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IRONMAN Cervia: gli organizzatori italiani ringraziano la Fitri

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Fitri bocciata

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Ci aveva già provato con il 70.3 all’Eur e l’Ironman Civitavecchia e non si è fatta scappare l’occasione di ripetersi anche per l’Ironman Cervia. Il presidente Bianchi non perde l’occasione per cavalcare l’onda WTC , rischiando come nei primi due casi di fare una figura pessima, salendo frettolosamente sul carro di due manifestazioni che già in sede di presentazione avevano dimostrato estremo dilettantismo , per poi dimostrarsi soltanto fuochi di paglia. Anche quest’ultimo evento in terra romagnola non inizia nel migliore dei modi, infatti il nome del PDF che illustra il percorso run della distanza full, richiama inequivocabilmente quello previsto in terra laziale (Civitavecchia).

Ironman Cervia o Civitavecchia?

Ironman Cervia o Civitavecchia?

Se il detto “il buongiorno si vede dal mattino” ha il suo perché di esistere, allora l’avventura della M “pallinata” in Italia sembra essere già iniziata in salita.

Questa quindi è la prima sconfitta per il triathlon italiano, che non sembra pronto al 100% per portare un evento WTC in Italia. Oltre alle già citate “gare fantasma”, anche l’unica gara WTC in Italia, il 70.3 di Pescara, presenta un bilancio altamente negativo in termini di immagine, dopo aver inanellato, nel corso degli anni, una serie incredibile di errori organizzativi.

A rimetterci, però, è soprattutto il triathlon italiano e i suoi organizzatori, che ogni anno pagano tasse gara onerose per poter preparare eventi e devono sottostare a tutti i regolamenti imposti dalla circolare gare, salvo, poi, vedersi “scavalcati” da queste manifestazioni, che forti del loro appeal e del loro potere economico, dettano di fatto le regole per ciò che concerne la loro collocazione in calendario. Ricordiamo anche che queste gare avranno un regolamento tutto loro, che spesso si scontra con quello FITri, la quale, naturalmente, le avallerà mandando giudici federali a spese proprie (con i soldi versati però dalle società affiliate FITri), anche in questo caso mancando totalmente di rispetto ai propri affiliati. Sarà un caso che contemporaneamente alal presentazione della gara sia stata pubblicata anche la circolare gare 2017 !

Chi esce malissimo da questa vicenda è il presidente Bianchi, il quale non perde l’occasione per cercare di cavalcare qualsiasi cosa possa portargli prestigio personale, affrettandosi poi nell’annoverare come “propria” conquista la nascita di eventi WTC o Challenge in Italia, dimenticandosi che il suo DOVERE è tutelare gli organizzatori italiani, che , come abbiamo appena detto, vengono tranquillamente calpestati proprio dal presidente della loro federazione.

In Italia esiste una “distanza full” ( considerando che oltre a questo già nel 1998 la distanza “full” era sbarcata in Italia con Mergozzo, è poco corretto sbandierare Cervia come “prima volta del full in Italia” ) che si è riuscita a ritagliarsi faticosamente un suo spazio non solo nel calendario nazionale, ma è tappa fissa di diversi atleti stranieri . Non è un caso se la gara , pur con numeri contenuti, riesca a fare il “sold out” in tempi relativamente brevi. Nel 2017 la concomitanza con Cervia se da un lato potrebbe rappresentare un piccolo problema in termini di perdita di iscritti, sicuramente rappresenterà una presenza ingombrante che monopolizzerà l’attenzione mediatica. A onor di cronaca gli organizzatori di Cervia avevano proposto come data per la realizzazione dell’evento quella del week end successivo, il 30 Settembre – 1 Ottobre, ma la Fitri aveva già in programma il fine settimana dei campionati italiani di triathlon sprint e di quelli a staffetta 2+2 e coppa crono. Ecco quindi che le varie gare che storicamente saranno in programma per il 23-24 Settembre ( Elbaman, Triathlon Olimpico Peschiera, Iesolo, Finale coppa Italia e coppa delle regioni per citarne alcune) dovranno accontentarsi di passare totalmente in secondo piano sia sui media che , di fatto, nel calendario Fitri.

