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Non sono mancate le polemiche nella due giorni giovanile di Porto Sant’Elpidio

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Numeri da record per la due  giorni di Porto Sant’Elpidio che ha assegnato i titoli giovanili di aquathlon e la seconda tappa della Coppa Italia.
Sede oramai da anni di questi appuntamenti , quest’anno Porto Sant’Elpidio ha presentato alcune migliorie e modifiche della logistica molto apprezzate e utili nel sistema di gestione della complessa due giorni.
Purtroppo, come succede oramai dal 2010, non si è riusciti a poter garantire lo svolgimento della formula classica dell’ aquathlon (corsa-nuoto-corsa) ma il “solito” nuoto-corsa .
Le condizioni del mare domenica hanno creato poi non pochi problemi, un ritardo per posizionare la boe dovuto al fatto che le imbarcazioni non riuscivano a prendere il largo non ha comunque fermato la gara che ha visto una modifica nella distanza del nuoto mentre quelle della corsa sono rimaste invariate. Sinceramente non si capisce come si possa pensare di far nuotare atleti in una situazione di mare che non permette nemmeno alle barche di entrare in acqua (c’erano  2 moto della Polizia e sub), soprattutto considerando che hanno gareggiato anche i giovanissimi.  Tenendo presente poi che già si snatura la formula naturale dell’aquathlon, non aveva forse più senso diminuire anche la distanza della corsa per garantire quindi una gara più corretta e non sbilanciata a favore dei  podisti?
Lunedì poi è stata una giornata caratterizzata da parecchie polemiche a seguito di comportamenti dei giudici a dir poco discutibili che hanno portato da una parte a squalifiche anche “pesanti”, dall’altra totale indifferenza verso palesi violazioni del regolamento.
Nel dettaglio se si scorrono le classifiche del triathlon valido per la Coppa Italia si possono notare parecchi squalificati per “violazione del codice della strada” (anche se sul sito fitri non appare la motivazione)  in particolare si parla di invasione della corsia opposta al senso di marcia. Da regolamento la squalifica ci sta, a sentendo alcuni atleti e tecnici ci sono parecchie lamentele riguardo alla sede stradale, percorsi pericolosi (cosa già riscontrata nelle scorse edizioni), addirittura una moto dell’organizzazione ha fatto sbagliare percorso alla testa di una gara maschile. La cosa che non è andata giù ad alcuni è stato il fatto che a fronte di numerose violazioni simili solo alcuni siano stati sanzionati. E’ stato riferito che una spiegazione di questa disparità di giudizio sia stata che gl squalificati erano quelli che più volte hanno violato il codice della strada (invasione di corsia) , mentre per altri si è trattato di casi sporadici. Come già detto alcune volte la violazione è stata anche causata dalle condizioni della strada e dell’alto numero di atleti su una sede a tratti inadeguata a contenerli tutti, però c’è da chiedersi come mai chi deve applicare il regolamento non lo fa , visto che il discorso “lo ha fatto più volte  , mentre gli altri solo poche volte” non è contemplato nel regolamento, la violazione va sanzionata nell’immediatezza dell’accertamento e non in base alla sua reiterazione o meno. Così facendo si sono create delle ingiustizie con atleti che l’hanno fatta franca mentre altri sono stati , giustamente , ma fiscalmente puniti. A fronte di questo, troviamo una gravissima omissione frutto anche di mancanza di imbarcazioni in acqua preposte al controllo e anche della conformazione del campo gara del nuoto.
Il percorso della frazione di nuoto era infatti a bastone (altamente sconsigliato da regolamento fitri) , una boa sola in quanto ci sono state difficoltà per via delle correnti a  posizionare un altra boa, per le stesse difficoltà un pattino che avrebbe dovuto “vigilare” sui tagli di boa non ha potuto prendere il largo lasciano di fatto il campo gara sgombro da ogni controllo. Alquanto particolari e poco credibili le “minacce” di non tagliare in quanto “controllati” da fantomatiche telecamere sulle boe ! La cronaca parla di diversi atleti che prima di giungere all’unica boa sono tornati indietro tagliando di fatto parecchi metri, il tutto notato chiaramente da tecnici e pubblico  stipati sulla spiaggia. Vista l’impossibilità di poter far entrare il pattino in acqua, un volenteroso giudice ha provato a entrare lui stesso con la muta, ma senza  successo. A fronte di questi tagli selvaggi ci sono state ZERO SQUALIFICHE. La cosa più grave è che gli stessi giudici , a fronte di parecchie lamentele non hanno negato , ma hanno giustificato la mancanza di sanzioni dicendo che tanto le classifiche non sarebbero cambiate.
