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L’odissea della Hewitt ai mondiali di lungo

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L'odissea della Hewitt ai mondiali di lungo

Si sono corsi in Cina i mondiali di triathlon lungo con buon livello sia in campo maschile che femminile. Nessun atleta azzurro al via in un settore dove abbiamo vinto medaglie individuali e a squadre in passato.

Tra gli uomini dominio francese con podio monopolizzato dai transalpini che hanno piazzato ancora una volta sul gradino più alto dle podio Billard che ha preceduto i connazionali Sudrie e Ciryl, anche loro con un palmares di tutto rispetto. Da segnalare il 5° posto di uno dei favorti alla vigilia, l’ ex iridato di Ironman Alexander che vittima di una caduta in bici ha poi fatto registrare il miglior parziale assoluto nell’ultima frazione, ma non gli è bastato per avvicinarsi al podio. I tre  francesi sono stati gli unici a scendere sotto le 3 ore nella frazione ciclistica mentre Alexander ha corso sotto l’ 1.10′

In campo femminile dopo essere stata per diverso tempo in coma a seguito di un incidente , torna alla vittoria la danese Pedersen che  ha fatto realizzare il miglior parziale sulle due ruote che gli ha permesso di prendere il largo sulle inseguitrici e legittimando il suo successo con il secondo parziale nella frazione conclusiva che ha visto la scatenata finlandese Lehtonen (unica donna a scendere sotto l’ 1.20′ nella frazione finale) conquistare l’argento dopo una gara in rimonta, mentre per il bronzo la neozelandese Hewitt non ha problemi a regolare le avversarie.

Per l’atleta neozelandese la trasferta cinese è stata una vera e propria odissea, iniziata con la cancellazione di ben due voli dovuta allo sciopero dei piloti dell’Air France. Arrivata a ridosso della gara, la Hewitt è stata vittima di un incidente durante gli ultimi km della frazione ciclistica. Prontamente rialzatasi la fuoricalsse neozelandese non si è resa conto dei danni che le aveva provocato la caduta e ha proseguito la sua gara. Già nella T2 ha avuto qualche problema ad indossare le scarpe, idem durante i ristori nel percorso podistico che si trovavano tutti a sinistra e durante il primo ha afferrato una bottiglietta e non è riuscita ad aprirla e quindi ha dovuto gettarla e aspettare il ristoro successivo.

La frazione finale è stata quindi un piccolo calvario per lei che è arrivata all’arrivo dolorante. Sfortunatamente il controllo antidoping le ha pure impedito di ricevere le cure necessarie, infatti scoprirà poi di essersi procurata una frattura della clavicola sinistra.

Per la Hewitt comprensibile cambio di programmi, invece di prendere parte ai campionati francesi e chiudere quindi la stagione, rientro in Nuova Zelanda per gli accertamenti del caso. La stessa atleta ha poi raccontato che la sua è stata una partecipazione estemporanea a questo tipo di gare, che in seguito si concentrerà sulla qualificazione ai Giochi Olimpici 2016, ma che non chiude definitivamente la porta aun futuro no draft, naturalmente allenandosi per questa modalità.

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24th settembre, 2014
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Si sono corsi in Cina i mondiali di triathlon lungo con buon livello sia in campo maschile che femminile. Nessun atleta azzurro al via in un settore dove abbiamo vinto medaglie individuali e a squadre in passato.

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In campo femminile dopo essere stata per diverso tempo in coma a seguito di un incidente , torna alla vittoria la danese Pedersen che  ha fatto realizzare il miglior parziale sulle due ruote che gli ha permesso di prendere il largo sulle inseguitrici e legittimando il suo successo con il secondo parziale nella frazione conclusiva che ha visto la scatenata finlandese Lehtonen (unica donna a scendere sotto l’ 1.20′ nella frazione finale) conquistare l’argento dopo una gara in rimonta, mentre per il bronzo la neozelandese Hewitt non ha problemi a regolare le avversarie.

Per l’atleta neozelandese la trasferta cinese è stata una vera e propria odissea, iniziata con la cancellazione di ben due voli dovuta allo sciopero dei piloti dell’Air France. Arrivata a ridosso della gara, la Hewitt è stata vittima di un incidente durante gli ultimi km della frazione ciclistica. Prontamente rialzatasi la fuoricalsse neozelandese non si è resa conto dei danni che le aveva provocato la caduta e ha proseguito la sua gara. Già nella T2 ha avuto qualche problema ad indossare le scarpe, idem durante i ristori nel percorso podistico che si trovavano tutti a sinistra e durante il primo ha afferrato una bottiglietta e non è riuscita ad aprirla e quindi ha dovuto gettarla e aspettare il ristoro successivo.

La frazione finale è stata quindi un piccolo calvario per lei che è arrivata all’arrivo dolorante. Sfortunatamente il controllo antidoping le ha pure impedito di ricevere le cure necessarie, infatti scoprirà poi di essersi procurata una frattura della clavicola sinistra.

Per la Hewitt comprensibile cambio di programmi, invece di prendere parte ai campionati francesi e chiudere quindi la stagione, rientro in Nuova Zelanda per gli accertamenti del caso. La stessa atleta ha poi raccontato che la sua è stata una partecipazione estemporanea a questo tipo di gare, che in seguito si concentrerà sulla qualificazione ai Giochi Olimpici 2016, ma che non chiude definitivamente la porta aun futuro no draft, naturalmente allenandosi per questa modalità.

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