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Il triathleta Giuseppe Baldelli trovato positivo ad un controllo antidoping.Sospeso dal Coni.

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Durante un controllo antidoping in occasione della mezza maratona Corcianese dello scorso 6 Aprile, il triathleta Giuseppe Baldelli (Triathlon Trasimeno) è risultato positivo a diverse sostanze tra cui NESP (Derbepoetina alfa), Betametasone (antinfiammatorio stedoideo), Anastrozolo (favorisce la produzione di ormoni), Testosterone e sui metaboliti di origine non endogena.
In occasione di questo controllo lo stesso atleta si era rifiutato di effettuare il prelievo del sangue, ma non si era potuto sottrarre al controllo delle urine. Per quest’ultimo fatto è stato ascoltato ieri in procura antidoping ed è stato sospeso dal Coni in via precauzionale.
Baldelli, classe 1968 era stato protagonista di alcune prestazioni in campo internazionale che avevano creato non poche polemiche,  in occasione dell’ Elbaman 2013 è stato poi al centro di un episodio non molto chiaro riguardo la frazione di nuoto. Nonostante le polemiche  era stato premiato dal Coni regionale su segnalazione del presidente della sua squadra Jovine.
Ma cosa sono le sostanze trovate nel campione di urine esaminato?

NESP è un acronimo dei termini inglesi Novel Erythropoiesis Stimulating Protein ovvero Nuova Proteina Stimolante la Eritropoiesi. Con tale acronimo si fa riferimento a un principio attivo farmaceutico, la darbepoetina alfa (nome commerciale Aranesp®); commercialmente il NESP è in competizione con l’eritropoietina sintetica, una proteina sicuramente più nota come EPO e con la quale ha in comune molti utilizzi clinici. La darbepoetina alfa viene prodotta tramite la cosiddetta tecnologia del DNA ricombinante; di fatto, detto un po’ grossolanamente, viene ricavata da una cellula nella quale è stato immesso un gene che la rende capace di produrla.
Il NESP (a rigor di logica si dovrebbe usare il femminile, dicendo la NESP, trattandosi di una proteina, ma il maschile è ormai diffuso) appartiene alla categoria dei farmaci antianemici e le principali indicazioni terapeutiche sono sia il trattamento dell’anemia sintomatica associata all’insufficienza renale cronica negli adulti e nei pazienti pediatrici (in questi soggetti l’organismo non è in condizioni tali da produrre una sufficiente quantità di eritropoietina), sia il trattamento dell’anemia sintomatica nei pazienti adulti affetti da tumori non mieloidi (ovvero tumori che non colpiscono il midollo osseo) e sottoposti a chemioterapia. A questi scopi l’Aranesp può essere utilizzato da solo oppure in combinazione con altri farmaci. La somministrazione di Aranesp richiede obbligatoriamente la prescrizione medica.

L’Anastrozolo è inquadrabile nel gruppo dei farmaci ormonali, capaci cioè di interferire con la produzione o l’azione di determinati ormoni.Nella patogenesi del carcinoma mammario è possibile una dipendenza ormonale, spesso di tipo estrogenico. In questi casi le cellule tumorali, che per svilupparsi hanno bisogno di estrogeni, presentano sulla loro superficie dei recettori ormonali (ER) specifici per questi ormoni. La endocrino terapia ha come obiettivo di impedire al tumore di utilizzarli mediante la somministrazione di farmaci anti-estrogeni.Nelle donne che si trovano in età post-menopausale e quindi hanno una attività ovarica ridotta (l’ovaio è il principale produttore di estrogeni) la principale fonte di questo ormone deriva dalla conversione degli androgeni (gli ormoni sessuali maschili prodotti dalle ghiandole surrenali) in estrogeni da parte di un enzima specifico, l’aromatasi che agisce di preferenza nel tessuto adiposo.L’anastrozolo, noto anche come inibitore dell’Aromatasi, è capace di bloccare questa conversione riducendo di fatto la quantità di estrogeni circolanti.Viene abitualmente impiegato in casi di cancro avanzato o recidivante in donne in post menopausa. Oggi si discute molto se sia il farmaco di scelta in questi casi, se e con quali altre terapie deve essere associato (chemioterapia e terapia chirurgica), se sia o meno preferibile al Tamoxifene che sembra avere effetti collaterali più gravi.
Uso nello sport: Il suo impiego si è diffuso illecitamente nel settore sportivo per contenere i livelli di estrogeni a livelli tali da non indurre accumulo di grasso o ritenzione idrica; in pratica è associato in combinazione stack all’impiego di steroidi aromatizzabili quali testosterone, nandrolone e boldenone.

