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Fabian e Simic si impongono nella seconda tappa del Grand Prix a Cesenatico

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Podio donne grand prix Cesenatico

Podio donne grand prix Cesenatico

Gare avvincenti hanno caratterizzato la seconda tappa del Grand Prix Italia 2016, che ha fatto scalo a Cesenatico.

I primi a prendere il via sono stati gli uomini , con l’atleta della 707 Mark Devay che tocca la terra ferma dopo 11’31” ( nuoto decisamente “lungo”) , precedendo di qualche metro il gruppo con tutti i favoriti, compreso il carabiniere Alessandro Fabian. La frazione ciclistica non fa selezione, nel gruppo degli inseguitori l’unico a tentare di accorciare il gap di circa 15”-20” è Ivan Risti (DDS), reduce però dalla tremenda fatica dell’ Ironman Vichy di soli 6 giorni prima. Nel finale della frazione ciclistica è Marco Corrà (Minerva Roma) a tentare il break in un paio di occasioni e riesce ad entrare in T2 con qualche decina di metri di vantaggio sul gruppo di testa insieme allo spagnolo Hernandez (Cremona Stradivari) e Ciuti (Minerva Roma).

La frazione podistica vede Fabian prendere la testa della gara dopo circa 1000m, mentre nelle retrovie inizia lo show del francese Duchampt (TD Rimini) , che si esibisce in una rimonta straordinaria. Il vantaggio del carabiniere padovano aumenta, Barnaby tiene a debita distanza Facchinetti (Ravenna Tri) e Knabl (Cremona Stradivari) , mentre da dietro Svarc (TD Rimini) recupera posizioni. Gli occhi però sono tutti puntati su Duchampt che nell’ultimo giro si “beve” Facchinetti e a -300m dall’arrivo mette nel mirino anche Barnaby, che infila in uno sprint senza possibilità di replica per l’italiano, conquistando il 2° posto dietro a Fabian.

Nel dopo gara la mannaia del giudice cambia il podio, con la squalifica di Barnaby che, come Steinwandter (Carabinieri) , viene sanzionato per aver invaso la corsia di marcia opposta. Sicuramente un percorso come quello di Cesenatico, non è adattissimo a gruppi di 15-20 atleti che viaggiano a velocità sostenuta e, vista l’importanza dell’evento, la penalità a tempo sarebbe stata la soluzione migliore per evitare di penalizzare quelle società che hanno investito soldi su queste manifestazioni. C’è da chiedersi come mai non è stata applicato lo stesso metro di misura in altre occasioni, come nella  finale del grand prix 2015, quando la Olmo aveva lasciato la cuffia in spiaggia,  infrazione per la quale è prevista la squalifica,ma tramutata “magicamente” in una penalità a tempo in quell’occasione !

Gara femminile quasi fotocopia di quella maschile sia come svolgimento che come epilogo. Nuoto condotto senza problemi dalla ungherese del Td Rimini Bragmayer seguita dalla giovane Spimi (Triathlon Riccione) , ma appena salite in bici, le migliori si compattano in testa alla gara , con Simic (DDS) e Priarone (TD Rimini) che rientrano prontamente sulle leaders. Il colpo di scena avviene all’ultimo giro della frazione ciclistica, con Priarone che buca e si presenta in T2 con un ritardo di circa 20” sul primo gruppo. L’atleta piemontese inizia una furiosa rimonta, in testa alla gara lo spalla a spalla tra Simic e Bonin (Fiamme Azzurre) dura poco, la valdostana perde terreno già al primo giro , mentre alle loro spalle Zane (DDS) si distingue per una bella progressione nel finale , ma è Priarone che all’inizio dell’ultimo giro affianca la Simic in testa alla gara. Purtroppo per la portacolori del TD Rimini, la slovena non le lascia scampo nello sprint finale , precedendola sotto il traguardo, mentre al 3° posto chiude una positiva Zane  che supera nel finale Bonin,  sempre in difficoltà nella frazione finale.

