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Analisi tecnica delle prestazioni Elite/Junior degli azzurri a Ginevra

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analisi

Sul sito della Fitri il Dt Mario Miglio, il responsabile giovanile Alessandro Bottoni e il presidente Luigi Bianchi hanno analizzato la trasferta continentale di Ginevra con un ingiustificato ottimismo visti i risultati conseguiti.

Il Dt Miglio pone l’accento sulle qualità espresse nella seconda frazione dai nostri atleti, Bianchi addirittura elogia il lavoro fatto per allenare  il ciclismo. Sinceramente abbiamo sempre notato atteggiamenti “passivi” dei nostri atleti  in praticamente tutte le gare WTS analizzate da Pianeta Elite, la stessa Mazzetti ha candidamente affermato che non poteva che stare a ruota della Spirig e della Norden senza dare loro cambi per paura di “saltare”,  Miglio ha parlato di atteggiamento “passivo” (come da indicazioni ) di Uccellari e De Ponti nel gruppo degli inseguitori. Dossena dopo un nuoto deficitario ha dovuto cedere terreno proprio nella seconda frazione , mentre Papais ha visto la sua gara terminare proprio sulle due ruote dove è apparsa in difficoltà sin dai primi metri.

Forse il Dt e il presidente non ricordano i tempi di Andrea D’Aquino , Alessandro Degasperi e Giulio Molinari, autori di fughe sulle due ruote ( nell’europeo di Autun, Degasperi e Andrea D’Aquino in fuga con due francesi, nell’europeo di Losanna Andrea D’Aquino dopo fuga in bici a 3 ha condotto la gara da solo in testa fino al km 5 della frazione finale) e non semplici passaggi in testa al gruppo per il pubblico o per una inquadratura televisiva. La parte ciclistica in Italia viene sempre più messa in secondo piano, addirittura nelle categorie giovanili le distanze della seconda frazione sono state ridotte (nella crono giovani a squadre la distanza della frazione in bici è ridicola: 4 km !) e ancora una volta le parole del presidente Bianchi sono tristemente smentite dalla realtà dei fatti.

A nostro parere tra gli azzurri sono tre gli atleti che escono promossi da questa trasferta: AnnaMaria Mazzetti, Delian Stateff e Alessandra Tamburri. Per quanto riguarda la portacolori delle Fiamme Oro, come già evidenziato nell’articolo sulla gara, ha centrato il massimo risultato possibile visto il lotto delle partenti. Il suo inizio di stagione è stato sicuramente da dimenticare (in una WTS è stata addirittura doppiata prima di ritirarsi), e il suo avvicinamento a Ginevra l’ha vista soccombere nelle ultime due gare italiane (Bardolino e Segrate) a Dossena , ma Sabato tutti questi fantasmi sembrano essere spariti improvvisamente e una volta riagganciato il primo gruppo grazie al “passaggio ” ricevuto dalla Spirig e Norden nei primi km della frazione ciclistica, per la lombarda si è trattato di guardarsi solo alle spalle per portare a casa un argento brillante. Ora è attesa alle prove del nove di Amburgo e di Rio dove la concorrenza sarà spietata e potranno darle una reale indicazione sul suo valore.

Per quanto riguarda Delian Stateff i numeri nelle grandi manifestazioni non erano di certo dalla sua parte, ma a Ginevra ha svolto il suo compito senza sbavature, incisivo nel nuoto, nel primo gruppo in bici e corsa cercando di stringere i denti. Alla fine buona la sua prova , anche se i 2’30” di distacco dal vincitore devono essere assolutamente limati perchè in gare di livello più elevato (WTS) con quel gap si rischia di trovarsi nelle retrovie.

Alessandra Tamburri è stata l’unica nota positiva per quanto riguarda gli Junior, una gara solida impostata sull’intelligenza tattica che le ha regalato un 9° posto a soli 17″ dalla Olmo che le aveva rifilato oltre 1’30” a Segrate. La strada per l’eccellenza è sicuramente lunga, ma la giovane romana a livello internazionale dimostra di avere parecchio margine di miglioramento.

