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Le “false” giustificazioni di Bianchiriguardo l’aumento delle quote di tesseramento 2017

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Le giustificazioni di Bianchi non "reggono"

Le giustificazioni di Bianchi non “reggono”

Nell’articolo di ieri abbiamo anticipato l’aumento delle quote di tesseramento 2017 per i tesseramenti delle categorie dalla S2 in su e dei tesseramenti giornalieri. Subito si è scatenata una ridda di commenti negativi di atleti e dirigenti FITri che non hanno assolutamente gradito questo aumento, a loro parere, improvviso quanto ingiustificato. Immediatamente il presidente Bianchi si è premurato per cercare di calmare gli animi facendo pubblicare sul sito FITri una dichiarazione in merito alle motivazioni che avrebbero portato all’aumento delle quote.

Il Presidente inizialmente afferma:

“…(omissis)…abbiamo anche approvato, dopo aver esaminato i preventivi giunti dalle compagnie assicurative interpellate per il nuovo contratto biennale, il miglioramento delle coperture per i nostri tesserati che, sia in caso di morte che di invalidità permanente, passano da un massimale di €80.000,00 ad uno di €100.000,00. Abbiamo aggiunto la diaria da ricovero di €30,00 al giorno per un massimo di 30 giorni a sinistro ed il rimborso spese di cura fino a €500,00 , con almeno un pernotto ospedaliero. Questo adeguamento risponde alle mutate esigenze dei tesserati che, a fronte dell’aumentato numero di gare, conseguente alla crescita complessiva del movimento, chiedevano da tempo un nuovo e più efficace sistema di coperture…(omissis)…”.

L’ultima affermazione è destituita di fondamento ed è smentita senza alcun ombra di dubbio dalla realtà dei fatti. Ricordiamo infatti che nelle ultime due stagioni la FITri aveva proposto un “upgrade” della copertura assicurativa ai propri tesserati, ma l’iniziativa era stata bocciata, con un’adesione praticamente nulla. Ecco quindi che risulta palesemente priva di fondamento l’affermazione del Presidente Luigi Bianchi relativamente alla richiesta da parte dei tesserati di un nuovo e più efficace sistema di coperture. Difatti la maggior parte degli stessi si è tutelata, autonomamente, contraendo polizze private.

Bianchi prosegue, poi, affermando:

“…(omissis)…sulla Circolare Tesseramento e Affiliazioni 2017 troverete le nuove quote associative che erano ferme da tempo e che per alcune categorie di tesserati siamo riusciti a mantenere invariate e parlo di giovani fino a 24 anni e di Paratriathleti. Per le altre categorie abbiamo dovuto apportare un aumento che è percentualmente in linea con l’incremento costi della polizza assicurativa, a fronte dei miglioramenti sopracitati. L’aumento del tesseramento annuale non può non produrre l’adeguamento sul tesseramento giornaliero, che nelle nostre strategie non può e non deve essere un ostacolo all’attività insostituibile delle società sportive, ma un’occasione di avviamento alla pratica sportiva e di fidelizzazione del praticante. Rimangono immutate le quote di aquathlon e supersprint, attività a spiccata valenza promozionale…(omissis)…”

Singolare come il Presidente Bianchi si sia dimenticato che proprio nello scorso quadriennio le quote di tesseramento erano già state aumentate da 30 a 32 euro, affermando invece che sono ferme da tempo. Le quote di tesseramento passeranno dagli attuali 32 euro ai 45 per il 2017, mentre il tesseramento giornaliero per la distanza sprint sarà di 20 Euro , per distanze superiori si passerà a 30 Euro. Sapientemente Bianchi parla di un aumento che “…percentualmente è in linea con l’incremento costi della polizza assicurativa…” evitando di citare però in “soldoni” quale sono le quote effettive. Parliamo infatti di un aumento nell’ordine del 40% , che si traduce però in BEN 2,4 euro riguardo al costo della polizza per FITri (da circa 6 Euro a circa 8,4 Euro), mentre sul tesseramento si parla di un aumento di ben 13 Euro (da 32 a 45). Sul discorso dei tesseramenti giornalieri è abbastanza evidente come si punti ad avere più entrate per la Federazione, quasi obbligando i neofiti a tesserarsi per una società, disincentivando gli stessi ad avvicinarsi al Nostro Sport provando una sola gara (la maggior parte preferisce iniziare con uno sprint piuttosto che un super sprint o promozionale, che sul territorio rappresentano quasi “merce rara”).

