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Neanche gli Elite uomini si salvano dal naufragio tecnico di Edmonton

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Neanche gli Elite uomini si salvano dal naufragio tecnico di Edmonton

Neanche la gara elite uomini ha salvato il bilancio disastroso della spedizione azzurra ad Edmonton.
Il nuoto ha di fatto tagliato fuori dai giochi subito uno dei favoriti, il sudafricano Murray che uscito attardatissimo ha corso tutta la gara nelle retrovie lontanissimo dalle posizioni di vertice. La gara di fatto è terminata quando Alistar Brownlee , dopo l’ennesimo scatto ha preso il largo , seguito dal brasiliano Colucci, che dopo essere rientrato da solo sul gruppo di testa , ha rifiatato un attimo e ha tentato in un primo momento la fuga da solo , poi si è involato insieme al campione inglese. Si aggiunge alla fuga dopo pochi km anche il norvegese Blummenfelt, classe 1994, che già aveva tentato la fuga in precedenza proprio con Alistar Brownlee. La fuga parte poco prima del ricongiungimento tra i leaders ( Fabian tra loro)  e il gruppo con Mola e il nostro Uccellari, che si guardano un po’ troppo e permettono ai fuggitivi di prendere il largo. In T2 il vantaggio dei battistrada è di oltre 1 minuto (1.16″) , impensabile recuperare su Alistar Brownlee, per cui la lotta rimane per il resto del podio con il trio Mola-Gomez-Jonathan Brownlee che si giocano anche il podio finale WTS. I tre raggiungono prima il norvegese e poi il brasiliano, mentre Alistar davanti mantiene sempre un vantaggio rassicurante. Alla fine del terzo dei quattro giri dell’ultima frazione, il più giovane dei fratelli inglesi perde terreno sulla coppia spagnola, Mola piazza l’allungo decisivo a poche centinaia di metri dal traguardo e precede il suo compagno di squadra Gomez, che taglia il traguardo trionfante per il titolo WTS , il quarto titolo mondiale per lui, eguagliato il mito inglese Simon Lessing. Nella classifica finale WTS la doppietta spagnola è completata da Mario Mola che precede Jonathan Brownlee e il fratello Alistar.

Gli italiani sono naufragati nella frazione finale, il solo Uccellari ha tentato di lottare sino alla fine e con la solita generosa corsa ha chiuso in 22ma posizione, ma a oltre due minuti dal fenomeno inglese. Fabian ha perso metro dopo metro terreno e ha chiuso con una mesta 37ma posizione, mentre ancora più indietro Facchinetti addirittura  48mo (per dovere di cronaca va comunque ricordato che è stato vittima di una foratura nel finale della frazione ciclistica).
Con questo risultato Fabian perde anche la top 15 nella classifica WTS scendendo al 18mo posto che peggiora il suo risultato dello scorso anno, Uccellari conferma la 32ma posizione , Andrea De Ponti chiude in 55ma posizione , Facchinetti in 61ma, Hofer in 82ma, Steinwandter in 83ma , Secchiero in 96ma, Barnaby in 141ma e chiude Stateff in 153ma posizione. Un bilancio finale non molto positivo , le ultime due tappe sono state una Caporetto per i nostri elite che sono andati in netto calando.  Quello che preoccupa di più è il netto divario che i nostri atleti hanno con il resto del mondo, soprattutto il calo di condizione in concomitanza degli appuntamenti decisivi.

(foto MARCO BARDELLA)

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Neanche gli Elite uomini si salvano dal naufragio tecnico di Edmonton

1st settembre, 2014
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Neanche gli Elite uomini si salvano dal naufragio tecnico di Edmonton

Neanche la gara elite uomini ha salvato il bilancio disastroso della spedizione azzurra ad Edmonton.
Il nuoto ha di fatto tagliato fuori dai giochi subito uno dei favoriti, il sudafricano Murray che uscito attardatissimo ha corso tutta la gara nelle retrovie lontanissimo dalle posizioni di vertice. La gara di fatto è terminata quando Alistar Brownlee , dopo l’ennesimo scatto ha preso il largo , seguito dal brasiliano Colucci, che dopo essere rientrato da solo sul gruppo di testa , ha rifiatato un attimo e ha tentato in un primo momento la fuga da solo , poi si è involato insieme al campione inglese. Si aggiunge alla fuga dopo pochi km anche il norvegese Blummenfelt, classe 1994, che già aveva tentato la fuga in precedenza proprio con Alistar Brownlee. La fuga parte poco prima del ricongiungimento tra i leaders ( Fabian tra loro)  e il gruppo con Mola e il nostro Uccellari, che si guardano un po’ troppo e permettono ai fuggitivi di prendere il largo. In T2 il vantaggio dei battistrada è di oltre 1 minuto (1.16″) , impensabile recuperare su Alistar Brownlee, per cui la lotta rimane per il resto del podio con il trio Mola-Gomez-Jonathan Brownlee che si giocano anche il podio finale WTS. I tre raggiungono prima il norvegese e poi il brasiliano, mentre Alistar davanti mantiene sempre un vantaggio rassicurante. Alla fine del terzo dei quattro giri dell’ultima frazione, il più giovane dei fratelli inglesi perde terreno sulla coppia spagnola, Mola piazza l’allungo decisivo a poche centinaia di metri dal traguardo e precede il suo compagno di squadra Gomez, che taglia il traguardo trionfante per il titolo WTS , il quarto titolo mondiale per lui, eguagliato il mito inglese Simon Lessing. Nella classifica finale WTS la doppietta spagnola è completata da Mario Mola che precede Jonathan Brownlee e il fratello Alistar.

Gli italiani sono naufragati nella frazione finale, il solo Uccellari ha tentato di lottare sino alla fine e con la solita generosa corsa ha chiuso in 22ma posizione, ma a oltre due minuti dal fenomeno inglese. Fabian ha perso metro dopo metro terreno e ha chiuso con una mesta 37ma posizione, mentre ancora più indietro Facchinetti addirittura  48mo (per dovere di cronaca va comunque ricordato che è stato vittima di una foratura nel finale della frazione ciclistica).
Con questo risultato Fabian perde anche la top 15 nella classifica WTS scendendo al 18mo posto che peggiora il suo risultato dello scorso anno, Uccellari conferma la 32ma posizione , Andrea De Ponti chiude in 55ma posizione , Facchinetti in 61ma, Hofer in 82ma, Steinwandter in 83ma , Secchiero in 96ma, Barnaby in 141ma e chiude Stateff in 153ma posizione. Un bilancio finale non molto positivo , le ultime due tappe sono state una Caporetto per i nostri elite che sono andati in netto calando.  Quello che preoccupa di più è il netto divario che i nostri atleti hanno con il resto del mondo, soprattutto il calo di condizione in concomitanza degli appuntamenti decisivi.

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