La trasferta svizzera ha sottolineato come il nostro settore giovanile sia in continua involuzione e tremendamente lontano dal livello dimostrato dalle nazioni leaders. La più attesa era Angelica Olmo che lo scorso anno aveva chiuso al 7° dietro a 3 atlete passate di categoria (Merle,Coldwell e Kristensen) , una non presente a Ginevra (Gomez) e alle due regine della categoria, la tedesca Lindemann e la francese Beaugrand, arrivata a Ginevra in condizioni psico-fisiche pessime che l’hanno portata ad un nuovo ritiro (il secondo consecutivo nella ultime due gare internazionali corse). Non era quindi un segreto che si puntasse alla medaglia. Purtroppo non solo quest’ultima non è arrivata, ma l’ 8° posto finale addirittura peggiora quello dello scorso anno.

Questo risultato dimostra l’involuzione dell’atleta, davanti a lei hanno chiuso atlete più giovani (la Olmo è all’ultimo anno da Junior) e alcune che lo scorso anno erano giunte alle sue spalle, come la Morier, classe 1997 lo scorso anno 12° , la Derron lo scorso anno 18°. Come evidenziato poi analizzando la gara della Tamburri , in 3 settimane il distacco tra le due è passato da 1’30” a 17″. C’è da valutare quanto queste prestazioni dipendano da una sorta di blocco psicologico in concomitanza dei grandi eventi o se effettivamente il valore in campo internazionale sia quello espresso nelle manifestazioni che contano. Per quanto riguarda la Parodi sono emersi i limiti nelle prime due frazioni che sotto lo striscione di arrivo hanno significato un distacco di oltre 4 minuti dalla vincitrice.

Passando  agli uomini sono emersi i limiti nella frazione ciclistica per alcuni, mentre per altri la frazione finale è risultata molto dura proprio a causa dello sforzo sulle due ruote. L’unico che ha dimostrato di avere un passo competitivo nel podismo è stato Franco Pesavento, che però dimostra numerosi limiti nella frazione ciclistica e nella frazione natatoria non riesce sempre ad esprimersi ai livelli che gli competono, pregiudicando quindi la sua gara. Il gap con le nazioni leaders in questo momento è molto ampio ed è nell’ordine dei 2′ sui 5000m di corsa finali.

Tornando agli elite , sembrerebbe che il 10° posto alle Olimpiadi di Londra abbia caricato sulle spalle di Fabian tutta la responsabilità del settore, ci si aspetta da lui sempre un grande risultato e le Olimpiadi di Rio stanno diventando quasi una ossessione. Purtroppo questa stagione per il padovano non sta andando come sperato, con infortuni e prestazioni lontane dall’eccellenza. A Ginevra , come evidenziato ieri, mancavano molti dei big, Brownlee, Mola, Alarza, Luis, Hernandez, Perreira, Silva su tutti, l’unico atleta di spicco , lo spagnolo Gomez, è uscito di scena praticamente dopo il nuoto, quindi era plausibile aspettarsi qualche cosa di più da Fabian. Sia chiaro: l’ 8° posto posto ad un campionato europeo non è un risultato “banale”, ma se a  realizzarlo è un atleta con le aspirazioni del carabiniere padovano non bisogna accontentarsi. Ci sono da valutare le sue condizioni fisiche, i suoi infortuni stanno diventando un po’ troppo frequenti e bisognerebbe capire se frutto di carichi di lavoro eccessivi ,  errata programmazione o semplicemente incidenti di percorso.

Andrea De Ponti nelle ultime apparizioni internazionali ha dimostrato di essere in “riserva”, a Ginevra anche la frazione che non gli ha mai creato particolari problemi (il nuoto) ha rispecchiato questo suo momento no, mentre nella frazione podistica è letteralmente naufragato chiudendo a oltre 7′ da Hauss .

Altra prestazione da dimenticare quella di Steinwandter, che dopo i successi internazionali a livello giovanile tra gli Junior ha pagato  il salto di categoria, non riuscendo a trovare la quadratura del cerchio nelle apparizioni tra i “grandi”. A Ginevra la nota positiva riguarda il nuoto a buoni livelli che però viene vanificato dal disastro in quella che era la sua frazione migliore: quella podistica.  La sua operazione è oramai alle spalle , ma i 5′ di ritardo accumulati negli ultimi 10 km di corsa  sono un dato molto preoccupante per il giovane trentino. Un dato fotografa al meglio la situazione dei nostri atleti in questo momento della stagione: sia Steinwandter che De Ponti non hanno saputo fare meglio di Sara Dossena nella frazione podistica !