Questo improvviso aumento delle quote di tesseramento, non illustrata in campagna elettorale da Bianchi, sembrerebbe essere una contromossa alla probabile riduzione drastica (si parla di un taglio di oltre il 50%) dei contributi da parte del Coni, dopo il quadriennio olimpico fallimentare appena concluso, con l’impellente e concreta necessità di dover reperire altrove le risorse per il movimento. Altro aspetto da evidenziare è come la “disincentivazione” del tesseramento giornaliero, porti un danno ai comitati regionali, ai quali erano destinati gli introiti di questo tipo di tesseramento.

L’aumento delle quote di tesseramento in consiglio federale è stato votato da tutti i consiglieri, a parte Libanore e Bettini che hanno votato contro, assenti sia Dogana che Rista.

Sui vari profili facebook si è assistito ad una strenua difesa, da parte di alcuni soliti noti, della “causa Bianchi”, giustificando il tutto con l’allineamento del costo del tesseramento a quello di altre federazioni (Fidal, FCI). Bisognerebbe, però, ricordare che sarebbe necessario un allineamento a quelle Federazioni anche riguardo al costo delle gare che in alcuni casi sono addirittura gratuite, o di importi di entità irrisoria. E’ il caso, ad esempio, dei C.I. di maratona, il costo dei quali era 20 euro senza il pacco gara. Medesimo discorso vale per le varie gare, nel triathlon si arriva a pagare anche 50 euro per un triathlon sprint, mentre i costi per gare di 10-21-42 km in Fidal sono nettamente più bassi.

Anche  Giuseppe Maurizio, il candidato alla presidenza Fitri 2017-2020 escluso da una interpretazione contestatissima del famoso articolo 48 del regolamento organico Fitri, ha voluto fare una considerazione legata a questo aumento improvviso delle quote 2017:

AUMENTI QUOTE ASSOCIATIVE 2017

Elementi di Riflessione e Questioni da Affrontare –

In una comunicazione apparsa sul sito FITri martedì 29 Novembre 2016, il Presidente annuncia, tra le altre cose, un aumento delle quote associative. Scopo di questa breve nota è fornire elementi di valutazione su tale decisione e porre alcune questioni a cui è auspicabile il vertice della Federazione dia risposta per garantire la necessaria trasparenza verso le società e i tesserati.

GLI AUMENTI ANNUNCIATI

Il comunicato apparso sul sito Fitri annuncia:

“Sulla Circolare Tesseramento e Affiliazioni 2017 troverete le nuove quote associative che erano ferme da tempo e che per alcune categorie di tesserati siamo riusciti a mantenere invariate e parlo di giovani fino a 24 anni e di Paratriathleti. Per le altre categorie abbiamo dovuto apportare un aumento che è percentualmente in linea con l’incremento costi della polizza assicurativa, a fronte dei miglioramenti sopracitati.”

In effetti, nella prima parte del comunicato vengono delineati alcuni elementi della decisione di migliorare la copertura assicurativa dei tesserati. In particolare:

“Abbiamo anche approvato, dopo aver esaminato i preventivi giunti dalle compagnie assicurative interpellate per il nuovo contratto biennale, il miglioramento delle coperture per i nostri tesserati che, sia in caso di morte che di invalidità permanente, passano da un massimale di €80.000,00 ad uno di €100.000,00. Abbiamo aggiunto la diaria da ricovero di €30,00 al giorno per un massimo di 30 giorni a sinistro ed il rimborso spese di cura fino a €500,00, con almeno un pernotto ospedaliero. Questo adeguamento risponde alle mutate esigenze dei tesserati che, a fronte dell’aumentato numero di gare, conseguente alla crescita complessiva del movimento, chiedevano da tempo un nuovo e più efficace sistema di coperture.”

Quindi, in sostanza, il vertice Fitri lega l’aumento delle quote associative all’incremento dei costi delle polizze. Ciò pone evidenti questioni che vengono sintetizzate nel paragrafo successivo e a cui sarebbe doveroso dare risposta in una prospettiva di corretta gestione e trasparenza verso il movimento.

