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Dopo la WTS di Gold Coast , situazione ancora complicata per gli azzurri

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WTS Gold Coast

WTS Gold Coast

Si è corsa nella mattinata italiana di Sabato la seconda tappa della WTS 2016, che ha regalato una grossa sorpresa in campo femminile e poche gioie per i colori azzurri.

Tra le donne infatti, l’inglese Jenkins ha messo fine al dominio dell’americana Jorgensen che durava da fine 2014, conquistando la vittoria grazie a una fuga a 3 con la Duffy e la Hewitt. La campionessa americana è rimasta nel gruppo delle inseguitrici ed è entrata in T2 a  oltre 1’30” dalle tre fuggitive e solo nel finale è riuscita a superare la Duffy e  battere allo sprint la Hewitt, conquistando quindi  il 2° posto. Male le azzurre, con la Mazzetti che colleziona il 2° ritiro consecutivo in 7 giorni, dopo una frazione ciclistica da dimenticare, mentre Bonin, che ha subito per tutta la frazione ciclistica restando nella coda del gruppo delle inseguitrici e rischiando più volte di staccarsi, è risuscita ad entrare in T2 nelle prime 19, chiudendo poi a oltre 5’ dalla vincitrice in 24° posizione. Unica nota positiva è la conquista di punti preziosissimi che le permettono di stare un po’ più tranquilla in prospettiva qualificazione per Rio. Fortunatamente (per i colori azzurri) la Norden non ha concluso la gara e quindi non ha guadagnato nessun punto. Con la Betto ferma (non si sa ancora per quanto) la svedese è la più diretta avversaria per la qualificazione a Rio, infatti l’atleta delle Fiamme Oro attualmente è fuori dalla lista delle atleta qualificate, che è chiusa dalla canadese Findlay , attualmente infortunata, e la Norden è la più diretta inseguitrice per conquistare l’ultimo posto utile.

Tra gli uomini c’era curiosità per il rientro dei fratelli Brownlee, assenti nella prima tappa per i postumi di alcuni infortuni. La gara è stata avvincente fino alla fine, con un primo colpo di scena che ha tolto dai giochi uno dei favoriti alla vigilia, il sudafricano Murray, che ha riportato la frattura della clavicola a seguito di una caduta. Gli inglesi in bici hanno controllato la gara, con un primo tentativo di fuga di Alistar Brownlee a cui è seguito quello del suo connazionale Bishop, che insieme all’irlandese Shaw è entrato in T2 con un discreto vantaggio sul gruppo degli inseguitori. A piedi prendono subito la testa Jonathan Brownlee e Mola, mentre dietro la lotta è serrata. All’inizio dell’ultimo giro lo spagnolo piazza l’allungo decisivo, l’inglese va in netta crisi e a poche centinaia di metri dal traguardo viene passato anche da Alarza e riesce a chiudere in 3° posizione nonostante gli evidenti segni di un collasso, che avviene puntualmente appena tagliata la finish line.

Fabian , dopo il solito nuoto di testa e una frazione iniziale in bici di testa, chiude al 16° posto , Facchinetti 20°, Uccellari 33°, Secchiero 38°. Risultati che servono a Facchinetti di conquistare qualche punticino prezioso per la sua rincorsa a Rio 2016, che però risulta quasi impossibile perchè dovrà vedersela con il canadese Mislawchuk ( del team italiano Deda elementi) , reduce da una top 10 ad Abu Dabi e 11° in Gold Coast, per conquistare il 3°posto per l’Italia. Per Secchiero altra prestazione lontana dalla sufficienza in WTS, quasi certo l’addio alle già remote speranze di qualificazione per Rio.

Ad oggi quindi sono solo 2 uomini e 2 donne i qualificati per Rio per quanto riguarda i colori azzurri, situazione nettamente peggiore da quella con cui abbiamo iniziato l’ultimo biennio , con una Bonin che paga 5’ rispetto alle migliori , Uccellari che deve combattere con malanni e infortuni che non gli permettono di poter esprimersi al meglio, e Fabian che si dimostra competitivo fino alla T2, ma poi non risulta competitivo per le posizioni di primissimo livello nella frazione finale.

