Mute Triathlon

L’ Inferno triathlon di Stefano Bettini

3 Flares Filament.io 3 Flares ×

L' Inferno triathlon di Stefano Bettini

Si è corso Sabato in Svizzera l’ Inferno triathlon, gara di 3.1 km nuoto, 97 km bici da strada, 30 km MTB e 25 km “corsa”. Per il secondo anno consecutivo Stefano Bettini e il suo amico Max Salvaderi hanno preso parte a questa sfida durissima , con percorsi ricchi di dislivello soprattutto la frazione di  “corsa” finale. Ecco il racconto di Stefano:

Per il secondo anno consecutivo io e il mio amico Max(Salvaderi) ci iscriviamo all’Inferno con l’intento di migliorare il crono dello scorso anno a noi si aggiunge il compagno di squadra Marcello Bia. L’allenamento per quanto mi riguarda è buono fino ad aprile quando una brutta caduta in bici mi costringe ad uno stop di un mese, dopo quel momento oltre alla condizione fisica anche la voglia non torna più. Giugno passa con l’organizzazione delle gare, a luglio si ricomincia a pedalare, nessuna corsa, tanto là dovrò camminare, il nuoto quest’anno non mi entra proprio di farlo. L’avventura comincia giovedì con l’arrivo sul lago di Thun, il cielo è leggermente coperto, ma la temperatura mite, sarebbe un’ottima giornata per la gara, nessun sopralluogo, i percorsi li conosciamo già, così ci rilassiamo in albergo.

Il venerdì si trascorre preparando le varie zone cambio dislocate lontano tra loro, prima si passa in segreteria per il ritiro del chip e lì ci danno la notizia che il nuoto è annullato, la temperatura dell’acqua è tra i 13° e 15° e viste le previsioni anche dell’aria non è possibile nuotare. Eppure la giornata di venerdì è soleggiata, ma gli svizzeri si sa non sbagliano. Un po’ mi dispiace perché non sarà un inferno completo, ma i 20km di nuoto fatti dall’inizio anno sono un motivo per essere contento. Alla sera dopo aver posizionato tutti i materiali si sale a Murren per il breifing dove ci danno i particolari del meteo su ogni zona di passaggio e le varie temperature. In base a questo si decide per gli abbigliamenti da indossare ai vari cambi, sempre che siano stati preparati a dovere.

Alla fine della gara si scoprirà che non hanno sbagliato nemmeno una previsione. La mattina si partirà alle 7.15 invece delle 6.30 previste per mantenere i cancelli invariati in quanto invece dei 3 km di nuoto se ne fanno 3 di corsa. Sabato sveglia alle 5.15 per fare colazione, alle 6.15 parte il traghetto che da Thun porta gli atleti al luogo della partenza che scopriamo solo dopo essere a 100mt dal nostro hotel. Nessun riscaldamento, mi tengo le energie per la lunga giornata, il poco allenamento mi costringe a fare una gara di conserva. Primi 3km fatti a ritmo lento e sono già in fondo al gruppo, Max è molto avanti, parto per la bici da corsa in maniche corte, sulla prima salita il freddo della mattina non si sente, ma appena la strada scende devo mettere l’antivento e soffrire un po’.

Nel vallonato centrale mi passa un gruppone, mi lascio sfilare, mangio e proseguo al mio ritmo, al 65° km inizia la seconda salita, saranno 18km infiniti, la pendenza non scende quasi mai sotto il 10% , verso la fine il tratto più ripido e avanti a me altri 4 atleti scendono  e proseguono a piedi per i 100mt più ripidi, proprio in quel momento si rompe un raggio, per fortuna la ruota non si piega troppo e riesco a finire la parte ripida, mi fermo allargo i freni e riparto, altro km e il raggio si muove dalla sua posizione e si torce contro la forcella, mi fermo di nuovo e lo piego attorno ad un altro raggio e riparto. Alla fine poteva andare peggio, am sono riuscito a finire la frazione a differenza del compagno Marcello che invece rompe il forcellino del cambio ed è costretto al ritiro.