Questioni da Affrontare

1. Nell’Allegato A della Circolare Nuove Affiliazioni 2017 si legge che la quota di tesseramento da S2 in poi è di 45 euro con un incremento del 40% vs i precedenti 32 euro. È da rimarcare che l’incidenza del costo dell’assicurazione sul totale quota è minoritaria: che senso ha applicare all’intera quota associativa un incremento percentuale pari (o superiore) a quello dell’aumento del costo della polizza? Se il costo assicurativo complessivo fosse di 6 euro all’interno di una quota associativa di 32 euro, aumentando l’assicurazione da 6 a 8,4 euro (ipotizzando quindi una crescita del 40%) si ha un’extra-spesa da recuperare pari 2,4 euro. Appare evidente che, proiettando l’incremento del 40% all’intera quota (come annunciato nel comunicato del Presidente), il passaggio da 32 euro a 45 euro genera un’extra gettito di oltre 10 euro per tesserato dopo aver ripagato il maggior costo assicurativo. Analogamente, per recuperare i 2,4 euro provenienti dalla migliore assicurazione, sarebbe sufficiente un ritocco ben più morigerato, nell’intorno del 10% della quota. Perché viene deciso un aumento così aspro sull’intera quota?

2. Si delinea quindi un importante afflusso di risorse apportato dai tesserati alla federazione (ben superiore a quello richiesto dagli extra-costi assicurativi). Come si intendono investire tali risorse generate dal cuore del movimento?

3. Si è trattato di una decisione presa repentinamente e dettata dall’urgenza (poco verosimile) o è stata maturata nel tempo, come dovrebbe essere per mosse così importanti e delicate?

4. Molte società hanno già definito i prezzi di tesseramento e li hanno comunicati agli atleti, senza sapere degli aumenti. Un incremento così corposo le mette evidentemente in difficoltà, obbligandole a “cambiare le carte in tavola” con i propri tesserati riversandogli l’aumento, oppure assorbendo direttamente l’aumento con evidenti problemi di tenuta dei conti e dei piani di attività. Perché l’intenzione di aumentare le quote associative non è stata comunicata preventivamente e “in tempo utile” alle società, in modo da metterle in condizione di praticare un’offerta adeguata ai propri tesserati?

5. La Consulta e i Comitati Regionali erano stati informati dell’intenzione di aumentare le quote?

6. In sede di campagna elettorale, è stato più volte affermato il “risanamento” del bilancio della FITri: come si concilia questa visione di struttura sana sotto il profilo economico-finanziario con l’esigenza di attingere dalle tasche dei tesserati (oltre tutto senza una destinazione chiara e identificata delle extra-risorse attinte)?

7. In passato sono stati proposti degli upgrade facoltativi delle coperture assicurative: l’adesione dei tesserati è stata molto bassa, evidenziando uno scarso interesse verso questo tipo di iniziative (è importante evidenziare che ciò non è legato alla poca rilevanza del tema, quanto all’inadeguatezza dell’attuale struttura portante della polizza che copre davvero poco per un atleta amatore e che, per essere migliorata, dovrebbe essere cambiata in aspetti ben più profondi dell’aumento dei massimali). Perché la prima decisione del Consiglio Federale del nuovo quadriennio ha riguardato l’introduzione obbligatoria di modifiche già valutate poco interessanti dalla base del movimento?

8. Non sono riuscito a trovare le nuove quote di tesseramento giornaliero. In alcune discussioni sui social network, a cui hanno partecipato Consiglieri Federali, si è parlato di un aumento del 50% per le gare su distanza olimpica (da 20 euro a 30 euro) e del 100% per le distanze sprint (da 10 euro a 20 euro). Tali cifre sono confermate?

9. In caso siano confermate le cifre di cui al punto 8), gli aumenti dei tesseramenti giornalieri sono enormi. Appurata la linea della Federazione sul tesseramento giornaliero (cit. che non può e non deve essere un ostacolo all’attività insostituibile delle società sportive…), è chiaro che l’incremento del costo di tesseramento giornaliero combinato alla mancanza di gare realmente promozionali, potrebbero portare all’innalzamento di una barriera all’ingresso di nuovi praticanti. È stata fata una valutazione quantitativa di questo rischio prima di prendere tali decisioni? Quanti nuovi tesserati si prevede di avere nel 2017?

10. Infine, la questione che riassume tutte le altre.

L’entità degli aumenti, la modalità brusca e la poca chiarezza nella comunicazione potrebbero far pensare a uno scenario ben poco edificante per il nostro movimento: una tendenza a fare cassa sugli Age Group per finanziare il funzionamento di una Federazione troppo centralizzata e in possibile difficoltà, in vista della probabile diminuzione dei contributi CONI (derivante dagli scarsi risultati alle Olimpiadi). Possiamo essere rassicurati con fatti, cifre e chiari piani d’azione che questo non sia ciò che sta accadendo al Triathlon Italiano?

