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Danilo Palmucci e la politica federale sull’Ironman

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Ancora Danilo Palmucci sulla questione Age Group

Cari amici,

risulta francamente incomprensibile la politica dell’attuale board federale secondo il quale l’Ironman e gli atleti italiani che gareggiano alle sue finali non meritano l’attenzione che invece hanno avuto i campioni nazionali e gli atleti  medagliati continentali e mondiali di tutte le altre specialità ITU che sono stati regolarmente premiati a Riccione il mese scorso.

Anzi, analizzando gli avvenimenti  potrebbe sembrare che per questa federazione non è l’ironman in se ad essere un evento di spessore internazionale e con una cassa di risonanza planetaria, un evento che in tutto il mondo ha una miriade di appassionati anche extra sportivi, sul quale investire, ma la sua eccezionalità sembrerebbe per essa determinata esclusivamente dalla partecipazione di Alex Zanardi e Luca Parmitano, sono praticamente loro che illuminano la finale di Kona, non viceversa..

A questo punto risulta francamente incomprensibile quale recondita ragione abbia mosso Zanardi e Parmitano a mettersi in gioco per una gara di poco conto per la Fitri e ancora di più lo è il motivo per il quale la nostra amministrazione abbia sostenuto questo progetto diretto in una direzione che ad essa non interessa. Immaginiamo, deduciamo quindi che al prossimo Age Group Party la nostra federazione si guarderà bene dall’ invitarli alla premiazione annuale, salvo entrare in contraddizione con se stessa se lo facesse e creando ulteriore imbarazzo con chi quest’anno e gli scorsi anni  non è stato premiato per la partecipazione alle finali WTC, perché se così non fosse, sarebbe la prova di un’aberrante e antisportiva contraddizione.

Come possiamo vedere da questi semplici avvenimenti, quando la politica è miope e poco supportata da una logica strutturata e lungimirante, ci si ritrova in un vicolo cieco, dal quale è difficile uscirne interi.

Sarebbe bastato riconoscere l’Ironman come una specialità del triathlon a tutti gli effetti da sempre e non ci saremmo trovati oggi in questa situazione. Basta poco che ce vo’?

Anche la stampa sportiva nazionale segue logiche poco comprensibili quando cassa la presenza di atleti incontrati e per giunta intervistati sul campo di gara nei giorni precedenti la gara e poi punta l’attenzione sulla classifica individuale di Alex tra i normodotati, quando per sottolineare la straordinarietà della sua impresa basta ricordare che è il campione del mondo ironman 2014 dell’hand-cycle con il secondo tempo di sempre nella ristrettissima elite di 17 atleti capaci di completare la prova nella sua categoria nella storia dell’ Ironman di Hawaii. Una leggenda!!

A questo punto basterebbe riconoscere di aver sbagliato, dare a cesare quel che è di cesare e tutto si risolverebbe in un lampo. Noi tutti ci speriamo ancora!!

Penso che l’Italia abbia un grande futuro nell’ironman.

Senza rancore e sportivamente

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Danilo Palmucci e la politica federale sull’Ironman

16th ottobre, 2014
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Ancora Danilo Palmucci sulla questione Age Group

Cari amici,

risulta francamente incomprensibile la politica dell’attuale board federale secondo il quale l’Ironman e gli atleti italiani che gareggiano alle sue finali non meritano l’attenzione che invece hanno avuto i campioni nazionali e gli atleti  medagliati continentali e mondiali di tutte le altre specialità ITU che sono stati regolarmente premiati a Riccione il mese scorso.

Anzi, analizzando gli avvenimenti  potrebbe sembrare che per questa federazione non è l’ironman in se ad essere un evento di spessore internazionale e con una cassa di risonanza planetaria, un evento che in tutto il mondo ha una miriade di appassionati anche extra sportivi, sul quale investire, ma la sua eccezionalità sembrerebbe per essa determinata esclusivamente dalla partecipazione di Alex Zanardi e Luca Parmitano, sono praticamente loro che illuminano la finale di Kona, non viceversa..

A questo punto risulta francamente incomprensibile quale recondita ragione abbia mosso Zanardi e Parmitano a mettersi in gioco per una gara di poco conto per la Fitri e ancora di più lo è il motivo per il quale la nostra amministrazione abbia sostenuto questo progetto diretto in una direzione che ad essa non interessa. Immaginiamo, deduciamo quindi che al prossimo Age Group Party la nostra federazione si guarderà bene dall’ invitarli alla premiazione annuale, salvo entrare in contraddizione con se stessa se lo facesse e creando ulteriore imbarazzo con chi quest’anno e gli scorsi anni  non è stato premiato per la partecipazione alle finali WTC, perché se così non fosse, sarebbe la prova di un’aberrante e antisportiva contraddizione.

Come possiamo vedere da questi semplici avvenimenti, quando la politica è miope e poco supportata da una logica strutturata e lungimirante, ci si ritrova in un vicolo cieco, dal quale è difficile uscirne interi.

Sarebbe bastato riconoscere l’Ironman come una specialità del triathlon a tutti gli effetti da sempre e non ci saremmo trovati oggi in questa situazione. Basta poco che ce vo’?

Anche la stampa sportiva nazionale segue logiche poco comprensibili quando cassa la presenza di atleti incontrati e per giunta intervistati sul campo di gara nei giorni precedenti la gara e poi punta l’attenzione sulla classifica individuale di Alex tra i normodotati, quando per sottolineare la straordinarietà della sua impresa basta ricordare che è il campione del mondo ironman 2014 dell’hand-cycle con il secondo tempo di sempre nella ristrettissima elite di 17 atleti capaci di completare la prova nella sua categoria nella storia dell’ Ironman di Hawaii. Una leggenda!!

A questo punto basterebbe riconoscere di aver sbagliato, dare a cesare quel che è di cesare e tutto si risolverebbe in un lampo. Noi tutti ci speriamo ancora!!

Penso che l’Italia abbia un grande futuro nell’ironman.

Senza rancore e sportivamente

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