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Ennesima farsa no draft al Dolomiti triathlon. Dove erano i giudici?

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Ennesima farsa no draft al Dolomiti triathlon. Dove erano i giudici?


Si è corsa Domenica in una splendida cornice la prima edizione del Dolomiti triathlon che a causa della bassa temperatura dell’acqua è stata trasformata in duathlon. La gara ha visto un’ottima organizzazione ma la scorrettezza degli atleti e la totale noncuranza dei giudici di fronte a una situazione vergognosa.

La frazione in bici era infatti no draft, cioè non permetteva agli atleti di pedalare “a ruota” e di mantenere una distanza minima dal concorrente che lo precede. La foto dimostra chiaramente come la situazione sia vergognosamente degenerata, lunghi serpentoni e grupponi hanno caratterizzato la gara , senza che nessun giudice mettesse fine all’ennesima dimostrazione di come una gara no draft si trasformi spesso in una farsa e dell’inadeguatezza del corpo arbitrale che in diversi casi non ha fatto altro che assistere indifferente a spettacoli scandalosi.

C’è da chiedersi che senso abbia parlare di gare no draft quando ci si trova di fronte a normalissime gare con scia, che senso ha avere un regolamento con una moltitudine di regole se poi i giudici stessi o non le conoscono tutte o le “interpretano” a modo loro , soprattutto se vengono applicate in alcune occasioni mentre in altre no. Naturalmente a fronte di queste situazioni vergognose con scie talmente palesi da non poter negare l’evidenza sanzioni praticamente nulle, mentre ad Acqui Terme situazioni più che discutibili hanno portato a squalifiche assurde. Due pesi e due misure come sempre.

Per la cronaca la gara è stata vinta da Bruno Pasqualini (Torino Tri) e da Chiara Ingletto (Firenze Tri)

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Ennesima farsa no draft al Dolomiti triathlon. Dove erano i giudici?

30th luglio, 2014
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Ennesima farsa no draft al Dolomiti triathlon. Dove erano i giudici?


Si è corsa Domenica in una splendida cornice la prima edizione del Dolomiti triathlon che a causa della bassa temperatura dell’acqua è stata trasformata in duathlon. La gara ha visto un’ottima organizzazione ma la scorrettezza degli atleti e la totale noncuranza dei giudici di fronte a una situazione vergognosa.

La frazione in bici era infatti no draft, cioè non permetteva agli atleti di pedalare “a ruota” e di mantenere una distanza minima dal concorrente che lo precede. La foto dimostra chiaramente come la situazione sia vergognosamente degenerata, lunghi serpentoni e grupponi hanno caratterizzato la gara , senza che nessun giudice mettesse fine all’ennesima dimostrazione di come una gara no draft si trasformi spesso in una farsa e dell’inadeguatezza del corpo arbitrale che in diversi casi non ha fatto altro che assistere indifferente a spettacoli scandalosi.

C’è da chiedersi che senso abbia parlare di gare no draft quando ci si trova di fronte a normalissime gare con scia, che senso ha avere un regolamento con una moltitudine di regole se poi i giudici stessi o non le conoscono tutte o le “interpretano” a modo loro , soprattutto se vengono applicate in alcune occasioni mentre in altre no. Naturalmente a fronte di queste situazioni vergognose con scie talmente palesi da non poter negare l’evidenza sanzioni praticamente nulle, mentre ad Acqui Terme situazioni più che discutibili hanno portato a squalifiche assurde. Due pesi e due misure come sempre.

Per la cronaca la gara è stata vinta da Bruno Pasqualini (Torino Tri) e da Chiara Ingletto (Firenze Tri)

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