 

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30th novembre, 2016
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Nell’articolo di ieri abbiamo anticipato l’aumento delle quote di tesseramento 2017 per i tesseramenti delle categorie dalla S2 in su e dei tesseramenti giornalieri. Subito si è scatenata una ridda di commenti negativi di atleti e dirigenti FITri che non hanno assolutamente gradito questo aumento, a loro parere, improvviso quanto ingiustificato. Immediatamente il presidente Bianchi si è premurato per cercare di calmare gli animi facendo pubblicare sul sito FITri una dichiarazione in merito alle motivazioni che avrebbero portato all’aumento delle quote.

Il Presidente inizialmente afferma:

“…(omissis)…abbiamo anche approvato, dopo aver esaminato i preventivi giunti dalle compagnie assicurative interpellate per il nuovo contratto biennale, il miglioramento delle coperture per i nostri tesserati che, sia in caso di morte che di invalidità permanente, passano da un massimale di €80.000,00 ad uno di €100.000,00. Abbiamo aggiunto la diaria da ricovero di €30,00 al giorno per un massimo di 30 giorni a sinistro ed il rimborso spese di cura fino a €500,00 , con almeno un pernotto ospedaliero. Questo adeguamento risponde alle mutate esigenze dei tesserati che, a fronte dell’aumentato numero di gare, conseguente alla crescita complessiva del movimento, chiedevano da tempo un nuovo e più efficace sistema di coperture…(omissis)…”.

L’ultima affermazione è destituita di fondamento ed è smentita senza alcun ombra di dubbio dalla realtà dei fatti. Ricordiamo infatti che nelle ultime due stagioni la FITri aveva proposto un “upgrade” della copertura assicurativa ai propri tesserati, ma l’iniziativa era stata bocciata, con un’adesione praticamente nulla. Ecco quindi che risulta palesemente priva di fondamento l’affermazione del Presidente Luigi Bianchi relativamente alla richiesta da parte dei tesserati di un nuovo e più efficace sistema di coperture. Difatti la maggior parte degli stessi si è tutelata, autonomamente, contraendo polizze private.

Bianchi prosegue, poi, affermando:

“…(omissis)…sulla Circolare Tesseramento e Affiliazioni 2017 troverete le nuove quote associative che erano ferme da tempo e che per alcune categorie di tesserati siamo riusciti a mantenere invariate e parlo di giovani fino a 24 anni e di Paratriathleti. Per le altre categorie abbiamo dovuto apportare un aumento che è percentualmente in linea con l’incremento costi della polizza assicurativa, a fronte dei miglioramenti sopracitati. L’aumento del tesseramento annuale non può non produrre l’adeguamento sul tesseramento giornaliero, che nelle nostre strategie non può e non deve essere un ostacolo all’attività insostituibile delle società sportive, ma un’occasione di avviamento alla pratica sportiva e di fidelizzazione del praticante. Rimangono immutate le quote di aquathlon e supersprint, attività a spiccata valenza promozionale…(omissis)…”

Singolare come il Presidente Bianchi si sia dimenticato che proprio nello scorso quadriennio le quote di tesseramento erano già state aumentate da 30 a 32 euro, affermando invece che sono ferme da tempo. Le quote di tesseramento passeranno dagli attuali 32 euro ai 45 per il 2017, mentre il tesseramento giornaliero per la distanza sprint sarà di 20 Euro , per distanze superiori si passerà a 30 Euro. Sapientemente Bianchi parla di un aumento che “…percentualmente è in linea con l’incremento costi della polizza assicurativa…” evitando di citare però in “soldoni” quale sono le quote effettive. Parliamo infatti di un aumento nell’ordine del 40% , che si traduce però in BEN 2,4 euro riguardo al costo della polizza per FITri (da circa 6 Euro a circa 8,4 Euro), mentre sul tesseramento si parla di un aumento di ben 13 Euro (da 32 a 45). Sul discorso dei tesseramenti giornalieri è abbastanza evidente come si punti ad avere più entrate per la Federazione, quasi obbligando i neofiti a tesserarsi per una società, disincentivando gli stessi ad avvicinarsi al Nostro Sport provando una sola gara (la maggior parte preferisce iniziare con uno sprint piuttosto che un super sprint o promozionale, che sul territorio rappresentano quasi “merce rara”).

