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Dopo Chicago una riflessione sulla situazione tragica del settore giovanile.

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numeri picchiata

La validità di progetti legati allo sport è data dai risultati conseguiti negli appuntamenti più importanti della stagione dagli atleti coinvolti in essi. Per il triathlon giovanile le gare di riferimento sono i  mondiali di specialità che si corrono a fine stagione.

Come già fatto all’indomani del mondiale 2014 di Edmonton, abbiamo esaminato i numeri di quello 2015 di Chicago, valutando quindi  l’andamento della situazione nella gestione dell’attuale area tecnica comparandola con quella precedente. Nella nostra analisi abbiamo considerato sia la categoria Junior che U23.

JUNIOR

Analisi Junior M

Uomini

E’ chiaro come la situazione sia disastrosa e preoccupante, per il secondo anno consecutivo non abbiamo qualificato nessun atleta per il mondiale, sintomo di come siamo lontani non solo dall’eccellenza, ma addirittura stiamo sprofondando nell’anonimato a livello internazionale. Il confronto con lo scorso quadriennio  è impietoso: due top 10 e due top 20 contro un 40° posto e due mancate qualificazioni.

Analisi Junior D.

Donne

I numeri parlano di una realtà non felicissima e soprattutto di una tendenza sempre più negativa, caratterizzata da un distacco medio dalla vincitrice in continuo aumento, così come quello nella frazione podistica che è aumentato anche se di poco rispetto allo scorso quadriennio. Anche a livello di posizione finale la crisi è palese, nel 2011 è stata sfiorata la top 10 (11°) , mentre in questi ultimi 3 anni siamo sempre più distanti dalle posizioni che contano (miglior risultato nel 2013 il 15° posto).

U23

Analisi U23 U.

Uomini

Quello che accade  negli U23 uomini è emblematico del nostro movimento giovanile. Nonostante il distacco medio dal vincitore sia in diminuzione rispetto allo scorso quadriennio, il distacco medio a piedi è in aumento. Analizzeremo a breve le possibili cause di questa situazione particolare.

Analisi U23 D.

Donne

Storicamente la categoria più “facile ” (quest’anno solo 28 al via con quasi nessuna big ) , come per i pari categoria uomini il distacco medio dalla vincitrice è diminuito rispetto allo scorso quadriennio, ma è criticamente aumentato il distacco medio nella frazione podistica. Il tutto si riassume in nessuna top 10 in questo triennio contro due top 10 dello scorso quadriennio. Per la gara del 2015 , disputatasi su distanza sprint , abbiamo raddoppiato i tempi.

 

Numeri quindi che parlano chiaro, la situazione a livello giovanile è in continua involuzione e in alcuni casi stiamo assistendo ad una vera e propria caduta libera. A fronte di progetto talento, PSN  e Sas,  i risultati nei mondiali (unica gara di assoluto livello che evidenzia il reale valore degli atleti) sono assolutamente insufficienti se si considerano gli investimenti economici che comportano, oltre che ai numerosi raduni e tecnici stipendiati per gestire l’attività giovanile.

E’ oramai cronica l’incapacità di preparare gli appuntamenti clou stagionali, basta scorrere le classifiche delle gare per rendersi conto di come diversi atleti che arrivano nella top 10 o addirittura a podio nei mondiali di categoria, in alcune manifestazioni di poca importanza siano finiti dietro ad alcuni azzurri. Problemi psicologici in occasione di grandi manifestazioni? Incapacità di programmare l’ evento clou stagione ? Sicuramente non ci si può appellare alla sfortuna come spesso accade all’indomani di prestazioni scadenti.

Come si evince dall’analisi dei distacchi e come abbiamo evidenziato soprattutto tra gli U23, in alcuni casi a contrapporsi alla diminuzione del distacco medio dei nostri atleti dai vincitori della gara , registriamo un aumento del distacco nella frazione podistica, in molti casi si tratta di una tendenza negativa in crescita anno dopo anno. Anche se i due dati possono sembrare discordanti, andando ad analizzare i tempi medi della frazione di corsa , possiamo notare come quella dei vincitori stia scendendo mentre tra gli azzurri  solo tra gli U23 uomini seguono la stessa tendenza .

Non è un mistero che la parte ciclistica in Italia non viene quasi per niente considerata, le PSN riguardano solo nuoto e corsa, mentre nelle gare giovanili le distanze della seconda frazione si accorciano sempre più, arrivando all’assurdo di una crono a squadre per Junior di 4 km ! Ecco quindi che quando ci si confronta con la realtà internazionale i nostri spesso sono in difficoltà sulle due ruote e subiscono tremendamente la seconda frazione, arrivando quindi a correre in una situazione di altissimo affaticamento a differenza dei coetanei stranieri. Questa potrebbe essere una possibile chiave di lettura per la  mancata crescita/scadimento delle prestazioni degli azzurri nell’ultima frazione. Il risultato è evidente, abbiamo colmato in alcuni casi il gap a nuoto  con i migliori, ma di fatto la nostra gara finisce quando si entra nella fase decisiva (corsa).

Altro aspetto da considerare è la qualità delle gare che affrontano i nostri giovani non solo in prospettiva mondiali, ma soprattutto per la loro crescita. Atlete come la Lindemann, Merle, per citarne alcune, crescono nel Grand Prix francese, Bundesliga e manifestazioni di altissimo livello, mentre i nostri giovani  nella Coppa Italia e in gare regionali o comunque di livello medio / basso, dove il più delle volte già prima di partire si può stilare la classifica finale.

Nel calcio quando una squadra non produce risultati il primo a pagarne le conseguenze è l’allenatore, nel triathlon in Italia invece si continua sempre sulla stessa strada imperterriti.