Dopo 97km con 2200mt di dislivello si passa alla MTB, in zona cambio fortunatamente avevo lasciato una maglia pesante che indosso dopo aver sofferto il freddo per tutta la discesa. Da subito la pendenza della strada della MTB è impegnativa, la strada è asfalta e non è difficile salire con agilità, dopo 5km raggiungo Max e insieme andiamo fino alla vetta dopo 11km di salita dura ininterrotta. La discesa è veloce e non particolarmente tecnica ma noi non siamo bikers e diversi atleti ci passano a velocità doppia. Raggiungiamo l’ultimo cambio dove lasciamo la bici e dopo un cambio abbigliamento partiamo per l’ultima fatica 25km con 2200mt di ascesa. I primi 5km sono su una ciclabile in leggera discesa, si riesce ancora a correre, ma opto per un ritmo comunque lento, la strada è ancora lunga.

Dal 6° km al 17° la strada sale per una carraia è c’è anche un tratto pianeggiante dove accenniamo una corsa. Arrivati a Murren prendiamo l’ultimo materiale che abbiamo lasciato il giorno prima: uno zainetto con giaccavento e maglia pesante, mi vesto e sono pronto per l’ultima asperità: 8km con 1300mt di ascesa. Ormai anche quest’anno con Max decidiamo di finire la gara insieme, lui non ha la giacca e si mette un sacco dell’immondizia, sembra un barbone, ma per fortuna che l’ha preso perché gli ultimi 4km sono un vero inferno, pioggia mista a ghiaccio che ci batte sul viso soffiato dal vento, le mani sono ghiacciate e solo ai ristori con un bicchiere caldo riusciamo a riscaldarle. L’ultimo km non finisce più.

Ma forse anche per il freddo è stremato, ma so che non mollerà, dopo quasi 13 ore siamo a Piz Gloria, la visibilità è a 10mt, ma non è per il panorama che siamo venuti fin quassù. Entriamo all’interno dopo aver ritirato la maglia di finisher e Max si abbandona a terra esausto, la coperta termica non è sufficiente, trema come una foglia, una volontaria gli porta delle bottiglie di acqua calda e finalmente si riprende. Mangiamo e beviamo e dopo esserci cambiati scendiamo con la funivia. Nota dolente dell’organizzazione: ci avevano detto che dei pullman riportavano alla partenza, ma avendo fatto tardi quando siamo nel parcheggio i pullman non ci sono più, sono le 22.30 e siamo a 1h di macchina dal nostro hotel.

A 5km so che c’è la stazione, facciamo autostop e incredibilmente una signora ci fa salire, è una dipendente della funivia, ha riconosciuto i sacchi della gara che portiamo sulle spalle. Arrivati alla stazione salutiamo e ringraziamo, ma amara sorpresa non ci sono più treni. Decidiamo di dormire in un hotel ma sono tutti pieni, così ci mettiamo ancora sulla strada per fermare qualche buon samaritano, non passa praticamente nessuno, la valle è chiusa, ma dopo poco una coppia si ferma, sono volontari dell’organizzazione e si offrono di portarci alla città principale nella cui stazione di treni ne passano ancora. Ci lasciano in stazione e dopo un minuto arriva un treno, è proprio quello che va a Thun, non abbiamo tempo per il biglietto e saliamo.

Cerchiamo un controllore per avvisare e fare il biglietto a bordo, ma non si trova, ma dopo una fermata è lui che trova noi, per fortuna è clemente e non applica la multa. Raggiungiamo così Thun, poi a piedi ci dirigiamo verso il parcheggio dove avevamo lasciato la macchina a circa 1,5km. Ormai l’hotel è come un miraggio e dopo 10min di macchina siamo in stanza, sono le 12.45 e finalmente il nostro Infermo è finito.
STEFANO BETTINI
Piacenza Sport

3 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 3 Filament.io 3 Flares ×

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Argomenti Correlati
Autore
By
@novellimarco
Posts Correlati

