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Arriva la stangata per Baldelli : 4 anni di squalifica

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Ricostruiamo un po' la vicenda per capire come si è arrivati a questa squalifica e come si è comportata la Fitri e i suoi organi periferici in tutto questo. Il nome di Baldelli comincia a farsi strada negli ambienti della tirplice dopo prestazioni incredibili in gare WTC, in un mondiale 70.3 lo stesso atleta, ai tempi quasi 45enne fece segnare un tempo a nuoto inferiore a Andy Potts, da anni miglior nuotatore in assoluto della specialità con un passato da nuotatore di alto livello, mentre per Baldelli si trattava di un M1 avvicinatosi al nuoto in età molto avanzata e nessun risultato di rilievo, anzi, in diversi nella sua provincia avevano già avanzato sospetti su questi tempi invitando lo stesso atleta a mostrarsi in piscina per verificare la veridicità delle sue prestazioni, naturalmente senza mai ottenere risposta. Oltretutto, lo stesso Baldelli rispondeva ai dubbi sollevati da molti con fare arrogante, bollando come invidiosi tutti quelli che sospettavano delle sue prestazioni.  Si è poi notato che queste prestazioni erano quasi sempre realizzate in particolari condizioni, partenza a batterie e/o gare multilap, per cui era nata una versione dei fatti che prospettava cambi di cuffie, chip, partenze in batterie diverse ecc. A queste prestazioni incredibili a nuoto in alcune gare , non ne facevano seguito altrettante in Italia , sinonimo di evidente "illeicità" compiute in alcune gare. In Italia poi, a fronte di alcune voci fuori dal coro che evidenziavano queste incongruenze , c'è stata una marea di pseudo perbenisti che hanno alimentato l'ego stesso del Baldelli , che sentendosi spalleggiato da tutti questi "amici" ha continuato a crearsi un immagine di "super atleta" e a vantarsi delle sue prestazioni , sempre additando come invidiosi tutti i suoi detrattori e addirittura continuando a minacciare querele a chi sospettava delle sue prestazioni.  La "bomba" scoppia lo scorso fine Settembre quando alla gara Elbaman i sospetti sono diventati praticamente certezze, è bastato inserire a sorpresa un controllo alla fine del primo giro a nuoto per scoprire  che Baldelli non era transitato , ma poi tranquillamente al secondo giro è uscito dall'acqua in terza posizione correndo in zona cambio. Prontamente avvisato dall'organizzatore  l'atleta umbro si è dovuto ritirare , sono iniziate quindi a piombare accuse e in molti hanno trovato riscontro ai propri dubbi e sono arrivate numerose testimonianze di episodi "sospetti" accaduti in passato, lo stesso Baldelli ha cominciato una improbabile difesa fatta di ricostruzioni fantasiose su quanto accaduto all'Elba, spalleggiato da personaggi anonimi o vicini a lui che non hanno fatto altro che creare ancora meno credibilità intorno all'atleta. Naturalmente, i soliti perbenisiti con le fette di salame davanti agli occhi hanno continuato a difendere quello che stava diventando indifendibile, lo stesso Baldelli continuava a minacciare di querele a destra e manca oltre che a difendersi a spada tratta dicendo che avrebbe dimostrato che il tutto era solo frutto di calunnie e della solita invidia e che avrebbe fatto tacere i suoi detrattori con le sue future prestazioni.  