 

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27th ottobre, 2016
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Ci aveva già provato con il 70.3 all’Eur e l’Ironman Civitavecchia e non si è fatta scappare l’occasione di ripetersi anche per l’Ironman Cervia. Il presidente Bianchi non perde l’occasione per cavalcare l’onda WTC , rischiando come nei primi due casi di fare una figura pessima, salendo frettolosamente sul carro di due manifestazioni che già in sede di presentazione avevano dimostrato estremo dilettantismo , per poi dimostrarsi soltanto fuochi di paglia. Anche quest’ultimo evento in terra romagnola non inizia nel migliore dei modi, infatti il nome del PDF che illustra il percorso run della distanza full, richiama inequivocabilmente quello previsto in terra laziale (Civitavecchia).

Ironman Cervia o Civitavecchia?

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Se il detto “il buongiorno si vede dal mattino” ha il suo perché di esistere, allora l’avventura della M “pallinata” in Italia sembra essere già iniziata in salita.

Questa quindi è la prima sconfitta per il triathlon italiano, che non sembra pronto al 100% per portare un evento WTC in Italia. Oltre alle già citate “gare fantasma”, anche l’unica gara WTC in Italia, il 70.3 di Pescara, presenta un bilancio altamente negativo in termini di immagine, dopo aver inanellato, nel corso degli anni, una serie incredibile di errori organizzativi.

A rimetterci, però, è soprattutto il triathlon italiano e i suoi organizzatori, che ogni anno pagano tasse gara onerose per poter preparare eventi e devono sottostare a tutti i regolamenti imposti dalla circolare gare, salvo, poi, vedersi “scavalcati” da queste manifestazioni, che forti del loro appeal e del loro potere economico, dettano di fatto le regole per ciò che concerne la loro collocazione in calendario. Ricordiamo anche che queste gare avranno un regolamento tutto loro, che spesso si scontra con quello FITri, la quale, naturalmente, le avallerà mandando giudici federali a spese proprie (con i soldi versati però dalle società affiliate FITri), anche in questo caso mancando totalmente di rispetto ai propri affiliati. Sarà un caso che contemporaneamente alal presentazione della gara sia stata pubblicata anche la circolare gare 2017 !

Chi esce malissimo da questa vicenda è il presidente Bianchi, il quale non perde l’occasione per cercare di cavalcare qualsiasi cosa possa portargli prestigio personale, affrettandosi poi nell’annoverare come “propria” conquista la nascita di eventi WTC o Challenge in Italia, dimenticandosi che il suo DOVERE è tutelare gli organizzatori italiani, che , come abbiamo appena detto, vengono tranquillamente calpestati proprio dal presidente della loro federazione.

In Italia esiste una “distanza full” ( considerando che oltre a questo già nel 1998 la distanza “full” era sbarcata in Italia con Mergozzo, è poco corretto sbandierare Cervia come “prima volta del full in Italia” ) che si è riuscita a ritagliarsi faticosamente un suo spazio non solo nel calendario nazionale, ma è tappa fissa di diversi atleti stranieri . Non è un caso se la gara , pur con numeri contenuti, riesca a fare il “sold out” in tempi relativamente brevi. Nel 2017 la concomitanza con Cervia se da un lato potrebbe rappresentare un piccolo problema in termini di perdita di iscritti, sicuramente rappresenterà una presenza ingombrante che monopolizzerà l’attenzione mediatica. A onor di cronaca gli organizzatori di Cervia avevano proposto come data per la realizzazione dell’evento quella del week end successivo, il 30 Settembre – 1 Ottobre, ma la Fitri aveva già in programma il fine settimana dei campionati italiani di triathlon sprint e di quelli a staffetta 2+2 e coppa crono. Ecco quindi che le varie gare che storicamente saranno in programma per il 23-24 Settembre ( Elbaman, Triathlon Olimpico Peschiera, Iesolo, Finale coppa Italia e coppa delle regioni per citarne alcune) dovranno accontentarsi di passare totalmente in secondo piano sia sui media che , di fatto, nel calendario Fitri.

 

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