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Olimpiadi Rio 2016: Jorgensen nella storia, azzurre lontanissime

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Podio donne Rio 2016

Podio donne Rio 2016

La gara che ha assegnato la medaglia d’oro olimpica in campo femminile di oggi, è stata appassionante ed ha vissuto su uno spalla a spalla entusiasmante tra due fuoriclasse , la campionessa olimpica uscente , la svizzera Nicola Spirig e la dominatrice dell’edizione 2015 WTS e campionessa del mondo in carica , la statunitense Gwen Jorgensen.

Onda lunga e nuoto senza muta per la prima frazione di nuoto che non ha fatto la pronosticata selezione , con la spagnola Routier a fare il ritmo. Le prime sorprese della giornata sono state la Spirig e la cilena Riveros, autrici di un nuoto di altissimo livello che le vede uscire dall’acqua a ridosso della testa della gara. L’azzurra Bonin esce a ridosso delle prime, mentre la Mazzetti accusa già una quarantina di secondi di ritardo dalla spagnola. Come da pronostici la Spirig inizia subito il suo forcing, piano piano il gruppo di testa si assottiglia sotto il ritmo indiavolato della svizzera , sino a stabilizzarsi sulle 18 unità, con tutte le favorite della vigilia , escluse la True , che si ritirerà per problemi ad una gamba e la Jenkins, attardata dopo il nuoto.

La frazione ciclistica si conclude con il gruppo di testa che entra in T2 con un vantaggio abissale sul secondo gruppo. Parte quindi un testa a testa entusiasmante fra la Spirig e la Jorgensen che prendono la testa della gara, lasciando alle loro spalle il duo inglese composto dalla Holland e dalla Stanford, l’australiana Moffatt e la cilena Riveros. All’inizio del terzo incredibilmente la Spirig inizia a zigzagare e a fermarsi, seguita dalla Jorgensen. La campionessa elvetica si rivolge all’americana dicendole “se vuoi vincere vai avanti tu”, ricevendo come risposta secca un “non voglio vincere, vai pure tu”….Il dialogo tra le due continua per parecchi secondi, fino a quando la Jorgensen decide che ora di chiudere i conti, piazzando una accelerata spaccagambe di 800m, sufficienti per prendere il largo, per poi controllare sino al traguardo. Il titolo olimpico viene quindi conquistato dalla Jorgensen che entra ancor di più di diritto nella storia del triathlon, mentre la Spirig deve spingere sino alla finish line per conquistare l’argento davanti alla Holland che vince la volata targata GBR con la Stanford. Delusione per la Duffy, che ci si aspettava protagonista nella seconda frazione e la Hewitt, candidata ad una medaglia, che  chiudono rispettivamente in 8° e 7° posizione, mai protagoniste in gara.

Lontanissime le italiane, con la Bonin che, dopo la solita frazione ciclistica sempre nelle retrovie del gruppo in difficoltà , come in un copione già visto in praticamente tutte le gare delle ultime due stagioni , perde inesorabilmente terreno giro dopo giro nella frazione finale, fino a chiudere 17° (su 18 del gruppo di testa) a oltre 4’30” dalla vincitrice , con il 40° parziale podistico su 48 atlete al traguardo. Ancora peggio la Mazzetti, subito in difficoltà appena salita in bici e mai in gara , che chiude la sua seconda olimpiade ancora una volta lontanissima, con un 29° posto a oltre 5’30” dalla campionessa olimpica.

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La frazione ciclistica si conclude con il gruppo di testa che entra in T2 con un vantaggio abissale sul secondo gruppo. Parte quindi un testa a testa entusiasmante fra la Spirig e la Jorgensen che prendono la testa della gara, lasciando alle loro spalle il duo inglese composto dalla Holland e dalla Stanford, l’australiana Moffatt e la cilena Riveros. All’inizio del terzo incredibilmente la Spirig inizia a zigzagare e a fermarsi, seguita dalla Jorgensen. La campionessa elvetica si rivolge all’americana dicendole “se vuoi vincere vai avanti tu”, ricevendo come risposta secca un “non voglio vincere, vai pure tu”….Il dialogo tra le due continua per parecchi secondi, fino a quando la Jorgensen decide che ora di chiudere i conti, piazzando una accelerata spaccagambe di 800m, sufficienti per prendere il largo, per poi controllare sino al traguardo. Il titolo olimpico viene quindi conquistato dalla Jorgensen che entra ancor di più di diritto nella storia del triathlon, mentre la Spirig deve spingere sino alla finish line per conquistare l’argento davanti alla Holland che vince la volata targata GBR con la Stanford. Delusione per la Duffy, che ci si aspettava protagonista nella seconda frazione e la Hewitt, candidata ad una medaglia, che  chiudono rispettivamente in 8° e 7° posizione, mai protagoniste in gara.

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