All'indomani della pubblicazione di un video in cui si vede Baldelli all'uscita dell'acqua all 'Elbaman che di fatto sbugiarda o distrugge quasi completamente le varie versioni difensive dell'atleta umbro, lo stesso si cancella da Facebook, parte una querela (verso lo scrivente, poi naturalmente ritirata dopo l'evolversi della faccenda) , sperando che le acque si calmino. Inizia però una seconda fase della vicenda, dove alcuni atleti , che da anni avevano sospetti in merito, decidono di andare a fondo riguardo a un presunto utilizzo di sostanze proibite e raccogliendo testimonianze e dati, realizzano un fascicolo che viene consegnato a mano alla Procura Antidoping. Da  lì a 2 giorni arriva il controllo a sorpresa per Baldelli in una competizione podistica di livello amatoriale, alla richiesta di sottoporsi alle analisi del sangue viene il rifiuto, non può però sottrarsi al controllo delle urine che come oramai accertato ha dato esito positivo. Si è accertato l'utilizzo dell Aranesp, un prodotto molto più potente dell'Epo (e molto più costoso) combinato con altre sostanze illecite che  formavano un cocktail micidiale.  Come si è comportata la Fitri in questa vicenda? Iniziamo dal finale, cioè da quando è apparsa la positività di Baldelli, la Fitri si è totalmente disinteressata del caso in quanto non risulta tesserato per la stagione 2014 per la stessa federazione, naturalmente la stessa era stata avvisata di queste prestazioni sospette, dei tempi impossibili da realizzare ecc. Naturalmente silenzio totale. Potrebbe sembrare un comportamento formalmente corretto, ma va evidenziato che la WTC (società che organizza i vari IM e 70.3 "pallinati" in cui Baldelli ha fatto realizzare prestazioni "impossibili") solo per il fatto di aver riscontrato tempi a nuoto "impossibili" ha squalificato lo stesso atleta ad una gara e, dopo la sua riscontrata positività ad Aprile, ha inviato allo stesso atelta una diffida a prendere parte alle proprie gare . La cosa più grave è stata compiuta dal rappresentante regionale Fitri Alessandro Jovine, tra l'altro presidente del triathlon Trasimeno , squadra di Baldelli, che ha segnalato al Coni lo stesso atleta per le premiazioni di fine anno. La motivazione del premio era "per i risultati internazionali", peccato che come già scritto la WTC lo aveva squalificato in due occasioni, proprio le due gare in cui avrebbe ottenuto questi risultati, soprattutto poi all'indomani della vicenda dell'Isola d'Elba. Tra l'altro proprio lo scrivente aveva informato il Presidente del Coni regionale umbro di quanto accaduto con Baldelli , ma lo stesso ha "scaricato" tutto su Jovine che aveva segnalato l'atleta ( tra l'altro un suo atleta ) e di fatto "lavandosene" le mani. La Fitri naturalmente ha assistito a tutto questo in silenzio, nonostante informata di tutto non ha mai preso posizione ne ha voluto mai andare a fondo sulla faccenda ,  dopo la positività di Baldelli lo ha trattato come un corpo estraneo, visto che non risultava ancora tesserato per il 2014. C'è però da ricordare che all'Elba era tesserato Fitri e durante tutte le gare in cui ha realizzato tempi impossibili era tesserato Fitri , non a caso nella gara in cui è stata riscontrata la positività correva con la divisa della sua società di triathlon. La Fitri ha perso ancora una volta l'occasione per dimostrarsi attiva CON I FATTI nella lotta contro il doping  e contro comportamenti scorretti, ma come al solito lo è solo a parole.

