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Pianeta Donna: tre domande a Daniela Chmet

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Daniela Chmet Pianeta Donna

A cura di Domenica Dominique Oliveto

Continuano le nostre interviste alle grandi del triathlon : oggi ,sotto i riflettori, abbiamo Daniela Chmet una delle atlete più riservate ,leali ed educate che il mondo del triathlon può vantare d’avere avuto nella sua rosa. È talmente riservata che è ,stata un’impresa ardua avere un suo contatto , perché non ama stare sotto i riflettori, visto che ora ha un impegno più grande con la vita: è una mamma ! Daniela da atleta ha conquistato i titoli italiani di triathlon sprint e di aquathlon, ma soprattutto il titolo mondiale a squadre a Cancun nel 2006. Ecco le 3 domande che le abbiamo rivolto

 

È risaputo che tu sia l’emblema della lealtà, della correttezza e della gentilezza, caratteristiche non usuali per uno sport come il triathlon : come hai fatto a far conciliare la tua dolcezza con la determinazione necessaria per emergere in uno sport come questo?

Bisogna ringraziare la mia famiglia, gli insegnamenti che ricevi da piccolo e nell’adolescenza poi te li porti per tutta la vita. Tutti questi valori ma soprattutto anche tanta umiltà, non solo nel mondo sportivo ma anche nella vita, ti portano ad essere una persona vincente e perché no anche un po’ amata.

La cosa più bella che ho ricevuto in questi anni è stato il calore della famiglia/amici/tifosi e soprattutto il piacere di sentirsi dire “che bella persona sei” anche se il risultato sportivo era negativo. Questa energia poi ti fa essere vincente in gara ma ripeto anche nella vita. La determinazione e la “cattiveria” mentre gareggi è legata dall’amore di chi ti sta attorno.

Nonostante sia stata un’esperienza sfortunata, sei una delle poche atlete italiane a poter dire di aver partecipato ad una Olimpiade : raccontaci la tua esperienza

L’Olimpiade è ovviamente il sogno di tutti gli atleti. Sono sincera nello sport ci vuole determinazione, costanza ma anche tanta fortuna. Anche se sei un’atleta forte non è detto che riesci a partecipare ad una Olimpiade. Io ho avuto questa bella opportunità legata in parte da qualche anno di sacrificio, ma sicuramente nel 2008 non ero da “Olimpiade” infatti posso solo dire di aver “partecipato” a Pechino. Ma vedi com’è la vita nel 2012 mi sentivo molto più “forte” e più “matura” sia come esperienza che come triathleta (ho iniziato a far un po’ di triathlon nel 2002/03)…. Ma che “sfortuna” ormai troppo “vecchia” per pensare ad un’altra Olimpiade (opportunità negata in partenza dalla Federazione). Sono sincera la mia esperienza non è stata una delle migliori perché ero la “riserva” e quindi trattata come tale (niente pass per provare il percorso gara, niente albergo con gli atleti, per non parlare della sfilata negata sempre perché non avevo il pass e non stò a raccontare altro ….) Ma alla fine nessuno è riuscito ha rovinare il mio sogno perché poi nel cuore mi sono rimaste solo cose belle: le ragazzine cinesi che mi chiedevano foto con loro, il viaggio con vari atleti che come me portavano il vestiario da olimpiade, l’abbraccio con la mia compagna di avventure, la Bonin, prima e dopo questa bella esperienza (e anche con la Cortassa che in parte abbiamo condiviso il bello e il brutto) e Tanti ma Tanti sorrisi di bimbi sia a Pechino che poi nella mia città che ti vedono come un qualcosa da ammirare e imitare quando anche loro diventeranno dei grandi atleti.

Oltre che per i suoi ottimi risultati sportivi, Daniela Chmet viene ricordata quale atleta più bella mai esistita (ad oggi detieni ancora, a parere di moltissimi, questo “scettro”).
Quanto ti ha penalizzato o avvantaggiato il tuo aspetto fisico

Ti ringrazio per il complimento e se qualcuno la pensa così non posso che inchinarmi a tanta gentilezza, sì sa i complimenti soprattutto a noi donne fanno sempre molto piacere. Non penso di aver avuto grossi vantaggi o grosse penalizzazioni, certo è che ho incontrato e conosciuto molte persone nel mondo del triathlon e posso ritenerle poi maturate in belle amicizie. La bellezza credo si manifesta soprattutto in questo e il sorriso sul volto non può mancare MAI.

