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Le proposte di Danilo Palmucci per Roma 2024

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Ancora Danilo Palmucci sulla questione Age Group

Cari amici,

il Natale ci porta a pensare cose belle, a fare dei sogni ad occhi aperti. In questi giorni ho pensato a un regalo per tutti noi sportivi e per tutti gli italiani: vincere la gara per l’assegnazione dei Giochi del 2024. Abbiamo seguito lo sviluppo di questo progetto dalle notizie sui giornali e abbiamo ascoltato i proclami del Team Organizzatore a supporto per la Candidatura di Roma per i Giochi del 2024.

Avessi la possibilità di farmi ascoltare vorrei dire al presidente Malagò che personalmente temo che potremmo non essere competitivi nella gara per l’assegnazione dei Giochi. Mi spiego: nei giorni scorsi sentendo l’intervista al presidente del CONI non si è capito bene per quale motivo Roma dovrebbe essere preferita a Los Angeles o Parigi, apparentemente solo perché il Colosseo vale di più della collina di Hollywood o della Tour Eiffel.

Secondo me invece la chiave potrebbe essere che Roma è la culla mondiale dell’etica, grazie a un papa ecumenico come Papa Francesco, alla presenza della più antica comunità ebraica e della grande moschea, a una cultura multietnica radicata nei millenni: a Roma c’è infatti il Pantheon.

Etica significa trasparenza, fair play, rispetto a prescindere dalle prestazioni tecniche. Tutti noi sappiamo che per esempio nel campo dell’atletica femminile ci sono record che non saranno forse mai battuti, ma che ci importa dei record? Noi dobbiamo impegnarci per assegnare medaglie pulite per salvaguardare i valori e l’immagine dello Sport, per trovare l’appoggio di chi fa dell’etica un messaggio per la salvezza di un mondo tanto martoriato.

Dobbiamo pensare che in futuro i controlli saranno sempre più stringenti, la WADA si sta potenziando, sarà sempre più difficile avere un margine da poter gestire nelle situazioni spinose…

Quindi il mio consiglio è lavorare sul futuro, ma non solo sui giovani come il recente mantra va recitando, ma su misure anti-doping più stringenti fin da oggi che metteranno i nostri giovani in condizione di essere atleti competitivi nello sport del futuro.

Bisogna stringere già da adesso le maglie se non vogliamo investire, come spesso è successo, su pesci che alla vigilia dei Giochi rimangono presi nella rete.

Sinceramente leggere la discesa in campo di fior di avvocati per difendere alcuni nostri campioni mi fa pensare che le gare oggi come oggi si vincano con l’avvocato più che con le gambe. Siamo sicuri che questa sia la strada da seguire? Sicuramente gli atleti hanno tutto il diritto di difendersi, ma il presidente del CONI dovrebbe semplicemente attendere che la Giustizia faccia il suo corso e lavorare per programmare il futuro.

 

In relazione a eventuali Giochi a Roma, già nel nel 2007 avevo presentato a Gianni Alemanno un mio progetto per tutelare l’atleta, la federazione, il CONI, l’organizzatore, lo sponsor, il pubblico, il mondo giovanile, in una parola: lo Sport. Avevo già previsto che si sarebbe andati incontro a un sistema di reperibilità sempre più stringente, quello che ha messo in difficoltà la nostra Atletica Leggera e appunto anche il CONI ed eventuali sponsor personali e istituzionali e ha dato un altro duro colpo alla sua credibilità.

 

La soluzione finale che proponevo era di trovare un Ente Terzo che in collaborazione con la WADA  fornisse il supporto tecnico per gestire la reperibilità, i dati tecnici, medici, statistici di ogni atleta su un portale che per il quadriennio olimpico avrebbe garantito che tutte le informazioni relative ad ogni atleta fossero trasparenti e fruibili durante tutto il periodo, con aggiornamenti dei test n real time. Una sorta di Grande Fratello che potrebbe alla fine rendere non necessari nemmeno i controlli antidoping durante i Giochi, tanto gli atleti arriverebbero già testati preventivamente. Gli atleti che aderiranno al Programma quadriennale parteciperanno ai Giochi, gli altri no.

Avevo individuato in Microsoft questo Partner organizzativo, in cambio magari di una sponsorizzazione dell’ordine del miliardo di dollari che potrebbero andare alla realizzazione delle infrastrutture necessarie, senza gravare sul contribuente.

 

Cari amici, un altro punto che sinceramente mi fa tristezza è la separazione temporale delle Paralimpiadi come se questi atleti fossero figli di un dio minore. Roma Città Santa potrebbe potrebbe essere il palcoscenico ideale per compiere questo passo epocale di unire i due arenghi che insieme completano tutta l’Umanità e unire il medagliere, cosa che già avviene da tempo nel Triathlon.

Coordinando queste due iniziative a mio avviso si creerebbe un brand con importanti possibilità di successo nella gara per l’assegnazione dei Giochi.

Speriamo che chi ha potere decisionale ci ascolti.

