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Il Comitato Regionale Puglia non condanna Meliota e Ruggieri.

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Vergogna

Come avevamo evidenziato in un articolo riguardante il Calaponte Tri week, il Comitato Regionale Puglia aveva pubblicato un resoconto della gara sul proprio sito istituzionale che aveva scatenato numerose polemiche, denigrando pubblicamente le atlete straniere che avevano presenziato alla manifestazione e usando toni canzonatori parlando delle loro prestazioni.

La prima versione è apparsa senza alcuna firma , ma non appena si sono sollevate le prime polemiche sui social, è stata prontamente modificata a firma di Mimmo Ruggieri e Claudio Meliota ( alla fine saranno 3 le versioni pubblicate compresa quella definitiva, con le successive in cui Meliota sembra prendere le distanze da quello scritto da Ruggieri) , con il primo che ha tentato di rimediare con motivazioni al quanto discutibili, affermando che erano apparsi comunicati stampa che millantavano la presenza di atlete australiane che avrebbero corso alle Olimpiadi di Rio, affermazioni dimostratesi non veritiere.

Come prevedibile, numerosi sono stati i commenti che hanno condannato quanto scritto soprattutto da Ruggieri; con grande sorpresa il Comitato Regionale Puglia invece di porre rimedio , ha addirittura difeso l’operato sia di Ruggieri che di Meliota. E’ di pochi giorni fa infatti l’ennesimo comunicato sul sito Fitri Puglia, che stigmatizza presunti comportamenti lesivi e ingiuriosi nei confronti di Ruggieri e Meliota, riscontrabili secondo il loro parere nei prevedibili commenti apparsi sui social dopo la pubblicazione minacciando un eventuale ricorso alla giustizia sportiva e ordinaria

E’ indicativo il fatto che lo stesso comunicato non sia ancora una volta firmato, anche se lo stile e i contenuti presenti, non lasciano molti dubbi circa la sua paternità. Appare anche alquanto singolare che si ricordi quanto riportato nel codice etico per dare un fondamento alle accuse sui presunti insulti a Meliota e Ruggieri, quando lo stesso Meliota su Facebook si è esibito in una perentorio quanto elegante post che non lascia spazio a molte interpretazioni : “ CHE BRANCO DI IDIOTI”. Forse quest’ultimo si è dimenticato che aveva avanzato una richiesta di deferimento per presunti insulti ad un atleta pugliese, tra l’altro rigettata dal giudice unico , che però aveva ravvisato come unico insulto il commento che definiva “IDIOTA” lo stesso atleta al centro dell’ironia del web.

Meliota sembrerebbe aver intrapreso una sorta di crociata con tesserati fitri che a suo dire insultano o non rispettano il codice etico nelle loro esternazioni su facebook, nel caso sopra indicato però, il giudice unico ha chiaramente evidenziato come si tratti di semplice IRONIA e che “l’ironia è una componente essenziale della vita sportiva , è aggregante e aiuta la crescita del giovane e NON PUO’ ESSERE INTESA DI PER SE’ COME VIOLAZIONE DI NORME COMPORTAMENTALI”.

Nel comunicato del comitato regionale si fa chiaro riferimento a due commenti ritenuti “ingiuriosi” cioè “lascia stare Mimmo Ruggieri che è vintage come i suoi articoli” e “meglio idiota che Meliota”. Evidentemente Meliota e/o il comitato regionale e/o i suoi membri, hanno qualche difficoltà nel capire l’ironia , soprattutto dovrebbero sapere che nel linguaggio dei social, mettere delle faccine che ridono (come nel caso del secondo commento), indichi appunto il tono ironico dello stesso. Come già detto invece il commento perentorio di Meliota (che branco di idioti) , non lascia spazio a interpretazioni ed è chiaramente offensivo.

Forse invece di fare i moralizzatori , bisognerebbe pensare a non insultare atleti internazionali, soprattutto quando hanno dato lustro con la loro presenza ad una manifestazione sul proprio territorio, invece di ricordare quanto dice il codice etico, qualcuno dovrebbe ricordarsi alcune delle “mission” dei comitati regionali, come la promozione del triathlon sul territorio e il supporto alle società locali, che di certo non si attua denigrando pubblicamente ospiti internazionali e sminuendo il lavoro di una società della stessa regione, il tutto attraverso un canale istituzionale come quello del sito del comitato regionale

 

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Il Comitato Regionale Puglia non condanna Meliota e Ruggieri.