Il testosterone è un ormone steroideo del gruppo androgeno prodotto principalmente dalle cellule di Leydig situate nei testicoli e, in minima parte, dalle ovaie e dalla corteccia surrenale. È presente anche nelle donne le quali, rispetto agli uomini, hanno una maggiore tendenza a convertire quest’ormone in estrogeni. La desinenza -one è dovuta alla presenza di un gruppo chetonico CO sull’atomo C3 del primo anello del carbonio  dello steroide. Nell’uomo è deputato allo sviluppo degli organi sessuali (differenziazione del testicolo e di tutto l’apparato genitale) e dei caratteri sessuali secondari, come la barba, la distribuzione dei peli, il timbro della voce e la muscolatura. Il testosterone, nell’età puberale, interviene anche sullo sviluppo scheletrico, limitando l’allungamento delle ossa lunghe ed evitando, in questo modo, una crescita spropositata degli arti. Nell’uomo adulto, i livelli di testosterone giocano un ruolo molto importante per quanto riguarda la sessualità, l´apparato muscolo scheletrico, la vitalità e la buona salute (intesa soprattutto come protezione da malattie metaboliche come ipertensione e diabete mellito e secondo recenti studi anche sulla depressione); contribuisce a garantire la fertilità, in quanto stimola la maturazione degli spermatozoi nei testicoli. Inoltre influenza qualità e quantità dello sperma prodotto, poiché opera sulle vie seminali e sulla prostata, deputate alla produzione di sperma. La produzione giornaliera di testosterone nell’uomo varia dai 5 ai 7 milligrammi ma, superati i 40 anni, tende a diminuire annualmente dell’1%. Il testosterone regola anche il desiderio, l’erezione e la soddisfazione sessuale: ha, infatti, la funzione di “mettere in sincronia” il desiderio sessuale con l’atto sessuale vero e proprio, regolando l’inizio e la fine dell’erezione del pene. Un deficit di libido (desiderio sessuale) è spesso associato a una disfunzione del testosterone. Ciò è stato evidenziato anche per il desiderio sessuale femminile a seguito della sua diminuzione nel periodo post-menopausale. Il testosterone è utilizzato farmacologicamente sia in uomini che in donne, qualora vi siano alterazioni nei suoi livelli. Il testosterone è presente in tutti i vertebrati con l’eccezione dei pesci (i quali sostituiscono quest’ormone con l’11-ketotestosterone).

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Commenti dei lettori


  1. Leeks on 1 maggio 2014 at 21:56 said:

    Non ho parole per esprimere il mio schifo .

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Il triathleta Giuseppe Baldelli trovato positivo ad un controllo antidoping.Sospeso dal Coni.

30th aprile, 2014
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Durante un controllo antidoping in occasione della mezza maratona Corcianese dello scorso 6 Aprile, il triathleta Giuseppe Baldelli (Triathlon Trasimeno) è risultato positivo a diverse sostanze tra cui NESP (Derbepoetina alfa), Betametasone (antinfiammatorio stedoideo), Anastrozolo (favorisce la produzione di ormoni), Testosterone e sui metaboliti di origine non endogena.
In occasione di questo controllo lo stesso atleta si era rifiutato di effettuare il prelievo del sangue, ma non si era potuto sottrarre al controllo delle urine. Per quest’ultimo fatto è stato ascoltato ieri in procura antidoping ed è stato sospeso dal Coni in via precauzionale.
Baldelli, classe 1968 era stato protagonista di alcune prestazioni in campo internazionale che avevano creato non poche polemiche,  in occasione dell’ Elbaman 2013 è stato poi al centro di un episodio non molto chiaro riguardo la frazione di nuoto. Nonostante le polemiche  era stato premiato dal Coni regionale su segnalazione del presidente della sua squadra Jovine.
Ma cosa sono le sostanze trovate nel campione di urine esaminato?

NESP è un acronimo dei termini inglesi Novel Erythropoiesis Stimulating Protein ovvero Nuova Proteina Stimolante la Eritropoiesi. Con tale acronimo si fa riferimento a un principio attivo farmaceutico, la darbepoetina alfa (nome commerciale Aranesp®); commercialmente il NESP è in competizione con l’eritropoietina sintetica, una proteina sicuramente più nota come EPO e con la quale ha in comune molti utilizzi clinici. La darbepoetina alfa viene prodotta tramite la cosiddetta tecnologia del DNA ricombinante; di fatto, detto un po’ grossolanamente, viene ricavata da una cellula nella quale è stato immesso un gene che la rende capace di produrla.
Il NESP (a rigor di logica si dovrebbe usare il femminile, dicendo la NESP, trattandosi di una proteina, ma il maschile è ormai diffuso) appartiene alla categoria dei farmaci antianemici e le principali indicazioni terapeutiche sono sia il trattamento dell’anemia sintomatica associata all’insufficienza renale cronica negli adulti e nei pazienti pediatrici (in questi soggetti l’organismo non è in condizioni tali da produrre una sufficiente quantità di eritropoietina), sia il trattamento dell’anemia sintomatica nei pazienti adulti affetti da tumori non mieloidi (ovvero tumori che non colpiscono il midollo osseo) e sottoposti a chemioterapia. A questi scopi l’Aranesp può essere utilizzato da solo oppure in combinazione con altri farmaci. La somministrazione di Aranesp richiede obbligatoriamente la prescrizione medica.