Grazie per l’attenzione e Buone  Feste a tutti

Danilo Palmucci

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28th dicembre, 2015
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Cari amici,

il Natale ci porta a pensare cose belle, a fare dei sogni ad occhi aperti. In questi giorni ho pensato a un regalo per tutti noi sportivi e per tutti gli italiani: vincere la gara per l’assegnazione dei Giochi del 2024. Abbiamo seguito lo sviluppo di questo progetto dalle notizie sui giornali e abbiamo ascoltato i proclami del Team Organizzatore a supporto per la Candidatura di Roma per i Giochi del 2024.

Avessi la possibilità di farmi ascoltare vorrei dire al presidente Malagò che personalmente temo che potremmo non essere competitivi nella gara per l’assegnazione dei Giochi. Mi spiego: nei giorni scorsi sentendo l’intervista al presidente del CONI non si è capito bene per quale motivo Roma dovrebbe essere preferita a Los Angeles o Parigi, apparentemente solo perché il Colosseo vale di più della collina di Hollywood o della Tour Eiffel.

Secondo me invece la chiave potrebbe essere che Roma è la culla mondiale dell’etica, grazie a un papa ecumenico come Papa Francesco, alla presenza della più antica comunità ebraica e della grande moschea, a una cultura multietnica radicata nei millenni: a Roma c’è infatti il Pantheon.

Etica significa trasparenza, fair play, rispetto a prescindere dalle prestazioni tecniche. Tutti noi sappiamo che per esempio nel campo dell’atletica femminile ci sono record che non saranno forse mai battuti, ma che ci importa dei record? Noi dobbiamo impegnarci per assegnare medaglie pulite per salvaguardare i valori e l’immagine dello Sport, per trovare l’appoggio di chi fa dell’etica un messaggio per la salvezza di un mondo tanto martoriato.

Dobbiamo pensare che in futuro i controlli saranno sempre più stringenti, la WADA si sta potenziando, sarà sempre più difficile avere un margine da poter gestire nelle situazioni spinose…

Quindi il mio consiglio è lavorare sul futuro, ma non solo sui giovani come il recente mantra va recitando, ma su misure anti-doping più stringenti fin da oggi che metteranno i nostri giovani in condizione di essere atleti competitivi nello sport del futuro.

Bisogna stringere già da adesso le maglie se non vogliamo investire, come spesso è successo, su pesci che alla vigilia dei Giochi rimangono presi nella rete.

Sinceramente leggere la discesa in campo di fior di avvocati per difendere alcuni nostri campioni mi fa pensare che le gare oggi come oggi si vincano con l’avvocato più che con le gambe. Siamo sicuri che questa sia la strada da seguire? Sicuramente gli atleti hanno tutto il diritto di difendersi, ma il presidente del CONI dovrebbe semplicemente attendere che la Giustizia faccia il suo corso e lavorare per programmare il futuro.

 

In relazione a eventuali Giochi a Roma, già nel nel 2007 avevo presentato a Gianni Alemanno un mio progetto per tutelare l’atleta, la federazione, il CONI, l’organizzatore, lo sponsor, il pubblico, il mondo giovanile, in una parola: lo Sport. Avevo già previsto che si sarebbe andati incontro a un sistema di reperibilità sempre più stringente, quello che ha messo in difficoltà la nostra Atletica Leggera e appunto anche il CONI ed eventuali sponsor personali e istituzionali e ha dato un altro duro colpo alla sua credibilità.

 

La soluzione finale che proponevo era di trovare un Ente Terzo che in collaborazione con la WADA  fornisse il supporto tecnico per gestire la reperibilità, i dati tecnici, medici, statistici di ogni atleta su un portale che per il quadriennio olimpico avrebbe garantito che tutte le informazioni relative ad ogni atleta fossero trasparenti e fruibili durante tutto il periodo, con aggiornamenti dei test n real time. Una sorta di Grande Fratello che potrebbe alla fine rendere non necessari nemmeno i controlli antidoping durante i Giochi, tanto gli atleti arriverebbero già testati preventivamente. Gli atleti che aderiranno al Programma quadriennale parteciperanno ai Giochi, gli altri no.

Avevo individuato in Microsoft questo Partner organizzativo, in cambio magari di una sponsorizzazione dell’ordine del miliardo di dollari che potrebbero andare alla realizzazione delle infrastrutture necessarie, senza gravare sul contribuente.

 

Cari amici, un altro punto che sinceramente mi fa tristezza è la separazione temporale delle Paralimpiadi come se questi atleti fossero figli di un dio minore. Roma Città Santa potrebbe potrebbe essere il palcoscenico ideale per compiere questo passo epocale di unire i due arenghi che insieme completano tutta l’Umanità e unire il medagliere, cosa che già avviene da tempo nel Triathlon.

Coordinando queste due iniziative a mio avviso si creerebbe un brand con importanti possibilità di successo nella gara per l’assegnazione dei Giochi.

Speriamo che chi ha potere decisionale ci ascolti.

Grazie per l’attenzione e Buone  Feste a tutti

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