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Dopo Chicago una riflessione sulla situazione tragica del settore giovanile.

24th settembre, 2015
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La validità di progetti legati allo sport è data dai risultati conseguiti negli appuntamenti più importanti della stagione dagli atleti coinvolti in essi. Per il triathlon giovanile le gare di riferimento sono i  mondiali di specialità che si corrono a fine stagione.

Come già fatto all’indomani del mondiale 2014 di Edmonton, abbiamo esaminato i numeri di quello 2015 di Chicago, valutando quindi  l’andamento della situazione nella gestione dell’attuale area tecnica comparandola con quella precedente. Nella nostra analisi abbiamo considerato sia la categoria Junior che U23.

JUNIOR

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Uomini

E’ chiaro come la situazione sia disastrosa e preoccupante, per il secondo anno consecutivo non abbiamo qualificato nessun atleta per il mondiale, sintomo di come siamo lontani non solo dall’eccellenza, ma addirittura stiamo sprofondando nell’anonimato a livello internazionale. Il confronto con lo scorso quadriennio  è impietoso: due top 10 e due top 20 contro un 40° posto e due mancate qualificazioni.

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Donne

I numeri parlano di una realtà non felicissima e soprattutto di una tendenza sempre più negativa, caratterizzata da un distacco medio dalla vincitrice in continuo aumento, così come quello nella frazione podistica che è aumentato anche se di poco rispetto allo scorso quadriennio. Anche a livello di posizione finale la crisi è palese, nel 2011 è stata sfiorata la top 10 (11°) , mentre in questi ultimi 3 anni siamo sempre più distanti dalle posizioni che contano (miglior risultato nel 2013 il 15° posto).

U23

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Uomini

Quello che accade  negli U23 uomini è emblematico del nostro movimento giovanile. Nonostante il distacco medio dal vincitore sia in diminuzione rispetto allo scorso quadriennio, il distacco medio a piedi è in aumento. Analizzeremo a breve le possibili cause di questa situazione particolare.

Analisi U23 D.

Donne

Storicamente la categoria più “facile ” (quest’anno solo 28 al via con quasi nessuna big ) , come per i pari categoria uomini il distacco medio dalla vincitrice è diminuito rispetto allo scorso quadriennio, ma è criticamente aumentato il distacco medio nella frazione podistica. Il tutto si riassume in nessuna top 10 in questo triennio contro due top 10 dello scorso quadriennio. Per la gara del 2015 , disputatasi su distanza sprint , abbiamo raddoppiato i tempi.

 

Numeri quindi che parlano chiaro, la situazione a livello giovanile è in continua involuzione e in alcuni casi stiamo assistendo ad una vera e propria caduta libera. A fronte di progetto talento, PSN  e Sas,  i risultati nei mondiali (unica gara di assoluto livello che evidenzia il reale valore degli atleti) sono assolutamente insufficienti se si considerano gli investimenti economici che comportano, oltre che ai numerosi raduni e tecnici stipendiati per gestire l’attività giovanile.

E’ oramai cronica l’incapacità di preparare gli appuntamenti clou stagionali, basta scorrere le classifiche delle gare per rendersi conto di come diversi atleti che arrivano nella top 10 o addirittura a podio nei mondiali di categoria, in alcune manifestazioni di poca importanza siano finiti dietro ad alcuni azzurri. Problemi psicologici in occasione di grandi manifestazioni? Incapacità di programmare l’ evento clou stagione ? Sicuramente non ci si può appellare alla sfortuna come spesso accade all’indomani di prestazioni scadenti.

Come si evince dall’analisi dei distacchi e come abbiamo evidenziato soprattutto tra gli U23, in alcuni casi a contrapporsi alla diminuzione del distacco medio dei nostri atleti dai vincitori della gara , registriamo un aumento del distacco nella frazione podistica, in molti casi si tratta di una tendenza negativa in crescita anno dopo anno. Anche se i due dati possono sembrare discordanti, andando ad analizzare i tempi medi della frazione di corsa , possiamo notare come quella dei vincitori stia scendendo mentre tra gli azzurri  solo tra gli U23 uomini seguono la stessa tendenza .

Non è un mistero che la parte ciclistica in Italia non viene quasi per niente considerata, le PSN riguardano solo nuoto e corsa, mentre nelle gare giovanili le distanze della seconda frazione si accorciano sempre più, arrivando all’assurdo di una crono a squadre per Junior di 4 km ! Ecco quindi che quando ci si confronta con la realtà internazionale i nostri spesso sono in difficoltà sulle due ruote e subiscono tremendamente la seconda frazione, arrivando quindi a correre in una situazione di altissimo affaticamento a differenza dei coetanei stranieri. Questa potrebbe essere una possibile chiave di lettura per la  mancata crescita/scadimento delle prestazioni degli azzurri nell’ultima frazione. Il risultato è evidente, abbiamo colmato in alcuni casi il gap a nuoto  con i migliori, ma di fatto la nostra gara finisce quando si entra nella fase decisiva (corsa).

Altro aspetto da considerare è la qualità delle gare che affrontano i nostri giovani non solo in prospettiva mondiali, ma soprattutto per la loro crescita. Atlete come la Lindemann, Merle, per citarne alcune, crescono nel Grand Prix francese, Bundesliga e manifestazioni di altissimo livello, mentre i nostri giovani  nella Coppa Italia e in gare regionali o comunque di livello medio / basso, dove il più delle volte già prima di partire si può stilare la classifica finale.

Nel calcio quando una squadra non produce risultati il primo a pagarne le conseguenze è l’allenatore, nel triathlon in Italia invece si continua sempre sulla stessa strada imperterriti.

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