20th giugno, 2016
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Vergogna

Come avevamo evidenziato in un articolo riguardante il Calaponte Tri week, il Comitato Regionale Puglia aveva pubblicato un resoconto della gara sul proprio sito istituzionale che aveva scatenato numerose polemiche, denigrando pubblicamente le atlete straniere che avevano presenziato alla manifestazione e usando toni canzonatori parlando delle loro prestazioni.

La prima versione è apparsa senza alcuna firma , ma non appena si sono sollevate le prime polemiche sui social, è stata prontamente modificata a firma di Mimmo Ruggieri e Claudio Meliota ( alla fine saranno 3 le versioni pubblicate compresa quella definitiva, con le successive in cui Meliota sembra prendere le distanze da quello scritto da Ruggieri) , con il primo che ha tentato di rimediare con motivazioni al quanto discutibili, affermando che erano apparsi comunicati stampa che millantavano la presenza di atlete australiane che avrebbero corso alle Olimpiadi di Rio, affermazioni dimostratesi non veritiere.

Come prevedibile, numerosi sono stati i commenti che hanno condannato quanto scritto soprattutto da Ruggieri; con grande sorpresa il Comitato Regionale Puglia invece di porre rimedio , ha addirittura difeso l’operato sia di Ruggieri che di Meliota. E’ di pochi giorni fa infatti l’ennesimo comunicato sul sito Fitri Puglia, che stigmatizza presunti comportamenti lesivi e ingiuriosi nei confronti di Ruggieri e Meliota, riscontrabili secondo il loro parere nei prevedibili commenti apparsi sui social dopo la pubblicazione minacciando un eventuale ricorso alla giustizia sportiva e ordinaria

E’ indicativo il fatto che lo stesso comunicato non sia ancora una volta firmato, anche se lo stile e i contenuti presenti, non lasciano molti dubbi circa la sua paternità. Appare anche alquanto singolare che si ricordi quanto riportato nel codice etico per dare un fondamento alle accuse sui presunti insulti a Meliota e Ruggieri, quando lo stesso Meliota su Facebook si è esibito in una perentorio quanto elegante post che non lascia spazio a molte interpretazioni : “ CHE BRANCO DI IDIOTI”. Forse quest’ultimo si è dimenticato che aveva avanzato una richiesta di deferimento per presunti insulti ad un atleta pugliese, tra l’altro rigettata dal giudice unico , che però aveva ravvisato come unico insulto il commento che definiva “IDIOTA” lo stesso atleta al centro dell’ironia del web.

Meliota sembrerebbe aver intrapreso una sorta di crociata con tesserati fitri che a suo dire insultano o non rispettano il codice etico nelle loro esternazioni su facebook, nel caso sopra indicato però, il giudice unico ha chiaramente evidenziato come si tratti di semplice IRONIA e che “l’ironia è una componente essenziale della vita sportiva , è aggregante e aiuta la crescita del giovane e NON PUO’ ESSERE INTESA DI PER SE’ COME VIOLAZIONE DI NORME COMPORTAMENTALI”.

Nel comunicato del comitato regionale si fa chiaro riferimento a due commenti ritenuti “ingiuriosi” cioè “lascia stare Mimmo Ruggieri che è vintage come i suoi articoli” e “meglio idiota che Meliota”. Evidentemente Meliota e/o il comitato regionale e/o i suoi membri, hanno qualche difficoltà nel capire l’ironia , soprattutto dovrebbero sapere che nel linguaggio dei social, mettere delle faccine che ridono (come nel caso del secondo commento), indichi appunto il tono ironico dello stesso. Come già detto invece il commento perentorio di Meliota (che branco di idioti) , non lascia spazio a interpretazioni ed è chiaramente offensivo.

Forse invece di fare i moralizzatori , bisognerebbe pensare a non insultare atleti internazionali, soprattutto quando hanno dato lustro con la loro presenza ad una manifestazione sul proprio territorio, invece di ricordare quanto dice il codice etico, qualcuno dovrebbe ricordarsi alcune delle “mission” dei comitati regionali, come la promozione del triathlon sul territorio e il supporto alle società locali, che di certo non si attua denigrando pubblicamente ospiti internazionali e sminuendo il lavoro di una società della stessa regione, il tutto attraverso un canale istituzionale come quello del sito del comitato regionale

 

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