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Olimpico di Sabaudia: il punto di non ritorno

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Federeazione ignora totalmente il caso Lenci-Aubry

La federazione ancora una volta non interviene

Quello successo nel triathlon olimpico di Sabaudia , pur se assurdo da immaginare , sembrerebbe essere la normalità per quanto riguarda alcune gare e soprattutto, rientra in una lunghissima serie di “leggerezze” organizzative che stanno settimanalmente caratterizzando diverse gare della penisola.

Imbarazzante vedere le bici di alcuni atleti (tra l’altro i “top” di questa gara ) appoggiati a delle transenne, quasi si trattasse di una sagra paesana dove gli atleti si ritagliano la propria postazione dove capita. inacettabile pensare ad una gara con la frazione natatoria in mare presidiata solo da 1 pattino e poco più, impensabile trovarsi per l’ennesima volta di fronte ad un multilap senza controlli con i chip ai giri di boa , con lo scontato risultato di trovarsi nuovamente a scorrere classifiche con tempi assurdi, come quello di due atlete arrivate praticamente insieme al traguardo , ma che in classifica si trovano separate da ben 14 minuti, con la prima a tagliare il traguardo addirittura dietro ( Di Marco Giulia, 12° in classifica, ha tagliato il traguardo davanti alla 4° classificata Merola, dopo aver corso 3/4 di gara insieme e allungando nel finale). La formula assurda di multilap nella frazione podistica ( 1 raccordo da 1.5 km e 5 giri da 1.5km) , senza alcun controllo con i chip, ha permesso ai soliti furbetti di effettuare tagli di percorso, con alcuni atleti che addirittura se ne sono vantati con compagni di squadra e atleti che da M3 sono “miracolosamente” migliorati di 3-4 minuti  rispetto ai propri standards nella frazione podistica ! Il tutto al costo di 60,oo € . Sicuramente si può sorvolare su pacco gara e premiazioni quasi inesistenti, ma sulla sicurezza e sulla regolarità della manifestazione NO !

C’è però da considerare che tutti queste situazioni trovano terreno fertile in una commissione gare , una federazione e in alcuni giudici arbitri che non fanno nulla per evitarle e, soprattutto, non vengono mai sanzionati i responsabili di queste violazioni. Emblematico è il caso di Arona , quando a fronte di numerosi problemi, un nuoto “tagliato” ingiustificatamente, auto sui percorsi, mancanza di una ambulanza nei pressi della Z.C. durante alcune fasi di gara e mancanze più o meno gravi, il referto del giudice arbitro indicava come unica mancanza da parte dell’organizzatore quella del cartello entrata / uscita Z.C. !!!  Recentemente a Riccione  3 atlete in testa  alla gara femminile, che stavano tentando la fuga durante le prime fasi della frazione ciclistica , sono state vittime di un clamoroso errore organizzativo che è passato sotto silenzio e sminuito da Federazione, organizzatori ecc…. Non dimentichiamo nemmeno quanto successo nella finale del circuito Nord Ovest di pochi giorni fa, dove ci sono foto di giovani atleti soccorsi al traguardo non in una struttura adeguata, ma direttamente sul terreno.

Ogni anno di questi casi ne succedono diversi, le organizzazioni “superficiali” continuano a non rispettare diversi requisiti richiesti da circolari gare e regolamenti eppure, puntualmente, ottengono la valenza di gara rank e continuano tranquillamente ad essere inserite nel calendario nazionale o ad ottenere addirittura titoli regionali o nazionali.

Come però spesso capita in questi casi, sino a quando ogni anno gli atleti continueranno ad iscriversi ben sapendo cosa li aspetta e preferiscono rischiare in percorsi allucinanti , nuotare in situazioni fuori regolamento e a dover fare i conti con una organizzazione da parrocchia, vorrà dire che questi “organizzatori” avranno sempre “ragione”.

