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Giubilei e commissione A.G. disconnessi dalla realtà!

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Primo cambio di sede di gara Fitri

Progetto A.G. 3.0: totalemente disconnesso dalla realtà

A cura di PN

La nuova commissione A.G. , capitanata del consigliere federale Giubilei, ha prodotto un progetto legato al settore A.G. denominato “PROGETTO A.G. 3.0″. Progetto age group 3.0

Leggendo le 5 pagine del progetto, ci si imbatte in numerose imprecisioni e informazioni palesemente sbagliate, che lasciano intendere una poca conoscenza del settore e, in alcuni passaggi, sembra di imbattersi in alcune delle numerose dichiarazioni del presidente Bianchi, smentite puntualmente dalla realtà dei fatti. Ma andiamo per ordine:

Nel primo punto ( “investire negli A.G.), dopo una serie di affermazioni “scontate” e mai supportate però da un progetto o da una proposta (della serie “vorremmo fare , ma non sappiamo come”), la frase finale (“nella logica che gli Elite ed i Giovani di oggi, sono gli Age Group di domani.) dimostra subito come non si conosca il settore. Guardando i numeri infatti, si può tranquillamente notare che la quasi totalità degli Elite, una volta terminata la loro carriera, smette di correre, mentre tra i giovani, alcuni (pochissimi) cercano di effettuare il salto tra gli Elite,  gli altri smettono totalmente la loro attività! Non è un caso che la categoria tra i Senior meno affollata sia la S2.

Nel secondo punto (“qualche numero”) a parte la discutibilità delle percentuali legate alle gare per A.G nel calendario ( di fatto non esistono gare per Elite nel senso stretto del termine), tutto il discorso si sviluppa senza tenere in considerazione un concetto fondamentale : la categoria ELITE di fatto in Italia non esiste, esiste un solo tipo di tesseramento (agonista) e la qualifica di “Elite” che viene riconosciuta in Italia, all’estero non ha alcuna valenza, non a caso atleti che in Italia sono considerati “elite” , possono tranquillamente correre gare internazionali come A.G. (ad eccezione di pochissimi casi).

Interessante il discorso legato alla COMUNITY , al  cercare di colmare la distanza che separa gli atleti dalla federazione. Peccato però che la realtà dei fatti dimostri come la Federazione stessa agisca quasi sempre noncurante di tutto quello che pensa il movimento, prendendo decisioni contro regolamenti, circolari gare ecc, sempre senza dare alcuna giustificazione del proprio operato.

Anche nel punto che tocca “l’ascolto prima di tutto: rovesciare la piramide”, il problema di base è appunto il modo di agire della Federazione, come appena evidenziato. C’è poi da considerare che , viste le spese che la Federazione ha messo in bilancio qualche anno fa per l’ammodernamento del sito e tutta la parte informatica ecc (Circa 120.000 €!), c’è da chiedersi quanto verranno a costare le varie APP e iniziative “multimediali” illustrate nel progetto. Come già fatto per l’immagine della federazione , si tenta di sfruttare i social, come se i probemi legati al triathlon italiano siano da colegarsi alla mancanza di “multimedialità”della nostra federazione. Certo che se dopo aver portato il mare in Svizzera e altri straflcioni incredibili, di sicuro gli A.G. non hanno bisogno di un altro spazio sui social legato al triathlon. Viene citato finalmente Casadei, atleta di un gruppo sportivo militare, stipendiato dallo stato per competere in gare ITU e ETU, che viene “reciclato” dalla  federazione nel mondo A.G., un mondo di cui non hai fatto parte, in quanto dopo le categorie giovanili è passato subito nel gruppo sportivo delle F.O. . Singolare come ci si affidi ad un atleta per eventuali programmi di allenamento / consigli a persone di cui non si conosce la programmazione , il background sportivo ecc.