Questo improvviso aumento delle quote di tesseramento, non illustrata in campagna elettorale da Bianchi, sembrerebbe essere una contromossa alla probabile riduzione drastica (si parla di un taglio di oltre il 50%) dei contributi da parte del Coni, dopo il quadriennio olimpico fallimentare appena concluso, con l’impellente e concreta necessità di dover reperire altrove le risorse per il movimento. Altro aspetto da evidenziare è come la “disincentivazione” del tesseramento giornaliero, porti un danno ai comitati regionali, ai quali erano destinati gli introiti di questo tipo di tesseramento.

L’aumento delle quote di tesseramento in consiglio federale è stato votato da tutti i consiglieri, a parte Libanore e Bettini che hanno votato contro, assenti sia Dogana che Rista.

Sui vari profili facebook si è assistito ad una strenua difesa, da parte di alcuni soliti noti, della “causa Bianchi”, giustificando il tutto con l’allineamento del costo del tesseramento a quello di altre federazioni (Fidal, FCI). Bisognerebbe, però, ricordare che sarebbe necessario un allineamento a quelle Federazioni anche riguardo al costo delle gare che in alcuni casi sono addirittura gratuite, o di importi di entità irrisoria. E’ il caso, ad esempio, dei C.I. di maratona, il costo dei quali era 20 euro senza il pacco gara. Medesimo discorso vale per le varie gare, nel triathlon si arriva a pagare anche 50 euro per un triathlon sprint, mentre i costi per gare di 10-21-42 km in Fidal sono nettamente più bassi.

Anche  Giuseppe Maurizio, il candidato alla presidenza Fitri 2017-2020 escluso da una interpretazione contestatissima del famoso articolo 48 del regolamento organico Fitri, ha voluto fare una considerazione legata a questo aumento improvviso delle quote 2017:

AUMENTI QUOTE ASSOCIATIVE 2017

Elementi di Riflessione e Questioni da Affrontare –

In una comunicazione apparsa sul sito FITri martedì 29 Novembre 2016, il Presidente annuncia, tra le altre cose, un aumento delle quote associative. Scopo di questa breve nota è fornire elementi di valutazione su tale decisione e porre alcune questioni a cui è auspicabile il vertice della Federazione dia risposta per garantire la necessaria trasparenza verso le società e i tesserati.

GLI AUMENTI ANNUNCIATI

Il comunicato apparso sul sito Fitri annuncia:

“Sulla Circolare Tesseramento e Affiliazioni 2017 troverete le nuove quote associative che erano ferme da tempo e che per alcune categorie di tesserati siamo riusciti a mantenere invariate e parlo di giovani fino a 24 anni e di Paratriathleti. Per le altre categorie abbiamo dovuto apportare un aumento che è percentualmente in linea con l’incremento costi della polizza assicurativa, a fronte dei miglioramenti sopracitati.”

In effetti, nella prima parte del comunicato vengono delineati alcuni elementi della decisione di migliorare la copertura assicurativa dei tesserati. In particolare:

“Abbiamo anche approvato, dopo aver esaminato i preventivi giunti dalle compagnie assicurative interpellate per il nuovo contratto biennale, il miglioramento delle coperture per i nostri tesserati che, sia in caso di morte che di invalidità permanente, passano da un massimale di €80.000,00 ad uno di €100.000,00. Abbiamo aggiunto la diaria da ricovero di €30,00 al giorno per un massimo di 30 giorni a sinistro ed il rimborso spese di cura fino a €500,00, con almeno un pernotto ospedaliero. Questo adeguamento risponde alle mutate esigenze dei tesserati che, a fronte dell’aumentato numero di gare, conseguente alla crescita complessiva del movimento, chiedevano da tempo un nuovo e più efficace sistema di coperture.”

Quindi, in sostanza, il vertice Fitri lega l’aumento delle quote associative all’incremento dei costi delle polizze. Ciò pone evidenti questioni che vengono sintetizzate nel paragrafo successivo e a cui sarebbe doveroso dare risposta in una prospettiva di corretta gestione e trasparenza verso il movimento.

