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Europeo da protagonisti per gli elite azzurri.

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Nel lungo week end di Kitzbuhel si sono assegnati anche i titoli europei assoluti e a squadre.
Azzurri protagonisti nella gara femminile e in quella a squadre.
La prima medaglia assegnata è stata quella femminile nella gara che vedeva al via la campionessa svizzera Nicole Spirig al rientro dopo la maternità. La frazione in acqua vede un piccola selezione con l’olandese Kramer, la magiare Vanek e l’austriaca Vilic a fare il ritmo ed uscire davanti , ma le nostre Betto e Bonin sono subito li. La giornata con pioggia e freddo già in T1 causa problemi a qualche atleta e in tre riescono o scappare , le due azzurre Bonin e Betto e la Vanek.  Dietro le altre due nostre portacolori con la Petrini e la Mazzetti che escono praticamente appaiate poco davanti alla Spirig che inizia il suo show. L’elvetica è infatti protagonista una strepitosa rimonta che la porterà , trascinandosi a ruota tutto il  gruppo delle inseguitrici, a raggiungere il gruppo di testa. In T2 arriva quindi un gruppo numeroso con tutte e quattro le azzurre. La Bonin scivola e cade rovinosamente contro un giudice, ma per fortuna riesce a rialzarsi e a partire per l’ultima frazione.
Il primo colpo di scena vede purtroppo protagonista Alice Betto che deve abbandonare per via delle tremende condizioni atmosferiche che riacutizzano un problema fisico e costringendola non solo al ritiro ma anche a saltare la prossima tappa della WCS.  La campionessa olimpica prende subito il largo, dietro di lei la nostra Mazzetti inizia un lungo spalla a spalla con la tedesca Philippin per l’argento e il bronzo. Dopo una partenza prudente rientra prepotentemente l’altra teutonica Saller, che aggancia le due duellanti per il podio nella seconda metà dell’ultima frazione, per poi allungare nel finale e portare a casa l’argento proprio davanti alla nostra Mazzetti. Chiude con una gara in progressione anche la  Bonin che conquista praticamente in volata il 7° posto, un altro grande risultato per una ragazza che sta facendo delle costanza di rendimento la sua arma. Paga più di tutte la giornata infame dal punto di vista atmosferico la Petrini che chiude al 15° posto a oltre 3’30” dalla vincitrice.
Anche la gara maschile vedeva al via il campione olimpico, l’inglese Alistar Brownlee che da grande favorito incrociava nuovamente il portoghese Perreira che gli aveva tolto il bronzo nella sua Londra nell’ultima tappa WCS.
A fare il ritmo in acqua i due fratelli russi Polyanskiy, stranamente leggermente attardato lo slovacco Varga, il portoghese Silva è costretto al ritiro dopo nemmeno 200m per via dei colpi subiti in acqua. Escono comunque dall’acqua praticamente tutti in fila indiana, in T1 si spacca il gruppone con una piccola fuga guidata da Brownlee con i nostri Fabian e Steinwandter, ma dietro il gruppo degli inseguitori non molla e giro dopo giro rosicchia qualche secondo fino a ricongiungersi con i fuggitivi. Non succede quindi nulla sino in T2, tutti gli azzurri sono davanti così come tutti i favoriti. Alistar Brownlee mette subito le cose in chiaro e prende il largo, dietro si forma un gruppetto con gli spagnoli Alarza e Hernandez, il russo Dmitry Polyanskiy e  il portoghese Perreira che però perde subito il contatto dagli inseguitori. Non rimane che lottare per i gradini del podio meno prestigiosi , saranno gli ultimi metri a decidere il 2° e 3° posto, con l’oro che va ad un ritrovato Alistar Brownlee davanti al russo Dmitry Polyanskiy e allo spagnolo Hernandez. Il migliore degli azzurri è Alessandro Fabian che ha interpretato i 10 km finali alla solita maniera, in progressione, recuperando km dopo km posizioni ed arrivando quindi ad una incoraggiante top 10. Matthias Steinwandter nonostante un’ ottima partenza perde terreno alla distanza e chiude 27°, Andrea Secchiero dopo un ultimo periodo alle prese con piccoli problemi porta a casa un discreto 32° poto. Giornata da dimenticare per Andrea De Ponti che si spegne nella frazione finale chiudendo al 45° posto. Stoica prova di Davide Uccellari che arriva stremato al traguardo onorando la divisa azzurra nonostante la sua gara fosse già finita a metà dell’ultima frazione. Per lui 52° posto. Va comunque ricordato che Uccio ha corso solo 7 giorni prima la coppa del mondo di Hautulco in Messico conquistando un ottimo secondo posto, arrivando quindi all’appuntamento europeo con un viaggio intercontinentale, fuso orario di alcune ore e una differenza di temperatura notevole.
Domenica si chiude la lunga rassegna continentale con la gara a squadre che per gli Junior ha portato solo un 9° posto ai nostri colori , lontani dalla lotta per il podio , mentre per gli elite ha avuto un epilogo trionfale per l’Italia.
Il quartetto formato da Anna Maria Mazzetti, Alessandro Fabian, Charlotte Bonin e Matthias Steinwandter ha infatti conquistato lo storico titolo continentale davanti alla Germania e all’Inghilterra.
C’è da chiedersi come mai non si è voluto puntare anche sul titolo mondiale a squadre di duathlon dove sarebbe bastato portare almeno un elite e una donna per conquistare un titolo ampiamente alla nostra portata .

