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Analisi di Levico Terme: stranieri che falsano le gare e percorsi pericolosi

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Punto_Interrogativo

Sono andate in archivio le gare di Levico Terme che hanno assegnati i titoli tricolore giovanili di triathlon individuali e a squadre. Diverse le critiche su alcuni aspetti della manifestazione che non hanno riscosso molto successo e qualche piccola polemica per la gestione degli stranieri in gara dove la Federazione, ancora una volta, si è esibita in una interpretazione opposta a quanto aveva fatto in passato.

Il regolamento giovanile permetteva la partecipazione di alcuni atleti stranieri alle gare che assegnavano i titoli individuali e atleti cechi, australiani e spagnoli (anche se si tratta di un brasiliano con passaporto spagnolo) hanno preso parte alla manifestazione . Fino a qui niente da contestare, ma bisogna fare un salto indietro nel tempo per capire come è stata sempre gestita la partecipazione degli stranieri. Nel 2010 a Verbania in occasione del campionato italiano assoluto l’argentino Luciano Taccone, regolarmente tesserato per una squadra italiana, non ha potuto partire in prima batteria nonostante il suo rank lo permettesse.

La gara coincideva con una tappa del circuito di triathlon che assegnava punti per le società e quindi soldi ! Il regolamento diceva che gli stranieri potevano partecipare alla gara ma che non concorrevano all’assegnazione del titolo italiano e che per loro sarebbe stata stilata classifica a parte. Il delegato tecnico federale Marco Saliola aveva giustificato l’esclusione , di fatto ILLEGITTIMA, dicendo che gli stranieri avrebbero potuto falsare la gara. A Levico il regolamento di fatto non è cambiato e gli stranieri hanno  falsato la gara , negli youth A Rehula ha lanciato la fuga decisiva in bici che ha portato Carboni ad avvantaggiarsi sugli inseguitori, tra gli Junior gli australiani in gara hanno portato sotto gli inseguitori del gruppo di testa. Dove era la federazione? Ricordiamo che anche a Romano di Lombardia gli stranieri hanno potuto prendere parte alla gara che assegnava i titoli assoluti, ma sono stati fatti partire in ultima griglia, di fatto lontani dalla testa.

Ennesimo autogoal della federazione quindi, forse le gare giovanili non sono tanto importanti che possono tranquillamente essere “falsate” dalla presenza di stranieri? Ben venga la partecipazione di atleti che possano innalzare il livello tecnico delle gare, ma i regolamenti devono essere uguali per tutti, mentre come sempre la Federazione concede  deroghe e li interpreta a suo piacimento.

Tornando poi alla gara di Levico,in zona cambio non era presente la moquette per tutti gli atleti , alcuni dovevano correre scalzi sui sassolini. Il percorso in bici presentava una discesa velocissima, con alcune auto parcheggiate ai bordi e qualche atleta ne ha viste alcune transitare in direzione opposta a quella degli atleti , in particolare nella gara delle Youth A una ha tentato di fare inversione sulla discesa, prontamente fermata da un tecnico della Minerva Roma. Diversi tecnici/genitori si sono improvvisati come volontari per controllare i percorsi.

Quello podistico per quanto bello, presentava parecchie parti di sterrato (certo che sul regolamento si potrebbe evitare di scrivere “percorsi preferibilmente asfaltati ecc…” quando sembrano di moda i percorsi off road)  e un passaggio su un ponticello stretto che con i doppiaggi obbligava gli atleti a rallentare per via dell’ingorgo che vi si creava. Nella gara Junior mancava del tutto lo spugnaggio a piedi, è stato messo solamente per le altre gare che sinceramente, viste le distanze, non era necessario. La partenza degli youth B è stata rimandata di quasi un’ora per via di un incidente tra macchine sul percorso gara (la strada veniva riaperta fra una gara e l’altra), vista la pericolosità dei percorsi e i problemi logistici è stato chiesto a tecnici e genitori di dare una mano nella gestione . Parcheggi per atleti e accompagnatori praticamente inesistenti, sino alle 11.00 di Sabato nessuna indicazione su dove e come posizionale il materiale.