Questioni da Affrontare

1. Nell’Allegato A della Circolare Nuove Affiliazioni 2017 si legge che la quota di tesseramento da S2 in poi è di 45 euro con un incremento del 40% vs i precedenti 32 euro. È da rimarcare che l’incidenza del costo dell’assicurazione sul totale quota è minoritaria: che senso ha applicare all’intera quota associativa un incremento percentuale pari (o superiore) a quello dell’aumento del costo della polizza? Se il costo assicurativo complessivo fosse di 6 euro all’interno di una quota associativa di 32 euro, aumentando l’assicurazione da 6 a 8,4 euro (ipotizzando quindi una crescita del 40%) si ha un’extra-spesa da recuperare pari 2,4 euro. Appare evidente che, proiettando l’incremento del 40% all’intera quota (come annunciato nel comunicato del Presidente), il passaggio da 32 euro a 45 euro genera un’extra gettito di oltre 10 euro per tesserato dopo aver ripagato il maggior costo assicurativo. Analogamente, per recuperare i 2,4 euro provenienti dalla migliore assicurazione, sarebbe sufficiente un ritocco ben più morigerato, nell’intorno del 10% della quota. Perché viene deciso un aumento così aspro sull’intera quota?

2. Si delinea quindi un importante afflusso di risorse apportato dai tesserati alla federazione (ben superiore a quello richiesto dagli extra-costi assicurativi). Come si intendono investire tali risorse generate dal cuore del movimento?

3. Si è trattato di una decisione presa repentinamente e dettata dall’urgenza (poco verosimile) o è stata maturata nel tempo, come dovrebbe essere per mosse così importanti e delicate?

4. Molte società hanno già definito i prezzi di tesseramento e li hanno comunicati agli atleti, senza sapere degli aumenti. Un incremento così corposo le mette evidentemente in difficoltà, obbligandole a “cambiare le carte in tavola” con i propri tesserati riversandogli l’aumento, oppure assorbendo direttamente l’aumento con evidenti problemi di tenuta dei conti e dei piani di attività. Perché l’intenzione di aumentare le quote associative non è stata comunicata preventivamente e “in tempo utile” alle società, in modo da metterle in condizione di praticare un’offerta adeguata ai propri tesserati?

5. La Consulta e i Comitati Regionali erano stati informati dell’intenzione di aumentare le quote?

6. In sede di campagna elettorale, è stato più volte affermato il “risanamento” del bilancio della FITri: come si concilia questa visione di struttura sana sotto il profilo economico-finanziario con l’esigenza di attingere dalle tasche dei tesserati (oltre tutto senza una destinazione chiara e identificata delle extra-risorse attinte)?

7. In passato sono stati proposti degli upgrade facoltativi delle coperture assicurative: l’adesione dei tesserati è stata molto bassa, evidenziando uno scarso interesse verso questo tipo di iniziative (è importante evidenziare che ciò non è legato alla poca rilevanza del tema, quanto all’inadeguatezza dell’attuale struttura portante della polizza che copre davvero poco per un atleta amatore e che, per essere migliorata, dovrebbe essere cambiata in aspetti ben più profondi dell’aumento dei massimali). Perché la prima decisione del Consiglio Federale del nuovo quadriennio ha riguardato l’introduzione obbligatoria di modifiche già valutate poco interessanti dalla base del movimento?

8. Non sono riuscito a trovare le nuove quote di tesseramento giornaliero. In alcune discussioni sui social network, a cui hanno partecipato Consiglieri Federali, si è parlato di un aumento del 50% per le gare su distanza olimpica (da 20 euro a 30 euro) e del 100% per le distanze sprint (da 10 euro a 20 euro). Tali cifre sono confermate?

9. In caso siano confermate le cifre di cui al punto 8), gli aumenti dei tesseramenti giornalieri sono enormi. Appurata la linea della Federazione sul tesseramento giornaliero (cit. che non può e non deve essere un ostacolo all’attività insostituibile delle società sportive…), è chiaro che l’incremento del costo di tesseramento giornaliero combinato alla mancanza di gare realmente promozionali, potrebbero portare all’innalzamento di una barriera all’ingresso di nuovi praticanti. È stata fata una valutazione quantitativa di questo rischio prima di prendere tali decisioni? Quanti nuovi tesserati si prevede di avere nel 2017?

10. Infine, la questione che riassume tutte le altre.

L’entità degli aumenti, la modalità brusca e la poca chiarezza nella comunicazione potrebbero far pensare a uno scenario ben poco edificante per il nostro movimento: una tendenza a fare cassa sugli Age Group per finanziare il funzionamento di una Federazione troppo centralizzata e in possibile difficoltà, in vista della probabile diminuzione dei contributi CONI (derivante dagli scarsi risultati alle Olimpiadi). Possiamo essere rassicurati con fatti, cifre e chiari piani d’azione che questo non sia ciò che sta accadendo al Triathlon Italiano?

 

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