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Pianeta Donna : tre domande a Silvia Riccò

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Silvia Riccò

A cura di Domenica Dominique Oliveto

Pianeta Donna questa settimana pone le tre domande di rito a Silvia Riccò, atleta che tutti hanno apprezzato sia con il pettorale indossato che con il microfono in mano.  La sua attività agonistica è iniziata oltre 20 anni fa e che l’ha portata a vestire la divisa delle Fiamme Azzurre oltre che delle nazionali italiane. Nel suo curriculum diverse vittorie su tutte le distanze e specialità  anche tricolori, non solo in Italia . Negli ultimi anni la si vede raramente sui campi gara ma la si può ascoltare ad animare diverse gare del panorama nazionale. Ecco le tre domande che Pianeta Donna le ha posto:

 

Come e quando è iniziata la tua avventura con il  triathlon?

La mia avventura nel triathlon è iniziata nel lontano 1989, all’età di 19 anni,  Fabio Bonini bagnino della piscina dove insegnavo,  uno storico pioniere del mondo del triathlon, mi si avvicina proponendomi questo sconosciutissimo sport… Silvia, tu che hai nuotato, vai a correre, perché non provi a fare triathlon? Logico, la prima domanda è stata quella volta a capire cosa fosse… poi pian piano ho iniziato a pensarci, idea che ronzava in testa. Faccio presente che si parlava del nulla, nessuno sapeva cosa fosse! Ho iniziato i miei primi “allenamenti” andando a scuola con una bici olandese 10km andare 10 tornare con salita. Si parlava di fare un triathlon sprint a Reggio Emilia, pertanto obiettivo era fare 500m nuoto (allora questa era la distanza) 20 in bici, mi sono detta vado e torno da scuola, ok ci sono, corsa? Avevo smesso da un anno, e su consiglio di Fabio, ho provato a corre 5km scesa dalla bici, ci sono riuscita…
BENE ERO PRONTA. A fare cosa lo ignoravo, tanto che a Maggio alla gara, uscii dalla zona cambio dopo il nuoto, per andare sotto a un albero, a cambiarmi… e chi sapeva cosa dovevo fare!!! non potevo certo pedalare in costume! La mia bici? un ibrido tra una da corsa e  una da cicloturismo di mio nonno… scesa  per la frazione podistica, si salvi chi può! credevo di correre sulle uova!
Arrivata morta… 4° su quattro mi sono detta:QUESTO è IL MIO SPORT!” tutto da inventare, all’epoca.
Da qualche anno fai la speaker per molte gare di triathlon. Raccontaci come hai  iniziato e cosa ti piace di più di questo “mestiere”...
Triathlete intitolò un articolo su di me… “Silvia la Radio” detto tutto.
Nel 1996 non ho partecipai al mondiale per un intervento di appendicite, pertanto  andai all’isola d’Elba, teatro dei C.Italiani di Lungo, notai che sul palco a raccontare la gara non c’era nessuno… un funerale!
Parlai con l’allora presidente Sbernardori, lamentandomi del fatto che così era triste, un campionato italiano senza Speaker..una tristezza per noi appassionati della triplice!!! Come eravamo messi!!! Lo speaker era la stessa persona che girava sul percorso a fare le foto!!! Mi disse, sali tu, la parlantina non ti manca! Non ci ho pensato 2 volte, non potevo vedere svolgersi un campionato Italiano come se fosse una scampagnata tra amici…. e come si dice… da cosa nasce cosa….