Tralasciamo volutamente la parte della promozione ( non è di certo in una fiera con uno stand che si fa promozione ) e delle APP (vedi sopra), la parte dove si ritrova la stessa spudoratezza nell’andare contro la realtà dei fatti  dimostrata dal presidente Bianchi in occasione della sua spiegazione sull’aumento spoporzionato delle quote di tesseramento, quando aveva dichiarato che in moltissimi gli avevano chiesto un innalzamento dei massimali dell’assicurazione , mentre praticamente NESSUNo aveva però voluto stipulare la polizza facoltativa Gold, la ritroviamo nel punto che tratta “appuntamenti e stage”. Forse sarebbe da ricordare a Giubilei, che lo scorso anno erano stati proposti 3 stages per A.G. al residence Poggio dell’Agnello, il primo gratuito per i vincitori del super rank, dove solamente in pochissimi si erano presentati, mentre gli altri due CANCELLATI per mancanza di iscritti ! Di fatto quindi, anche in questo caso, si cerca di far passare come una innovazione una iniziativa già ampiamente bocciata dagli A.G. stessi ! Non è una novità che Giubilei sia inclin a “spararle un po’ grosse” (nella sua presentazione parla di oltre 70 gare, quando sul sito Fitri si può tranquillamente vedere che ne ha corse 37 in 4 anni…)

Il punto focale di tutto il progetto è chiaramente quello trattato nel punto “VERSO LA NAZIONALE DEGLI AGE GROUP”.
Sicuramente ci sarebbe in primis da spiegare a Giubilei come funzionano i criteri di partecipazione degli A.G. alle manifestazioni internazionali, perchè l’affermazione “…..quelli perciò che riescono ad approdare ai Campionati Europei e Mondiali ….” dimostra chiaramente che non li conosce minimamente. Non esiste infatti alcuna selezione per quanto rigarda gli A.G. italiani per partecipare a questi eventi, la partecipazione è solamente subordinata al numero di “slot” per ogni categoria a disposizione , numero che MAI è stato raggiunto, nemmeno in occasione di mondiali in Italia. Ecco quindi che nessuno deve “approdare” nelle nazionali A.G. grazie a chissà cosa, basta semplicemente inviare in federazione copia del certificato medico agonistico e pagare la quota di iscrzione alla gara, ed ecco che si “approda” a Mondiali e/o Europei di qualsiasi disciplina e specialità !

E’ chiaro come questo progetto si soffermi solamente su aspetti che poco interessano agli A.G. italiano, come l’abbigliamento Fitri, app varie (forse sarebbe stato meglio lasciare il format vecchio del calendario gare sul sito Fitri, molto più facile da consultare e con meno confusione nelle date ecc..), concentrando il discorso sull’attività internazionale degli A.G.. Facendo un piccolo calcolo ci si rende conto che nel 2016 gli atleti A.G. che hanno preso parte alle 12 manifestazioni che hanno assegnato titoli continentali e mondiali di varie discipline e distanze, sono stati 47, meno di 4 atleti di media a manifestazione, con alcuni che hanno magari preso parte a più manifestazioni. L’appuntamento clou (il mondiale di triathlon a Cozumel) non ha visto NESSUN A.G. italiano al via !. E’ facili intuire come si tratti di un numero irrisorio rispetto alla totalità degli A.g. italiani, una piccola “realtà” che non può essere assolutamente indicativa del movimento.

Movimento che sicuramente chiede più rispetto da parte della federazione, chiede rispetto delle regole (le gare no draft in Italia sono “imabrazzanti”), chiedono regole più facili , quote di iscrizione controllate , un calendario definitivo in tempi decenti (attualmente quello 2017 non è ancora completo), percorsi gara sicuri , distanze regolamentari….  E’ inutile cercare di fare propaganda se poi proponiamo ai neofiti gare con livelli organizzativi “discutibili” (abbiamo ampiamente trattato di come lo stesso Giubilei abbia organizzato una gara non rispettando diversi aspetti del regolamento), regolamenti cervellotici con numerose limitazioni che allontanano chi voglia semplicemente provare, soprattutto sarebbe da spiegare alla Federazione che aumentare la quota del tesseramento giornaliero , non equivale di certo a fare promozione, anzi !

Prossimamente la commissione A.g. incontrerà le varie società per raccogliere alcuni consigli e feedback , forse sarebbe stato meglio farlo prima di far uscire un progetto.