Commenti dei lettori


Inserisci Il Tuo Commento

Altre Notizie

L’ Inferno triathlon di Stefano Bettini

27th agosto, 2014
3 Flares Filament.io 3 Flares ×

L' Inferno triathlon di Stefano Bettini

Si è corso Sabato in Svizzera l’ Inferno triathlon, gara di 3.1 km nuoto, 97 km bici da strada, 30 km MTB e 25 km “corsa”. Per il secondo anno consecutivo Stefano Bettini e il suo amico Max Salvaderi hanno preso parte a questa sfida durissima , con percorsi ricchi di dislivello soprattutto la frazione di  “corsa” finale. Ecco il racconto di Stefano:

Per il secondo anno consecutivo io e il mio amico Max(Salvaderi) ci iscriviamo all’Inferno con l’intento di migliorare il crono dello scorso anno a noi si aggiunge il compagno di squadra Marcello Bia. L’allenamento per quanto mi riguarda è buono fino ad aprile quando una brutta caduta in bici mi costringe ad uno stop di un mese, dopo quel momento oltre alla condizione fisica anche la voglia non torna più. Giugno passa con l’organizzazione delle gare, a luglio si ricomincia a pedalare, nessuna corsa, tanto là dovrò camminare, il nuoto quest’anno non mi entra proprio di farlo. L’avventura comincia giovedì con l’arrivo sul lago di Thun, il cielo è leggermente coperto, ma la temperatura mite, sarebbe un’ottima giornata per la gara, nessun sopralluogo, i percorsi li conosciamo già, così ci rilassiamo in albergo.

Il venerdì si trascorre preparando le varie zone cambio dislocate lontano tra loro, prima si passa in segreteria per il ritiro del chip e lì ci danno la notizia che il nuoto è annullato, la temperatura dell’acqua è tra i 13° e 15° e viste le previsioni anche dell’aria non è possibile nuotare. Eppure la giornata di venerdì è soleggiata, ma gli svizzeri si sa non sbagliano. Un po’ mi dispiace perché non sarà un inferno completo, ma i 20km di nuoto fatti dall’inizio anno sono un motivo per essere contento. Alla sera dopo aver posizionato tutti i materiali si sale a Murren per il breifing dove ci danno i particolari del meteo su ogni zona di passaggio e le varie temperature. In base a questo si decide per gli abbigliamenti da indossare ai vari cambi, sempre che siano stati preparati a dovere.

Alla fine della gara si scoprirà che non hanno sbagliato nemmeno una previsione. La mattina si partirà alle 7.15 invece delle 6.30 previste per mantenere i cancelli invariati in quanto invece dei 3 km di nuoto se ne fanno 3 di corsa. Sabato sveglia alle 5.15 per fare colazione, alle 6.15 parte il traghetto che da Thun porta gli atleti al luogo della partenza che scopriamo solo dopo essere a 100mt dal nostro hotel. Nessun riscaldamento, mi tengo le energie per la lunga giornata, il poco allenamento mi costringe a fare una gara di conserva. Primi 3km fatti a ritmo lento e sono già in fondo al gruppo, Max è molto avanti, parto per la bici da corsa in maniche corte, sulla prima salita il freddo della mattina non si sente, ma appena la strada scende devo mettere l’antivento e soffrire un po’.

Nel vallonato centrale mi passa un gruppone, mi lascio sfilare, mangio e proseguo al mio ritmo, al 65° km inizia la seconda salita, saranno 18km infiniti, la pendenza non scende quasi mai sotto il 10% , verso la fine il tratto più ripido e avanti a me altri 4 atleti scendono  e proseguono a piedi per i 100mt più ripidi, proprio in quel momento si rompe un raggio, per fortuna la ruota non si piega troppo e riesco a finire la parte ripida, mi fermo allargo i freni e riparto, altro km e il raggio si muove dalla sua posizione e si torce contro la forcella, mi fermo di nuovo e lo piego attorno ad un altro raggio e riparto. Alla fine poteva andare peggio, am sono riuscito a finire la frazione a differenza del compagno Marcello che invece rompe il forcellino del cambio ed è costretto al ritiro.

