Mute Triathlon

Paneta Donna: tre domande a Veronica Signorini

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Signorini

A cura di Dominique Domenica Oliveto

La sua presenza in zona cambio non passa inosservata, i suoi capelli biondo platino non si possono non notare! In gara è una delle più forti nuotatrici che ci siano non solo in Italia, sta “studiando” per diventare una forte triathleta. Pianeta donna questa settimana ha posto le classiche 3 domande a Veronica Signorini:

Ciao Veronica, raccontaci come hai scoperto il triathlon.

Come per tutte le cose, è sempre colpa dei genitori! Fu proprio per accontentare mia madre, infatti, che partecipai alla mia prima gara di triathlon nell’ormai lontano 2007, il Triathlon Sprint Città di Cremona (al quale ovviamente v’invito a partecipare anche quest’anno: il 6 settembre, non mancate!!). Erano 2 anni che mi stressava con questa storia: il tutto perchè aveva incontrato due tizi (uno alto alto e uno pelato) in un negozio, che le avevano parlato di questo sport “Secondo me andresti forte! Col nuoto che hai…Poi tanto in bici ci sai andare, correre non è così difficile…Cosa ti costa?” E così è iniziata la mia avventura.
Noi conosciamo Veronica Signorini sui campi gara, ma come sei nel privato?
 
Oddio che domanda difficile! Nel privato non mi discosto molto da come sono sui campi gara: sempre in ritardo e dannatamente sbadata. Infatti ho sempre qualcuno che raccoglie tutti i pezzi che lascio in giro…
Scherzi a parte, finalmente a Settembre mi laureo in scienze e tecnologie alimentari!!!! Non è stato sempre facile conciliare triathlon e studio, anzi. Anche perchè sono entrambi impegni “molto ingombranti”, dal punto di vista dell’impegno profuso e del tempo che occupano.

La gara da ricordare e quella da dimenticare….

So che potrà sembrare un po’ campanilista, ma la gara che più mi ha emozionato è stata la prima edizione dell’ETU Sprint città di Cremona. Gareggiare sulle strade di casa, su quelle strade percorse centinaia di volte durante gli allenamenti, essere in fuga in 3 e passare in piazza Stradivari in testa è stato veramente DA PELLE D’OCA. All’arrivo avevo le lacrime agli occhi dall’emozione.
L’altra gara da ricordare potrebbe essere lo sprint di Cremona dell’anno scorso. è stata veramente rocambolesca: ho sbagliato a contare le vasche, sono scivolata in ZC… e alla fine ho vinto lo stesso in rimonta di corsa (!!!!) su Lisa Schanung. Pazzesco.
La gara da dimenticare invece è stata l’ETU di Ginevra del 2013. Ho finito solo perchè sono andata fino là a gareggiare. Ho subito la gara dal primo all’ultimo metro. Terribile. Da lì in poi ho cercato di lavorare su me stessa per non subire più in quel modo una gara. Per avere l’atteggiamento giusto, ecco. Non sempre ci sono riuscita, ma sono migliorata!
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Paneta Donna: tre domande a Veronica Signorini

14th agosto, 2015
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Signorini

A cura di Dominique Domenica Oliveto

La sua presenza in zona cambio non passa inosservata, i suoi capelli biondo platino non si possono non notare! In gara è una delle più forti nuotatrici che ci siano non solo in Italia, sta “studiando” per diventare una forte triathleta. Pianeta donna questa settimana ha posto le classiche 3 domande a Veronica Signorini:

Ciao Veronica, raccontaci come hai scoperto il triathlon.

Come per tutte le cose, è sempre colpa dei genitori! Fu proprio per accontentare mia madre, infatti, che partecipai alla mia prima gara di triathlon nell’ormai lontano 2007, il Triathlon Sprint Città di Cremona (al quale ovviamente v’invito a partecipare anche quest’anno: il 6 settembre, non mancate!!). Erano 2 anni che mi stressava con questa storia: il tutto perchè aveva incontrato due tizi (uno alto alto e uno pelato) in un negozio, che le avevano parlato di questo sport “Secondo me andresti forte! Col nuoto che hai…Poi tanto in bici ci sai andare, correre non è così difficile…Cosa ti costa?” E così è iniziata la mia avventura.
Noi conosciamo Veronica Signorini sui campi gara, ma come sei nel privato?
 
Oddio che domanda difficile! Nel privato non mi discosto molto da come sono sui campi gara: sempre in ritardo e dannatamente sbadata. Infatti ho sempre qualcuno che raccoglie tutti i pezzi che lascio in giro…
Scherzi a parte, finalmente a Settembre mi laureo in scienze e tecnologie alimentari!!!! Non è stato sempre facile conciliare triathlon e studio, anzi. Anche perchè sono entrambi impegni “molto ingombranti”, dal punto di vista dell’impegno profuso e del tempo che occupano.

La gara da ricordare e quella da dimenticare….

So che potrà sembrare un po’ campanilista, ma la gara che più mi ha emozionato è stata la prima edizione dell’ETU Sprint città di Cremona. Gareggiare sulle strade di casa, su quelle strade percorse centinaia di volte durante gli allenamenti, essere in fuga in 3 e passare in piazza Stradivari in testa è stato veramente DA PELLE D’OCA. All’arrivo avevo le lacrime agli occhi dall’emozione.
L’altra gara da ricordare potrebbe essere lo sprint di Cremona dell’anno scorso. è stata veramente rocambolesca: ho sbagliato a contare le vasche, sono scivolata in ZC… e alla fine ho vinto lo stesso in rimonta di corsa (!!!!) su Lisa Schanung. Pazzesco.
La gara da dimenticare invece è stata l’ETU di Ginevra del 2013. Ho finito solo perchè sono andata fino là a gareggiare. Ho subito la gara dal primo all’ultimo metro. Terribile. Da lì in poi ho cercato di lavorare su me stessa per non subire più in quel modo una gara. Per avere l’atteggiamento giusto, ecco. Non sempre ci sono riuscita, ma sono migliorata!
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