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La ricostruzione del caso Baldelli dopo la squalifica. Cosa ha fatto la Fitri?

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La ricostruzione del caso Baldelli dopo la squalifica. Cosa ha fatto la Fitri?

E arrivata dal TNA la preannunciata stangata per  Giuseppe Baldelli, triatleta umbro al centro di numerose polemiche dopo prestazioni dai più ritenute assurde. Ricostruiamo  la vicenda per capire come si è arrivati a questa squalifica e come si è comportata la Fitri e i suoi organi periferici in tutto questo.
Il nome di Baldelli comincia circolare negli ambienti della tirplice dopo prestazioni incredibili in gare WTC, in un mondiale 70.3 lo stesso atleta, ai tempi quasi 45enne fece segnare un parziale a nuoto inferiore persino a quello del migliore degli Elite, di un certo Andy Potts, da anni miglior nuotatore in assoluto della specialità con un passato di alto livello nel nuoto, mentre per Baldelli si trattava di un M1 avvicinatosi al nuoto in età molto avanzata e nessun risultato di rilievo nella singola disciplina. A seguito di queste prestazioni agli occhi di alcuni “impossibili”,  in diversi nella sua provincia avevano invitato lo stesso atleta a mostrarsi in piscina per fugare i dubbi sempre più numerosi, naturalmente senza mai ottenere risposta, anzi, lo stesso  bollava con fare arrogante come invidiosi tutti quelli che sospettavano sui suoi tempi.

Si è poi notato che quest’ultimi  erano quasi sempre realizzati in particolari condizioni, partenza a batterie e/o gare multilap, per cui era nata una versione dei fatti che prospettava presumibili cambi di cuffie, chip, partenze in batterie diverse ecc, senza però essere mai potuta accertare. A queste prestazioni incredibili a nuoto in alcune gare , non ne facevano seguito altrettante in Italia , altro aspetto che aumentava ulteriormente i già forti dubbi su certi tempi dell’atleta umbro. In Italia poi, a fronte di alcune voci fuori dal coro che evidenziavano queste incongruenze , c’è stata una marea di pseudo perbenisti che hanno alimentato l’ego stesso di Baldelli , che sentendosi probabilmente spalleggiato da tutti questi “amici” ha continuato a crearsi un immagine di “super atleta” e a vantarsi delle sue prestazioni , sempre additando come invidiosi tutti i suoi detrattori e addirittura continuando a minacciare querele a chi sospettava.

La “bomba” scoppia lo scorso fine Settembre quando alla gara Elbaman quando i sospetti sono diventati quasi certezza, è bastato inserire a sorpresa un controllo alla fine del primo giro a nuoto per scoprire  che Baldelli non era transitato , ma al secondo è uscito dall’acqua in terza posizione correndo in zona cambio. Prontamente avvisato dall’organizzatore  l’atleta umbro si è dovuto ritirare , sono iniziate quindi a piombare accuse e in molti hanno trovato riscontro ai propri dubbi e sono arrivate numerose testimonianze di episodi “sospetti” accaduti in passato, lo stesso Baldelli ha cominciato una improbabile difesa fatta di ricostruzioni fantasiose su quanto accaduto all’Elba, spalleggiato da personaggi anonimi o vicini a lui che non hanno fatto altro che creare ancora meno credibilità intorno all’atleta. Naturalmente, i soliti perbenisiti con le fette di salame davanti agli occhi hanno continuato a difendere quello che stava diventando aglio occhi di praticamente tutti indifendibile, lo stesso Baldelli continuava a minacciare di querele a destra e manca oltre che a difendersi a spada tratta dicendo che avrebbe dimostrato che il tutto era solo frutto di calunnie e della solita invidia e che avrebbe fatto tacere i suoi detrattori con le sue future prestazioni.

All’indomani della pubblicazione di un video in cui si vede Baldelli all’uscita dell’acqua all ‘Elbaman, che di fatto sembrerebbe smentire tutte le precedenti versioni dell’accaduto date dell’atleta umbro, lo stesso si cancella da Facebook, parte una querela (verso lo scrivente, poi naturalmente ritirata dopo l’evolversi della faccenda) ,presumibilmente sperando che le acque si calmino.

Anche le prestazioni ciclistiche e podistiche secondo alcuni non erano i linea con il presunto valore dell’atleta per cui è iniziata una seconda fase della vicenda, dove alcuni atleti , che da anni avevano sospetti in merito, decidono di andare a fondo riguardo a un ipotetico uso di sostanze proibite , raccogliendo testimonianze e dati, è stato realizzato un fascicolo che viene consegnato a mano alla Procura Antidoping.

Da  lì a 2 giorni arriva il controllo a sorpresa per Baldelli in una competizione podistica di livello amatoriale, al quale lo stesso si rifiuta di sottoporsi al prelievo del sangue, ma  non può però sottrarsi al controllo delle urine che come oramai accertato ha dato esito positivo. Le analisi hanno accertato l’utilizzo dell’ Aranesp, un prodotto molto più potente dell’Epo (e molto più costoso) combinato con altre sostanze illecite che  formavano un cocktail micidiale.