La vera nota dolente però è stata che il percorso in bici molto tecnico presentava una discesa caratterizzata da tombini (tutti segnalati) e asfalto sconnesso in alcuni tratti che ha creato problemi agli atleti . Ricordiamo proprio la caduta di Alessandra Tamburri, atleta delle nazionali giovanili che proprio a causa delle condizioni dell’asfalto ha dovuto abbandonare la gara e non ha potuto essere al via nemmeno in quella a squadre del giorno dopo.  Tutto questo in condizioni di asfalto asciutto c’è da chiedersi cosa sarebbe successo se avesse piovuto. A fotografare bene la situazione , ecco il commento di un tecnico/genitore all’indomani della gara di Sabato:

“..io c’ero e ti assicuro che da allenatore e da genitore sono molto contento di non aver replicato Domenica. Le gare sono gare ma la sicurezza viene prima. secondo me anche questa volta hanno sottovalutato il rischio. Il livello medio del triathlon giovanile non è più quello di 10 anni fa. I ragazzi sono tanti e le gare si decidono per pochi secondi. Come fai a dire ai ragazzi :state attenti alle auto che non si sa mai? Scusa se mi sono sfogato ma se devo far correre i ragazzi le strade devono essere chiuse. Ciao e alla prossima. Cosa succederà?”

Questo invece il commento di un atleta:

” percorsi difficili…a livello di sicurezza c’è stato un incidente  (strada chiusa) fra due macchine…e hanno ritardato la partenza Yb e di conseguenza anche Ya di 40 minuti buoni….poi nonostante le strade fossero chiuse passavano macchine (anche nella discesa dove si scendeva molto veloce…ed era pieno di tombini/solchi da evitare)…la corsa su un giro con diverso giro di boa a seconda della categoria da ripetere due volte ( e dove i doppiati sia in zc sia sul ponte in ferro apposta per il doppio giro rallentavano il ritmo…) .Bella location senz’altro ma  ad un campionato italiano australiani e cechi o comunque stranieri a tirare i primi in fuga?”

Come al solito bisogna aspettare che si faccia veramente male qualcuno per parlare seriamente di sicurezza sui percorsi? Si sa che le richieste per le gare giovanili non fioccano e che spesso le scelte delle sedi di gara sono obbligate, ma bisogna per forza andare avanti a tutti i costi?

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Commenti dei lettori


  1. Leeks on 17 luglio 2014 at 14:26 said:

    Anche io ero presente , il percorso bike era veramente troppo trafficato ed in discesa bisognava che i ragazzi tenessero 4 occhi sempre aperti !!!
    Ok la discesa veloce ci può stare , ma DEVE essere sicura e completamente chiusa !!! :-(
    Si sono corsi rischi assurdi .

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Analisi di Levico Terme: stranieri che falsano le gare e percorsi pericolosi

16th luglio, 2014
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Sono andate in archivio le gare di Levico Terme che hanno assegnati i titoli tricolore giovanili di triathlon individuali e a squadre. Diverse le critiche su alcuni aspetti della manifestazione che non hanno riscosso molto successo e qualche piccola polemica per la gestione degli stranieri in gara dove la Federazione, ancora una volta, si è esibita in una interpretazione opposta a quanto aveva fatto in passato.

Il regolamento giovanile permetteva la partecipazione di alcuni atleti stranieri alle gare che assegnavano i titoli individuali e atleti cechi, australiani e spagnoli (anche se si tratta di un brasiliano con passaporto spagnolo) hanno preso parte alla manifestazione . Fino a qui niente da contestare, ma bisogna fare un salto indietro nel tempo per capire come è stata sempre gestita la partecipazione degli stranieri. Nel 2010 a Verbania in occasione del campionato italiano assoluto l’argentino Luciano Taccone, regolarmente tesserato per una squadra italiana, non ha potuto partire in prima batteria nonostante il suo rank lo permettesse.

La gara coincideva con una tappa del circuito di triathlon che assegnava punti per le società e quindi soldi ! Il regolamento diceva che gli stranieri potevano partecipare alla gara ma che non concorrevano all’assegnazione del titolo italiano e che per loro sarebbe stata stilata classifica a parte. Il delegato tecnico federale Marco Saliola aveva giustificato l’esclusione , di fatto ILLEGITTIMA, dicendo che gli stranieri avrebbero potuto falsare la gara. A Levico il regolamento di fatto non è cambiato e gli stranieri hanno  falsato la gara , negli youth A Rehula ha lanciato la fuga decisiva in bici che ha portato Carboni ad avvantaggiarsi sugli inseguitori, tra gli Junior gli australiani in gara hanno portato sotto gli inseguitori del gruppo di testa. Dove era la federazione? Ricordiamo che anche a Romano di Lombardia gli stranieri hanno potuto prendere parte alla gara che assegnava i titoli assoluti, ma sono stati fatti partire in ultima griglia, di fatto lontani dalla testa.

