Mute Triathlon

Io triatleta…

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Sul sito www.runlovers.it nel Luglio 2012 è stato pubblicato un articolo di Marco, triatleta da poco che descrive il suo essere triatleta. In molti si sono riconosciuti nella sua descrizione e a due anni di distanza questo articolo  risulta il più letto. Ecco il testo integrale:

Marco (ma tutti lo chiamano “Bonvi”) è innanzitutto un amico, oggi però lo ospitiamo in veste di triatleta che ci racconta – con parole meravigliose – la sua esperienza. Leggete quest’articolo, fa bene. E magari vi scoprirete triatleti.

Ho sempre avuto un brutto rapporto con il tempo libero. Avere tempo, avanzare tempo, mi faceva sentire uno ‘scansafatiche’, in perfetto accordo con la norma ereditata dalla nonna paterna: “prima il dovere e poi il piacere”. Immaginarsi che soddisfazione ebbi quando scoprii il triathlon. Non sapevo ancora cos’era, che capii che col triathlon non c’ero nato ma ci sarei morto. Anzi ci stavo già “morendo sopra”. Divoravo riviste, libri e soprattutto la fonte inesauribile per ogni triathleta fai-da-te: il web. Avevo tre sport da fare, da affiancare a un lavoro che mi impegna quasi tutto il giorno e a una vita di rapporti umani regolari: pochi amici veri e tanti conoscenti. E un amore finito da poco.

Ergo, leggi e pratica, pratica e leggi. Mi guardavo allo specchio: non ero proprio il prototipo del triatleta ma potevo andare. Bastava perdere quei chili in più.

Uff… se avessi qualche anno in meno…” Venivo dalla corsa, tante marce non competitive, tante 10 km, qualche mezza, 5 maratone. Corre era più facile, le tabelle erano lì a farti sentire forte, bastava seguire e – passato il brutto momento iniziale – facevi pure le ripetute anche se qualcuno, da qualche parte, le ripetute non le fa e corre come il vento. Ma quello è etiope e questa è tutta un’altra storia.

Le tabelle per il triathlon invece sono difficili. Difficili da capire, difficili da fare. Come fai con famiglia, lavoro amici a fare dei 3000 in vasca ed il giorno dopo correre 10 km al medio dopo 20′ di riscaldamento? E magari, il giorno dopo ancora, 100 km in bici perché la domenica si fa il lungo? Però sono un triatleta, il triatleta non molla, il triatleta si allena sempre. Segui la tua tabella, amico. Prima il dovere, poi il piacere. Buonanima.

Un bel giorno finalmente l’illuminazione arrivò. Ero appena partito in bici. Completino con su scritto triathlon. Sono un triatleta, per chi non lo sapesse. Dopo otto km il buio. Il rifiuto di andare avanti. Era un po’ che mi sentivo stanco. Meglio tornare. Sono stati gli otto chilometri più lunghi della mia vita. Mi ha superato una signora con la bici olandese guardandomi appena. Io sognavo l’ironman, magari il mezzo ironman. Sindrome da overtraining. Un mese di stop forzato, vitamine, multiminerali, mangia bene, dormi tanto. Un inferno.

Ed ora ecco le regole, quelle vere, non quelle da rivista patinata e politicamente corretta:

1. Il lavoro è il quarto sport, anzi il primo. Se dai tanto, i restanti tre sport devono essere adattati di conseguenza.

2. Chi organizza una società di triathlon è un benefattore: non lo fa solo per farti avere la tessera ma anche per organizzare allenamenti con persone competenti per seguire un amatore. Iscriviti a una società e frequentala!

3. Se corri con podisti o vai in bici con ciclisti, questi, non appena sapranno che fai triathlon cercheranno di ridicolizzarti, per tornare a casa e dire che hanno battuto uno che fa triathlon. Fregatene!

4. Triathlon significa fare tre sport e alcune gare dove i tre sport sono tutti assieme. Non pensare di fare gare nei 3 sport e anche gare di triathlon, se non usando le gare di nuoto, le gare in bici e quelle di corsa come ALLENAMENTO. Sei un triatleta, non superman.

5. L’ironman e il mezzo ironman sono dei viaggi all’altro capo del mondo. Sognali molto e fanne qualcuno. Ma solo quando sarai un triatleta adulto. E un triatleta adulto è cresciuto a sprint e olimpici. Tanti.

Bene, se sei arrivato a questo punto, se hai letto tutto, ma proprio tutto, se te lo senti cucito addosso, benvenuto! Sei un triatleta. Non importa quanto ti allenerai, quante gare farai, quanto sai nuotare. Lo sei già. Il triatleta è già dentro te, basta solo tirarlo fuori. Buon viaggio, e ci si vede sui campi di gara fasciati nei nostri ridicoli, amatissimi body da triathlon.