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Dopo la WTS di Gold Coast , situazione ancora complicata per gli azzurri

11th aprile, 2016
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Si è corsa nella mattinata italiana di Sabato la seconda tappa della WTS 2016, che ha regalato una grossa sorpresa in campo femminile e poche gioie per i colori azzurri.

Tra le donne infatti, l’inglese Jenkins ha messo fine al dominio dell’americana Jorgensen che durava da fine 2014, conquistando la vittoria grazie a una fuga a 3 con la Duffy e la Hewitt. La campionessa americana è rimasta nel gruppo delle inseguitrici ed è entrata in T2 a  oltre 1’30” dalle tre fuggitive e solo nel finale è riuscita a superare la Duffy e  battere allo sprint la Hewitt, conquistando quindi  il 2° posto. Male le azzurre, con la Mazzetti che colleziona il 2° ritiro consecutivo in 7 giorni, dopo una frazione ciclistica da dimenticare, mentre Bonin, che ha subito per tutta la frazione ciclistica restando nella coda del gruppo delle inseguitrici e rischiando più volte di staccarsi, è risuscita ad entrare in T2 nelle prime 19, chiudendo poi a oltre 5’ dalla vincitrice in 24° posizione. Unica nota positiva è la conquista di punti preziosissimi che le permettono di stare un po’ più tranquilla in prospettiva qualificazione per Rio. Fortunatamente (per i colori azzurri) la Norden non ha concluso la gara e quindi non ha guadagnato nessun punto. Con la Betto ferma (non si sa ancora per quanto) la svedese è la più diretta avversaria per la qualificazione a Rio, infatti l’atleta delle Fiamme Oro attualmente è fuori dalla lista delle atleta qualificate, che è chiusa dalla canadese Findlay , attualmente infortunata, e la Norden è la più diretta inseguitrice per conquistare l’ultimo posto utile.

Tra gli uomini c’era curiosità per il rientro dei fratelli Brownlee, assenti nella prima tappa per i postumi di alcuni infortuni. La gara è stata avvincente fino alla fine, con un primo colpo di scena che ha tolto dai giochi uno dei favoriti alla vigilia, il sudafricano Murray, che ha riportato la frattura della clavicola a seguito di una caduta. Gli inglesi in bici hanno controllato la gara, con un primo tentativo di fuga di Alistar Brownlee a cui è seguito quello del suo connazionale Bishop, che insieme all’irlandese Shaw è entrato in T2 con un discreto vantaggio sul gruppo degli inseguitori. A piedi prendono subito la testa Jonathan Brownlee e Mola, mentre dietro la lotta è serrata. All’inizio dell’ultimo giro lo spagnolo piazza l’allungo decisivo, l’inglese va in netta crisi e a poche centinaia di metri dal traguardo viene passato anche da Alarza e riesce a chiudere in 3° posizione nonostante gli evidenti segni di un collasso, che avviene puntualmente appena tagliata la finish line.

Fabian , dopo il solito nuoto di testa e una frazione iniziale in bici di testa, chiude al 16° posto , Facchinetti 20°, Uccellari 33°, Secchiero 38°. Risultati che servono a Facchinetti di conquistare qualche punticino prezioso per la sua rincorsa a Rio 2016, che però risulta quasi impossibile perchè dovrà vedersela con il canadese Mislawchuk ( del team italiano Deda elementi) , reduce da una top 10 ad Abu Dabi e 11° in Gold Coast, per conquistare il 3°posto per l’Italia. Per Secchiero altra prestazione lontana dalla sufficienza in WTS, quasi certo l’addio alle già remote speranze di qualificazione per Rio.

Ad oggi quindi sono solo 2 uomini e 2 donne i qualificati per Rio per quanto riguarda i colori azzurri, situazione nettamente peggiore da quella con cui abbiamo iniziato l’ultimo biennio , con una Bonin che paga 5’ rispetto alle migliori , Uccellari che deve combattere con malanni e infortuni che non gli permettono di poter esprimersi al meglio, e Fabian che si dimostra competitivo fino alla T2, ma poi non risulta competitivo per le posizioni di primissimo livello nella frazione finale.

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