Mute Triathlon

Europeo amaro per gli azzurrini del triathlon.

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Dopo il mondiale di duathlon le aspettative per questo europeo di triathlon per i giovani azzurri erano alte, soprattutto in campo femminile dove la fresca campionessa mondiale della duplice voleva confermarsi ai vertici anche nella rassegna continentale della triplice. Purtroppo però, le cose sono andate molto diversamente rispetto a Pontevedra.
Dopo un nuoto tirato la nostra Olmo riesce a rimanere nel gruppo di testa insieme ad altre sette atlete  e piano piano aumentano il loro vantaggio sul gruppo con le altre due azzurre Giulia Sforza e Alessandra Tamburri. Purtroppo le condizioni meteorologiche avverse (freddo e pioggia) costringono al ritiro la giovane romana vittima di una caduta. Il gruppo delle otto fuggitive arriva in T2 con un discreto vantaggio sulle inseguitrici , con tre atleta che prendono subito il largo, le due francesi Merle e Beaugrand e la tedesca Lindemann (la più veloce nella frazione  di nuoto). Le tre si giocano la vittoria praticamente in volata con la giovane tedesca che conquista il titolo europeo davanti alla Merle , mentre la Beaugrand è bronzo. Solo settima la Olmo che tra le otto fuggitive precede solo l’austriaca Feuersinger, chiudendo a poco meno di 2′ dalla vincitrice. Buona prova di Giulia Sforza che chiude al 15° posto, poco dietro di lei Luisa Iogna -Prat (20°).
In campo maschile parte fortissimo l’ungherese Devay che impone subito una discreta selezione in acqua. Salvino e Corrà sono i più veloci degli azzurri in acqua , ma Micotti e Purzer compiono un gran numero in bici e riescono a rientrare nel gruppo di testa che allunga. Corrà e Salvino rimangono nel secondo gruppo mentre si arriva in T2 con un gruppo numeroso a giocarsi la vittoria finale. Sin da subito il testa a testa è fra i due francesi Montoya e Hueber-moosbrugger e lo spagnolo Serrat Seoane. L’arrivo è anche qui praticamente in volata con Montoya che conquista il titolo davanti allo spagnolo Serrat Soane e al compagno di squadra Hueber-moosbrugger che giungono nell’ordine . Il migliore degli azzurri l’ottimo Stefano Micotti, il giovane (classe 1997) verbanese che ha fatto un notevole salto di qualità e quest’anno ha fornito prestazioni sempre di primissimo livello. Per lui un 23° posto a oltre 2′ dal vincitore e la consapevolezza che il gap è ancora ampio e che quindi c’è molto da lavorare. A seguire Purzer (34°), Marco Corrà (40°) e Riccardo Salvino (41°).
Studiando le classifiche di Pontevedra e Kitzbuhel si può notare come in campo femminile abbiamo praticamente schierato le stesse atlete (la Tamburri ha corso solo in Austria, tra l’altro lasciando a casa il fresco campione italiano di specialità Riccardo Salvino a Pontevedra) mentre la nazioni leaders hanno fatto una politica diversa. La Francia e la Germania per esempio,  hanno totalmente snobbato i mondiali di duathlon per puntare (con ottimi risultati ) agli europei, la Spagna ha portato praticamente atleti diversi alle due competizioni, idem l’Inghilterra. Morale della favola passiamo da un titolo mondiale a prendere 2′ su un 5000m che a livello giovanile vuol dire arrivare nella top 10, a livello assoluto potrebbe dire arrivare molto più indietro. In Italia si copiano molto i modelli della ricerca del talento delle nazioni considerate di prim’ordine a livello mondiale, ma forse sarebbe da dare un occhio anche alla gestione degli atleti di punta, forse all’estero non c’è la spasmodica ricerca di risultati a livello giovanile per entrare in un gruppo sportivo o fare la “fortuna” di qualche tecnico, ma semplicemente la giusta gestione della crescita fisico-sportiva degli atleti finalizzata al raggiungimento del massimo livello nella categoria elite.

