Mute Triathlon

Dopo il flop di Edmonton una riflessione sul settore giovanile in Italia

2 Flares Filament.io 2 Flares ×

Dopo il flop di Edmonton una riflessione sul settore giovanile in Italia

Le aspettative sulla trasferta di Edmonton per gli Junior e U23 erano tante, ma al ritorno in Italia nella casella medaglie conquistate troviamo un perentorio  ZERO !
Inutile accampare scuse, come spesso capita  quando in  campo scendono tutti i migliori i nostri giovani tornano a casa ridimensionati. Uno dei problemi è che  molte volte si valutano prove in contesti “poveri” tecnicamente  come grandi prestazioni, illudendo in un certo senso gli atleti stessi che poi si ritrovano a scontrarsi con la dura realtà.Ed ecco quindi che spesso si impreca contro la sfortuna, l’acqua fredda, una giornata sfortunata…

Non molto tempo fa sono stati dipinti con toni trionfali le vittorie a Riga e agli europei di categoria di duathlon, risultati che però andavano analizzati per il contesto tecnico in cui sono stati raggiunti,  lontano anni luce dall’eccellenza che si trova nelle rassegne iridate. Non a caso una delle atlete top 5 a Riga,  nella gara Elite donne di Edmonton a chiuso a oltre 9′ dalla vincitrice, che in gergo vuol dire “fare un altro sport”. Spesso utilizziamo risultati ottenuti nel duathlon enfatizzandoli, quando basta scorrere le classifiche e, a parte i numeri ridicoli, ci si accorge che le atlete top o addirittura certe nazioni in toto snobbano queste gare.

Analizzando le classifiche di europei e mondiali degli anni precedenti, si può notare come i nostri atleti non hanno avuto l’evoluzione tecnica che dovrebbe caratterizzare un giovane in fase di sviluppo non solo fisico ma sopratutto tecnico. Prendiamo per esempio la nostra migliore giovane Angelica Olmo e le prime tre atlete della gara individuale Junior.
Con la Merle  (bronzo ai mondiali canadesi e argento agli europei austriaci 2014) il distacco nella frazione finale nelle uniche due occasioni importanti in cui si sono scontrate (europei e mondiali) è sempre stato di 1’50” a favore della francese , negli altri due casi però  si può notare come il gap tra la nostra atleta e la altre sia andato crescendo di anno in anno.

Negli Europei 2013 l’azzurra era stata addirittura più veloce di tutte e due le sue rivali nell’ultima frazione, 7″  rispetto alla tedesca e ben 31″ rispetto la francese. Già ai mondiali londinesi di fine stagione però le cose sono drasticamente cambiate con la tedesca più veloce di ben 1’11” della nostra portacolori e la francese di 48″. Il trend è poi continuato nel 2014 dove agli europei il distacco a piedi della Olmo rispetto alla Beaugrand è stato di 1’45”, mentre dalla Lindermann di 1’54”. Ai mondiali appena conclusi è andata ancora peggio con i distacchi saliti rispettivamente a 1’59” e 2′ .

C’è da chiedersi come mai i nostri giovani spesso si affacciano al panorama internazionale con l’etichetta di “fenomeni” in patria e dopo esordi positivi si perdano  per strada. Sempre per citare quelli che sono considerati i migliori giovani Olmo e Stateff hanno esordito con gli Junior a livello internazionale , raccogliendo buoni risultati come il terzo posto agli europei 2013 per la Olmo (anche se favorito dal fatto che  atlete davanti a lei sono state “fermate”) ,correndo “fuori categoria” (in Italia correva come Youth) con atlete più grandi anche di 2 anni, l’argento agli europei 2012 per Stateff dietro al compagno di squadra Steinwandter, ma non hanno saputo poi confermarsi.