Dopo 97km con 2200mt di dislivello si passa alla MTB, in zona cambio fortunatamente avevo lasciato una maglia pesante che indosso dopo aver sofferto il freddo per tutta la discesa. Da subito la pendenza della strada della MTB è impegnativa, la strada è asfalta e non è difficile salire con agilità, dopo 5km raggiungo Max e insieme andiamo fino alla vetta dopo 11km di salita dura ininterrotta. La discesa è veloce e non particolarmente tecnica ma noi non siamo bikers e diversi atleti ci passano a velocità doppia. Raggiungiamo l’ultimo cambio dove lasciamo la bici e dopo un cambio abbigliamento partiamo per l’ultima fatica 25km con 2200mt di ascesa. I primi 5km sono su una ciclabile in leggera discesa, si riesce ancora a correre, ma opto per un ritmo comunque lento, la strada è ancora lunga.

Dal 6° km al 17° la strada sale per una carraia è c’è anche un tratto pianeggiante dove accenniamo una corsa. Arrivati a Murren prendiamo l’ultimo materiale che abbiamo lasciato il giorno prima: uno zainetto con giaccavento e maglia pesante, mi vesto e sono pronto per l’ultima asperità: 8km con 1300mt di ascesa. Ormai anche quest’anno con Max decidiamo di finire la gara insieme, lui non ha la giacca e si mette un sacco dell’immondizia, sembra un barbone, ma per fortuna che l’ha preso perché gli ultimi 4km sono un vero inferno, pioggia mista a ghiaccio che ci batte sul viso soffiato dal vento, le mani sono ghiacciate e solo ai ristori con un bicchiere caldo riusciamo a riscaldarle. L’ultimo km non finisce più.

Ma forse anche per il freddo è stremato, ma so che non mollerà, dopo quasi 13 ore siamo a Piz Gloria, la visibilità è a 10mt, ma non è per il panorama che siamo venuti fin quassù. Entriamo all’interno dopo aver ritirato la maglia di finisher e Max si abbandona a terra esausto, la coperta termica non è sufficiente, trema come una foglia, una volontaria gli porta delle bottiglie di acqua calda e finalmente si riprende. Mangiamo e beviamo e dopo esserci cambiati scendiamo con la funivia. Nota dolente dell’organizzazione: ci avevano detto che dei pullman riportavano alla partenza, ma avendo fatto tardi quando siamo nel parcheggio i pullman non ci sono più, sono le 22.30 e siamo a 1h di macchina dal nostro hotel.

A 5km so che c’è la stazione, facciamo autostop e incredibilmente una signora ci fa salire, è una dipendente della funivia, ha riconosciuto i sacchi della gara che portiamo sulle spalle. Arrivati alla stazione salutiamo e ringraziamo, ma amara sorpresa non ci sono più treni. Decidiamo di dormire in un hotel ma sono tutti pieni, così ci mettiamo ancora sulla strada per fermare qualche buon samaritano, non passa praticamente nessuno, la valle è chiusa, ma dopo poco una coppia si ferma, sono volontari dell’organizzazione e si offrono di portarci alla città principale nella cui stazione di treni ne passano ancora. Ci lasciano in stazione e dopo un minuto arriva un treno, è proprio quello che va a Thun, non abbiamo tempo per il biglietto e saliamo.

Cerchiamo un controllore per avvisare e fare il biglietto a bordo, ma non si trova, ma dopo una fermata è lui che trova noi, per fortuna è clemente e non applica la multa. Raggiungiamo così Thun, poi a piedi ci dirigiamo verso il parcheggio dove avevamo lasciato la macchina a circa 1,5km. Ormai l’hotel è come un miraggio e dopo 10min di macchina siamo in stanza, sono le 12.45 e finalmente il nostro Infermo è finito.
STEFANO BETTINI
Piacenza Sport

3 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 3 Filament.io 3 Flares ×
By
@novellimarco
3 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 3 Filament.io 3 Flares ×
backtotop