E arrivata dal TNA la preannunciata stangata per   Giuseppe Baldelli, triatleta umbro al centro di numerose polemiche dopo prestazioni dai più ritenute assurde.
Ecco la sentenza :

La prima sezione del TNA, infine, nel procedimento disciplinare a carico di Giuseppe Baldelli, visti gli artt. 2.1, 2.3 e 4.6 delle NSA e 2.1,2.3 e 10.6 del Codice WADA, gli ha inflitto 4 anni di squalifica, a decorrere dal 6/04/2014 e con scadenza 5/04/2018, condannando inoltre l’atleta al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 325,00. E’ stato disposto altresì che la presente decisione sia comunicata all’interessato, all’UPA, alla WADA, alla IAAF, alla FIDAL e alla società di appartenenza.

Seguirà articolo con la ricostruzione della vicenda che ha portato alla squalifica del triatleta umbro.

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Arriva la stangata per Baldelli : 4 anni di squalifica

13th settembre, 2014
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Ricostruiamo un po' la vicenda per capire come si è arrivati a questa squalifica e come si è comportata la Fitri e i suoi organi periferici in tutto questo. Il nome di Baldelli comincia a farsi strada negli ambienti della tirplice dopo prestazioni incredibili in gare WTC, in un mondiale 70.3 lo stesso atleta, ai tempi quasi 45enne fece segnare un tempo a nuoto inferiore a Andy Potts, da anni miglior nuotatore in assoluto della specialità con un passato da nuotatore di alto livello, mentre per Baldelli si trattava di un M1 avvicinatosi al nuoto in età molto avanzata e nessun risultato di rilievo, anzi, in diversi nella sua provincia avevano già avanzato sospetti su questi tempi invitando lo stesso atleta a mostrarsi in piscina per verificare la veridicità delle sue prestazioni, naturalmente senza mai ottenere risposta. Oltretutto, lo stesso Baldelli rispondeva ai dubbi sollevati da molti con fare arrogante, bollando come invidiosi tutti quelli che sospettavano delle sue prestazioni.  Si è poi notato che queste prestazioni erano quasi sempre realizzate in particolari condizioni, partenza a batterie e/o gare multilap, per cui era nata una versione dei fatti che prospettava cambi di cuffie, chip, partenze in batterie diverse ecc. A queste prestazioni incredibili a nuoto in alcune gare , non ne facevano seguito altrettante in Italia , sinonimo di evidente "illeicità" compiute in alcune gare. In Italia poi, a fronte di alcune voci fuori dal coro che evidenziavano queste incongruenze , c'è stata una marea di pseudo perbenisti che hanno alimentato l'ego stesso del Baldelli , che sentendosi spalleggiato da tutti questi "amici" ha continuato a crearsi un immagine di "super atleta" e a vantarsi delle sue prestazioni , sempre additando come invidiosi tutti i suoi detrattori e addirittura continuando a minacciare querele a chi sospettava delle sue prestazioni.  La "bomba" scoppia lo scorso fine Settembre quando alla gara Elbaman i sospetti sono diventati praticamente certezze, è bastato inserire a sorpresa un controllo alla fine del primo giro a nuoto per scoprire  che Baldelli non era transitato , ma poi tranquillamente al secondo giro è uscito dall'acqua in terza posizione correndo in zona cambio. Prontamente avvisato dall'organizzatore  l'atleta umbro si è dovuto ritirare , sono iniziate quindi a piombare accuse e in molti hanno trovato riscontro ai propri dubbi e sono arrivate numerose testimonianze di episodi "sospetti" accaduti in passato, lo stesso Baldelli ha cominciato una improbabile difesa fatta di ricostruzioni fantasiose su quanto accaduto all'Elba, spalleggiato da personaggi anonimi o vicini a lui che non hanno fatto altro che creare ancora meno credibilità intorno all'atleta. Naturalmente, i soliti perbenisiti con le fette di salame davanti agli occhi hanno continuato a difendere quello che stava diventando indifendibile, lo stesso Baldelli continuava a minacciare di querele a destra e manca oltre che a difendersi a spada tratta dicendo che avrebbe dimostrato che il tutto era solo frutto di calunnie e della solita invidia e che avrebbe fatto tacere i suoi detrattori con le sue future prestazioni.  