Infatti la Olmo al suo primo anno di categoria nelle due manifestazioni importanti (europei e mondiali ) non è stata mai in lotta per il titolo e nella rassegna iridata non è andata oltre al 15° posto. Per Stateff la sfortuna ci ha messo del suo e ha inanellato 3 ritiri su altrettanti mondiali corsi. A questa “involuzione” dei nostri atleti (che possiamo estendere anche ad altri) si contrappone la crescita di diversi delle altre nazioni, sinonimo che forse la strada intrapresa non è quella giusta.

Progetto talento, Sas, raduni super affollati e molto frequenti, raduni cir, altura, camp estivi, fisioterapisti, medici, nutrizionisti , ai nostri giovani di certo non manca l’appoggio, ma non è forse troppo? Quello che però non si capisce è come a fronte  di tutto questo “professionismo” si arrivi poi a gare come Edmonton dove Stateff  si veda negato dai giudici l’accesso in zona cambio per avere un modello di ruote non omologate (  la Bonin avrebbe avuto lo stesso problema visto che utilizza lo stesso modello di ruote ),  ultimamente (vedi Ungheria e altre trasferte) si è alle prese con frequenti problemi intestinali (non solo i giovani) in un caso sembra addirittura cronico, c’è da chiedersi il medico e altre figure, pagate, a cosa servano se poi ci si trova frequentemente  di fronte a queste situazioni.  Altro cosa su cui riflettere è la presenza in diverse trasferte (casualmente le più “appetibili” ) di una folta schiera di tecnici, accompagnatori, fisioterapisti, medici, ecc e poi alcuni atleti che vogliono gareggiare in certe gare si sentono dire che non ci sono i soldi per prendervi  pare!

Abbiamo giovani che a 15-16 anni fanno più carichi ,raduni e gare dei professionisti, “campioni del mondo” alle prime vittorie nelle gare giovanili , poi le statistiche dicono che dopo la categoria Junior/u23 la maggior parte smette di correre.  Analizzando infatti le carriere dei nostri Junior che hanno preso parte alle rassegne iridate dal 2004 ad oggi, possiamo notare come dei  33 atleti (tra uomini e donne) che hanno vestito la divisa azzurra ben 13 hanno smesso di correre, 9 non sono più inseriti nei PO , alcuni gareggiano  in gare Etu a spese proprie, alcuni come Age Group, solo in 12 continuano con la selezione nazionale. Quindi circa 2/3 si sono “persi per strada”, mentre dei 12  “nazionali” 6 sono entrati in gruppi militari (ben 4 uomini su 5). Naturalmente quelli degli ultimi 2-3 anni sono tutti in attività.

Mentre i nostri giovani corrono una marea di gare (nazionali e internazionali) i migliori giovani francesi, tedeschi , inglesi fanno solo le gare importanti, forse per loro ( e per i loro tecnici) non servono i titoli / titoletti per fare curriculum (per gruppi sportivi militari e incarichi vari ). A qualsiasi corso da allenatore di ogni disciplina sportiva quando si parla di giovani si parla di progressività dei carichi, rispetto dell’ età biologica, e di costruzione dell’atleta, il tutto però presuppone una programmazione mirata ad una crescita che può durare anche anni, ma si sà che in Italia siamo cultori del “tutto e subito”.

Oramai l’attività giovanile in Italia si è quasi ridotta al riuscire ad entrare nel Progetto Talento, ricerca spasmodica di tempi nel nuoto e nella corsa per accaparrarsi le fasce di merito che aprono le porte a raduni , collegiali, contributi ecc. Le gare sono oramai diventate solo un optional, per fare un esempio il campione italiano Junior di duathlon 2014 non è stato convocato per mondiali e europei junior di specialità a discapito di atleti arrivati dietro di lui nella rassegna tricolore, atleti che in gara (in Italia) hanno buone prestazioni non vengono convocati mentre altri che arrivano puntualmente dietro sì. Di solito nello sport vige la meritocrazia, ma in questi casi non sembrerebbe così. Tra l’altro negli ultimi 10 anni quello di Edmonton è stato l’unico mondiale dove non abbiamo schierato nemmeno uno Junior uomo.