Il triathlon ha avuto un ruolo importantissimo nella mia vita, so cosa significa allenarsi, sia come professionista che da amatore, ho percorso tutti le due strade, so cosa si prova alla partenza, durante la gara e all’arrivo. In ogni traguardo,  dal vincitore all’ultimo, ci vedo tanto,  e mi piace condividere ed esaltare ogni impresa, ovvero di tutti i concorrenti, che come sono solita dire, sono tutti vincitori, ognuno col proprio obiettivo. Quello che mi rimane sempre dentro, nonostante la stanchezza, maggiore di quando si gareggia, è l’energia che si respira nell’aria…
Silvia Riccò sta gareggiando …scegli la gara che ti ha dato più  soddisfazione e raccontala da speaker
Ho vinto titoli e gare accreditate, ognuna ha mi ha lasciato tanto dentro, come mi hanno dato tanto le sconfitte, forse queste ultime sono quelle che mi hanno fatto crescere e maturare maggiormente, obbligano a scontrarsi coi propri limiti e debolezze, unico modo per superarle, ovvero conoscerle.
Forse perché è la più recente, forse perché ci sono arrivata con una diversa mentalità, parlo dei C.Italiani di Triathlon Cross 2012, a differenza di altre gare, non mi ha dato gloria, prestigio, ma mi ha fatto credere che ancora nello sport, i Valori vincono su tutto.
 In quella gara , ho vissuto un mare di emozioni: dalla preparazione, fatta centellinando ore, mentre mio figlio praticava sport io ci ricavavo il tempo per i miei allenamenti, circa 4/5 a settimana, ma ben gestiti, l’esperienza non mi mancava. Poi mi trovo in gara, serena e scopro che dopo il nuoto oltre a essere prima delle italiane, sono terza assoluta con le big del circuito internazionale,… arrivo quasi a fine gara con un bel vantaggio, ancora 4 assoluta e incrementavo su Sara Tavecchio mia diretta avversaria, e sapevo che nelle gambe avevo una bella corsa…
Poi quanto tutto sembra volgere al meglio, FORO!!!
 Uso il primo fast, niente poco dopo tutto uguale, mi rifermo, un atleta me ne passa un altro… poco serve…ne uso 4 ricevuti sul percorso!!!  mi raggiunge Sara, si ferma e mi dice di prendere il suo fast…rifiuto! non posso lasciarla senza, mancavano 8 km, se poi forava lei! una responsabilità che non volevo, la faccio andare e uso quel poco che avevo dai 4 ricevuti sul percorso! La ri-supero… poco dopo di nuovo a zero.. volevo mangiare la bici!
E qui una cosa stupenda, che ti fa dimenticare il titolo.
Sara si ferma di nuovo, mi ripropone il suo fast, non voglio, e come sa fare lei, decisa mi urla. “cazzo Silvia prendi sto fast, chi se ne frega devi finirla!” lo prendo, ormai sono in ipnosi e lei va… poi purtroppo la mia ruota era un disastro, cammino per 10′ non volevo abbandonare, ma ormai…
altro colpo di scena, Massimo Marabese, arriva, Silvia che cosa fai a piedi!! Prendi la mia bici, non so se ridere piangere o cosa, in questi momenti tanta roba passa dentro, lo guardo e gli dico Max ma ti vedi? sei 20 cm più di me …allora toglie la ruota e mi dà la sua… rinuncia alla sua trasferta alla sua gara. Ormai non dovevo finirla per vincerla, dovevo arrivare per onorare ciò che era stato fatto per me, ciò che si era vissuto su questo campo… sono arrivata piangendo,….non per aver perso un titolo, ma per le emozioni vissute.. tra le braccia della VINCITRICE, una Signora!!!  SARA TAVECCHIO,  LA GARA PIU’ BELLA DELLA MIA VITA,  che ancora a raccontarla mi commuove.
ps:Marabese cagnaccio, dando il colpo di grazia alla mia ruota, l’ha continuata pedalando sul cerchione…ma l’ha finita che fenomeno! che gioia la mia!
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Pianeta Donna : tre domande a Silvia Riccò

