiaggia )  questa ricostruzione è palesemente falsa, si nota chiaramente che l’atleta si toglie la cuffia diversi secondi dopo aver raggiunto la spiaggia . C’è da chiedersi come si possa in un campionato italiano con un’ infinità di giudici non aver visto questa scena e , soprattutto , come si può permettere di ribaltare una squalifica sacrosanta.

C’è forse da riflettere sulla questione regolamento. Come già evidenziato la seconda batteria donne non rispettava assolutamente il regolamento , così come in gara si è visto qualche atleta con body non conforme (non societario ) . Ci sono stati diversi squalificati, come a Cesenatico per superamento della linea di mezzeria durante la frazione in bici. Proprio dalla seconda tappa del grand prix si è dimostrata una certa attenzione su questa regola da parte dei giudici che hanno mietuto vittime illustri come Barnaby, Steinwandter, Bonin a Cesenatico e Facchinetti a Riccione. Dove erano però tutti questi puntigliosi giudici quando a Peschiera un atleta con bici dotata di freni a disco ha corso senza problemi, dove erano tutte le volte ( Caorle in primis) che atleti doppiati si sono accodati ad atleti a “pieni giri”, dove sono tutte le volte che si corre con divise “fuori legge” ? Il 90% delle gare in cui uomini e donne effettuano la frazione ciclistica contemporaneamente sullo stesso percorso, non viene mai sanzionata la scia, solo casi rari, stesso discorso nelle gare no draft, dove il 90% (minimo) dei furbetti rimane impunito.

3 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 3 Filament.io 3 Flares ×
By
@novellimarco
3 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 3 Filament.io 3 Flares ×
backtotop