Mute Triathlon

Pianeta Donna: tre domande ad Alessia Orla

2 Flares Filament.io 2 Flares ×

Alessia Orla

A cura di Dominique Domenica Oliveto

Atleta piemontese che è approdata in lombardia alla DDS dopo tutta la trafila giovanile nella squadra della sua città, il Torino Triathlon, sicuramente la più eccentrica tra le triatlete italiane (“famosi” i cambi di colore dei suoi capelli), sempre con la valigia pronta. Sitamo parlando della giovane Alessia Orla, protagonista questa settimana di Pianeta Donna, che le ha rivolto tre domande:

Allora Alessia, iniziamo per gradi: tu, pur essendo molto giovane, sei sui campi gara da molto tempo ed hai vinto parecchio. Ci racconti quale di queste vittorie ti piace particolarmente ricordare?

Le vittorie più belle per me sono sempre avvenute dopo un periodo difficile e non per forza per “vittoria” intendo vincere. Mi sono presa tante piccole soddisfazioni e l’adrenalina che ti scorre quando tagli per prima il traguardo è quello che mi spinge a lottare giorno per giorno anche se in questo momento, in cui ti rendi conto che non si gioca più e l’aspetto mentale è la cosa che conta maggiormente, diventa sempre più difficile. Una delle gare che mi piace ricordare più di tutte sono comunque gli italiani di sprint a Riccione 2014, per il bronzo che ho vinto e che era davvero inaspettato ma anche perché nonostante la fatica non ho mai smesso di crederci, ho fatto una gara d’attacco e sono sempre stata concentrata

Hai corso sia la prima edizione dei Giochi Olimpici giovanili che dei Giochi Europei :come hai vissuto questi due grandi eventi?

Ovviamente sono onorata di aver partecipato ad entrambi gli eventi! Non molti possono dire lo stesso, sono molto grata per l’opportunità. A Singapore è stato semplicemente fantastico. Quando sono caduta (e sono caduta veramente male!) non ho pensato ad altro che finire la gara, non importava quanto male mi fossi fatta. Il risultato è stato poi quello che è stato ma sono davvero fiera di me! Non posso dire lo stesso per Baku purtroppo. Ho sofferto la gara dal primo momento. Non sono una che si sopravvaluta e sapevo benissimo contro chi mi scontravo, volevo solo fare la mia gara serenamente ma penso che per una serie di motivi mi siano mancate le energie sufficienti. Sono delusa dalla mia prestazione a Baku ma so che quello non è il mio livello, probabilmente con un po’ più di sicurezza e in un momento diverso da quello che è stato mi sarei difesa meglio.

Sei stata per un periodo ad allenarti in Australia …le differenze con l’Italia quali sono? Raccontaci quanto hai amato questa terra.

Ho amato l’Australia dal primo momento. Ho adorato le persone e il loro spirito sportivo così rilassato e diverso da quello europeo dove vivono le competizioni con gioia e come una festa, pedalando su catorci arrugginiti. In Australia trovi di tutto: dall’atleta top alla signore sovrappeso che beve birra ai ristori, tutti in armonia fra di loro. Le gare x gli age group sono tutte no draft e nessuno fa scia per davvero, tutti hanno rispetto per i propri avversari. Se c’è l’oceano agitato non c’è problema, se piove o grandina Si gareggia lo stesso. Penso siano anni luce avanti a noi, non c’è decisamente paragone! Si svegliano tutti, elite, bambini e amatori alle 5 di mattina e si va a nuotare, al buio…o in bici con la luce sul casco o sulla bici, su questi stradoni in mezzo ai canguri e gli automobilisti hanno rispetto per gli sportivi

2 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 2 Filament.io 2 Flares ×

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Argomenti Correlati
Autore
By
@novellimarco
Posts Correlati

Commenti dei lettori


Inserisci Il Tuo Commento

Altre Notizie

Pianeta Donna: tre domande ad Alessia Orla

31st luglio, 2015
2 Flares Filament.io 2 Flares ×

Alessia Orla

A cura di Dominique Domenica Oliveto

Atleta piemontese che è approdata in lombardia alla DDS dopo tutta la trafila giovanile nella squadra della sua città, il Torino Triathlon, sicuramente la più eccentrica tra le triatlete italiane (“famosi” i cambi di colore dei suoi capelli), sempre con la valigia pronta. Sitamo parlando della giovane Alessia Orla, protagonista questa settimana di Pianeta Donna, che le ha rivolto tre domande:

Allora Alessia, iniziamo per gradi: tu, pur essendo molto giovane, sei sui campi gara da molto tempo ed hai vinto parecchio. Ci racconti quale di queste vittorie ti piace particolarmente ricordare?

Le vittorie più belle per me sono sempre avvenute dopo un periodo difficile e non per forza per “vittoria” intendo vincere. Mi sono presa tante piccole soddisfazioni e l’adrenalina che ti scorre quando tagli per prima il traguardo è quello che mi spinge a lottare giorno per giorno anche se in questo momento, in cui ti rendi conto che non si gioca più e l’aspetto mentale è la cosa che conta maggiormente, diventa sempre più difficile. Una delle gare che mi piace ricordare più di tutte sono comunque gli italiani di sprint a Riccione 2014, per il bronzo che ho vinto e che era davvero inaspettato ma anche perché nonostante la fatica non ho mai smesso di crederci, ho fatto una gara d’attacco e sono sempre stata concentrata

Hai corso sia la prima edizione dei Giochi Olimpici giovanili che dei Giochi Europei :come hai vissuto questi due grandi eventi?

Ovviamente sono onorata di aver partecipato ad entrambi gli eventi! Non molti possono dire lo stesso, sono molto grata per l’opportunità. A Singapore è stato semplicemente fantastico. Quando sono caduta (e sono caduta veramente male!) non ho pensato ad altro che finire la gara, non importava quanto male mi fossi fatta. Il risultato è stato poi quello che è stato ma sono davvero fiera di me! Non posso dire lo stesso per Baku purtroppo. Ho sofferto la gara dal primo momento. Non sono una che si sopravvaluta e sapevo benissimo contro chi mi scontravo, volevo solo fare la mia gara serenamente ma penso che per una serie di motivi mi siano mancate le energie sufficienti. Sono delusa dalla mia prestazione a Baku ma so che quello non è il mio livello, probabilmente con un po’ più di sicurezza e in un momento diverso da quello che è stato mi sarei difesa meglio.

Sei stata per un periodo ad allenarti in Australia …le differenze con l’Italia quali sono? Raccontaci quanto hai amato questa terra.

Ho amato l’Australia dal primo momento. Ho adorato le persone e il loro spirito sportivo così rilassato e diverso da quello europeo dove vivono le competizioni con gioia e come una festa, pedalando su catorci arrugginiti. In Australia trovi di tutto: dall’atleta top alla signore sovrappeso che beve birra ai ristori, tutti in armonia fra di loro. Le gare x gli age group sono tutte no draft e nessuno fa scia per davvero, tutti hanno rispetto per i propri avversari. Se c’è l’oceano agitato non c’è problema, se piove o grandina Si gareggia lo stesso. Penso siano anni luce avanti a noi, non c’è decisamente paragone! Si svegliano tutti, elite, bambini e amatori alle 5 di mattina e si va a nuotare, al buio…o in bici con la luce sul casco o sulla bici, su questi stradoni in mezzo ai canguri e gli automobilisti hanno rispetto per gli sportivi

2 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 2 Filament.io 2 Flares ×
By
@novellimarco
2 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 2 Filament.io 2 Flares ×
backtotop