Ennesimo autogoal della federazione quindi, forse le gare giovanili non sono tanto importanti che possono tranquillamente essere “falsate” dalla presenza di stranieri? Ben venga la partecipazione di atleti che possano innalzare il livello tecnico delle gare, ma i regolamenti devono essere uguali per tutti, mentre come sempre la Federazione concede  deroghe e li interpreta a suo piacimento.

Tornando poi alla gara di Levico,in zona cambio non era presente la moquette per tutti gli atleti , alcuni dovevano correre scalzi sui sassolini. Il percorso in bici presentava una discesa velocissima, con alcune auto parcheggiate ai bordi e qualche atleta ne ha viste alcune transitare in direzione opposta a quella degli atleti , in particolare nella gara delle Youth A una ha tentato di fare inversione sulla discesa, prontamente fermata da un tecnico della Minerva Roma. Diversi tecnici/genitori si sono improvvisati come volontari per controllare i percorsi.

Quello podistico per quanto bello, presentava parecchie parti di sterrato (certo che sul regolamento si potrebbe evitare di scrivere “percorsi preferibilmente asfaltati ecc…” quando sembrano di moda i percorsi off road)  e un passaggio su un ponticello stretto che con i doppiaggi obbligava gli atleti a rallentare per via dell’ingorgo che vi si creava. Nella gara Junior mancava del tutto lo spugnaggio a piedi, è stato messo solamente per le altre gare che sinceramente, viste le distanze, non era necessario. La partenza degli youth B è stata rimandata di quasi un’ora per via di un incidente tra macchine sul percorso gara (la strada veniva riaperta fra una gara e l’altra), vista la pericolosità dei percorsi e i problemi logistici è stato chiesto a tecnici e genitori di dare una mano nella gestione . Parcheggi per atleti e accompagnatori praticamente inesistenti, sino alle 11.00 di Sabato nessuna indicazione su dove e come posizionale il materiale.

La vera nota dolente però è stata che il percorso in bici molto tecnico presentava una discesa caratterizzata da tombini (tutti segnalati) e asfalto sconnesso in alcuni tratti che ha creato problemi agli atleti . Ricordiamo proprio la caduta di Alessandra Tamburri, atleta delle nazionali giovanili che proprio a causa delle condizioni dell’asfalto ha dovuto abbandonare la gara e non ha potuto essere al via nemmeno in quella a squadre del giorno dopo.  Tutto questo in condizioni di asfalto asciutto c’è da chiedersi cosa sarebbe successo se avesse piovuto. A fotografare bene la situazione , ecco il commento di un tecnico/genitore all’indomani della gara di Sabato:

“..io c’ero e ti assicuro che da allenatore e da genitore sono molto contento di non aver replicato Domenica. Le gare sono gare ma la sicurezza viene prima. secondo me anche questa volta hanno sottovalutato il rischio. Il livello medio del triathlon giovanile non è più quello di 10 anni fa. I ragazzi sono tanti e le gare si decidono per pochi secondi. Come fai a dire ai ragazzi :state attenti alle auto che non si sa mai? Scusa se mi sono sfogato ma se devo far correre i ragazzi le strade devono essere chiuse. Ciao e alla prossima. Cosa succederà?”

Questo invece il commento di un atleta:

” percorsi difficili…a livello di sicurezza c’è stato un incidente  (strada chiusa) fra due macchine…e hanno ritardato la partenza Yb e di conseguenza anche Ya di 40 minuti buoni….poi nonostante le strade fossero chiuse passavano macchine (anche nella discesa dove si scendeva molto veloce…ed era pieno di tombini/solchi da evitare)…la corsa su un giro con diverso giro di boa a seconda della categoria da ripetere due volte ( e dove i doppiati sia in zc sia sul ponte in ferro apposta per il doppio giro rallentavano il ritmo…) .Bella location senz’altro ma  ad un campionato italiano australiani e cechi o comunque stranieri a tirare i primi in fuga?”

Come al solito bisogna aspettare che si faccia veramente male qualcuno per parlare seriamente di sicurezza sui percorsi? Si sa che le richieste per le gare giovanili non fioccano e che spesso le scelte delle sedi di gara sono obbligate, ma bisogna per forza andare avanti a tutti i costi?

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