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I “soliti furbetti” rovinano la festa di Firenze

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Podio C.I. duathlon sprint Firenze

Podio Firenze

A cura di G.M.

Sabato 19 Marzo u.s. a Firenze sono stati assegnati i titoli Italiani Assoluti di Duathlon Sprint. Manifestazione che ha fatto segnare il record di partecipazioni con ben oltre 1000 atleti iscritti!

Le prime a prendere il via sono state le donne, con l’atleta del TD Rimini Giorgia Priarone che, dopo il primo dei due giri della frazione podistica iniziale, ha allungato in testa alla gara entrando in T1 con una manciata di secondi di vantaggio sulle più immediate inseguitrici. Di fatto la gara è terminata non appena la Priarone è salita in bici, infatti il suo vantaggio su Alice Capone (Canottieri Napoli) e Verena Steinhauser (Cremona Stradivari), le atlete più vicine alle sue spalle, si è dilatato a dismisura nella frazione bike, consentendo alla giovane atleta piemontese di far Suo il titolo assoluto con oltre 2 minuti di vantaggio su Alice Capone – giunta seconda e sull’ottima Steinhauser terza al traguardo e vincitrice del titolo U23. Da segnalare il 4° posto della giovanissima (classe 2000) Beatrice Mallozzi (Minerva Roma).

Gara più combattuta tra gli uomini, dove i 5,4 km iniziali (misuranti con rotella metrica prima della gara) non hanno fatto selezione. Un gruppetto di atleti, con all’interno il favorito della vigilia Massimo De Ponti (C.S. Carabinieri), si è presentato compatto in T1 ed ha iniziato la frazione ciclistica in testa alla gara. Tutti si aspettavano la rimonta di Massimo Cigana (Eroi del Piave) che però è giunta tardiva, solo nella seconda parte della frazione ciclistica. A farne le spese Steinwandter (C.S. Carabinieri) che ha perso le ruote del gruppetto di testa intento a spingere sui pedali per evitare il rientro del mestrino. Cigana è riuscito comunque ad avvicinarsi e a cambiare con circa 30” di distacco dai leaders.

Il più veloce ad uscire dalla T2 è stato Dario Chitti che ha pedalato con i “Pyro”, ma subito dietro di lui sono rinvenuti forte i due Carabinieri Hofer e De Ponti, con al seguito i giovani Mosso (707) e Crivellaro (DDS). L’esperienza dei portacolori del C.S. Carabinieri è emersa ed ha fatto la differenza negli ultimi 2,7 km allorquando De Ponti ha cambiato passo calando il poker e conquistando il suo 4° titolo italiano. Secondo sulla linea del traguardo l’ “eterno” Hofer, mentre la sorpresa del giorno è rappresentata da Tommaso Crivellaro che ha conquistato un ottimo bronzo assoluto e soprattutto il titolo U23 davanti ad un generoso Chitti.

Nonostante la location di primissimo livello (bellissimo il Parco delle Cascine) ed il grande sforzo organizzativo, profuso da Trievolution SportEventi, ci sono stati alcuni aspetti che non sono stati curati a dovere, ed hanno prestato il fianco a violazioni più o meno gravi del regolamento.

Iniziamo dal fatto più grave. Alla manifestazione ha preso infatti parte un atleta non iscritto alla stessa, usufruendo del pettorale di un suo compagno di squadra che risultava regolarmente iscritto. Infatti scorrendo la start list  apparsa sia sul sito F.I.Tri che e esposta al ritiro pacchi gara, il numero 311 risulta assegnato a MASSIMILIANO LENCI del Firenze Triathlon (Presidente della medesima compagine), categoria M3. Come si evince chiaramente dalle foto sul suo profilo facebook (vedi foto 1 e 2 ), con il pettorale 311 ha invece corso JAMES AUBRY, sempre con la divisa del Firenze Triathlon.

