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Il peso del triathleta: differenze fra Olimpico e Ironman

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il peso nel triathlon

Sul suo blog (www.trisutto.com) il “guru” australiano di triathlon Sutton tratta un argomento che interessa molti atleti : il peso del triathleta.

Qualche settimana fa era stata riporposta una intervista a McCormack in cui aveva toccato l’argomento ringraziando appunto Sutton, suo allenatore ai tempi della nazionale australiana, per averlo aiutato a renderlo più magro e quindi più performante nelle gare “olimpiche”.

Sutton spiega come l’intoduzione della scia nelle gare “corte” abbia di fatto penalizzato i nuotatori / ciclisti come Walton (a detta del coach australiano un fenomeno) e quindi le caratteristiche fisiche di questi triathleti si siano sostanzialmente modificate.

Il concetto di base è che più si è magri più si è veloci, tuttavia ciò non si applica in tutti gli individui e certamente non si applica alla lunga distanza o gare Ironman. Sutton parla di Craig Walton definito “una montagna di un uomo” e il migliore triatleta ‘reale’ (nuotatore, biker, runner) insieme a Mark Allen che abbia mai visto, spiegando appunto che la sua carriera è stata caratterizzata da perdite e aumenti di peso , ma che nei periodi in cui era particolarmente magro riusciva a correre circa 1′ più veloce , ma perdeva anche 2′-3′ nelle altre due frazioni Sempre Sutton riguardo a Walton ha detto “Io non credo di aver mai visto uno spettacolo migliore nelle gare ITU che ammirare il grande Walton uscire dall’acqua con 30 secondi di vantaggio sugli inseguitori e poi mettere altri 2 minuti ad un gruppo di 30 atleti che si davano cambi e lavoravano per poter recuperare lo svantaggio . Il punto è che per Craig ‘correre più veloce’ perdendo peso avrebbe comportato una perdita di 30 secondi sul nuoto e magari altro minuto in bici, lasciandolo di fatto vulnerabile in un gruppo formato da corridori veloci

Riguardo all’ Ironman Sutton afferma che “questo è un altro sport”. Post-Kona ha affrontato un sacco di problemi per quanto riguarda il suo pensiero sul mantenimento di un peso “sano” e la necessità di grassi (eventuali grassi) per il funzionamento del “motore” degli atleti.

Che si tratti di un Age Group o di un pro l’ Ironman è uno sport di forza, non uno sport di velocità. Se si perde la forza, per qualsiasi motivo ( malattia o per la dieta) allora un Ironman diventa problematico da correrer. Quindi il consiglio di Sutton è “se puntate a gare di breve durata e state cercando di correre più veloce, allora sì, come sottolinea Macca, l’essere più leggeri farà la differenza. Se nelle stesse gare il vostro nuoto e la vostra frazione in bici sono i vostri punti forte , assicuratevi di non prendere quel vantaggio.

Se sei un Ironman e guardandoti allo specchio senza una camicia puoi vedere ogni tuo muscolo il mio consiglio è questo: Sali in macchina in modo da non bruciare troppe calorie, andate al supermercato più vicino e “buttatevi”su cioccolato e gelato. Troverete che correrete molto meglio in un Ironman con qualche cosa “di più” piuttosto che “di meno”

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25th febbraio, 2015
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Sul suo blog (www.trisutto.com) il “guru” australiano di triathlon Sutton tratta un argomento che interessa molti atleti : il peso del triathleta.

Qualche settimana fa era stata riporposta una intervista a McCormack in cui aveva toccato l’argomento ringraziando appunto Sutton, suo allenatore ai tempi della nazionale australiana, per averlo aiutato a renderlo più magro e quindi più performante nelle gare “olimpiche”.

Sutton spiega come l’intoduzione della scia nelle gare “corte” abbia di fatto penalizzato i nuotatori / ciclisti come Walton (a detta del coach australiano un fenomeno) e quindi le caratteristiche fisiche di questi triathleti si siano sostanzialmente modificate.

Il concetto di base è che più si è magri più si è veloci, tuttavia ciò non si applica in tutti gli individui e certamente non si applica alla lunga distanza o gare Ironman. Sutton parla di Craig Walton definito “una montagna di un uomo” e il migliore triatleta ‘reale’ (nuotatore, biker, runner) insieme a Mark Allen che abbia mai visto, spiegando appunto che la sua carriera è stata caratterizzata da perdite e aumenti di peso , ma che nei periodi in cui era particolarmente magro riusciva a correre circa 1′ più veloce , ma perdeva anche 2′-3′ nelle altre due frazioni Sempre Sutton riguardo a Walton ha detto “Io non credo di aver mai visto uno spettacolo migliore nelle gare ITU che ammirare il grande Walton uscire dall’acqua con 30 secondi di vantaggio sugli inseguitori e poi mettere altri 2 minuti ad un gruppo di 30 atleti che si davano cambi e lavoravano per poter recuperare lo svantaggio . Il punto è che per Craig ‘correre più veloce’ perdendo peso avrebbe comportato una perdita di 30 secondi sul nuoto e magari altro minuto in bici, lasciandolo di fatto vulnerabile in un gruppo formato da corridori veloci

Riguardo all’ Ironman Sutton afferma che “questo è un altro sport”. Post-Kona ha affrontato un sacco di problemi per quanto riguarda il suo pensiero sul mantenimento di un peso “sano” e la necessità di grassi (eventuali grassi) per il funzionamento del “motore” degli atleti.

Che si tratti di un Age Group o di un pro l’ Ironman è uno sport di forza, non uno sport di velocità. Se si perde la forza, per qualsiasi motivo ( malattia o per la dieta) allora un Ironman diventa problematico da correrer. Quindi il consiglio di Sutton è “se puntate a gare di breve durata e state cercando di correre più veloce, allora sì, come sottolinea Macca, l’essere più leggeri farà la differenza. Se nelle stesse gare il vostro nuoto e la vostra frazione in bici sono i vostri punti forte , assicuratevi di non prendere quel vantaggio.

Se sei un Ironman e guardandoti allo specchio senza una camicia puoi vedere ogni tuo muscolo il mio consiglio è questo: Sali in macchina in modo da non bruciare troppe calorie, andate al supermercato più vicino e “buttatevi”su cioccolato e gelato. Troverete che correrete molto meglio in un Ironman con qualche cosa “di più” piuttosto che “di meno”

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