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Olimpico di Sabaudia: il punto di non ritorno

28th ottobre, 2016
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Federeazione ignora totalmente il caso Lenci-Aubry

La federazione ancora una volta non interviene

Quello successo nel triathlon olimpico di Sabaudia , pur se assurdo da immaginare , sembrerebbe essere la normalità per quanto riguarda alcune gare e soprattutto, rientra in una lunghissima serie di “leggerezze” organizzative che stanno settimanalmente caratterizzando diverse gare della penisola.

Imbarazzante vedere le bici di alcuni atleti (tra l’altro i “top” di questa gara ) appoggiati a delle transenne, quasi si trattasse di una sagra paesana dove gli atleti si ritagliano la propria postazione dove capita. inacettabile pensare ad una gara con la frazione natatoria in mare presidiata solo da 1 pattino e poco più, impensabile trovarsi per l’ennesima volta di fronte ad un multilap senza controlli con i chip ai giri di boa , con lo scontato risultato di trovarsi nuovamente a scorrere classifiche con tempi assurdi, come quello di due atlete arrivate praticamente insieme al traguardo , ma che in classifica si trovano separate da ben 14 minuti, con la prima a tagliare il traguardo addirittura dietro ( Di Marco Giulia, 12° in classifica, ha tagliato il traguardo davanti alla 4° classificata Merola, dopo aver corso 3/4 di gara insieme e allungando nel finale). La formula assurda di multilap nella frazione podistica ( 1 raccordo da 1.5 km e 5 giri da 1.5km) , senza alcun controllo con i chip, ha permesso ai soliti furbetti di effettuare tagli di percorso, con alcuni atleti che addirittura se ne sono vantati con compagni di squadra e atleti che da M3 sono “miracolosamente” migliorati di 3-4 minuti  rispetto ai propri standards nella frazione podistica ! Il tutto al costo di 60,oo € . Sicuramente si può sorvolare su pacco gara e premiazioni quasi inesistenti, ma sulla sicurezza e sulla regolarità della manifestazione NO !

C’è però da considerare che tutti queste situazioni trovano terreno fertile in una commissione gare , una federazione e in alcuni giudici arbitri che non fanno nulla per evitarle e, soprattutto, non vengono mai sanzionati i responsabili di queste violazioni. Emblematico è il caso di Arona , quando a fronte di numerosi problemi, un nuoto “tagliato” ingiustificatamente, auto sui percorsi, mancanza di una ambulanza nei pressi della Z.C. durante alcune fasi di gara e mancanze più o meno gravi, il referto del giudice arbitro indicava come unica mancanza da parte dell’organizzatore quella del cartello entrata / uscita Z.C. !!!  Recentemente a Riccione  3 atlete in testa  alla gara femminile, che stavano tentando la fuga durante le prime fasi della frazione ciclistica , sono state vittime di un clamoroso errore organizzativo che è passato sotto silenzio e sminuito da Federazione, organizzatori ecc…. Non dimentichiamo nemmeno quanto successo nella finale del circuito Nord Ovest di pochi giorni fa, dove ci sono foto di giovani atleti soccorsi al traguardo non in una struttura adeguata, ma direttamente sul terreno.

Ogni anno di questi casi ne succedono diversi, le organizzazioni “superficiali” continuano a non rispettare diversi requisiti richiesti da circolari gare e regolamenti eppure, puntualmente, ottengono la valenza di gara rank e continuano tranquillamente ad essere inserite nel calendario nazionale o ad ottenere addirittura titoli regionali o nazionali.

Come però spesso capita in questi casi, sino a quando ogni anno gli atleti continueranno ad iscriversi ben sapendo cosa li aspetta e preferiscono rischiare in percorsi allucinanti , nuotare in situazioni fuori regolamento e a dover fare i conti con una organizzazione da parrocchia, vorrà dire che questi “organizzatori” avranno sempre “ragione”.

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