Come si è comportata la Fitri in questa vicenda? Iniziamo dal finale, cioè da quando è apparsa la positività di Baldelli, la Fitri si è totalmente disinteressata del caso in quanto non risulta tesserato per la stessa per la stagione 201. Federazione  che  era già stata avvisata, all’epoca dei fatti delle prestazioni sospette, dei tempi impossibili da realizzare ecc. Naturalmente silenzio totale. Potrebbe sembrare un comportamento formalmente corretto, ma va evidenziato come la WTC (società che organizza i vari IM e 70.3 “pallinati” in cui Baldelli ha fatto realizzare prestazioni “impossibili”) solo per il fatto di aver riscontrato tempi a nuoto “eccezionali” ha squalificato lo stesso atleta ad una gara e, dopo la sua riscontrata positività ad Aprile, ha inviato allo stesso una diffida a prendere parte alle proprie gare .

Il fatto  più grave è stata compiuto dal rappresentante regionale Fitri Umbria, Alessandro Jovine, tra l’altro presidente del triathlon Trasimeno , squadra di Baldelli, che ha segnalato al Coni lo stesso atleta per le premiazioni di fine anno. La motivazione del premio era “per i risultati internazionali”, peccato che come già scritto la WTC lo aveva squalificato in due occasioni, proprio le due gare in cui avrebbe ottenuto questi risultati, soprattutto poi la segnalazione per il premio è stata fatta all’indomani della vicenda dell’Isola d’Elba.

Tra l’altro proprio lo scrivente aveva informato il Presidente del Coni regionale umbro di quanto accaduto con Baldelli , ma lo stesso ha “scaricato” tutto su Jovine che aveva segnalato l’atleta e di fatto “lavandosene” le mani. La Fitri naturalmente ha assistito a tutto questo in silenzio, nonostante informata di tutto non ha mai preso posizione ne ha voluto mai andare a fondo sulla faccenda ,  dopo la positività di Baldelli lo ha trattato come un corpo estraneo.

C’è però da ricordare che all’Elba era tesserato Fitri e durante tutte le gare in cui ha realizzato tempi ritenuti dai più impossibili era tesserato Fitri , non a caso nella gara in cui è stata riscontrata la positività correva con la divisa della sua società di triathlon. La Fitri ha quindi perso ancora una volta l’occasione per dimostrarsi attiva CON I FATTI nella lotta contro il doping  e contro comportamenti scorretti, ma come al solito lo è solo a parole.

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15th settembre, 2014
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E arrivata dal TNA la preannunciata stangata per  Giuseppe Baldelli, triatleta umbro al centro di numerose polemiche dopo prestazioni dai più ritenute assurde. Ricostruiamo  la vicenda per capire come si è arrivati a questa squalifica e come si è comportata la Fitri e i suoi organi periferici in tutto questo.
Il nome di Baldelli comincia circolare negli ambienti della tirplice dopo prestazioni incredibili in gare WTC, in un mondiale 70.3 lo stesso atleta, ai tempi quasi 45enne fece segnare un parziale a nuoto inferiore persino a quello del migliore degli Elite, di un certo Andy Potts, da anni miglior nuotatore in assoluto della specialità con un passato di alto livello nel nuoto, mentre per Baldelli si trattava di un M1 avvicinatosi al nuoto in età molto avanzata e nessun risultato di rilievo nella singola disciplina. A seguito di queste prestazioni agli occhi di alcuni “impossibili”,  in diversi nella sua provincia avevano invitato lo stesso atleta a mostrarsi in piscina per fugare i dubbi sempre più numerosi, naturalmente senza mai ottenere risposta, anzi, lo stesso  bollava con fare arrogante come invidiosi tutti quelli che sospettavano sui suoi tempi.

Si è poi notato che quest’ultimi  erano quasi sempre realizzati in particolari condizioni, partenza a batterie e/o gare multilap, per cui era nata una versione dei fatti che prospettava presumibili cambi di cuffie, chip, partenze in batterie diverse ecc, senza però essere mai potuta accertare. A queste prestazioni incredibili a nuoto in alcune gare , non ne facevano seguito altrettante in Italia , altro aspetto che aumentava ulteriormente i già forti dubbi su certi tempi dell’atleta umbro. In Italia poi, a fronte di alcune voci fuori dal coro che evidenziavano queste incongruenze , c’è stata una marea di pseudo perbenisti che hanno alimentato l’ego stesso di Baldelli , che sentendosi probabilmente spalleggiato da tutti questi “amici” ha continuato a crearsi un immagine di “super atleta” e a vantarsi delle sue prestazioni , sempre additando come invidiosi tutti i suoi detrattori e addirittura continuando a minacciare querele a chi sospettava.