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Europeo amaro per gli azzurrini del triathlon.

24th giugno, 2014
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Dopo il mondiale di duathlon le aspettative per questo europeo di triathlon per i giovani azzurri erano alte, soprattutto in campo femminile dove la fresca campionessa mondiale della duplice voleva confermarsi ai vertici anche nella rassegna continentale della triplice. Purtroppo però, le cose sono andate molto diversamente rispetto a Pontevedra.
Dopo un nuoto tirato la nostra Olmo riesce a rimanere nel gruppo di testa insieme ad altre sette atlete  e piano piano aumentano il loro vantaggio sul gruppo con le altre due azzurre Giulia Sforza e Alessandra Tamburri. Purtroppo le condizioni meteorologiche avverse (freddo e pioggia) costringono al ritiro la giovane romana vittima di una caduta. Il gruppo delle otto fuggitive arriva in T2 con un discreto vantaggio sulle inseguitrici , con tre atleta che prendono subito il largo, le due francesi Merle e Beaugrand e la tedesca Lindemann (la più veloce nella frazione  di nuoto). Le tre si giocano la vittoria praticamente in volata con la giovane tedesca che conquista il titolo europeo davanti alla Merle , mentre la Beaugrand è bronzo. Solo settima la Olmo che tra le otto fuggitive precede solo l’austriaca Feuersinger, chiudendo a poco meno di 2′ dalla vincitrice. Buona prova di Giulia Sforza che chiude al 15° posto, poco dietro di lei Luisa Iogna -Prat (20°).
In campo maschile parte fortissimo l’ungherese Devay che impone subito una discreta selezione in acqua. Salvino e Corrà sono i più veloci degli azzurri in acqua , ma Micotti e Purzer compiono un gran numero in bici e riescono a rientrare nel gruppo di testa che allunga. Corrà e Salvino rimangono nel secondo gruppo mentre si arriva in T2 con un gruppo numeroso a giocarsi la vittoria finale. Sin da subito il testa a testa è fra i due francesi Montoya e Hueber-moosbrugger e lo spagnolo Serrat Seoane. L’arrivo è anche qui praticamente in volata con Montoya che conquista il titolo davanti allo spagnolo Serrat Soane e al compagno di squadra Hueber-moosbrugger che giungono nell’ordine . Il migliore degli azzurri l’ottimo Stefano Micotti, il giovane (classe 1997) verbanese che ha fatto un notevole salto di qualità e quest’anno ha fornito prestazioni sempre di primissimo livello. Per lui un 23° posto a oltre 2′ dal vincitore e la consapevolezza che il gap è ancora ampio e che quindi c’è molto da lavorare. A seguire Purzer (34°), Marco Corrà (40°) e Riccardo Salvino (41°).
Studiando le classifiche di Pontevedra e Kitzbuhel si può notare come in campo femminile abbiamo praticamente schierato le stesse atlete (la Tamburri ha corso solo in Austria, tra l’altro lasciando a casa il fresco campione italiano di specialità Riccardo Salvino a Pontevedra) mentre la nazioni leaders hanno fatto una politica diversa. La Francia e la Germania per esempio,  hanno totalmente snobbato i mondiali di duathlon per puntare (con ottimi risultati ) agli europei, la Spagna ha portato praticamente atleti diversi alle due competizioni, idem l’Inghilterra. Morale della favola passiamo da un titolo mondiale a prendere 2′ su un 5000m che a livello giovanile vuol dire arrivare nella top 10, a livello assoluto potrebbe dire arrivare molto più indietro. In Italia si copiano molto i modelli della ricerca del talento delle nazioni considerate di prim’ordine a livello mondiale, ma forse sarebbe da dare un occhio anche alla gestione degli atleti di punta, forse all’estero non c’è la spasmodica ricerca di risultati a livello giovanile per entrare in un gruppo sportivo o fare la “fortuna” di qualche tecnico, ma semplicemente la giusta gestione della crescita fisico-sportiva degli atleti finalizzata al raggiungimento del massimo livello nella categoria elite.

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