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Fabian e Bonin le uniche luci azzurre nel grigiore di Stoccolma

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Fabian e Bonin le uniche luci azzurre nel grigiore di Stoccolma

Trasferta quasi da dimenticare per i colori azzurri quella di Stoccolma dove Sabato si è corsa la penultima tappa della WTS.

Pioggia e freddo hanno fatto da cornice alle gare svedesi con in campo maschile al via tutti i migliori a darsi battaglia. La gara è durata praticamente poco, nel nuoto il solito Varga a fare il ritmo con tutti i migliori davanti, Mola e Murray leggermente attardati. Dopo pochi chilometri i fratelli Brownlee salutano tutti e con una impressionante azione se ne vanno da soli e entrano in T2 con circa 1′ di vantaggio sul gruppo degli inseguitori con gli spagnoli Mola e Gomez , il francese Louis, il portoghese Perreira e il sudafricano Murray.

Con un vantaggio simile  è impensabile riuscire a recuperare i due fenomeni inglesi, per cui si lotta per il terzo posto. Gomez alza praticamente subito bandiera bianca e nella seconda metà dell’ultima frazione si ritira, mentre la lotta per l’ultimo gradino del podio sembra essere affare tra Murray, Mola, Louis, Pujades, Buchholz e Perreira. Davanti i due Brownlee vanno praticamente a braccetto, all’ultimo “giro di boa” Jonathan allunga di qualche metro e va a vincere davanti ad Alistar. Sorpresa per il terzo posto con il tedesco Buchholz che ha la meglio (miglior parziale nell’ultima frazione) su Mola e Murray che arrivano al photofinish nell’ordine. Per quanto riguarda i colori azzurri il migliore è stato Fabian che chiude al 10° posto calando nella seconda metà dell’ultima frazione , mentre per gli altri azzurri distacchi abissali. Steinwandter chiude 39° a 3′ dal vincitore, Uccellari 42°, Secchiero 47°, De Ponti 52°, Facchinetti 58°.

In campo femminile gara più combattuta, con un gruppetto di atlete capitanate dalla spagnola Routier che escono davanti dopo la prima frazione e tentano subito la fuga. Purtroppo la nostra Betto è vittima di un problema meccanico che le fa perdere il primo gruppo e la costringe  al ritiro. La Bonin invece riesce a entrare nella fuga buona, anche se rimane sempre in fondo al gruppo in maniera troppo passiva e rischiando spesso di staccarsi per via dei continui “elastici” del gruppo. 

Le fuggitive aumentano il loro vantaggio sulle inseguitrici che è di oltre 1′, con la Stimpson che dopo un nuoto disastroso riesce a recuperare il secondo gruppo dopo una rincorsa stremante. La Groff esce dalla T2 velocissima e prende subito qualche metro di vantaggio , inizialmente cerca di resisterle la sua compagna di squadra Jerdonek che però pian piano deve calare l’andatura e viene riassorbita dalle due neozelandesi Hewitt e Samuels e dalla canadese Sweetland. La lotta è serrata e si arriva praticamente ad un lunghissimo sprint con la Groff che resiste sino alla fine e mantiene 3″ di vantaggio sulla Hewitt che regola allo sprint la Samuels mentre la Sweetland cede negli ultimi metri e chiude 4°.  Per quanto riguarda i colori azzurri la Bonin in fuga con altre 10 atlete chiude 8° con la solita gara regolare, mentre la Mazzetti non va oltre al 22° posto a 2′ dalla Groff.

Trasferta quindi in chiaro scuro per i colori azzurri, un ‘occasione sprecata per la Betto che avrebbe potuto dire la sua , il lavoro in altura non ha dato i frutti sperati visti i distacchi abissali presi dai nostri. Per la finale di Edmonton c’è da aspettarsi una gara ancor più dura, nonostante la Itu offrisse 400 dollari per ogni atleta che da Stoccolma fosse volato direttamente in Canada, la nostra selezione ha preferito rientrare prima in Italia, quindi  altro viaggio in aereo e altro stress per gli atleti.