Su quest’ultima affermazione , a nostro parere GRAVISSIMA,  merita una doppia considerazione:
In una società dove la certezza della pena non esiste praticamente mai e di conseguenza si è abituati a infrangere le regole, lo sport, soprattutto a livello giovanile dovrebbe essere il mezzo per educare quelli che saranno il futuro della nostra società, invece sembra che in linea con quanto succede “fuori” anche sui campi gara si assista alla solita tendenza tipicamente italiota di chiudere 1-2 occhi di fronte a violazioni anche gravi, mentre ci si accanisce per stupidate. La seconda considerazione è molto più pratica e mette in risalto quanto grave sia stata l’omissione da parte dei giudici in quanto va considerato che in palio c’erano punti per la classifica Coppa Italia individuale e il campionato di società giovani, classifiche che assegnano montepremi in DENARO, dove la posizione di ogni atleta può far la differenza in termini di SOLDI guadagnati o persi. Ecco quindi che se TEORICAMENTE (non credo che un giudice sia in grado di dire se una gara sia stata falsata o meno solo dopo il nuoto) SICURAMENTE alcuni atleti hanno guadagnato posizioni a discapito di altri e quindi alcune società hanno tratto indebito ( e involontario) vantaggio a danno di altre.
Rimanendo in tema di classe arbitrale, ci sono state “minacce” di squalifica per gli atleti che avrebbero utilizzato per girare , un palo della  luce posto al giro di boa della frazione di corsa. Ci sarebbero da fare alcune riflessioni su quella che potrebbe essere la ratio di tale divieto.
Il ragionamento è che  il palo poteva essere pericoloso, in quando diversi atleti “attaccandosi” avrebbero potuto provocare una situazione di pericolo per gli altri, c’è da sperare che nessuno pensi veramente che un palo della luce possa essere sradicato da dei ragazzini così facilmente ! Anche in questo caso giudici autoritari e scatenati su una “regola” inutile/assurda mentre sul taglio di boe netto  NESSUNA SQUALIFICA .
Tra l’altro, il controllo del “palo incriminato” è stato fatto da giudici in borghese seduti per terra al giro di boa che gridavano agli atleti di ….non attaccarsi, mentre in un video si vede un giovane con una pettorina gialla posizionato a mo’ di “barriera umana” per evitare che gli atleti si attaccassero al palo!  Questa è l’immagine che hanno visto alcuni spettatori e genitori che magari per la prima volta si sono avvicinanti alle gara giovanili e al triathlon , possiamo immaginare che bella impressione possano aver avuto.
C’è stato pure segnalato che sui percorsi alcuni incroci erano totalmente incustoditi (vedi foto a fine articolo) e che solo la prontezza di alcuni tecnici/spettatori che si sono improvvisati volontari ha evitato incidenti (che comunque ci sono stati ). Naturalmente alcuni atleti, nonostante il regolamento in materia sia chiaro, hanno corso con divise non regolamentari, il tutto passato inosservato agli occhi dei giudici.
La due giorni giovanile ha messo comunque in mostra numeri sempre più crescenti, a livello agonistico i risultati hanno dimostrato un livello sempre più crescente dei giovani, non solo in termini assoluti , ma anche a livello medio.
