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L’ Ironman Foundation è una truffa?

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truffa

Momenti duri per la WTC proprietaria del marchio Ironman. Dopo l’annuncio del montepremi faraonico che il prossimo anno Challenge metterà sul piatto nel triple crow, rischiando di fatto di togliere dalle start list del circuito WTC diversi elite, arriva dall’America un altro colpo che rischia di far perdere credibilità al famoso marchio.

Che la WTC fosse una macchina da soldi e che  puntasse solo al businnes era chiaro, ma quello che emerge dal blog di una triathleta a stelle e strisce, Kelly Burns Gallagher getta seri dubbi sulla legalità del progetto legato alla Ironman Foundation.  I dubbi sono nati dopo la consultazione delle dichiarazioni dei redditi della stessa unitamentea allo studio dell’organigramma della Foundation e delle relative leggi sul no profit che vigono in America. Quello che emerge è un quadro molto grave. Per chi non conoscesse il sistema delle ” Ironman Foundation Slots” facciamo un breve riassunto. La maggior parte delle gare chiude le iscrizioni dopo pochi minuti dalla loro apertura, per cui si può riuscire ad acquistare una “slot” appunto rivolgendosi all’ Ironman Foundation. Il suo costo è doppio rispetto a quella normale, motivato dal fatto che la cifra eccedente rispetto al normale costo viene INTERAMENTE devoluta per i progetti dell’ Ironman Foundation. Quest’ultima essendo una associazione no-profit ha per legge alcuni obblighi e alcuni divieti.

Quello che è emerso dall’indagine della Gallagher è che la Ironman Foundation non solo non utilizza il 100% dei suoi fondi per quanto dovuto di legge/statuto, utilizzandone infatti solo il 53%, ma soprattutto usa quella minima parte per finanziare associazioni che a loro volta riversano i contributi (con notevoli interessi) per finanziare servizi che utilizza la WTC nelle sue manifestazioni. Altre “stranezze” riguardano la composizione del direttivo della Ironman Foundation che è composto da dipendenti della WTC (naturalmente pagati con i soldi della Foundation) che per legge non potrebbero essere eletti. Altre incongruenze riguardano gli appalti riguardo ad una ditta che deve fornire servizi alla Foundation che “casualmente” è di proprietà del marito della presidentessa della WTC.

Altra stranezza rilevata è il fatto che la Foundation fornisce un prestito notevole di denaro alla WTC, non ben specificato ( e soprattutto le modalità, l’utilizzo ecc) e nel 2014 non è stata fatta alcuna “dichiarazione dei redditi”. La Gallagher ha contattato la WTC per chiedere alcuni chiarimenti, ricevendo una risposta alquanto stizzita e che non ha assolutamente chiarito alcun dubbio.

Ecco nel dettaglio gli articoli e tutti i dettagli

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L’ Ironman Foundation è una truffa?

16th dicembre, 2014
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Momenti duri per la WTC proprietaria del marchio Ironman. Dopo l’annuncio del montepremi faraonico che il prossimo anno Challenge metterà sul piatto nel triple crow, rischiando di fatto di togliere dalle start list del circuito WTC diversi elite, arriva dall’America un altro colpo che rischia di far perdere credibilità al famoso marchio.

Che la WTC fosse una macchina da soldi e che  puntasse solo al businnes era chiaro, ma quello che emerge dal blog di una triathleta a stelle e strisce, Kelly Burns Gallagher getta seri dubbi sulla legalità del progetto legato alla Ironman Foundation.  I dubbi sono nati dopo la consultazione delle dichiarazioni dei redditi della stessa unitamentea allo studio dell’organigramma della Foundation e delle relative leggi sul no profit che vigono in America. Quello che emerge è un quadro molto grave. Per chi non conoscesse il sistema delle ” Ironman Foundation Slots” facciamo un breve riassunto. La maggior parte delle gare chiude le iscrizioni dopo pochi minuti dalla loro apertura, per cui si può riuscire ad acquistare una “slot” appunto rivolgendosi all’ Ironman Foundation. Il suo costo è doppio rispetto a quella normale, motivato dal fatto che la cifra eccedente rispetto al normale costo viene INTERAMENTE devoluta per i progetti dell’ Ironman Foundation. Quest’ultima essendo una associazione no-profit ha per legge alcuni obblighi e alcuni divieti.

Quello che è emerso dall’indagine della Gallagher è che la Ironman Foundation non solo non utilizza il 100% dei suoi fondi per quanto dovuto di legge/statuto, utilizzandone infatti solo il 53%, ma soprattutto usa quella minima parte per finanziare associazioni che a loro volta riversano i contributi (con notevoli interessi) per finanziare servizi che utilizza la WTC nelle sue manifestazioni. Altre “stranezze” riguardano la composizione del direttivo della Ironman Foundation che è composto da dipendenti della WTC (naturalmente pagati con i soldi della Foundation) che per legge non potrebbero essere eletti. Altre incongruenze riguardano gli appalti riguardo ad una ditta che deve fornire servizi alla Foundation che “casualmente” è di proprietà del marito della presidentessa della WTC.

Altra stranezza rilevata è il fatto che la Foundation fornisce un prestito notevole di denaro alla WTC, non ben specificato ( e soprattutto le modalità, l’utilizzo ecc) e nel 2014 non è stata fatta alcuna “dichiarazione dei redditi”. La Gallagher ha contattato la WTC per chiedere alcuni chiarimenti, ricevendo una risposta alquanto stizzita e che non ha assolutamente chiarito alcun dubbio.

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