All'indomani della pubblicazione di un video in cui si vede Baldelli all'uscita dell'acqua all 'Elbaman che di fatto sbugiarda o distrugge quasi completamente le varie versioni difensive dell'atleta umbro, lo stesso si cancella da Facebook, parte una querela (verso lo scrivente, poi naturalmente ritirata dopo l'evolversi della faccenda) , sperando che le acque si calmino. Inizia però una seconda fase della vicenda, dove alcuni atleti , che da anni avevano sospetti in merito, decidono di andare a fondo riguardo a un presunto utilizzo di sostanze proibite e raccogliendo testimonianze e dati, realizzano un fascicolo che viene consegnato a mano alla Procura Antidoping. Da  lì a 2 giorni arriva il controllo a sorpresa per Baldelli in una competizione podistica di livello amatoriale, alla richiesta di sottoporsi alle analisi del sangue viene il rifiuto, non può però sottrarsi al controllo delle urine che come oramai accertato ha dato esito positivo. Si è accertato l'utilizzo dell Aranesp, un prodotto molto più potente dell'Epo (e molto più costoso) combinato con altre sostanze illecite che  formavano un cocktail micidiale.  Come si è comportata la Fitri in questa vicenda? Iniziamo dal finale, cioè da quando è apparsa la positività di Baldelli, la Fitri si è totalmente disinteressata del caso in quanto non risulta tesserato per la stagione 2014 per la stessa federazione, naturalmente la stessa era stata avvisata di queste prestazioni sospette, dei tempi impossibili da realizzare ecc. Naturalmente silenzio totale. Potrebbe sembrare un comportamento formalmente corretto, ma va evidenziato che la WTC (società che organizza i vari IM e 70.3 "pallinati" in cui Baldelli ha fatto realizzare prestazioni "impossibili") solo per il fatto di aver riscontrato tempi a nuoto "impossibili" ha squalificato lo stesso atleta ad una gara e, dopo la sua riscontrata positività ad Aprile, ha inviato allo stesso atelta una diffida a prendere parte alle proprie gare . La cosa più grave è stata compiuta dal rappresentante regionale Fitri Alessandro Jovine, tra l'altro presidente del triathlon Trasimeno , squadra di Baldelli, che ha segnalato al Coni lo stesso atleta per le premiazioni di fine anno. La motivazione del premio era "per i risultati internazionali", peccato che come già scritto la WTC lo aveva squalificato in due occasioni, proprio le due gare in cui avrebbe ottenuto questi risultati, soprattutto poi all'indomani della vicenda dell'Isola d'Elba. Tra l'altro proprio lo scrivente aveva informato il Presidente del Coni regionale umbro di quanto accaduto con Baldelli , ma lo stesso ha "scaricato" tutto su Jovine che aveva segnalato l'atleta ( tra l'altro un suo atleta ) e di fatto "lavandosene" le mani. La Fitri naturalmente ha assistito a tutto questo in silenzio, nonostante informata di tutto non ha mai preso posizione ne ha voluto mai andare a fondo sulla faccenda ,  dopo la positività di Baldelli lo ha trattato come un corpo estraneo, visto che non risultava ancora tesserato per il 2014. C'è però da ricordare che all'Elba era tesserato Fitri e durante tutte le gare in cui ha realizzato tempi impossibili era tesserato Fitri , non a caso nella gara in cui è stata riscontrata la positività correva con la divisa della sua società di triathlon. La Fitri ha perso ancora una volta l'occasione per dimostrarsi attiva CON I FATTI nella lotta contro il doping  e contro comportamenti scorretti, ma come al solito lo è solo a parole.

E arrivata dal TNA la preannunciata stangata per   Giuseppe Baldelli, triatleta umbro al centro di numerose polemiche dopo prestazioni dai più ritenute assurde.
Ecco la sentenza :

La prima sezione del TNA, infine, nel procedimento disciplinare a carico di Giuseppe Baldelli, visti gli artt. 2.1, 2.3 e 4.6 delle NSA e 2.1,2.3 e 10.6 del Codice WADA, gli ha inflitto 4 anni di squalifica, a decorrere dal 6/04/2014 e con scadenza 5/04/2018, condannando inoltre l’atleta al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 325,00. E’ stato disposto altresì che la presente decisione sia comunicata all’interessato, all’UPA, alla WADA, alla IAAF, alla FIDAL e alla società di appartenenza.

Seguirà articolo con la ricostruzione della vicenda che ha portato alla squalifica del triatleta umbro.

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