L’attività promozionale è limitata, è stata riproposta la Coppa Primavera quest’anno ed è stato un flop clamoroso, numeri ridicoli e poco (o nulla) il seguito di questa iniziativa, la tappa in Piemonte originariamente fissata a Omegna è stata cancellata per mancanza di iscritti. Dietro a questa manifestazione però c’è stato un bando di concorso con fondi da erogare.  Riguardo al tema tecnico tempo fa era uscito un altro bando (sempre legato a fondi) su l’istituzione di centri interregionali per la pratica della multidisciplina, ma a parte Baratti non sembrerebbe che sia andato a buon fine anche questo progetto.

Quindi non sarebbe meglio prendere esempio dalle nazioni leadrs in campo giovanile  come Francia , Germania, Inghilterra (per citarne alcune) che gareggiano solo in determinate circostanze ( la Francia ai mondiali a squadre U23/Junior di Edmonton non ha schierato la squadra nonostante fosse la favorita)  e si crescono i loro atleti giovani ,  invece di cercare inutili risultati in giro per l’Europa o in garette con livello imbarazzante? Prendiamo per esempio i migliori giovani francesi e tedeschi, loro crescono nel Grand Prix France e Bundersliga gareggiando con i vari Gomez, Brownlee, Mola ecc , i nostri al massimo corrono il Grand Prix Italia e il campionato italiano di sprint , che più o meno hanno lo stesso livello lontano anni luce da una qualsiasi gara “vera”. Basti pensare che la nostra migliore Junior sale sul podio nel campionato nazionale di triathlon sprint, mentre quando corre con le coetanee in un mondiale prende 2′ solo nell’ultima frazione e 3′ nella classifica generale.

 

2 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 2 Filament.io 2 Flares ×

Contribuisci al nostro lavoro diventa fan su Facebook: www.facebook.com/triathlonmania e follower su Twitter: twitter.com/trathlonMania1

Argomenti Correlati
Autore
By
@novellimarco
Posts Correlati

Commenti dei lettori


Inserisci Il Tuo Commento

Altre Notizie

Dopo il flop di Edmonton una riflessione sul settore giovanile in Italia

3rd settembre, 2014
2 Flares Filament.io 2 Flares ×

Dopo il flop di Edmonton una riflessione sul settore giovanile in Italia

Le aspettative sulla trasferta di Edmonton per gli Junior e U23 erano tante, ma al ritorno in Italia nella casella medaglie conquistate troviamo un perentorio  ZERO !
Inutile accampare scuse, come spesso capita  quando in  campo scendono tutti i migliori i nostri giovani tornano a casa ridimensionati. Uno dei problemi è che  molte volte si valutano prove in contesti “poveri” tecnicamente  come grandi prestazioni, illudendo in un certo senso gli atleti stessi che poi si ritrovano a scontrarsi con la dura realtà.Ed ecco quindi che spesso si impreca contro la sfortuna, l’acqua fredda, una giornata sfortunata…

Non molto tempo fa sono stati dipinti con toni trionfali le vittorie a Riga e agli europei di categoria di duathlon, risultati che però andavano analizzati per il contesto tecnico in cui sono stati raggiunti,  lontano anni luce dall’eccellenza che si trova nelle rassegne iridate. Non a caso una delle atlete top 5 a Riga,  nella gara Elite donne di Edmonton a chiuso a oltre 9′ dalla vincitrice, che in gergo vuol dire “fare un altro sport”. Spesso utilizziamo risultati ottenuti nel duathlon enfatizzandoli, quando basta scorrere le classifiche e, a parte i numeri ridicoli, ci si accorge che le atlete top o addirittura certe nazioni in toto snobbano queste gare.

