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Maurizio De Benedetti “risponde” a Danilo Palmucci

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Maurizio De Benedetti

Ciao a tutti,

sono Maurizio De Benedetti,

‎leggendo gli articoli di Danilo Palmucci su Triathlonmania mi è venuta voglia di dire qualcosa affinché le sue parole abbiano una risposta ed un pò di compagnia….

Ho lasciato il piccolo mondo del triathlon nel 1996, ovvero nel secolo scorso, e per tutti questi anni l’ho messo in un cartone e chiuso in un armadio; un bell’armadio, non quello della cantina, ma insieme ai bei ricordi. Questa è la mia prima uscita “pubblica” dopo tutti questi anni. Recentemente mi è stato affidato l’incarico di allenare un gruppetto di ragazzini e loro con prepotenza e spavalderia giovanili hanno spalancato quell’armadio e riacceso il fuoco dormiente, ma questa è un’altra storia. Oggi sono tra voi perché mi sono sentito attraversare dall’emozione leggendo gli articoli di Danilo Palmucci. Emozione tuttavia mista a rabbia. Lui non ha mai abbandonato, come allora feci io, il triathlon e dalle sue parole esce amore smisurato per questo sport. Non so quanto possa valere la mia opinione visto che quello che sono stato nello sport lo devo in gran parte a lui. Mi rattrista saperlo a caccia di considerazione, uno come lui dovrebbe avere incarichi di prestigio come prestigiosa è stata la sua carriera di atleta onesto, pulito e senza scheletri. Ma qui si apre un capitolo duro anche per me che ho subito, al suo pari, la piaga del doping. Se per anni mi sono allontanato è proprio a causa di questo.
Non sono qui a pregare nessuno, ritorno sereno sperando che le cose siano cambiate.”Mai più medaglie sporche” leggiamo oggi nelle dichiarazione dell’ alta dirigenza del coni. Oggi sappiamo che tanti sapevano e chiudevano un occhio ed anche tutti e due. Fatti processuali hanno dimostrato che “medaglie sporche” sono ancora al collo di chi non le merita. Danilo ha dato tanto ed ha combattuto ad armi impari affrontando “certe gare” con scarse possibilità e questo vale anche per me. Ha dato tanto e tanto può ancora dare. Mi auguro che qualcuno riconsideri le proprie opinioni in merito. Per quanto mi riguarda mi sono lasciato tutto alle spalle e recentemente ho aperto il mio cuore e manifestato le mie emozioni verso coloro, in federazione, con i quali, in passato, ho avuto contrasti anche forti. Le cose cambiano, voglio crederci e credo che arriverà il momento di Danilo, il mio è già arrivato quando con il cuore in mano mi è sfuggito ” penso che non abbiamo combattuto con gente pulita” mi è stato risposto con il sorriso della nostalgia per le cose che non possono ritornare ” credo proprio di no”. Questa è la mia vittoria di oggi ed anche la tua caro Danilo. Di più non posso desiderare. La vita ci ha dato ragione
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Maurizio De Benedetti “risponde” a Danilo Palmucci

9th dicembre, 2015
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Maurizio De Benedetti

Ciao a tutti,

sono Maurizio De Benedetti,

‎leggendo gli articoli di Danilo Palmucci su Triathlonmania mi è venuta voglia di dire qualcosa affinché le sue parole abbiano una risposta ed un pò di compagnia….

Ho lasciato il piccolo mondo del triathlon nel 1996, ovvero nel secolo scorso, e per tutti questi anni l’ho messo in un cartone e chiuso in un armadio; un bell’armadio, non quello della cantina, ma insieme ai bei ricordi. Questa è la mia prima uscita “pubblica” dopo tutti questi anni. Recentemente mi è stato affidato l’incarico di allenare un gruppetto di ragazzini e loro con prepotenza e spavalderia giovanili hanno spalancato quell’armadio e riacceso il fuoco dormiente, ma questa è un’altra storia. Oggi sono tra voi perché mi sono sentito attraversare dall’emozione leggendo gli articoli di Danilo Palmucci. Emozione tuttavia mista a rabbia. Lui non ha mai abbandonato, come allora feci io, il triathlon e dalle sue parole esce amore smisurato per questo sport. Non so quanto possa valere la mia opinione visto che quello che sono stato nello sport lo devo in gran parte a lui. Mi rattrista saperlo a caccia di considerazione, uno come lui dovrebbe avere incarichi di prestigio come prestigiosa è stata la sua carriera di atleta onesto, pulito e senza scheletri. Ma qui si apre un capitolo duro anche per me che ho subito, al suo pari, la piaga del doping. Se per anni mi sono allontanato è proprio a causa di questo.
Non sono qui a pregare nessuno, ritorno sereno sperando che le cose siano cambiate.”Mai più medaglie sporche” leggiamo oggi nelle dichiarazione dell’ alta dirigenza del coni. Oggi sappiamo che tanti sapevano e chiudevano un occhio ed anche tutti e due. Fatti processuali hanno dimostrato che “medaglie sporche” sono ancora al collo di chi non le merita. Danilo ha dato tanto ed ha combattuto ad armi impari affrontando “certe gare” con scarse possibilità e questo vale anche per me. Ha dato tanto e tanto può ancora dare. Mi auguro che qualcuno riconsideri le proprie opinioni in merito. Per quanto mi riguarda mi sono lasciato tutto alle spalle e recentemente ho aperto il mio cuore e manifestato le mie emozioni verso coloro, in federazione, con i quali, in passato, ho avuto contrasti anche forti. Le cose cambiano, voglio crederci e credo che arriverà il momento di Danilo, il mio è già arrivato quando con il cuore in mano mi è sfuggito ” penso che non abbiamo combattuto con gente pulita” mi è stato risposto con il sorriso della nostalgia per le cose che non possono ritornare ” credo proprio di no”. Questa è la mia vittoria di oggi ed anche la tua caro Danilo. Di più non posso desiderare. La vita ci ha dato ragione
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