31st maggio, 2015
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Silvia Riccò

A cura di Domenica Dominique Oliveto

Pianeta Donna questa settimana pone le tre domande di rito a Silvia Riccò, atleta che tutti hanno apprezzato sia con il pettorale indossato che con il microfono in mano.  La sua attività agonistica è iniziata oltre 20 anni fa e che l’ha portata a vestire la divisa delle Fiamme Azzurre oltre che delle nazionali italiane. Nel suo curriculum diverse vittorie su tutte le distanze e specialità  anche tricolori, non solo in Italia . Negli ultimi anni la si vede raramente sui campi gara ma la si può ascoltare ad animare diverse gare del panorama nazionale. Ecco le tre domande che Pianeta Donna le ha posto:

 

Come e quando è iniziata la tua avventura con il  triathlon?

La mia avventura nel triathlon è iniziata nel lontano 1989, all’età di 19 anni,  Fabio Bonini bagnino della piscina dove insegnavo,  uno storico pioniere del mondo del triathlon, mi si avvicina proponendomi questo sconosciutissimo sport… Silvia, tu che hai nuotato, vai a correre, perché non provi a fare triathlon? Logico, la prima domanda è stata quella volta a capire cosa fosse… poi pian piano ho iniziato a pensarci, idea che ronzava in testa. Faccio presente che si parlava del nulla, nessuno sapeva cosa fosse! Ho iniziato i miei primi “allenamenti” andando a scuola con una bici olandese 10km andare 10 tornare con salita. Si parlava di fare un triathlon sprint a Reggio Emilia, pertanto obiettivo era fare 500m nuoto (allora questa era la distanza) 20 in bici, mi sono detta vado e torno da scuola, ok ci sono, corsa? Avevo smesso da un anno, e su consiglio di Fabio, ho provato a corre 5km scesa dalla bici, ci sono riuscita…
BENE ERO PRONTA. A fare cosa lo ignoravo, tanto che a Maggio alla gara, uscii dalla zona cambio dopo il nuoto, per andare sotto a un albero, a cambiarmi… e chi sapeva cosa dovevo fare!!! non potevo certo pedalare in costume! La mia bici? un ibrido tra una da corsa e  una da cicloturismo di mio nonno… scesa  per la frazione podistica, si salvi chi può! credevo di correre sulle uova!
Arrivata morta… 4° su quattro mi sono detta:QUESTO è IL MIO SPORT!” tutto da inventare, all’epoca.
Da qualche anno fai la speaker per molte gare di triathlon. Raccontaci come hai  iniziato e cosa ti piace di più di questo “mestiere”...
Triathlete intitolò un articolo su di me… “Silvia la Radio” detto tutto.
Nel 1996 non ho partecipai al mondiale per un intervento di appendicite, pertanto  andai all’isola d’Elba, teatro dei C.Italiani di Lungo, notai che sul palco a raccontare la gara non c’era nessuno… un funerale!
Parlai con l’allora presidente Sbernardori, lamentandomi del fatto che così era triste, un campionato italiano senza Speaker..una tristezza per noi appassionati della triplice!!! Come eravamo messi!!! Lo speaker era la stessa persona che girava sul percorso a fare le foto!!! Mi disse, sali tu, la parlantina non ti manca! Non ci ho pensato 2 volte, non potevo vedere svolgersi un campionato Italiano come se fosse una scampagnata tra amici…. e come si dice… da cosa nasce cosa….
Il triathlon ha avuto un ruolo importantissimo nella mia vita, so cosa significa allenarsi, sia come professionista che da amatore, ho percorso tutti le due strade, so cosa si prova alla partenza, durante la gara e all’arrivo. In ogni traguardo,  dal vincitore all’ultimo, ci vedo tanto,  e mi piace condividere ed esaltare ogni impresa, ovvero di tutti i concorrenti, che come sono solita dire, sono tutti vincitori, ognuno col proprio obiettivo. Quello che mi rimane sempre dentro, nonostante la stanchezza, maggiore di quando si gareggia, è l’energia che si respira nell’aria…
Silvia Riccò sta gareggiando …scegli la gara che ti ha dato più  soddisfazione e raccontala da speaker
Ho vinto titoli e gare accreditate, ognuna ha mi ha lasciato tanto dentro, come mi hanno dato tanto le sconfitte, forse queste ultime sono quelle che mi hanno fatto crescere e maturare maggiormente, obbligano a scontrarsi coi propri limiti e debolezze, unico modo per superarle, ovvero conoscerle.
Forse perché è la più recente, forse perché ci sono arrivata con una diversa mentalità, parlo dei C.Italiani di Triathlon Cross 2012, a differenza di altre gare, non mi ha dato gloria, prestigio, ma mi ha fatto credere che ancora nello sport, i Valori vincono su tutto.
 In quella gara , ho vissuto un mare di emozioni: dalla preparazione, fatta centellinando ore, mentre mio figlio praticava sport io ci ricavavo il tempo per i miei allenamenti, circa 4/5 a settimana, ma ben gestiti, l’esperienza non mi mancava. Poi mi trovo in gara, serena e scopro che dopo il nuoto oltre a essere prima delle italiane, sono terza assoluta con le big del circuito internazionale,… arrivo quasi a fine gara con un bel vantaggio, ancora 4 assoluta e incrementavo su Sara Tavecchio mia diretta avversaria, e sapevo che nelle gambe avevo una bella corsa…
Poi quanto tutto sembra volgere al meglio, FORO!!!
 Uso il primo fast, niente poco dopo tutto uguale, mi rifermo, un atleta me ne passa un altro… poco serve…ne uso 4 ricevuti sul percorso!!!  mi raggiunge Sara, si ferma e mi dice di prendere il suo fast…rifiuto! non posso lasciarla senza, mancavano 8 km, se poi forava lei! una responsabilità che non volevo, la faccio andare e uso quel poco che avevo dai 4 ricevuti sul percorso! La ri-supero… poco dopo di nuovo a zero.. volevo mangiare la bici!
E qui una cosa stupenda, che ti fa dimenticare il titolo.
Sara si ferma di nuovo, mi ripropone il suo fast, non voglio, e come sa fare lei, decisa mi urla. “cazzo Silvia prendi sto fast, chi se ne frega devi finirla!” lo prendo, ormai sono in ipnosi e lei va… poi purtroppo la mia ruota era un disastro, cammino per 10′ non volevo abbandonare, ma ormai…
altro colpo di scena, Massimo Marabese, arriva, Silvia che cosa fai a piedi!! Prendi la mia bici, non so se ridere piangere o cosa, in questi momenti tanta roba passa dentro, lo guardo e gli dico Max ma ti vedi? sei 20 cm più di me …allora toglie la ruota e mi dà la sua… rinuncia alla sua trasferta alla sua gara. Ormai non dovevo finirla per vincerla, dovevo arrivare per onorare ciò che era stato fatto per me, ciò che si era vissuto su questo campo… sono arrivata piangendo,….non per aver perso un titolo, ma per le emozioni vissute.. tra le braccia della VINCITRICE, una Signora!!!  SARA TAVECCHIO,  LA GARA PIU’ BELLA DELLA MIA VITA,  che ancora a raccontarla mi commuove.
ps:Marabese cagnaccio, dando il colpo di grazia alla mia ruota, l’ha continuata pedalando sul cerchione…ma l’ha finita che fenomeno! che gioia la mia!
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