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21st novembre, 2014
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Sul sito www.runlovers.it nel Luglio 2012 è stato pubblicato un articolo di Marco, triatleta da poco che descrive il suo essere triatleta. In molti si sono riconosciuti nella sua descrizione e a due anni di distanza questo articolo  risulta il più letto. Ecco il testo integrale:

Marco (ma tutti lo chiamano “Bonvi”) è innanzitutto un amico, oggi però lo ospitiamo in veste di triatleta che ci racconta – con parole meravigliose – la sua esperienza. Leggete quest’articolo, fa bene. E magari vi scoprirete triatleti.

Ho sempre avuto un brutto rapporto con il tempo libero. Avere tempo, avanzare tempo, mi faceva sentire uno ‘scansafatiche’, in perfetto accordo con la norma ereditata dalla nonna paterna: “prima il dovere e poi il piacere”. Immaginarsi che soddisfazione ebbi quando scoprii il triathlon. Non sapevo ancora cos’era, che capii che col triathlon non c’ero nato ma ci sarei morto. Anzi ci stavo già “morendo sopra”. Divoravo riviste, libri e soprattutto la fonte inesauribile per ogni triathleta fai-da-te: il web. Avevo tre sport da fare, da affiancare a un lavoro che mi impegna quasi tutto il giorno e a una vita di rapporti umani regolari: pochi amici veri e tanti conoscenti. E un amore finito da poco.

Ergo, leggi e pratica, pratica e leggi. Mi guardavo allo specchio: non ero proprio il prototipo del triatleta ma potevo andare. Bastava perdere quei chili in più.

Uff… se avessi qualche anno in meno…” Venivo dalla corsa, tante marce non competitive, tante 10 km, qualche mezza, 5 maratone. Corre era più facile, le tabelle erano lì a farti sentire forte, bastava seguire e – passato il brutto momento iniziale – facevi pure le ripetute anche se qualcuno, da qualche parte, le ripetute non le fa e corre come il vento. Ma quello è etiope e questa è tutta un’altra storia.

Le tabelle per il triathlon invece sono difficili. Difficili da capire, difficili da fare. Come fai con famiglia, lavoro amici a fare dei 3000 in vasca ed il giorno dopo correre 10 km al medio dopo 20′ di riscaldamento? E magari, il giorno dopo ancora, 100 km in bici perché la domenica si fa il lungo? Però sono un triatleta, il triatleta non molla, il triatleta si allena sempre. Segui la tua tabella, amico. Prima il dovere, poi il piacere. Buonanima.

Un bel giorno finalmente l’illuminazione arrivò. Ero appena partito in bici. Completino con su scritto triathlon. Sono un triatleta, per chi non lo sapesse. Dopo otto km il buio. Il rifiuto di andare avanti. Era un po’ che mi sentivo stanco. Meglio tornare. Sono stati gli otto chilometri più lunghi della mia vita. Mi ha superato una signora con la bici olandese guardandomi appena. Io sognavo l’ironman, magari il mezzo ironman. Sindrome da overtraining. Un mese di stop forzato, vitamine, multiminerali, mangia bene, dormi tanto. Un inferno.

Ed ora ecco le regole, quelle vere, non quelle da rivista patinata e politicamente corretta:

1. Il lavoro è il quarto sport, anzi il primo. Se dai tanto, i restanti tre sport devono essere adattati di conseguenza.

2. Chi organizza una società di triathlon è un benefattore: non lo fa solo per farti avere la tessera ma anche per organizzare allenamenti con persone competenti per seguire un amatore. Iscriviti a una società e frequentala!

3. Se corri con podisti o vai in bici con ciclisti, questi, non appena sapranno che fai triathlon cercheranno di ridicolizzarti, per tornare a casa e dire che hanno battuto uno che fa triathlon. Fregatene!

4. Triathlon significa fare tre sport e alcune gare dove i tre sport sono tutti assieme. Non pensare di fare gare nei 3 sport e anche gare di triathlon, se non usando le gare di nuoto, le gare in bici e quelle di corsa come ALLENAMENTO. Sei un triatleta, non superman.

5. L’ironman e il mezzo ironman sono dei viaggi all’altro capo del mondo. Sognali molto e fanne qualcuno. Ma solo quando sarai un triatleta adulto. E un triatleta adulto è cresciuto a sprint e olimpici. Tanti.

Bene, se sei arrivato a questo punto, se hai letto tutto, ma proprio tutto, se te lo senti cucito addosso, benvenuto! Sei un triatleta. Non importa quanto ti allenerai, quante gare farai, quanto sai nuotare. Lo sei già. Il triatleta è già dentro te, basta solo tirarlo fuori. Buon viaggio, e ci si vede sui campi di gara fasciati nei nostri ridicoli, amatissimi body da triathlon.

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