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Giubilei e commissione A.G. disconnessi dalla realtà!

16th febbraio, 2017
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Primo cambio di sede di gara Fitri

Progetto A.G. 3.0: totalemente disconnesso dalla realtà

A cura di PN

La nuova commissione A.G. , capitanata del consigliere federale Giubilei, ha prodotto un progetto legato al settore A.G. denominato “PROGETTO A.G. 3.0″. Progetto age group 3.0

Leggendo le 5 pagine del progetto, ci si imbatte in numerose imprecisioni e informazioni palesemente sbagliate, che lasciano intendere una poca conoscenza del settore e, in alcuni passaggi, sembra di imbattersi in alcune delle numerose dichiarazioni del presidente Bianchi, smentite puntualmente dalla realtà dei fatti. Ma andiamo per ordine:

Nel primo punto ( “investire negli A.G.), dopo una serie di affermazioni “scontate” e mai supportate però da un progetto o da una proposta (della serie “vorremmo fare , ma non sappiamo come”), la frase finale (“nella logica che gli Elite ed i Giovani di oggi, sono gli Age Group di domani.) dimostra subito come non si conosca il settore. Guardando i numeri infatti, si può tranquillamente notare che la quasi totalità degli Elite, una volta terminata la loro carriera, smette di correre, mentre tra i giovani, alcuni (pochissimi) cercano di effettuare il salto tra gli Elite,  gli altri smettono totalmente la loro attività! Non è un caso che la categoria tra i Senior meno affollata sia la S2.

Nel secondo punto (“qualche numero”) a parte la discutibilità delle percentuali legate alle gare per A.G nel calendario ( di fatto non esistono gare per Elite nel senso stretto del termine), tutto il discorso si sviluppa senza tenere in considerazione un concetto fondamentale : la categoria ELITE di fatto in Italia non esiste, esiste un solo tipo di tesseramento (agonista) e la qualifica di “Elite” che viene riconosciuta in Italia, all’estero non ha alcuna valenza, non a caso atleti che in Italia sono considerati “elite” , possono tranquillamente correre gare internazionali come A.G. (ad eccezione di pochissimi casi).

Interessante il discorso legato alla COMUNITY , al  cercare di colmare la distanza che separa gli atleti dalla federazione. Peccato però che la realtà dei fatti dimostri come la Federazione stessa agisca quasi sempre noncurante di tutto quello che pensa il movimento, prendendo decisioni contro regolamenti, circolari gare ecc, sempre senza dare alcuna giustificazione del proprio operato.

Anche nel punto che tocca “l’ascolto prima di tutto: rovesciare la piramide”, il problema di base è appunto il modo di agire della Federazione, come appena evidenziato. C’è poi da considerare che , viste le spese che la Federazione ha messo in bilancio qualche anno fa per l’ammodernamento del sito e tutta la parte informatica ecc (Circa 120.000 €!), c’è da chiedersi quanto verranno a costare le varie APP e iniziative “multimediali” illustrate nel progetto. Come già fatto per l’immagine della federazione , si tenta di sfruttare i social, come se i probemi legati al triathlon italiano siano da colegarsi alla mancanza di “multimedialità”della nostra federazione. Certo che se dopo aver portato il mare in Svizzera e altri straflcioni incredibili, di sicuro gli A.G. non hanno bisogno di un altro spazio sui social legato al triathlon. Viene citato finalmente Casadei, atleta di un gruppo sportivo militare, stipendiato dallo stato per competere in gare ITU e ETU, che viene “reciclato” dalla  federazione nel mondo A.G., un mondo di cui non hai fatto parte, in quanto dopo le categorie giovanili è passato subito nel gruppo sportivo delle F.O. . Singolare come ci si affidi ad un atleta per eventuali programmi di allenamento / consigli a persone di cui non si conosce la programmazione , il background sportivo ecc.