L’Anastrozolo è inquadrabile nel gruppo dei farmaci ormonali, capaci cioè di interferire con la produzione o l’azione di determinati ormoni.Nella patogenesi del carcinoma mammario è possibile una dipendenza ormonale, spesso di tipo estrogenico. In questi casi le cellule tumorali, che per svilupparsi hanno bisogno di estrogeni, presentano sulla loro superficie dei recettori ormonali (ER) specifici per questi ormoni. La endocrino terapia ha come obiettivo di impedire al tumore di utilizzarli mediante la somministrazione di farmaci anti-estrogeni.Nelle donne che si trovano in età post-menopausale e quindi hanno una attività ovarica ridotta (l’ovaio è il principale produttore di estrogeni) la principale fonte di questo ormone deriva dalla conversione degli androgeni (gli ormoni sessuali maschili prodotti dalle ghiandole surrenali) in estrogeni da parte di un enzima specifico, l’aromatasi che agisce di preferenza nel tessuto adiposo.L’anastrozolo, noto anche come inibitore dell’Aromatasi, è capace di bloccare questa conversione riducendo di fatto la quantità di estrogeni circolanti.Viene abitualmente impiegato in casi di cancro avanzato o recidivante in donne in post menopausa. Oggi si discute molto se sia il farmaco di scelta in questi casi, se e con quali altre terapie deve essere associato (chemioterapia e terapia chirurgica), se sia o meno preferibile al Tamoxifene che sembra avere effetti collaterali più gravi.
Uso nello sport: Il suo impiego si è diffuso illecitamente nel settore sportivo per contenere i livelli di estrogeni a livelli tali da non indurre accumulo di grasso o ritenzione idrica; in pratica è associato in combinazione stack all’impiego di steroidi aromatizzabili quali testosterone, nandrolone e boldenone.

Il testosterone è un ormone steroideo del gruppo androgeno prodotto principalmente dalle cellule di Leydig situate nei testicoli e, in minima parte, dalle ovaie e dalla corteccia surrenale. È presente anche nelle donne le quali, rispetto agli uomini, hanno una maggiore tendenza a convertire quest’ormone in estrogeni. La desinenza -one è dovuta alla presenza di un gruppo chetonico CO sull’atomo C3 del primo anello del carbonio  dello steroide. Nell’uomo è deputato allo sviluppo degli organi sessuali (differenziazione del testicolo e di tutto l’apparato genitale) e dei caratteri sessuali secondari, come la barba, la distribuzione dei peli, il timbro della voce e la muscolatura. Il testosterone, nell’età puberale, interviene anche sullo sviluppo scheletrico, limitando l’allungamento delle ossa lunghe ed evitando, in questo modo, una crescita spropositata degli arti. Nell’uomo adulto, i livelli di testosterone giocano un ruolo molto importante per quanto riguarda la sessualità, l´apparato muscolo scheletrico, la vitalità e la buona salute (intesa soprattutto come protezione da malattie metaboliche come ipertensione e diabete mellito e secondo recenti studi anche sulla depressione); contribuisce a garantire la fertilità, in quanto stimola la maturazione degli spermatozoi nei testicoli. Inoltre influenza qualità e quantità dello sperma prodotto, poiché opera sulle vie seminali e sulla prostata, deputate alla produzione di sperma. La produzione giornaliera di testosterone nell’uomo varia dai 5 ai 7 milligrammi ma, superati i 40 anni, tende a diminuire annualmente dell’1%. Il testosterone regola anche il desiderio, l’erezione e la soddisfazione sessuale: ha, infatti, la funzione di “mettere in sincronia” il desiderio sessuale con l’atto sessuale vero e proprio, regolando l’inizio e la fine dell’erezione del pene. Un deficit di libido (desiderio sessuale) è spesso associato a una disfunzione del testosterone. Ciò è stato evidenziato anche per il desiderio sessuale femminile a seguito della sua diminuzione nel periodo post-menopausale. Il testosterone è utilizzato farmacologicamente sia in uomini che in donne, qualora vi siano alterazioni nei suoi livelli. Il testosterone è presente in tutti i vertebrati con l’eccezione dei pesci (i quali sostituiscono quest’ormone con l’11-ketotestosterone).

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