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Il 70.3 di Rapperswill dell’Otrè Triathlon Team !

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Otrè Triathlon Team supporters
Ironman, uomo d’acciaio.
Si penserebbe facilmente al famoso personaggio dei fumetti, invece per un triatleta è un sogno, il massimo obiettivo della propria carriera sportiva: 3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42 km di corsa. Sulla strada di questa avventura, però, ci sono tanti piccoli e grandi passi da fare, tra cui approcciarsi ad una misura intermedia per saggiare le difficoltà di una gara così impegnativa. E’ quello che hanno fatto una decina di atleti della Otrè Triathlon Team, che a novembre dello scorso anno, si sono iscritti al mezzo Ironman di Rapperswill in Svizzera, a 40 Km da Zurigo. Gente navigata nella multidisciplina, come Nicola Intini, Michele Insalata, Domenico Lippolis, Tommy Liuzzi e Antonio Putignano ed atleti alla loro prima esperienza sulle lunghe distanze come Francesco Curri, Gianni Dalena, Mariella Gentile e Johnny Montanaro.
Tutti accomunati dal desiderio di tagliare il traguardo, con la massima ambizione di dirsi: ce l’ho fatta! Mesi di duro lavoro ed intensi allenamenti, senza trascurare la famiglia o il lavoro, di incontri e programmazione e più la data della partenza si avvicina e più sale l’adrenalina e la paura di non essere pronti. E qui accade la magia: la forza del gruppo si sprigiona, gli incitamenti di chi resterà a casa e ti seguirà magari in streaming, i consigli delle persone più esperte, le rassicurazione dei tecnici che misurano nel tempo i tuoi miglioramenti, esaltando i successi e nascondendo le piccole debacle. Gli ultimi giorni sembrano passare più veloci, si crea un gruppo di chat in cui parlare di tutto, giorno e notte, delle previsioni del tempo, dell’organizzazione della gara, dei percorsi, degli orari, dell’integrazione durante la fatica. E poi è il momento di partire, spuntare una lista infinita di materiali da portarsi in viaggio, scarpe da bici, casco, body, cuffie, occhialini, ecc..; cercando di non dimenticare nulla di quello che si è provato nei sei mesi precedenti ed a cui ci si è abituati.
Un viaggio in pullman di 15 ore con gli amici del Nadir on the road, stemperando la tensione inventandosi anche una scommessa con cena offerta dalla squadra che impiegherà più tempo sommando i risultati di tutti i propri atleti. E poi ci sono loro, le tre ragazze della staffetta nocese, la nuotatrice Paola Paciulli, la ciclista Angela Togati e la podista Adriana Sbiroli, tutte alla prima esperienza in questo tipo di gara, tutte col pensiero fisso che un giorno potranno anche loro cimentarsi da sole in una gara di triathlon. Finalmente domenica, una giornata estiva con 30 gradi già al mattino; 2500 persone provenienti da tutto il mondo sistemano la propria bicicletta nella zona cambio ricavata in un campo da calcio; ci si aiuta a gonfiare le ruote per l’ultima volta, a sistemare per bene le scarpe da running per non incorrere in sanzioni da parte dei giudici, ad infilare la muta che è stretta da togliere il fiato. Si parte per età e categoria, dai più giovani ai più grandi, tutti sulle rive del lago che bagna Zurigo, con lo sguardo alle montagne che si dovranno affrontare in bici. Ma una volta data la partenza, scompare ogni timore ed ogni dolore fisico presunto o reale e si affronta la distanza: 1.900 m di nuoto, 90 km in bici e 21 km di corsa da svolgere in circa 4, 5 o 6 ore a seconda della propria preparazione. Ci si incontra magari sul percorso, scambiandosi un saluto veloce ma festoso, anche gli autisti nel nostro pullman si fanno coinvolgere dalla festa che è tutta intorno, incitando in modo straordinario chi riuscivano a riconoscere tra il fiume di atleti.
E finalmente eccolo là, al centro della scena, con centinaia di familiari, amici e fotografi , l’imponente traguardo con una gigantesca IM e lo speaker che ti chiama per nome e recita: You are finisher!! Le mani alzate al cielo e la fatica che scompare, qualcuno piange di gioia e pensa alle motivazioni che lo hanno spinto in gara, tutti che chinano la testa per ricevere la medaglia all’arrivo e poi subito a sincerarsi che l’amico partito prima sia già arrivato. E tante emozioni ancora che è difficile riportare in un articolo di giornale, ma magari sono impresse in un sorriso o una smorfia su una fotografia. Ed ora si pensa già alla prossima meta per fare bene ed ancora meglio, con Michele Insalata che si qualifica ai mondiali di IronMan 70.3 ad agosto in Austria tra il tifo ed il calore della famiglia Otrè Triathlon, e magari rivivendo la propria avventura durante la cena offerta dagli amici della Nadir….