FOTO 1

Foto 1

FOTO 2

Foto 2

Il cambio di nominativo non è stato autorizzato, infatti lo stesso LENCI (che era tra l’altro presente come membro dell’organizzazione) risulta regolarmente classificato ed addirittura premiato quale 2° di categoria. Circostanza confermata da numerosi altri atleti e dalle classifiche ufficiali apparse sul sito Fitri che riportano in 77° posizione assoluta e 2° M3  lo stesso Lenci. Ricordiamo che il regolamento vieta il cambio di nominativi dopo la pubblicazione della start list , che comunque deve essere autorizzato dal delegato tecnico/giudice arbitro della manifestazione. L’atleta AUBRY sino allo scorso anno risultava tesserato come straniero, per cui da regolamento non avrebbe potuto concorrere al titolo italiano, soprattutto non avrebbe potuto partire con tutti gli altri atleti , ma in batteria separata (a Firenze, nonostante questo aspetto regolamentare sia stato segnalato non è stato fatto rispettare. Gli atleti stranieri, infatti, sono stati fatti partire insieme a tutti gli altri atleti di nazionalità italiana). Al di là del discorso del punteggio rank che LENCI acquisirebbe in maniera indebita, ci si troverebbe dinanzi ad una sostituzione di persona (atleta). Circostanza, questa, che oltre ad essere vietata e per la quale è prevista la sanzione della squalifica , avrebbe potuto creare parecchi problemi dal punto di vista assicurativo agli organizzatori in caso di incidente ed infortunio dell’atleta AUBRY.

Per quanto riguarda altri aspetti regolamentari, come già evidenziato, gli stranieri non sono stati fatti partire in batteria separata, come previsto dal regolamento; è stato, altresì consentito l’utilizzo di abbigliamento sportivo da gara a “due pezzi”, nonostante la norma preveda l’utilizzo obbligatorio del body unico. Altra situazione, quest’ultima che ha sollevato le ire di tutti quegli atleti che in altri campionati italiani hanno dovuto acquistare un body di “fortuna” il giorno della gara o addirittura non sono potuti partire. Evidenziamo ora una volta un errore nelle premiazioni di categoria, dove tra gli M1 è stato premiato Massimo Cigana, registrato come elite nella WTC e quindi , da regolamento, non eleggibinelle premiazioni delle categorie A.G. fitri, ma premiato come vincitore tra gli M1 a Firenze.

Diverse sono risultate le pecche a livello organizzativo. All’arrivo della gara donne si è verificata la carenza di bottiglie d’acqua, tant’è che si è dovuto ricorrere ad una soluzione di fortuna con delle taniche di plastica contenenti acqua di rubinetto (forse soluzione poco consona per un campionato italiano).

Si riportano, di seguito, solo alcuni dei commenti apparsi su facebook da parte di diversi atleti che erano presenti alla manifestazione:

“Comunque io soffermerei l’attenzione su una delle gare meno indicate per un CI… Percorso podistico non fettucciato con tagli da manuale, giro di boa non controllato con tagli anche li da manuale, paletti altezza “organi genitali” ogni 300mt (e si correva in 800), sede stradale stretta con tratti in cui ci si incrociava frontalmente e nessuna divisione della sede stradale in due… Pasta party senza vassoi e bottiglie d acqua.. Completa spettacolo burlesque.. Che a parte a qualche ometto, ha dato fastidio a donne e bambini…”

“Da segnalare l’assenza del Presidente Fitri alle premiazioni (è stato presente durante la gara) ed il mancato rispetto del protocollo previsto per il cerimoniale in occasione di assegnazione di titoli italiani”.

“Ma fosse questo il problema… Percorso non totalmente controllato dai chip ad ogni curva, e quindi ci voleva un nonnulla a tagliare il percorso e ad andare nell’altra carreggiata, percorso di gara che per molti non era la strada, ma il semplice tagliare il parco e ritrovarsi dalla parte opposta della strada …”

Insomma, un’edizione dei Campionati Italiani di duathlon con poche luci e molte ombre, che lascia l’amaro in bocca, non solo per le macroscopiche carenze organizzative che in taluni casi hanno messo a repentaglio la sicurezza degli atleti, ma anche per il comportamento antisportivo “tutto Italiano” di atleti che si fanno sostituire da altri atleti più giovani e maggiormente performanti in nome di chissà quale soddisfazione personale, piuttosto che “atleti” che furbescamente tagliano parti del percorso.