Tralasciamo volutamente la parte della promozione ( non è di certo in una fiera con uno stand che si fa promozione ) e delle APP (vedi sopra), la parte dove si ritrova la stessa spudoratezza nell’andare contro la realtà dei fatti  dimostrata dal presidente Bianchi in occasione della sua spiegazione sull’aumento spoporzionato delle quote di tesseramento, quando aveva dichiarato che in moltissimi gli avevano chiesto un innalzamento dei massimali dell’assicurazione , mentre praticamente NESSUNo aveva però voluto stipulare la polizza facoltativa Gold, la ritroviamo nel punto che tratta “appuntamenti e stage”. Forse sarebbe da ricordare a Giubilei, che lo scorso anno erano stati proposti 3 stages per A.G. al residence Poggio dell’Agnello, il primo gratuito per i vincitori del super rank, dove solamente in pochissimi si erano presentati, mentre gli altri due CANCELLATI per mancanza di iscritti ! Di fatto quindi, anche in questo caso, si cerca di far passare come una innovazione una iniziativa già ampiamente bocciata dagli A.G. stessi ! Non è una novità che Giubilei sia inclin a “spararle un po’ grosse” (nella sua presentazione parla di oltre 70 gare, quando sul sito Fitri si può tranquillamente vedere che ne ha corse 37 in 4 anni…)

Il punto focale di tutto il progetto è chiaramente quello trattato nel punto “VERSO LA NAZIONALE DEGLI AGE GROUP”.
Sicuramente ci sarebbe in primis da spiegare a Giubilei come funzionano i criteri di partecipazione degli A.G. alle manifestazioni internazionali, perchè l’affermazione “…..quelli perciò che riescono ad approdare ai Campionati Europei e Mondiali ….” dimostra chiaramente che non li conosce minimamente. Non esiste infatti alcuna selezione per quanto rigarda gli A.G. italiani per partecipare a questi eventi, la partecipazione è solamente subordinata al numero di “slot” per ogni categoria a disposizione , numero che MAI è stato raggiunto, nemmeno in occasione di mondiali in Italia. Ecco quindi che nessuno deve “approdare” nelle nazionali A.G. grazie a chissà cosa, basta semplicemente inviare in federazione copia del certificato medico agonistico e pagare la quota di iscrzione alla gara, ed ecco che si “approda” a Mondiali e/o Europei di qualsiasi disciplina e specialità !

E’ chiaro come questo progetto si soffermi solamente su aspetti che poco interessano agli A.G. italiano, come l’abbigliamento Fitri, app varie (forse sarebbe stato meglio lasciare il format vecchio del calendario gare sul sito Fitri, molto più facile da consultare e con meno confusione nelle date ecc..), concentrando il discorso sull’attività internazionale degli A.G.. Facendo un piccolo calcolo ci si rende conto che nel 2016 gli atleti A.G. che hanno preso parte alle 12 manifestazioni che hanno assegnato titoli continentali e mondiali di varie discipline e distanze, sono stati 47, meno di 4 atleti di media a manifestazione, con alcuni che hanno magari preso parte a più manifestazioni. L’appuntamento clou (il mondiale di triathlon a Cozumel) non ha visto NESSUN A.G. italiano al via !. E’ facili intuire come si tratti di un numero irrisorio rispetto alla totalità degli A.g. italiani, una piccola “realtà” che non può essere assolutamente indicativa del movimento.

Movimento che sicuramente chiede più rispetto da parte della federazione, chiede rispetto delle regole (le gare no draft in Italia sono “imabrazzanti”), chiedono regole più facili , quote di iscrizione controllate , un calendario definitivo in tempi decenti (attualmente quello 2017 non è ancora completo), percorsi gara sicuri , distanze regolamentari….  E’ inutile cercare di fare propaganda se poi proponiamo ai neofiti gare con livelli organizzativi “discutibili” (abbiamo ampiamente trattato di come lo stesso Giubilei abbia organizzato una gara non rispettando diversi aspetti del regolamento), regolamenti cervellotici con numerose limitazioni che allontanano chi voglia semplicemente provare, soprattutto sarebbe da spiegare alla Federazione che aumentare la quota del tesseramento giornaliero , non equivale di certo a fare promozione, anzi !

Prossimamente la commissione A.g. incontrerà le varie società per raccogliere alcuni consigli e feedback , forse sarebbe stato meglio farlo prima di far uscire un progetto.

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