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Europeo da protagonisti per gli elite azzurri.

26th giugno, 2014
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Nel lungo week end di Kitzbuhel si sono assegnati anche i titoli europei assoluti e a squadre.
Azzurri protagonisti nella gara femminile e in quella a squadre.
La prima medaglia assegnata è stata quella femminile nella gara che vedeva al via la campionessa svizzera Nicole Spirig al rientro dopo la maternità. La frazione in acqua vede un piccola selezione con l’olandese Kramer, la magiare Vanek e l’austriaca Vilic a fare il ritmo ed uscire davanti , ma le nostre Betto e Bonin sono subito li. La giornata con pioggia e freddo già in T1 causa problemi a qualche atleta e in tre riescono o scappare , le due azzurre Bonin e Betto e la Vanek.  Dietro le altre due nostre portacolori con la Petrini e la Mazzetti che escono praticamente appaiate poco davanti alla Spirig che inizia il suo show. L’elvetica è infatti protagonista una strepitosa rimonta che la porterà , trascinandosi a ruota tutto il  gruppo delle inseguitrici, a raggiungere il gruppo di testa. In T2 arriva quindi un gruppo numeroso con tutte e quattro le azzurre. La Bonin scivola e cade rovinosamente contro un giudice, ma per fortuna riesce a rialzarsi e a partire per l’ultima frazione.
Il primo colpo di scena vede purtroppo protagonista Alice Betto che deve abbandonare per via delle tremende condizioni atmosferiche che riacutizzano un problema fisico e costringendola non solo al ritiro ma anche a saltare la prossima tappa della WCS.  La campionessa olimpica prende subito il largo, dietro di lei la nostra Mazzetti inizia un lungo spalla a spalla con la tedesca Philippin per l’argento e il bronzo. Dopo una partenza prudente rientra prepotentemente l’altra teutonica Saller, che aggancia le due duellanti per il podio nella seconda metà dell’ultima frazione, per poi allungare nel finale e portare a casa l’argento proprio davanti alla nostra Mazzetti. Chiude con una gara in progressione anche la  Bonin che conquista praticamente in volata il 7° posto, un altro grande risultato per una ragazza che sta facendo delle costanza di rendimento la sua arma. Paga più di tutte la giornata infame dal punto di vista atmosferico la Petrini che chiude al 15° posto a oltre 3’30” dalla vincitrice.
Anche la gara maschile vedeva al via il campione olimpico, l’inglese Alistar Brownlee che da grande favorito incrociava nuovamente il portoghese Perreira che gli aveva tolto il bronzo nella sua Londra nell’ultima tappa WCS.
A fare il ritmo in acqua i due fratelli russi Polyanskiy, stranamente leggermente attardato lo slovacco Varga, il portoghese Silva è costretto al ritiro dopo nemmeno 200m per via dei colpi subiti in acqua. Escono comunque dall’acqua praticamente tutti in fila indiana, in T1 si spacca il gruppone con una piccola fuga guidata da Brownlee con i nostri Fabian e Steinwandter, ma dietro il gruppo degli inseguitori non molla e giro dopo giro rosicchia qualche secondo fino a ricongiungersi con i fuggitivi. Non succede quindi nulla sino in T2, tutti gli azzurri sono davanti così come tutti i favoriti. Alistar Brownlee mette subito le cose in chiaro e prende il largo, dietro si forma un gruppetto con gli spagnoli Alarza e Hernandez, il russo Dmitry Polyanskiy e  il portoghese Perreira che però perde subito il contatto dagli inseguitori. Non rimane che lottare per i gradini del podio meno prestigiosi , saranno gli ultimi metri a decidere il 2° e 3° posto, con l’oro che va ad un ritrovato Alistar Brownlee davanti al russo Dmitry Polyanskiy e allo spagnolo Hernandez. Il migliore degli azzurri è Alessandro Fabian che ha interpretato i 10 km finali alla solita maniera, in progressione, recuperando km dopo km posizioni ed arrivando quindi ad una incoraggiante top 10. Matthias Steinwandter nonostante un’ ottima partenza perde terreno alla distanza e chiude 27°, Andrea Secchiero dopo un ultimo periodo alle prese con piccoli problemi porta a casa un discreto 32° poto. Giornata da dimenticare per Andrea De Ponti che si spegne nella frazione finale chiudendo al 45° posto. Stoica prova di Davide Uccellari che arriva stremato al traguardo onorando la divisa azzurra nonostante la sua gara fosse già finita a metà dell’ultima frazione. Per lui 52° posto. Va comunque ricordato che Uccio ha corso solo 7 giorni prima la coppa del mondo di Hautulco in Messico conquistando un ottimo secondo posto, arrivando quindi all’appuntamento europeo con un viaggio intercontinentale, fuso orario di alcune ore e una differenza di temperatura notevole.
Domenica si chiude la lunga rassegna continentale con la gara a squadre che per gli Junior ha portato solo un 9° posto ai nostri colori , lontani dalla lotta per il podio , mentre per gli elite ha avuto un epilogo trionfale per l’Italia.
Il quartetto formato da Anna Maria Mazzetti, Alessandro Fabian, Charlotte Bonin e Matthias Steinwandter ha infatti conquistato lo storico titolo continentale davanti alla Germania e all’Inghilterra.
C’è da chiedersi come mai non si è voluto puntare anche sul titolo mondiale a squadre di duathlon dove sarebbe bastato portare almeno un elite e una donna per conquistare un titolo ampiamente alla nostra portata .

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