Discorso a parte per Davide Uccellari, in dubbio fino alla vigilia per via di fastidiosi problemi intestinali che lo hanno tormentato nel pre gara , ma che per spirito di attaccamento alla maglia azzurra ha voluto onorare. Dopo un nuoto non brillante e una prima parte della frazione ciclistica in sofferenza per il giovane emiliano è arrivato il ritiro.

Tra le donne c’era grossa attesa per Sara Dossena, impegnata per la prima volta in campo internazionale su distanza olimpica con atlete di livello e il risultato non è stato di certo di quelli da incorniciare. L’unica sua piccola soddisfazione è arrivata dal secondo parziale nella frazione podistica che però non le ha permesso di andare oltre ad una modesta 19° posizione a oltre 5’30” dalla campionessa olimpica che a questi livelli significa un’eternità!  Praticamente mai in gara la lombarda ha dovuto fare i conti con la dura realtà internazionale caratterizzata da nuoto e bici ad altissimi livelli, troppo  per la sua condizione attuale, gap incolmabile soprattutto se abbandonata a se stessa come a Ginevra.

Per Sara Papais esordio continentale da dimenticare, un buon nuoto aveva fatto sperare in un epilogo diverso, ma  nonostante quello affermato da Miglio e Bianchi, la frazione ciclistica ha messo in evidenza i suoi limiti sulle due ruote  e l’ha vista poi mestamente abbandonare la competizione.

Alla luce di questi risultati è evidente che ci si può affidare solo a exploit saltuari, Ginevra pur essendo un campionato europeo non ha messo in campo il massimo livello possibile, assolutamente non paragonabile a quello delle WTS, la massima espressione del triathlon ad alto livello, per cui dopo Amburgo e Rio si potrà valutare la reale condizione di alcuni nostri elite. Attualmente il quadro è preoccupante, a livello femminile sitamo scivolando nel rank internazionale,  l’infermeria si riempre in maniera preoccupante, come detto alcuni sono in evidente affanno. Tutto questo con un settore giovanile che attualmente non lascia intravedere sostituti competitivi per i nostri elite.

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Analisi tecnica delle prestazioni Elite/Junior degli azzurri a Ginevra

14th luglio, 2015
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Sul sito della Fitri il Dt Mario Miglio, il responsabile giovanile Alessandro Bottoni e il presidente Luigi Bianchi hanno analizzato la trasferta continentale di Ginevra con un ingiustificato ottimismo visti i risultati conseguiti.

Il Dt Miglio pone l’accento sulle qualità espresse nella seconda frazione dai nostri atleti, Bianchi addirittura elogia il lavoro fatto per allenare  il ciclismo. Sinceramente abbiamo sempre notato atteggiamenti “passivi” dei nostri atleti  in praticamente tutte le gare WTS analizzate da Pianeta Elite, la stessa Mazzetti ha candidamente affermato che non poteva che stare a ruota della Spirig e della Norden senza dare loro cambi per paura di “saltare”,  Miglio ha parlato di atteggiamento “passivo” (come da indicazioni ) di Uccellari e De Ponti nel gruppo degli inseguitori. Dossena dopo un nuoto deficitario ha dovuto cedere terreno proprio nella seconda frazione , mentre Papais ha visto la sua gara terminare proprio sulle due ruote dove è apparsa in difficoltà sin dai primi metri.

Forse il Dt e il presidente non ricordano i tempi di Andrea D’Aquino , Alessandro Degasperi e Giulio Molinari, autori di fughe sulle due ruote ( nell’europeo di Autun, Degasperi e Andrea D’Aquino in fuga con due francesi, nell’europeo di Losanna Andrea D’Aquino dopo fuga in bici a 3 ha condotto la gara da solo in testa fino al km 5 della frazione finale) e non semplici passaggi in testa al gruppo per il pubblico o per una inquadratura televisiva. La parte ciclistica in Italia viene sempre più messa in secondo piano, addirittura nelle categorie giovanili le distanze della seconda frazione sono state ridotte (nella crono giovani a squadre la distanza della frazione in bici è ridicola: 4 km !) e ancora una volta le parole del presidente Bianchi sono tristemente smentite dalla realtà dei fatti.