Analizzando le classifiche di europei e mondiali degli anni precedenti, si può notare come i nostri atleti non hanno avuto l’evoluzione tecnica che dovrebbe caratterizzare un giovane in fase di sviluppo non solo fisico ma sopratutto tecnico. Prendiamo per esempio la nostra migliore giovane Angelica Olmo e le prime tre atlete della gara individuale Junior.
Con la Merle  (bronzo ai mondiali canadesi e argento agli europei austriaci 2014) il distacco nella frazione finale nelle uniche due occasioni importanti in cui si sono scontrate (europei e mondiali) è sempre stato di 1’50” a favore della francese , negli altri due casi però  si può notare come il gap tra la nostra atleta e la altre sia andato crescendo di anno in anno.

Negli Europei 2013 l’azzurra era stata addirittura più veloce di tutte e due le sue rivali nell’ultima frazione, 7″  rispetto alla tedesca e ben 31″ rispetto la francese. Già ai mondiali londinesi di fine stagione però le cose sono drasticamente cambiate con la tedesca più veloce di ben 1’11” della nostra portacolori e la francese di 48″. Il trend è poi continuato nel 2014 dove agli europei il distacco a piedi della Olmo rispetto alla Beaugrand è stato di 1’45”, mentre dalla Lindermann di 1’54”. Ai mondiali appena conclusi è andata ancora peggio con i distacchi saliti rispettivamente a 1’59” e 2′ .

C’è da chiedersi come mai i nostri giovani spesso si affacciano al panorama internazionale con l’etichetta di “fenomeni” in patria e dopo esordi positivi si perdano  per strada. Sempre per citare quelli che sono considerati i migliori giovani Olmo e Stateff hanno esordito con gli Junior a livello internazionale , raccogliendo buoni risultati come il terzo posto agli europei 2013 per la Olmo (anche se favorito dal fatto che  atlete davanti a lei sono state “fermate”) ,correndo “fuori categoria” (in Italia correva come Youth) con atlete più grandi anche di 2 anni, l’argento agli europei 2012 per Stateff dietro al compagno di squadra Steinwandter, ma non hanno saputo poi confermarsi.

Infatti la Olmo al suo primo anno di categoria nelle due manifestazioni importanti (europei e mondiali ) non è stata mai in lotta per il titolo e nella rassegna iridata non è andata oltre al 15° posto. Per Stateff la sfortuna ci ha messo del suo e ha inanellato 3 ritiri su altrettanti mondiali corsi. A questa “involuzione” dei nostri atleti (che possiamo estendere anche ad altri) si contrappone la crescita di diversi delle altre nazioni, sinonimo che forse la strada intrapresa non è quella giusta.

Progetto talento, Sas, raduni super affollati e molto frequenti, raduni cir, altura, camp estivi, fisioterapisti, medici, nutrizionisti , ai nostri giovani di certo non manca l’appoggio, ma non è forse troppo? Quello che però non si capisce è come a fronte  di tutto questo “professionismo” si arrivi poi a gare come Edmonton dove Stateff  si veda negato dai giudici l’accesso in zona cambio per avere un modello di ruote non omologate (  la Bonin avrebbe avuto lo stesso problema visto che utilizza lo stesso modello di ruote ),  ultimamente (vedi Ungheria e altre trasferte) si è alle prese con frequenti problemi intestinali (non solo i giovani) in un caso sembra addirittura cronico, c’è da chiedersi il medico e altre figure, pagate, a cosa servano se poi ci si trova frequentemente  di fronte a queste situazioni.  Altro cosa su cui riflettere è la presenza in diverse trasferte (casualmente le più “appetibili” ) di una folta schiera di tecnici, accompagnatori, fisioterapisti, medici, ecc e poi alcuni atleti che vogliono gareggiare in certe gare si sentono dire che non ci sono i soldi per prendervi  pare!