Tra gli Junior Riccardo Salvino (Minerva Roma) nell’aquathlon conquista il secondo titolo stagionale precedendo con buon margine l’ottimo Alcaras (DDS) al rientro dopo un infortunio e Michele Bonacina (Cus Pro Patria Milano) uno dei giovani in maggior crescita in questa stagione, attardati due dei favoriti della vigilia Ugazio (Azzurra Triathlon Team ) e Chiodo (Virtus). Negli Youth b Jacob Sosniok la spunta di poco sul favorito Franco Pesavento (Padovanuoto dynamica) mentre chiude il podio Nicola Azzano (Cus Udine) . Tra gli Youth A  Samuele Angelini (Spezia Tri) è il più veloce davanti al sorprendente Davide Ingrilli (CNM Milano) che regola Alessandro Carboni (Minerva Roma). Fuori dal podio due dei favoriti alla vigilia  Nicolò Ragazzo (Padovanuoto dynamica) e Thomas Bertrandi. In campo femminile nelle junior vince con ampio margine Alessandra Tamburri (Minerva Roma) che si dimostra in crescita, mentre chiude alle sue spalle la rientrante Giulia Sforza (Azzurra Triathlon team) e chiude il podio la sorprendente Alice Saltarelli (Piacenza vivo) che spinge giù dal podio una delle favorite, Federica Parodi (Virtus). Nelle Youth B la regina è Manuela Contu (Valle d’Aosta) che precede una delle favorite della categoria Michela Pozzuoli (Minerva Roma) e l’altra “minervina” Alice De Quarto. D’Antino Fabiola (Cremona Stradivari) è la più veloce tra le youth A, alle sue spalle Giada Romano (GR sport insieme) e Carlotta Missaglia (Cus Pro Patria Milano), solo 7ma Francesca Crestani (Marostica) la vincitrice del titolo di duathlon ad Acqui Terme.
Nella tappa di Coppa Italia alcune conferme ma molti podi diversi.
Tra gli Under 23 dopo la vittoria del Sabato nel duathlon si ripete Alessio Fioravanti (Minerva Roma) che sembra essersi abituato al gradino più alto del podio in questo inizio di stagione, alle sue spalle Valerio Patanè (Cus Pro Patria Milano) e Rigoni Stefano (Padovanuoto Dynamica). Negli Junior  gara spettacolare che arrivo praticamente al photofinish tra 3 atleti con la vittoria che va ad Alberto Chiodo (Virtus) che si riscatta dopo una prova non molto brillante nell’aquathlon che precede Michele Bonacina (Cus Pro Patria Milano) e l’ottimo Andrea Alcaras (DDS) che realizza il miglior parziale nell’ultima frazione. La classifica però sarà modificata a causa della  discutibile squalifica di Bonacina , per cui Alcaras conquista il secondo argento del suo lungo week end, mentre altra medaglia anche per Riccardo Salvino (Minerva Roma) che si aggiudica il bronzo dopo aver dominato la frazione di nuoto. Negli Youth B si riconferma ad altissimi livelli il giovane della Silca Ultralite Federico Spinazzè che vince con una grande prova di forza davanti a Franco Pesavento (Padovanuoto Dynamica) e Nicola azzano (Cus Udine) che bissano il loro risultato dell’aquathlon. Anche qui 4 gli squalificati tra cui il vincitore dell’aquathlon Sosniok. Tra gli youth A Nicolò Ragazzo (Padovanuoto Dynamica) domina la frazione di nuoto ma nella seconda frazione perde terreno prezioso e non gli basta il miglior parziale anche nell’ultima frazione per conquistare la vittoria che va a Alessandro Carboni (Minerva Roma) davanti all’ottimo Davide Ingrilli (CNM Milano) al suo secondo argento, mentre chiude il podio Nicolò Ragazzo. In campo femminile solo tre donne al via nella U23 con vittoria con ampio margine per Ilaria Fioravanti (Minerva Roma) che precede Sara Longoni (Cus Pro Patria Milano) e Silvia Tonti (Minerva Roma). Cambia di poco rispetto all’aquathlon il podio delle Junior con la riconferma di Alessandra Tamburri (Minerva Roma) e Giulia Sforza (Azzurra Triathlon team) sui due gradini più alti del podio, chiuso da Francesca Ferlazzo (Spezia Triathlon). Ancora giù dal podio Federica Parodi (Virtus) alle prese con un inizio stagione difficile. Tra le youth B si riprende il gradino più alto del podio Michela Pozzuoli (Minerva) mentre l’argento va a Cecilia D’Aniello (TD Rimini) e il bronzo a Manuela Contu (Valle D’Aosta). Tra le Youth A la Crestani (Marostica) si riscatta e conquista la vittoria davanti a D’Antino (Cremona Stradivari) e Missaglia (Pro Patria).