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Fabian e Bonin le uniche luci azzurre nel grigiore di Stoccolma

25th agosto, 2014
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Fabian e Bonin le uniche luci azzurre nel grigiore di Stoccolma

Trasferta quasi da dimenticare per i colori azzurri quella di Stoccolma dove Sabato si è corsa la penultima tappa della WTS.

Pioggia e freddo hanno fatto da cornice alle gare svedesi con in campo maschile al via tutti i migliori a darsi battaglia. La gara è durata praticamente poco, nel nuoto il solito Varga a fare il ritmo con tutti i migliori davanti, Mola e Murray leggermente attardati. Dopo pochi chilometri i fratelli Brownlee salutano tutti e con una impressionante azione se ne vanno da soli e entrano in T2 con circa 1′ di vantaggio sul gruppo degli inseguitori con gli spagnoli Mola e Gomez , il francese Louis, il portoghese Perreira e il sudafricano Murray.

Con un vantaggio simile  è impensabile riuscire a recuperare i due fenomeni inglesi, per cui si lotta per il terzo posto. Gomez alza praticamente subito bandiera bianca e nella seconda metà dell’ultima frazione si ritira, mentre la lotta per l’ultimo gradino del podio sembra essere affare tra Murray, Mola, Louis, Pujades, Buchholz e Perreira. Davanti i due Brownlee vanno praticamente a braccetto, all’ultimo “giro di boa” Jonathan allunga di qualche metro e va a vincere davanti ad Alistar. Sorpresa per il terzo posto con il tedesco Buchholz che ha la meglio (miglior parziale nell’ultima frazione) su Mola e Murray che arrivano al photofinish nell’ordine. Per quanto riguarda i colori azzurri il migliore è stato Fabian che chiude al 10° posto calando nella seconda metà dell’ultima frazione , mentre per gli altri azzurri distacchi abissali. Steinwandter chiude 39° a 3′ dal vincitore, Uccellari 42°, Secchiero 47°, De Ponti 52°, Facchinetti 58°.

In campo femminile gara più combattuta, con un gruppetto di atlete capitanate dalla spagnola Routier che escono davanti dopo la prima frazione e tentano subito la fuga. Purtroppo la nostra Betto è vittima di un problema meccanico che le fa perdere il primo gruppo e la costringe  al ritiro. La Bonin invece riesce a entrare nella fuga buona, anche se rimane sempre in fondo al gruppo in maniera troppo passiva e rischiando spesso di staccarsi per via dei continui “elastici” del gruppo. 

Le fuggitive aumentano il loro vantaggio sulle inseguitrici che è di oltre 1′, con la Stimpson che dopo un nuoto disastroso riesce a recuperare il secondo gruppo dopo una rincorsa stremante. La Groff esce dalla T2 velocissima e prende subito qualche metro di vantaggio , inizialmente cerca di resisterle la sua compagna di squadra Jerdonek che però pian piano deve calare l’andatura e viene riassorbita dalle due neozelandesi Hewitt e Samuels e dalla canadese Sweetland. La lotta è serrata e si arriva praticamente ad un lunghissimo sprint con la Groff che resiste sino alla fine e mantiene 3″ di vantaggio sulla Hewitt che regola allo sprint la Samuels mentre la Sweetland cede negli ultimi metri e chiude 4°.  Per quanto riguarda i colori azzurri la Bonin in fuga con altre 10 atlete chiude 8° con la solita gara regolare, mentre la Mazzetti non va oltre al 22° posto a 2′ dalla Groff.

Trasferta quindi in chiaro scuro per i colori azzurri, un ‘occasione sprecata per la Betto che avrebbe potuto dire la sua , il lavoro in altura non ha dato i frutti sperati visti i distacchi abissali presi dai nostri. Per la finale di Edmonton c’è da aspettarsi una gara ancor più dura, nonostante la Itu offrisse 400 dollari per ogni atleta che da Stoccolma fosse volato direttamente in Canada, la nostra selezione ha preferito rientrare prima in Italia, quindi  altro viaggio in aereo e altro stress per gli atleti.

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