A nostro parere tra gli azzurri sono tre gli atleti che escono promossi da questa trasferta: AnnaMaria Mazzetti, Delian Stateff e Alessandra Tamburri. Per quanto riguarda la portacolori delle Fiamme Oro, come già evidenziato nell’articolo sulla gara, ha centrato il massimo risultato possibile visto il lotto delle partenti. Il suo inizio di stagione è stato sicuramente da dimenticare (in una WTS è stata addirittura doppiata prima di ritirarsi), e il suo avvicinamento a Ginevra l’ha vista soccombere nelle ultime due gare italiane (Bardolino e Segrate) a Dossena , ma Sabato tutti questi fantasmi sembrano essere spariti improvvisamente e una volta riagganciato il primo gruppo grazie al “passaggio ” ricevuto dalla Spirig e Norden nei primi km della frazione ciclistica, per la lombarda si è trattato di guardarsi solo alle spalle per portare a casa un argento brillante. Ora è attesa alle prove del nove di Amburgo e di Rio dove la concorrenza sarà spietata e potranno darle una reale indicazione sul suo valore.

Per quanto riguarda Delian Stateff i numeri nelle grandi manifestazioni non erano di certo dalla sua parte, ma a Ginevra ha svolto il suo compito senza sbavature, incisivo nel nuoto, nel primo gruppo in bici e corsa cercando di stringere i denti. Alla fine buona la sua prova , anche se i 2’30” di distacco dal vincitore devono essere assolutamente limati perchè in gare di livello più elevato (WTS) con quel gap si rischia di trovarsi nelle retrovie.

Alessandra Tamburri è stata l’unica nota positiva per quanto riguarda gli Junior, una gara solida impostata sull’intelligenza tattica che le ha regalato un 9° posto a soli 17″ dalla Olmo che le aveva rifilato oltre 1’30” a Segrate. La strada per l’eccellenza è sicuramente lunga, ma la giovane romana a livello internazionale dimostra di avere parecchio margine di miglioramento.

La trasferta svizzera ha sottolineato come il nostro settore giovanile sia in continua involuzione e tremendamente lontano dal livello dimostrato dalle nazioni leaders. La più attesa era Angelica Olmo che lo scorso anno aveva chiuso al 7° dietro a 3 atlete passate di categoria (Merle,Coldwell e Kristensen) , una non presente a Ginevra (Gomez) e alle due regine della categoria, la tedesca Lindemann e la francese Beaugrand, arrivata a Ginevra in condizioni psico-fisiche pessime che l’hanno portata ad un nuovo ritiro (il secondo consecutivo nella ultime due gare internazionali corse). Non era quindi un segreto che si puntasse alla medaglia. Purtroppo non solo quest’ultima non è arrivata, ma l’ 8° posto finale addirittura peggiora quello dello scorso anno.

Questo risultato dimostra l’involuzione dell’atleta, davanti a lei hanno chiuso atlete più giovani (la Olmo è all’ultimo anno da Junior) e alcune che lo scorso anno erano giunte alle sue spalle, come la Morier, classe 1997 lo scorso anno 12° , la Derron lo scorso anno 18°. Come evidenziato poi analizzando la gara della Tamburri , in 3 settimane il distacco tra le due è passato da 1’30” a 17″. C’è da valutare quanto queste prestazioni dipendano da una sorta di blocco psicologico in concomitanza dei grandi eventi o se effettivamente il valore in campo internazionale sia quello espresso nelle manifestazioni che contano. Per quanto riguarda la Parodi sono emersi i limiti nelle prime due frazioni che sotto lo striscione di arrivo hanno significato un distacco di oltre 4 minuti dalla vincitrice.

Passando  agli uomini sono emersi i limiti nella frazione ciclistica per alcuni, mentre per altri la frazione finale è risultata molto dura proprio a causa dello sforzo sulle due ruote. L’unico che ha dimostrato di avere un passo competitivo nel podismo è stato Franco Pesavento, che però dimostra numerosi limiti nella frazione ciclistica e nella frazione natatoria non riesce sempre ad esprimersi ai livelli che gli competono, pregiudicando quindi la sua gara. Il gap con le nazioni leaders in questo momento è molto ampio ed è nell’ordine dei 2′ sui 5000m di corsa finali.