Un Campionato Italiano che meritava miglior epilogo, maggior attenzione e maggior rispetto.

 

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21st marzo, 2016
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Sabato 19 Marzo u.s. a Firenze sono stati assegnati i titoli Italiani Assoluti di Duathlon Sprint. Manifestazione che ha fatto segnare il record di partecipazioni con ben oltre 1000 atleti iscritti!

Le prime a prendere il via sono state le donne, con l’atleta del TD Rimini Giorgia Priarone che, dopo il primo dei due giri della frazione podistica iniziale, ha allungato in testa alla gara entrando in T1 con una manciata di secondi di vantaggio sulle più immediate inseguitrici. Di fatto la gara è terminata non appena la Priarone è salita in bici, infatti il suo vantaggio su Alice Capone (Canottieri Napoli) e Verena Steinhauser (Cremona Stradivari), le atlete più vicine alle sue spalle, si è dilatato a dismisura nella frazione bike, consentendo alla giovane atleta piemontese di far Suo il titolo assoluto con oltre 2 minuti di vantaggio su Alice Capone – giunta seconda e sull’ottima Steinhauser terza al traguardo e vincitrice del titolo U23. Da segnalare il 4° posto della giovanissima (classe 2000) Beatrice Mallozzi (Minerva Roma).

Gara più combattuta tra gli uomini, dove i 5,4 km iniziali (misuranti con rotella metrica prima della gara) non hanno fatto selezione. Un gruppetto di atleti, con all’interno il favorito della vigilia Massimo De Ponti (C.S. Carabinieri), si è presentato compatto in T1 ed ha iniziato la frazione ciclistica in testa alla gara. Tutti si aspettavano la rimonta di Massimo Cigana (Eroi del Piave) che però è giunta tardiva, solo nella seconda parte della frazione ciclistica. A farne le spese Steinwandter (C.S. Carabinieri) che ha perso le ruote del gruppetto di testa intento a spingere sui pedali per evitare il rientro del mestrino. Cigana è riuscito comunque ad avvicinarsi e a cambiare con circa 30” di distacco dai leaders.

Il più veloce ad uscire dalla T2 è stato Dario Chitti che ha pedalato con i “Pyro”, ma subito dietro di lui sono rinvenuti forte i due Carabinieri Hofer e De Ponti, con al seguito i giovani Mosso (707) e Crivellaro (DDS). L’esperienza dei portacolori del C.S. Carabinieri è emersa ed ha fatto la differenza negli ultimi 2,7 km allorquando De Ponti ha cambiato passo calando il poker e conquistando il suo 4° titolo italiano. Secondo sulla linea del traguardo l’ “eterno” Hofer, mentre la sorpresa del giorno è rappresentata da Tommaso Crivellaro che ha conquistato un ottimo bronzo assoluto e soprattutto il titolo U23 davanti ad un generoso Chitti.

Nonostante la location di primissimo livello (bellissimo il Parco delle Cascine) ed il grande sforzo organizzativo, profuso da Trievolution SportEventi, ci sono stati alcuni aspetti che non sono stati curati a dovere, ed hanno prestato il fianco a violazioni più o meno gravi del regolamento.

Iniziamo dal fatto più grave. Alla manifestazione ha preso infatti parte un atleta non iscritto alla stessa, usufruendo del pettorale di un suo compagno di squadra che risultava regolarmente iscritto. Infatti scorrendo la start list  apparsa sia sul sito F.I.Tri che e esposta al ritiro pacchi gara, il numero 311 risulta assegnato a MASSIMILIANO LENCI del Firenze Triathlon (Presidente della medesima compagine), categoria M3. Come si evince chiaramente dalle foto sul suo profilo facebook (vedi foto 1 e 2 ), con il pettorale 311 ha invece corso JAMES AUBRY, sempre con la divisa del Firenze Triathlon.