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Non sono mancate le polemiche nella due giorni giovanile di Porto Sant’Elpidio

9th giugno, 2014
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Numeri da record per la due  giorni di Porto Sant’Elpidio che ha assegnato i titoli giovanili di aquathlon e la seconda tappa della Coppa Italia.
Sede oramai da anni di questi appuntamenti , quest’anno Porto Sant’Elpidio ha presentato alcune migliorie e modifiche della logistica molto apprezzate e utili nel sistema di gestione della complessa due giorni.
Purtroppo, come succede oramai dal 2010, non si è riusciti a poter garantire lo svolgimento della formula classica dell’ aquathlon (corsa-nuoto-corsa) ma il “solito” nuoto-corsa .
Le condizioni del mare domenica hanno creato poi non pochi problemi, un ritardo per posizionare la boe dovuto al fatto che le imbarcazioni non riuscivano a prendere il largo non ha comunque fermato la gara che ha visto una modifica nella distanza del nuoto mentre quelle della corsa sono rimaste invariate. Sinceramente non si capisce come si possa pensare di far nuotare atleti in una situazione di mare che non permette nemmeno alle barche di entrare in acqua (c’erano  2 moto della Polizia e sub), soprattutto considerando che hanno gareggiato anche i giovanissimi.  Tenendo presente poi che già si snatura la formula naturale dell’aquathlon, non aveva forse più senso diminuire anche la distanza della corsa per garantire quindi una gara più corretta e non sbilanciata a favore dei  podisti?
Lunedì poi è stata una giornata caratterizzata da parecchie polemiche a seguito di comportamenti dei giudici a dir poco discutibili che hanno portato da una parte a squalifiche anche “pesanti”, dall’altra totale indifferenza verso palesi violazioni del regolamento.
Nel dettaglio se si scorrono le classifiche del triathlon valido per la Coppa Italia si possono notare parecchi squalificati per “violazione del codice della strada” (anche se sul sito fitri non appare la motivazione)  in particolare si parla di invasione della corsia opposta al senso di marcia. Da regolamento la squalifica ci sta, a sentendo alcuni atleti e tecnici ci sono parecchie lamentele riguardo alla sede stradale, percorsi pericolosi (cosa già riscontrata nelle scorse edizioni), addirittura una moto dell’organizzazione ha fatto sbagliare percorso alla testa di una gara maschile. La cosa che non è andata giù ad alcuni è stato il fatto che a fronte di numerose violazioni simili solo alcuni siano stati sanzionati. E’ stato riferito che una spiegazione di questa disparità di giudizio sia stata che gl squalificati erano quelli che più volte hanno violato il codice della strada (invasione di corsia) , mentre per altri si è trattato di casi sporadici. Come già detto alcune volte la violazione è stata anche causata dalle condizioni della strada e dell’alto numero di atleti su una sede a tratti inadeguata a contenerli tutti, però c’è da chiedersi come mai chi deve applicare il regolamento non lo fa , visto che il discorso “lo ha fatto più volte  , mentre gli altri solo poche volte” non è contemplato nel regolamento, la violazione va sanzionata nell’immediatezza dell’accertamento e non in base alla sua reiterazione o meno. Così facendo si sono create delle ingiustizie con atleti che l’hanno fatta franca mentre altri sono stati , giustamente , ma fiscalmente puniti. A fronte di questo, troviamo una gravissima omissione frutto anche di mancanza di imbarcazioni in acqua preposte al controllo e anche della conformazione del campo gara del nuoto.
Il percorso della frazione di nuoto era infatti a bastone (altamente sconsigliato da regolamento fitri) , una boa sola in quanto ci sono state difficoltà per via delle correnti a  posizionare un altra boa, per le stesse difficoltà un pattino che avrebbe dovuto “vigilare” sui tagli di boa non ha potuto prendere il largo lasciano di fatto il campo gara sgombro da ogni controllo. Alquanto particolari e poco credibili le “minacce” di non tagliare in quanto “controllati” da fantomatiche telecamere sulle boe ! La cronaca parla di diversi atleti che prima di giungere all’unica boa sono tornati indietro tagliando di fatto parecchi metri, il tutto notato chiaramente da tecnici e pubblico  stipati sulla spiaggia. Vista l’impossibilità di poter far entrare il pattino in acqua, un volenteroso giudice ha provato a entrare lui stesso con la muta, ma senza  successo. A fronte di questi tagli selvaggi ci sono state ZERO SQUALIFICHE. La cosa più grave è che gli stessi giudici , a fronte di parecchie lamentele non hanno negato , ma hanno giustificato la mancanza di sanzioni dicendo che tanto le classifiche non sarebbero cambiate.