Tornando agli elite , sembrerebbe che il 10° posto alle Olimpiadi di Londra abbia caricato sulle spalle di Fabian tutta la responsabilità del settore, ci si aspetta da lui sempre un grande risultato e le Olimpiadi di Rio stanno diventando quasi una ossessione. Purtroppo questa stagione per il padovano non sta andando come sperato, con infortuni e prestazioni lontane dall’eccellenza. A Ginevra , come evidenziato ieri, mancavano molti dei big, Brownlee, Mola, Alarza, Luis, Hernandez, Perreira, Silva su tutti, l’unico atleta di spicco , lo spagnolo Gomez, è uscito di scena praticamente dopo il nuoto, quindi era plausibile aspettarsi qualche cosa di più da Fabian. Sia chiaro: l’ 8° posto posto ad un campionato europeo non è un risultato “banale”, ma se a  realizzarlo è un atleta con le aspirazioni del carabiniere padovano non bisogna accontentarsi. Ci sono da valutare le sue condizioni fisiche, i suoi infortuni stanno diventando un po’ troppo frequenti e bisognerebbe capire se frutto di carichi di lavoro eccessivi ,  errata programmazione o semplicemente incidenti di percorso.

Andrea De Ponti nelle ultime apparizioni internazionali ha dimostrato di essere in “riserva”, a Ginevra anche la frazione che non gli ha mai creato particolari problemi (il nuoto) ha rispecchiato questo suo momento no, mentre nella frazione podistica è letteralmente naufragato chiudendo a oltre 7′ da Hauss .

Altra prestazione da dimenticare quella di Steinwandter, che dopo i successi internazionali a livello giovanile tra gli Junior ha pagato  il salto di categoria, non riuscendo a trovare la quadratura del cerchio nelle apparizioni tra i “grandi”. A Ginevra la nota positiva riguarda il nuoto a buoni livelli che però viene vanificato dal disastro in quella che era la sua frazione migliore: quella podistica.  La sua operazione è oramai alle spalle , ma i 5′ di ritardo accumulati negli ultimi 10 km di corsa  sono un dato molto preoccupante per il giovane trentino. Un dato fotografa al meglio la situazione dei nostri atleti in questo momento della stagione: sia Steinwandter che De Ponti non hanno saputo fare meglio di Sara Dossena nella frazione podistica !

Discorso a parte per Davide Uccellari, in dubbio fino alla vigilia per via di fastidiosi problemi intestinali che lo hanno tormentato nel pre gara , ma che per spirito di attaccamento alla maglia azzurra ha voluto onorare. Dopo un nuoto non brillante e una prima parte della frazione ciclistica in sofferenza per il giovane emiliano è arrivato il ritiro.

Tra le donne c’era grossa attesa per Sara Dossena, impegnata per la prima volta in campo internazionale su distanza olimpica con atlete di livello e il risultato non è stato di certo di quelli da incorniciare. L’unica sua piccola soddisfazione è arrivata dal secondo parziale nella frazione podistica che però non le ha permesso di andare oltre ad una modesta 19° posizione a oltre 5’30” dalla campionessa olimpica che a questi livelli significa un’eternità!  Praticamente mai in gara la lombarda ha dovuto fare i conti con la dura realtà internazionale caratterizzata da nuoto e bici ad altissimi livelli, troppo  per la sua condizione attuale, gap incolmabile soprattutto se abbandonata a se stessa come a Ginevra.

Per Sara Papais esordio continentale da dimenticare, un buon nuoto aveva fatto sperare in un epilogo diverso, ma  nonostante quello affermato da Miglio e Bianchi, la frazione ciclistica ha messo in evidenza i suoi limiti sulle due ruote  e l’ha vista poi mestamente abbandonare la competizione.

Alla luce di questi risultati è evidente che ci si può affidare solo a exploit saltuari, Ginevra pur essendo un campionato europeo non ha messo in campo il massimo livello possibile, assolutamente non paragonabile a quello delle WTS, la massima espressione del triathlon ad alto livello, per cui dopo Amburgo e Rio si potrà valutare la reale condizione di alcuni nostri elite. Attualmente il quadro è preoccupante, a livello femminile sitamo scivolando nel rank internazionale,  l’infermeria si riempre in maniera preoccupante, come detto alcuni sono in evidente affanno. Tutto questo con un settore giovanile che attualmente non lascia intravedere sostituti competitivi per i nostri elite.

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