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Pianeta Donna: tre domande a Monica Cibin

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Monica Cibin

A cura di Dominique Domenica Oliveto

Nel 2015 ha già centrato due titoli italiani assoluti dopo una lunga carriera in cui ha conquistato diverse vittorie, negli ultimi anni si è specializzata nella versione cross del triathlon vestendo anche la maglia azzurra. Atleta polivalente che ha corso dal fast (difendendo i colori azzurri nel “mundialito” in Brasile) sino alla distanza media sempre con ottimi risultati. Questa settimana Pianeta Donna ho posto le tre domande di rito a Monica Cibin.

Il triathlon cross è un “fratello” del triathlon standard , cosa ti ha spinto a passare anche alla versione Off Road?
 
E’ una disciplina che mi ha sempre attratto per la sua filosofia di contatto con la natura,dopo tanti anni di attività avevo voglia di nuovi stimoli.
L’occasione, per me torinese, si è presentata al Camp. italiano di Avigliana 2013, non avevo idea di cosa mi aspettasse ed invece ho trovato una disciplina che mi appassiona.
Dopo il titolo di triathlon cross hai vinto anche quello di triathlon medio …stai pensando di allungare ancora le distanze?
NO!!!
Questa è una certezza!
Nasco dal nuoto (anche se non si direbbe) come velocista, 50m, i 100m erano già lunghi, sono passata al triathlon (’92) dove la gara più corta durava circa 1h, l’olimpico era già un IM, poi lavorando con Simone in un certo modo sono riuscita ad arrivare al medio ed a togliermi anche delle belle soddisfazioni ma, fisicamente e psicologicamente c’è propio un limite ad allungare ulteriormente la distanza.
Il tuo allenatore ,come per diverse atlete, è anche il tuo attuale compagno di vita. Quali sono i pro ed i contro?
 
Sicuramente conoscere Simone mi ha cambiato la vita, sportivamente mi ha insegnato tanto, è un allenatore molto preparato in tanti campi e come atleta mi ha fatto crescere, è più facile fare andare forte una Ferrari, un pò meno una Pandina come me, proprio qui esce fuori la sua bravura, avendomi sott’occhio tutti i giorni è un bel vantaggio!
Di contro, a volte si porta nella quotidianità le difficoltà dell’allenamento ma con il crescere del nostro rapporto stiamo migliorando da questo punto di vista.
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Pianeta Donna: tre domande a Monica Cibin

29th agosto, 2015
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Monica Cibin

A cura di Dominique Domenica Oliveto

Nel 2015 ha già centrato due titoli italiani assoluti dopo una lunga carriera in cui ha conquistato diverse vittorie, negli ultimi anni si è specializzata nella versione cross del triathlon vestendo anche la maglia azzurra. Atleta polivalente che ha corso dal fast (difendendo i colori azzurri nel “mundialito” in Brasile) sino alla distanza media sempre con ottimi risultati. Questa settimana Pianeta Donna ho posto le tre domande di rito a Monica Cibin.

Il triathlon cross è un “fratello” del triathlon standard , cosa ti ha spinto a passare anche alla versione Off Road?
 
E’ una disciplina che mi ha sempre attratto per la sua filosofia di contatto con la natura,dopo tanti anni di attività avevo voglia di nuovi stimoli.
L’occasione, per me torinese, si è presentata al Camp. italiano di Avigliana 2013, non avevo idea di cosa mi aspettasse ed invece ho trovato una disciplina che mi appassiona.
Dopo il titolo di triathlon cross hai vinto anche quello di triathlon medio …stai pensando di allungare ancora le distanze?
NO!!!
Questa è una certezza!
Nasco dal nuoto (anche se non si direbbe) come velocista, 50m, i 100m erano già lunghi, sono passata al triathlon (’92) dove la gara più corta durava circa 1h, l’olimpico era già un IM, poi lavorando con Simone in un certo modo sono riuscita ad arrivare al medio ed a togliermi anche delle belle soddisfazioni ma, fisicamente e psicologicamente c’è propio un limite ad allungare ulteriormente la distanza.
Il tuo allenatore ,come per diverse atlete, è anche il tuo attuale compagno di vita. Quali sono i pro ed i contro?
 
Sicuramente conoscere Simone mi ha cambiato la vita, sportivamente mi ha insegnato tanto, è un allenatore molto preparato in tanti campi e come atleta mi ha fatto crescere, è più facile fare andare forte una Ferrari, un pò meno una Pandina come me, proprio qui esce fuori la sua bravura, avendomi sott’occhio tutti i giorni è un bel vantaggio!
Di contro, a volte si porta nella quotidianità le difficoltà dell’allenamento ma con il crescere del nostro rapporto stiamo migliorando da questo punto di vista.
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