Su quest’ultima affermazione , a nostro parere GRAVISSIMA,  merita una doppia considerazione:
In una società dove la certezza della pena non esiste praticamente mai e di conseguenza si è abituati a infrangere le regole, lo sport, soprattutto a livello giovanile dovrebbe essere il mezzo per educare quelli che saranno il futuro della nostra società, invece sembra che in linea con quanto succede “fuori” anche sui campi gara si assista alla solita tendenza tipicamente italiota di chiudere 1-2 occhi di fronte a violazioni anche gravi, mentre ci si accanisce per stupidate. La seconda considerazione è molto più pratica e mette in risalto quanto grave sia stata l’omissione da parte dei giudici in quanto va considerato che in palio c’erano punti per la classifica Coppa Italia individuale e il campionato di società giovani, classifiche che assegnano montepremi in DENARO, dove la posizione di ogni atleta può far la differenza in termini di SOLDI guadagnati o persi. Ecco quindi che se TEORICAMENTE (non credo che un giudice sia in grado di dire se una gara sia stata falsata o meno solo dopo il nuoto) SICURAMENTE alcuni atleti hanno guadagnato posizioni a discapito di altri e quindi alcune società hanno tratto indebito ( e involontario) vantaggio a danno di altre.
Rimanendo in tema di classe arbitrale, ci sono state “minacce” di squalifica per gli atleti che avrebbero utilizzato per girare , un palo della  luce posto al giro di boa della frazione di corsa. Ci sarebbero da fare alcune riflessioni su quella che potrebbe essere la ratio di tale divieto.
Il ragionamento è che  il palo poteva essere pericoloso, in quando diversi atleti “attaccandosi” avrebbero potuto provocare una situazione di pericolo per gli altri, c’è da sperare che nessuno pensi veramente che un palo della luce possa essere sradicato da dei ragazzini così facilmente ! Anche in questo caso giudici autoritari e scatenati su una “regola” inutile/assurda mentre sul taglio di boe netto  NESSUNA SQUALIFICA .
Tra l’altro, il controllo del “palo incriminato” è stato fatto da giudici in borghese seduti per terra al giro di boa che gridavano agli atleti di ….non attaccarsi, mentre in un video si vede un giovane con una pettorina gialla posizionato a mo’ di “barriera umana” per evitare che gli atleti si attaccassero al palo!  Questa è l’immagine che hanno visto alcuni spettatori e genitori che magari per la prima volta si sono avvicinanti alle gara giovanili e al triathlon , possiamo immaginare che bella impressione possano aver avuto.
C’è stato pure segnalato che sui percorsi alcuni incroci erano totalmente incustoditi (vedi foto a fine articolo) e che solo la prontezza di alcuni tecnici/spettatori che si sono improvvisati volontari ha evitato incidenti (che comunque ci sono stati ). Naturalmente alcuni atleti, nonostante il regolamento in materia sia chiaro, hanno corso con divise non regolamentari, il tutto passato inosservato agli occhi dei giudici.
La due giorni giovanile ha messo comunque in mostra numeri sempre più crescenti, a livello agonistico i risultati hanno dimostrato un livello sempre più crescente dei giovani, non solo in termini assoluti , ma anche a livello medio.