Nicola Intini
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Il 70.3 di Rapperswill dell’Otrè Triathlon Team !

11th giugno, 2015
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Otrè Triathlon Team supporters
Ironman, uomo d’acciaio.
Si penserebbe facilmente al famoso personaggio dei fumetti, invece per un triatleta è un sogno, il massimo obiettivo della propria carriera sportiva: 3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42 km di corsa. Sulla strada di questa avventura, però, ci sono tanti piccoli e grandi passi da fare, tra cui approcciarsi ad una misura intermedia per saggiare le difficoltà di una gara così impegnativa. E’ quello che hanno fatto una decina di atleti della Otrè Triathlon Team, che a novembre dello scorso anno, si sono iscritti al mezzo Ironman di Rapperswill in Svizzera, a 40 Km da Zurigo. Gente navigata nella multidisciplina, come Nicola Intini, Michele Insalata, Domenico Lippolis, Tommy Liuzzi e Antonio Putignano ed atleti alla loro prima esperienza sulle lunghe distanze come Francesco Curri, Gianni Dalena, Mariella Gentile e Johnny Montanaro.
Tutti accomunati dal desiderio di tagliare il traguardo, con la massima ambizione di dirsi: ce l’ho fatta! Mesi di duro lavoro ed intensi allenamenti, senza trascurare la famiglia o il lavoro, di incontri e programmazione e più la data della partenza si avvicina e più sale l’adrenalina e la paura di non essere pronti. E qui accade la magia: la forza del gruppo si sprigiona, gli incitamenti di chi resterà a casa e ti seguirà magari in streaming, i consigli delle persone più esperte, le rassicurazione dei tecnici che misurano nel tempo i tuoi miglioramenti, esaltando i successi e nascondendo le piccole debacle. Gli ultimi giorni sembrano passare più veloci, si crea un gruppo di chat in cui parlare di tutto, giorno e notte, delle previsioni del tempo, dell’organizzazione della gara, dei percorsi, degli orari, dell’integrazione durante la fatica. E poi è il momento di partire, spuntare una lista infinita di materiali da portarsi in viaggio, scarpe da bici, casco, body, cuffie, occhialini, ecc..; cercando di non dimenticare nulla di quello che si è provato nei sei mesi precedenti ed a cui ci si è abituati.
Un viaggio in pullman di 15 ore con gli amici del Nadir on the road, stemperando la tensione inventandosi anche una scommessa con cena offerta dalla squadra che impiegherà più tempo sommando i risultati di tutti i propri atleti. E poi ci sono loro, le tre ragazze della staffetta nocese, la nuotatrice Paola Paciulli, la ciclista Angela Togati e la podista Adriana Sbiroli, tutte alla prima esperienza in questo tipo di gara, tutte col pensiero fisso che un giorno potranno anche loro cimentarsi da sole in una gara di triathlon. Finalmente domenica, una giornata estiva con 30 gradi già al mattino; 2500 persone provenienti da tutto il mondo sistemano la propria bicicletta nella zona cambio ricavata in un campo da calcio; ci si aiuta a gonfiare le ruote per l’ultima volta, a sistemare per bene le scarpe da running per non incorrere in sanzioni da parte dei giudici, ad infilare la muta che è stretta da togliere il fiato. Si parte per età e categoria, dai più giovani ai più grandi, tutti sulle rive del lago che bagna Zurigo, con lo sguardo alle montagne che si dovranno affrontare in bici. Ma una volta data la partenza, scompare ogni timore ed ogni dolore fisico presunto o reale e si affronta la distanza: 1.900 m di nuoto, 90 km in bici e 21 km di corsa da svolgere in circa 4, 5 o 6 ore a seconda della propria preparazione. Ci si incontra magari sul percorso, scambiandosi un saluto veloce ma festoso, anche gli autisti nel nostro pullman si fanno coinvolgere dalla festa che è tutta intorno, incitando in modo straordinario chi riuscivano a riconoscere tra il fiume di atleti.
E finalmente eccolo là, al centro della scena, con centinaia di familiari, amici e fotografi , l’imponente traguardo con una gigantesca IM e lo speaker che ti chiama per nome e recita: You are finisher!! Le mani alzate al cielo e la fatica che scompare, qualcuno piange di gioia e pensa alle motivazioni che lo hanno spinto in gara, tutti che chinano la testa per ricevere la medaglia all’arrivo e poi subito a sincerarsi che l’amico partito prima sia già arrivato. E tante emozioni ancora che è difficile riportare in un articolo di giornale, ma magari sono impresse in un sorriso o una smorfia su una fotografia. Ed ora si pensa già alla prossima meta per fare bene ed ancora meglio, con Michele Insalata che si qualifica ai mondiali di IronMan 70.3 ad agosto in Austria tra il tifo ed il calore della famiglia Otrè Triathlon, e magari rivivendo la propria avventura durante la cena offerta dagli amici della Nadir….
Nicola Intini
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