Come per gli uomini le squalifiche hanno cambiato il volto della classifica, con Bonin e Bragmayer tolte dalla classifica. Da segnalare come i parziali della frazione podistica maschile siano molto alti, segno evidente che la frazione sia stata più lunga dei previsti 5 km, così come è altrettanto evidente che le donne non abbiano corso sullo stesso percorso; infatti i parziali della Priarone e della Simic, le due più veloci , sarebbero stati rispettivamente il 6° e il 10° assoluto tra gli uomini.

 

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12th settembre, 2016
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La frazione podistica vede Fabian prendere la testa della gara dopo circa 1000m, mentre nelle retrovie inizia lo show del francese Duchampt (TD Rimini) , che si esibisce in una rimonta straordinaria. Il vantaggio del carabiniere padovano aumenta, Barnaby tiene a debita distanza Facchinetti (Ravenna Tri) e Knabl (Cremona Stradivari) , mentre da dietro Svarc (TD Rimini) recupera posizioni. Gli occhi però sono tutti puntati su Duchampt che nell’ultimo giro si “beve” Facchinetti e a -300m dall’arrivo mette nel mirino anche Barnaby, che infila in uno sprint senza possibilità di replica per l’italiano, conquistando il 2° posto dietro a Fabian.

Nel dopo gara la mannaia del giudice cambia il podio, con la squalifica di Barnaby che, come Steinwandter (Carabinieri) , viene sanzionato per aver invaso la corsia di marcia opposta. Sicuramente un percorso come quello di Cesenatico, non è adattissimo a gruppi di 15-20 atleti che viaggiano a velocità sostenuta e, vista l’importanza dell’evento, la penalità a tempo sarebbe stata la soluzione migliore per evitare di penalizzare quelle società che hanno investito soldi su queste manifestazioni. C’è da chiedersi come mai non è stata applicato lo stesso metro di misura in altre occasioni, come nella  finale del grand prix 2015, quando la Olmo aveva lasciato la cuffia in spiaggia,  infrazione per la quale è prevista la squalifica,ma tramutata “magicamente” in una penalità a tempo in quell’occasione !

Gara femminile quasi fotocopia di quella maschile sia come svolgimento che come epilogo. Nuoto condotto senza problemi dalla ungherese del Td Rimini Bragmayer seguita dalla giovane Spimi (Triathlon Riccione) , ma appena salite in bici, le migliori si compattano in testa alla gara , con Simic (DDS) e Priarone (TD Rimini) che rientrano prontamente sulle leaders. Il colpo di scena avviene all’ultimo giro della frazione ciclistica, con Priarone che buca e si presenta in T2 con un ritardo di circa 20” sul primo gruppo. L’atleta piemontese inizia una furiosa rimonta, in testa alla gara lo spalla a spalla tra Simic e Bonin (Fiamme Azzurre) dura poco, la valdostana perde terreno già al primo giro , mentre alle loro spalle Zane (DDS) si distingue per una bella progressione nel finale , ma è Priarone che all’inizio dell’ultimo giro affianca la Simic in testa alla gara. Purtroppo per la portacolori del TD Rimini, la slovena non le lascia scampo nello sprint finale , precedendola sotto il traguardo, mentre al 3° posto chiude una positiva Zane  che supera nel finale Bonin,  sempre in difficoltà nella frazione finale.

Come per gli uomini le squalifiche hanno cambiato il volto della classifica, con Bonin e Bragmayer tolte dalla classifica. Da segnalare come i parziali della frazione podistica maschile siano molto alti, segno evidente che la frazione sia stata più lunga dei previsti 5 km, così come è altrettanto evidente che le donne non abbiano corso sullo stesso percorso; infatti i parziali della Priarone e della Simic, le due più veloci , sarebbero stati rispettivamente il 6° e il 10° assoluto tra gli uomini.

 

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