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La storia di Bernardo Bernardini : dalla sedia a rotelle al triathlon

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bernardo bernardini dalla sedia a rotelle al triathlon

Bernardo Bernardini dalla sedia a rotelle al triathlon

Articolo della Tribuna di Treviso del 5.02.2017:

«I medici mi dissero che, forse, sarei riuscito a fare qualche passo con le stampelle». Beh, cari medici, è andata diversamente. Questa è la storia straordinaria di Bernardo Bernardini, che sulla soglia dei quarant’anni – li compie a marzo – si gode la sua seconda vita e una cosa che temeva di non poter assaporare mai più: «Il vento in faccia e tra i capelli quando corro». È passato dalla quasi paralisi al triathlon. Una forza di volontà dura come la roccia, tenace, costante

Aveva 19 anni quando, il 19 luglio 1996, Bernardo si schiantò con un ultraleggero in un campo di Giavera del Montello. Figlio di un aviatore, aveva la passione del volo nel dna. Stava per costargli la vita. Uscito vivo da quell’abitacolo devastato, ha però subìto la rottura di tre vertebre e una lesione spinale molto grave. «Quando mi sono svegliato in ospedale le mie gambe erano paralizzate», racconta Bernardo, e il suo video è visibile sul sito della Tribuna, «Ero con la mia famiglia quando i medici mi hanno detto che dovevo mettermi il cuore in pace: avevo appena compiuto 19 anni e non riuscivo a credere che sarei rimasto sulla sedia a rotelle per il resto della mia vita. Sono stato operato due volte in tre settimane, mi hanno stabilizzato la colonna mettendomi due staffe e sei viti nella schiena. Poi sono rimasto altri quattro mesi in ospedale per imparare a vivere senza poter usare le gambe».

Il suo destino sembrava segnato, ma lui non si è arreso. Uno step alla volta, un obiettivo dopo l’altro. Ha continuato ad amare lo sport, giocando a basket in carrozzina. Si è dedicato al nuoto, si è sottoposto a ore e ore di fisioterapia. Dolore, tenacia, speranza. Quel vento nei capelli da inseguire, ritrovare. Una rincorsa lunga anni, fino a quando è riuscito ad alzarsi. A reggersi sulle sue gambe. A tornare a camminare. A correre grazie a protesi di sostegno alle gambe. Il 6 luglio 2014, sostenuto dai suoi compagni di squadra, ha completato una gara di triathlon (nuoto, bici, corsa).

Bernardini è un ex studente del liceo Levi di Montebelluna. Ora vive a Ponzano. «Alex Zanardi, Bebe Vio e Alvise De Vidi vengono portati ad esempio come modelli», scrive sul suo sito “Finalmente corro”, meraviglioso già nel nome, «Quando li vediamo durante le gare ci emozionano: con la loro forza di volontà e impegno ispirano chi li guarda, basta osservarli per farci venire voglia di dare del nostro meglio nella vita di tutti i giorni». Ora è lui, con la sua forza di volontà, a dare l’esempio. «Magari – dice – spero che possa spronare qualcuno, dargli la forza».

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La storia di Bernardo Bernardini : dalla sedia a rotelle al triathlon

30th novembre, 2017
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bernardo bernardini dalla sedia a rotelle al triathlon

Bernardo Bernardini dalla sedia a rotelle al triathlon

Articolo della Tribuna di Treviso del 5.02.2017:

«I medici mi dissero che, forse, sarei riuscito a fare qualche passo con le stampelle». Beh, cari medici, è andata diversamente. Questa è la storia straordinaria di Bernardo Bernardini, che sulla soglia dei quarant’anni – li compie a marzo – si gode la sua seconda vita e una cosa che temeva di non poter assaporare mai più: «Il vento in faccia e tra i capelli quando corro». È passato dalla quasi paralisi al triathlon. Una forza di volontà dura come la roccia, tenace, costante

Aveva 19 anni quando, il 19 luglio 1996, Bernardo si schiantò con un ultraleggero in un campo di Giavera del Montello. Figlio di un aviatore, aveva la passione del volo nel dna. Stava per costargli la vita. Uscito vivo da quell’abitacolo devastato, ha però subìto la rottura di tre vertebre e una lesione spinale molto grave. «Quando mi sono svegliato in ospedale le mie gambe erano paralizzate», racconta Bernardo, e il suo video è visibile sul sito della Tribuna, «Ero con la mia famiglia quando i medici mi hanno detto che dovevo mettermi il cuore in pace: avevo appena compiuto 19 anni e non riuscivo a credere che sarei rimasto sulla sedia a rotelle per il resto della mia vita. Sono stato operato due volte in tre settimane, mi hanno stabilizzato la colonna mettendomi due staffe e sei viti nella schiena. Poi sono rimasto altri quattro mesi in ospedale per imparare a vivere senza poter usare le gambe».

Il suo destino sembrava segnato, ma lui non si è arreso. Uno step alla volta, un obiettivo dopo l’altro. Ha continuato ad amare lo sport, giocando a basket in carrozzina. Si è dedicato al nuoto, si è sottoposto a ore e ore di fisioterapia. Dolore, tenacia, speranza. Quel vento nei capelli da inseguire, ritrovare. Una rincorsa lunga anni, fino a quando è riuscito ad alzarsi. A reggersi sulle sue gambe. A tornare a camminare. A correre grazie a protesi di sostegno alle gambe. Il 6 luglio 2014, sostenuto dai suoi compagni di squadra, ha completato una gara di triathlon (nuoto, bici, corsa).

Bernardini è un ex studente del liceo Levi di Montebelluna. Ora vive a Ponzano. «Alex Zanardi, Bebe Vio e Alvise De Vidi vengono portati ad esempio come modelli», scrive sul suo sito “Finalmente corro”, meraviglioso già nel nome, «Quando li vediamo durante le gare ci emozionano: con la loro forza di volontà e impegno ispirano chi li guarda, basta osservarli per farci venire voglia di dare del nostro meglio nella vita di tutti i giorni». Ora è lui, con la sua forza di volontà, a dare l’esempio. «Magari – dice – spero che possa spronare qualcuno, dargli la forza».

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