Tra gli Junior Riccardo Salvino (Minerva Roma) nell’aquathlon conquista il secondo titolo stagionale precedendo con buon margine l’ottimo Alcaras (DDS) al rientro dopo un infortunio e Michele Bonacina (Cus Pro Patria Milano) uno dei giovani in maggior crescita in questa stagione, attardati due dei favoriti della vigilia Ugazio (Azzurra Triathlon Team ) e Chiodo (Virtus). Negli Youth b Jacob Sosniok la spunta di poco sul favorito Franco Pesavento (Padovanuoto dynamica) mentre chiude il podio Nicola Azzano (Cus Udine) . Tra gli Youth A  Samuele Angelini (Spezia Tri) è il più veloce davanti al sorprendente Davide Ingrilli (CNM Milano) che regola Alessandro Carboni (Minerva Roma). Fuori dal podio due dei favoriti alla vigilia  Nicolò Ragazzo (Padovanuoto dynamica) e Thomas Bertrandi. In campo femminile nelle junior vince con ampio margine Alessandra Tamburri (Minerva Roma) che si dimostra in crescita, mentre chiude alle sue spalle la rientrante Giulia Sforza (Azzurra Triathlon team) e chiude il podio la sorprendente Alice Saltarelli (Piacenza vivo) che spinge giù dal podio una delle favorite, Federica Parodi (Virtus). Nelle Youth B la regina è Manuela Contu (Valle d’Aosta) che precede una delle favorite della categoria Michela Pozzuoli (Minerva Roma) e l’altra “minervina” Alice De Quarto. D’Antino Fabiola (Cremona Stradivari) è la più veloce tra le youth A, alle sue spalle Giada Romano (GR sport insieme) e Carlotta Missaglia (Cus Pro Patria Milano), solo 7ma Francesca Crestani (Marostica) la vincitrice del titolo di duathlon ad Acqui Terme.
Nella tappa di Coppa Italia alcune conferme ma molti podi diversi.
Tra gli Under 23 dopo la vittoria del Sabato nel duathlon si ripete Alessio Fioravanti (Minerva Roma) che sembra essersi abituato al gradino più alto del podio in questo inizio di stagione, alle sue spalle Valerio Patanè (Cus Pro Patria Milano) e Rigoni Stefano (Padovanuoto Dynamica). Negli Junior  gara spettacolare che arrivo praticamente al photofinish tra 3 atleti con la vittoria che va ad Alberto Chiodo (Virtus) che si riscatta dopo una prova non molto brillante nell’aquathlon che precede Michele Bonacina (Cus Pro Patria Milano) e l’ottimo Andrea Alcaras (DDS) che realizza il miglior parziale nell’ultima frazione. La classifica però sarà modificata a causa della  discutibile squalifica di Bonacina , per cui Alcaras conquista il secondo argento del suo lungo week end, mentre altra medaglia anche per Riccardo Salvino (Minerva Roma) che si aggiudica il bronzo dopo aver dominato la frazione di nuoto. Negli Youth B si riconferma ad altissimi livelli il giovane della Silca Ultralite Federico Spinazzè che vince con una grande prova di forza davanti a Franco Pesavento (Padovanuoto Dynamica) e Nicola azzano (Cus Udine) che bissano il loro risultato dell’aquathlon. Anche qui 4 gli squalificati tra cui il vincitore dell’aquathlon Sosniok. Tra gli youth A Nicolò Ragazzo (Padovanuoto Dynamica) domina la frazione di nuoto ma nella seconda frazione perde terreno prezioso e non gli basta il miglior parziale anche nell’ultima frazione per conquistare la vittoria che va a Alessandro Carboni (Minerva Roma) davanti all’ottimo Davide Ingrilli (CNM Milano) al suo secondo argento, mentre chiude il podio Nicolò Ragazzo. In campo femminile solo tre donne al via nella U23 con vittoria con ampio margine per Ilaria Fioravanti (Minerva Roma) che precede Sara Longoni (Cus Pro Patria Milano) e Silvia Tonti (Minerva Roma). Cambia di poco rispetto all’aquathlon il podio delle Junior con la riconferma di Alessandra Tamburri (Minerva Roma) e Giulia Sforza (Azzurra Triathlon team) sui due gradini più alti del podio, chiuso da Francesca Ferlazzo (Spezia Triathlon). Ancora giù dal podio Federica Parodi (Virtus) alle prese con un inizio stagione difficile. Tra le youth B si riprende il gradino più alto del podio Michela Pozzuoli (Minerva) mentre l’argento va a Cecilia D’Aniello (TD Rimini) e il bronzo a Manuela Contu (Valle D’Aosta). Tra le Youth A la Crestani (Marostica) si riscatta e conquista la vittoria davanti a D’Antino (Cremona Stradivari) e Missaglia (Pro Patria).

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