FOTO 1

Foto 1

FOTO 2

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Il cambio di nominativo non è stato autorizzato, infatti lo stesso LENCI (che era tra l’altro presente come membro dell’organizzazione) risulta regolarmente classificato ed addirittura premiato quale 2° di categoria. Circostanza confermata da numerosi altri atleti e dalle classifiche ufficiali apparse sul sito Fitri che riportano in 77° posizione assoluta e 2° M3  lo stesso Lenci. Ricordiamo che il regolamento vieta il cambio di nominativi dopo la pubblicazione della start list , che comunque deve essere autorizzato dal delegato tecnico/giudice arbitro della manifestazione. L’atleta AUBRY sino allo scorso anno risultava tesserato come straniero, per cui da regolamento non avrebbe potuto concorrere al titolo italiano, soprattutto non avrebbe potuto partire con tutti gli altri atleti , ma in batteria separata (a Firenze, nonostante questo aspetto regolamentare sia stato segnalato non è stato fatto rispettare. Gli atleti stranieri, infatti, sono stati fatti partire insieme a tutti gli altri atleti di nazionalità italiana). Al di là del discorso del punteggio rank che LENCI acquisirebbe in maniera indebita, ci si troverebbe dinanzi ad una sostituzione di persona (atleta). Circostanza, questa, che oltre ad essere vietata e per la quale è prevista la sanzione della squalifica , avrebbe potuto creare parecchi problemi dal punto di vista assicurativo agli organizzatori in caso di incidente ed infortunio dell’atleta AUBRY.

Per quanto riguarda altri aspetti regolamentari, come già evidenziato, gli stranieri non sono stati fatti partire in batteria separata, come previsto dal regolamento; è stato, altresì consentito l’utilizzo di abbigliamento sportivo da gara a “due pezzi”, nonostante la norma preveda l’utilizzo obbligatorio del body unico. Altra situazione, quest’ultima che ha sollevato le ire di tutti quegli atleti che in altri campionati italiani hanno dovuto acquistare un body di “fortuna” il giorno della gara o addirittura non sono potuti partire. Evidenziamo ora una volta un errore nelle premiazioni di categoria, dove tra gli M1 è stato premiato Massimo Cigana, registrato come elite nella WTC e quindi , da regolamento, non eleggibinelle premiazioni delle categorie A.G. fitri, ma premiato come vincitore tra gli M1 a Firenze.

Diverse sono risultate le pecche a livello organizzativo. All’arrivo della gara donne si è verificata la carenza di bottiglie d’acqua, tant’è che si è dovuto ricorrere ad una soluzione di fortuna con delle taniche di plastica contenenti acqua di rubinetto (forse soluzione poco consona per un campionato italiano).

Si riportano, di seguito, solo alcuni dei commenti apparsi su facebook da parte di diversi atleti che erano presenti alla manifestazione:

“Comunque io soffermerei l’attenzione su una delle gare meno indicate per un CI… Percorso podistico non fettucciato con tagli da manuale, giro di boa non controllato con tagli anche li da manuale, paletti altezza “organi genitali” ogni 300mt (e si correva in 800), sede stradale stretta con tratti in cui ci si incrociava frontalmente e nessuna divisione della sede stradale in due… Pasta party senza vassoi e bottiglie d acqua.. Completa spettacolo burlesque.. Che a parte a qualche ometto, ha dato fastidio a donne e bambini…”

“Da segnalare l’assenza del Presidente Fitri alle premiazioni (è stato presente durante la gara) ed il mancato rispetto del protocollo previsto per il cerimoniale in occasione di assegnazione di titoli italiani”.

“Ma fosse questo il problema… Percorso non totalmente controllato dai chip ad ogni curva, e quindi ci voleva un nonnulla a tagliare il percorso e ad andare nell’altra carreggiata, percorso di gara che per molti non era la strada, ma il semplice tagliare il parco e ritrovarsi dalla parte opposta della strada …”

Insomma, un’edizione dei Campionati Italiani di duathlon con poche luci e molte ombre, che lascia l’amaro in bocca, non solo per le macroscopiche carenze organizzative che in taluni casi hanno messo a repentaglio la sicurezza degli atleti, ma anche per il comportamento antisportivo “tutto Italiano” di atleti che si fanno sostituire da altri atleti più giovani e maggiormente performanti in nome di chissà quale soddisfazione personale, piuttosto che “atleti” che furbescamente tagliano parti del percorso.

Un Campionato Italiano che meritava miglior epilogo, maggior attenzione e maggior rispetto.

 

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