La “bomba” scoppia lo scorso fine Settembre quando alla gara Elbaman quando i sospetti sono diventati quasi certezza, è bastato inserire a sorpresa un controllo alla fine del primo giro a nuoto per scoprire  che Baldelli non era transitato , ma al secondo è uscito dall’acqua in terza posizione correndo in zona cambio. Prontamente avvisato dall’organizzatore  l’atleta umbro si è dovuto ritirare , sono iniziate quindi a piombare accuse e in molti hanno trovato riscontro ai propri dubbi e sono arrivate numerose testimonianze di episodi “sospetti” accaduti in passato, lo stesso Baldelli ha cominciato una improbabile difesa fatta di ricostruzioni fantasiose su quanto accaduto all’Elba, spalleggiato da personaggi anonimi o vicini a lui che non hanno fatto altro che creare ancora meno credibilità intorno all’atleta. Naturalmente, i soliti perbenisiti con le fette di salame davanti agli occhi hanno continuato a difendere quello che stava diventando aglio occhi di praticamente tutti indifendibile, lo stesso Baldelli continuava a minacciare di querele a destra e manca oltre che a difendersi a spada tratta dicendo che avrebbe dimostrato che il tutto era solo frutto di calunnie e della solita invidia e che avrebbe fatto tacere i suoi detrattori con le sue future prestazioni.

All’indomani della pubblicazione di un video in cui si vede Baldelli all’uscita dell’acqua all ‘Elbaman, che di fatto sembrerebbe smentire tutte le precedenti versioni dell’accaduto date dell’atleta umbro, lo stesso si cancella da Facebook, parte una querela (verso lo scrivente, poi naturalmente ritirata dopo l’evolversi della faccenda) ,presumibilmente sperando che le acque si calmino.

Anche le prestazioni ciclistiche e podistiche secondo alcuni non erano i linea con il presunto valore dell’atleta per cui è iniziata una seconda fase della vicenda, dove alcuni atleti , che da anni avevano sospetti in merito, decidono di andare a fondo riguardo a un ipotetico uso di sostanze proibite , raccogliendo testimonianze e dati, è stato realizzato un fascicolo che viene consegnato a mano alla Procura Antidoping.

Da  lì a 2 giorni arriva il controllo a sorpresa per Baldelli in una competizione podistica di livello amatoriale, al quale lo stesso si rifiuta di sottoporsi al prelievo del sangue, ma  non può però sottrarsi al controllo delle urine che come oramai accertato ha dato esito positivo. Le analisi hanno accertato l’utilizzo dell’ Aranesp, un prodotto molto più potente dell’Epo (e molto più costoso) combinato con altre sostanze illecite che  formavano un cocktail micidiale.

Come si è comportata la Fitri in questa vicenda? Iniziamo dal finale, cioè da quando è apparsa la positività di Baldelli, la Fitri si è totalmente disinteressata del caso in quanto non risulta tesserato per la stessa per la stagione 201. Federazione  che  era già stata avvisata, all’epoca dei fatti delle prestazioni sospette, dei tempi impossibili da realizzare ecc. Naturalmente silenzio totale. Potrebbe sembrare un comportamento formalmente corretto, ma va evidenziato come la WTC (società che organizza i vari IM e 70.3 “pallinati” in cui Baldelli ha fatto realizzare prestazioni “impossibili”) solo per il fatto di aver riscontrato tempi a nuoto “eccezionali” ha squalificato lo stesso atleta ad una gara e, dopo la sua riscontrata positività ad Aprile, ha inviato allo stesso una diffida a prendere parte alle proprie gare .

Il fatto  più grave è stata compiuto dal rappresentante regionale Fitri Umbria, Alessandro Jovine, tra l’altro presidente del triathlon Trasimeno , squadra di Baldelli, che ha segnalato al Coni lo stesso atleta per le premiazioni di fine anno. La motivazione del premio era “per i risultati internazionali”, peccato che come già scritto la WTC lo aveva squalificato in due occasioni, proprio le due gare in cui avrebbe ottenuto questi risultati, soprattutto poi la segnalazione per il premio è stata fatta all’indomani della vicenda dell’Isola d’Elba.

Tra l’altro proprio lo scrivente aveva informato il Presidente del Coni regionale umbro di quanto accaduto con Baldelli , ma lo stesso ha “scaricato” tutto su Jovine che aveva segnalato l’atleta e di fatto “lavandosene” le mani. La Fitri naturalmente ha assistito a tutto questo in silenzio, nonostante informata di tutto non ha mai preso posizione ne ha voluto mai andare a fondo sulla faccenda ,  dopo la positività di Baldelli lo ha trattato come un corpo estraneo.

C’è però da ricordare che all’Elba era tesserato Fitri e durante tutte le gare in cui ha realizzato tempi ritenuti dai più impossibili era tesserato Fitri , non a caso nella gara in cui è stata riscontrata la positività correva con la divisa della sua società di triathlon. La Fitri ha quindi perso ancora una volta l’occasione per dimostrarsi attiva CON I FATTI nella lotta contro il doping  e contro comportamenti scorretti, ma come al solito lo è solo a parole.

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