Abbiamo giovani che a 15-16 anni fanno più carichi ,raduni e gare dei professionisti, “campioni del mondo” alle prime vittorie nelle gare giovanili , poi le statistiche dicono che dopo la categoria Junior/u23 la maggior parte smette di correre.  Analizzando infatti le carriere dei nostri Junior che hanno preso parte alle rassegne iridate dal 2004 ad oggi, possiamo notare come dei  33 atleti (tra uomini e donne) che hanno vestito la divisa azzurra ben 13 hanno smesso di correre, 9 non sono più inseriti nei PO , alcuni gareggiano  in gare Etu a spese proprie, alcuni come Age Group, solo in 12 continuano con la selezione nazionale. Quindi circa 2/3 si sono “persi per strada”, mentre dei 12  “nazionali” 6 sono entrati in gruppi militari (ben 4 uomini su 5). Naturalmente quelli degli ultimi 2-3 anni sono tutti in attività.

Mentre i nostri giovani corrono una marea di gare (nazionali e internazionali) i migliori giovani francesi, tedeschi , inglesi fanno solo le gare importanti, forse per loro ( e per i loro tecnici) non servono i titoli / titoletti per fare curriculum (per gruppi sportivi militari e incarichi vari ). A qualsiasi corso da allenatore di ogni disciplina sportiva quando si parla di giovani si parla di progressività dei carichi, rispetto dell’ età biologica, e di costruzione dell’atleta, il tutto però presuppone una programmazione mirata ad una crescita che può durare anche anni, ma si sà che in Italia siamo cultori del “tutto e subito”.

Oramai l’attività giovanile in Italia si è quasi ridotta al riuscire ad entrare nel Progetto Talento, ricerca spasmodica di tempi nel nuoto e nella corsa per accaparrarsi le fasce di merito che aprono le porte a raduni , collegiali, contributi ecc. Le gare sono oramai diventate solo un optional, per fare un esempio il campione italiano Junior di duathlon 2014 non è stato convocato per mondiali e europei junior di specialità a discapito di atleti arrivati dietro di lui nella rassegna tricolore, atleti che in gara (in Italia) hanno buone prestazioni non vengono convocati mentre altri che arrivano puntualmente dietro sì. Di solito nello sport vige la meritocrazia, ma in questi casi non sembrerebbe così. Tra l’altro negli ultimi 10 anni quello di Edmonton è stato l’unico mondiale dove non abbiamo schierato nemmeno uno Junior uomo.

L’attività promozionale è limitata, è stata riproposta la Coppa Primavera quest’anno ed è stato un flop clamoroso, numeri ridicoli e poco (o nulla) il seguito di questa iniziativa, la tappa in Piemonte originariamente fissata a Omegna è stata cancellata per mancanza di iscritti. Dietro a questa manifestazione però c’è stato un bando di concorso con fondi da erogare.  Riguardo al tema tecnico tempo fa era uscito un altro bando (sempre legato a fondi) su l’istituzione di centri interregionali per la pratica della multidisciplina, ma a parte Baratti non sembrerebbe che sia andato a buon fine anche questo progetto.

Quindi non sarebbe meglio prendere esempio dalle nazioni leadrs in campo giovanile  come Francia , Germania, Inghilterra (per citarne alcune) che gareggiano solo in determinate circostanze ( la Francia ai mondiali a squadre U23/Junior di Edmonton non ha schierato la squadra nonostante fosse la favorita)  e si crescono i loro atleti giovani ,  invece di cercare inutili risultati in giro per l’Europa o in garette con livello imbarazzante? Prendiamo per esempio i migliori giovani francesi e tedeschi, loro crescono nel Grand Prix France e Bundersliga gareggiando con i vari Gomez, Brownlee, Mola ecc , i nostri al massimo corrono il Grand Prix Italia e il campionato italiano di sprint , che più o meno hanno lo stesso livello lontano anni luce da una qualsiasi gara “vera”. Basti pensare che la nostra migliore Junior sale sul podio nel campionato nazionale di triathlon sprint, mentre quando corre con le coetanee in un mondiale prende 2′ solo nell’ultima frazione e 3′ nella classifica generale.

 

2 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 2 Filament.io 2 Flares ×
By
@novellimarco
2 Flares Twitter 0 Facebook 0 Pin It Share 0 Google+ 2 Filament.io 2 Flares ×
backtotop