Ringrazio per questa intervista e mando a tutti un abbraccio

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Pianeta Donna: tre domande a Daniela Chmet

10th aprile, 2015
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Daniela Chmet Pianeta Donna

A cura di Domenica Dominique Oliveto

Continuano le nostre interviste alle grandi del triathlon : oggi ,sotto i riflettori, abbiamo Daniela Chmet una delle atlete più riservate ,leali ed educate che il mondo del triathlon può vantare d’avere avuto nella sua rosa. È talmente riservata che è ,stata un’impresa ardua avere un suo contatto , perché non ama stare sotto i riflettori, visto che ora ha un impegno più grande con la vita: è una mamma ! Daniela da atleta ha conquistato i titoli italiani di triathlon sprint e di aquathlon, ma soprattutto il titolo mondiale a squadre a Cancun nel 2006. Ecco le 3 domande che le abbiamo rivolto

 

È risaputo che tu sia l’emblema della lealtà, della correttezza e della gentilezza, caratteristiche non usuali per uno sport come il triathlon : come hai fatto a far conciliare la tua dolcezza con la determinazione necessaria per emergere in uno sport come questo?

Bisogna ringraziare la mia famiglia, gli insegnamenti che ricevi da piccolo e nell’adolescenza poi te li porti per tutta la vita. Tutti questi valori ma soprattutto anche tanta umiltà, non solo nel mondo sportivo ma anche nella vita, ti portano ad essere una persona vincente e perché no anche un po’ amata.

La cosa più bella che ho ricevuto in questi anni è stato il calore della famiglia/amici/tifosi e soprattutto il piacere di sentirsi dire “che bella persona sei” anche se il risultato sportivo era negativo. Questa energia poi ti fa essere vincente in gara ma ripeto anche nella vita. La determinazione e la “cattiveria” mentre gareggi è legata dall’amore di chi ti sta attorno.

Nonostante sia stata un’esperienza sfortunata, sei una delle poche atlete italiane a poter dire di aver partecipato ad una Olimpiade : raccontaci la tua esperienza

L’Olimpiade è ovviamente il sogno di tutti gli atleti. Sono sincera nello sport ci vuole determinazione, costanza ma anche tanta fortuna. Anche se sei un’atleta forte non è detto che riesci a partecipare ad una Olimpiade. Io ho avuto questa bella opportunità legata in parte da qualche anno di sacrificio, ma sicuramente nel 2008 non ero da “Olimpiade” infatti posso solo dire di aver “partecipato” a Pechino. Ma vedi com’è la vita nel 2012 mi sentivo molto più “forte” e più “matura” sia come esperienza che come triathleta (ho iniziato a far un po’ di triathlon nel 2002/03)…. Ma che “sfortuna” ormai troppo “vecchia” per pensare ad un’altra Olimpiade (opportunità negata in partenza dalla Federazione). Sono sincera la mia esperienza non è stata una delle migliori perché ero la “riserva” e quindi trattata come tale (niente pass per provare il percorso gara, niente albergo con gli atleti, per non parlare della sfilata negata sempre perché non avevo il pass e non stò a raccontare altro ….) Ma alla fine nessuno è riuscito ha rovinare il mio sogno perché poi nel cuore mi sono rimaste solo cose belle: le ragazzine cinesi che mi chiedevano foto con loro, il viaggio con vari atleti che come me portavano il vestiario da olimpiade, l’abbraccio con la mia compagna di avventure, la Bonin, prima e dopo questa bella esperienza (e anche con la Cortassa che in parte abbiamo condiviso il bello e il brutto) e Tanti ma Tanti sorrisi di bimbi sia a Pechino che poi nella mia città che ti vedono come un qualcosa da ammirare e imitare quando anche loro diventeranno dei grandi atleti.

Oltre che per i suoi ottimi risultati sportivi, Daniela Chmet viene ricordata quale atleta più bella mai esistita (ad oggi detieni ancora, a parere di moltissimi, questo “scettro”).
Quanto ti ha penalizzato o avvantaggiato il tuo aspetto fisico

Ti ringrazio per il complimento e se qualcuno la pensa così non posso che inchinarmi a tanta gentilezza, sì sa i complimenti soprattutto a noi donne fanno sempre molto piacere. Non penso di aver avuto grossi vantaggi o grosse penalizzazioni, certo è che ho incontrato e conosciuto molte persone nel mondo del triathlon e posso ritenerle poi maturate in belle amicizie. La bellezza credo si manifesta soprattutto in questo e il sorriso sul volto non può mancare MAI.

Ringrazio per questa intervista e mando a tutti un abbraccio

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