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Analisi del 2015 in campo maschile. Lungo, giovani, multisport, paratriathlon e Elite

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Degasperi Lanzarote

La stagione 2015 è da considerarsi in archivio ed è quindi tempo di bilanci.

Il settore che sicuramente ha fornito i risultati migliori è stato quello del lungo, purtroppo merito dei singoli che hanno tenuto alto il tricolore in campo internazionale. L’atleta che si è più distinto in questo 2015 è sicuramente Alessandro Degasperi, che a Maggio ha conquistato la vittoria nel prestigioso Ironman di Lanzarote entrando di fatto nel gotha mondiale degli Ironmen. Sulla scia del successo in terra spagnola sono arrivati altri due podi consecutivi nella distanza “full”, Zurigo e Mallorca. Proprio in terra elvetica è nato il suo soprannome “italian running machine”. Insieme a lui Giulio Molinari, Massimo Cigana, Alberto Casadei e Ivan Risti hanno fornito prestazioni di livello internazionale con diversi acuti, si attende l’esplosione di Ciavatella , mentre Domenico Passuello dovrebbe trovare più continuità durante l’anno per fare il definitivo salto di qualità. Anno di pausa per Daniel Fontana, che sicuramente vorrà tornare ad essere protagonista nel 2016. Unico neo di questo settore la mancanza di ricambio generazionale, forse chi ha investito su Cuccì (sparito completamente dai campi gara dopo una incomprensibile convocazione per gli Europei di Rimini) avrebbe potuto coinvolgere in un progetto legato al lungo un atleta come Mattia Ceccarelli , che al suo esordio in un 70.3 ha centrato subito la vittoria.

Il settore duathlon è oramai morto, nel 2015 non sono stati assegnati i titoli italiani su distanza classica e di fatto l’unico duathleta rimasto è Alberto Della Pasqua che ha comunque dimostrato di poter essere competitivo. Sono finiti i tempi in cui il medagliere era ricco e atleti come Fabian, Hofer, Uccellari davano il loro contributo alla causa e si poteva contare su duathleti “puri” come Alessandri, Torsani, Moroni, De Giacomo, Dotti, Luciani, Picco. Anche nel triathlon cross il progetto è pressochè nullo e il 2015 si è chiuso con nessun risultato internazionale di livello. Risultati importanti per il paratriathlon con in evidenza quelli di Ferrarin e Carvani Minetti. Purtroppo da segnalare la quasi totale scomparsa dai campi gare dei pionieri, con i soli Colombo e Borgato che nel 2015 hanno gareggiato. Un altro settore destinato praticamente alla scomparsa è il winter triathlon che nel 2016 rischia di non vedere nemmeno assegnato il titolo nazionale.

Nel settore “olimpico” il 2015 è stato meno generoso del 2014 in termini di risultati. Disastroso l’inizio di stagione dopo 2 raduni in Namibia, il finale di stagione è stato più positivo, ma siamo ancora lontani dalle nazioni leaders. Passato sotto assoluto silenzio l’abbandono dell’attività agonistica di Andrea De Ponti, salutato senza troppi problemi dalla federazione dopo essere stato tra i PO e aver preso parte alle tappe di WTS e impegni internazionali di inizio stagione ( retifichiamo quanto erroneamente scritto precedentemente : NON ha percepito alcun contributo per il suo status di PO) . Alessandro Fabian ha dimostrato di poter competere per le prime posizioni, ma è alle prese con troppi frequenti infortuni e comunque il gap per le primissime posizioni è importante. Davide Uccellari in una stagione difficile riesce comunque sempre a piazzare qualche zampata, quasi certamente a Rio festeggerà la sua seconda olimpiade e , vista la giovane età, potrà puntare alla terza. Dietro di loro si è ritagliato un po’ di spazio Luca Facchinetti, mentre Andrea Secchiero non è riuscito mai a trovare la quadratura del cerchio in WTS. Alle loro spalle continua il percorso di crescita di Delian Stateff, mentre stagione poco positiva sia per Steinwandter che per Barnaby. Il “volto” nuovo è Gianluca Pozatti che insieme a Marco Corrà può considerare questo 2015 come un anno da incorniciare.

Chiudiamo con il settore giovanile, che purtroppo non gode di buona salute. Per il secondo anno consecutivo nessun Junior si è qualificato per il mondiale di categoria, a livello internazionale a parte uno sprazzo di Pesavento , sono arrivati solo risultati mediocri, lontanissimi dai migliori di categoria. Nel grand Prix Italia l’unico con due podi di categoria tra gli Junior è stato l’italo-argentino Matias Montenegro , 1° a Rimini e 3° a Segrate. Il solo Pesavento, sembra poter essere competitivo anche a livello internazionale, ma il suo rendimento è troppo altalenante, tra i più giovani si stanno delineando buone individualità, Jakob Sosniok , che potrebbe trovare una ottima collocazione nel neo nato settore del triathlon cross, attualmente però molto performante su distanze più brevi, mentre soffre un po’ la carenza di preparazione man mano che si allungano le distanze, ma sicuramente con un buon margine di crescita, Mirko Lazzaretto a cui forse manca ancora un piccolo salto di qualità per affermarsi, Nicolò Ragazzo, Federico Spinazzè. Discorso diverso per Boraschi e Bertrandi, atleti dotati di una frazione podistica di altissimo livello, fondamentale a livello internazionale, ma a cui manca ancora il salto di qualità nella frazione natatoria, requisito fondamentale per ambizioni che vadano al di fuori delle mura nazionali. Da tener d’occhio anche la crescita degli Youth A, in particolare di Nicolò Strada, forse il più completo e con più margini di crescita delle nuove leve.

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Analisi del 2015 in campo maschile. Lungo, giovani, multisport, paratriathlon e Elite

24th dicembre, 2015
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Degasperi Lanzarote

La stagione 2015 è da considerarsi in archivio ed è quindi tempo di bilanci.

Il settore che sicuramente ha fornito i risultati migliori è stato quello del lungo, purtroppo merito dei singoli che hanno tenuto alto il tricolore in campo internazionale. L’atleta che si è più distinto in questo 2015 è sicuramente Alessandro Degasperi, che a Maggio ha conquistato la vittoria nel prestigioso Ironman di Lanzarote entrando di fatto nel gotha mondiale degli Ironmen. Sulla scia del successo in terra spagnola sono arrivati altri due podi consecutivi nella distanza “full”, Zurigo e Mallorca. Proprio in terra elvetica è nato il suo soprannome “italian running machine”. Insieme a lui Giulio Molinari, Massimo Cigana, Alberto Casadei e Ivan Risti hanno fornito prestazioni di livello internazionale con diversi acuti, si attende l’esplosione di Ciavatella , mentre Domenico Passuello dovrebbe trovare più continuità durante l’anno per fare il definitivo salto di qualità. Anno di pausa per Daniel Fontana, che sicuramente vorrà tornare ad essere protagonista nel 2016. Unico neo di questo settore la mancanza di ricambio generazionale, forse chi ha investito su Cuccì (sparito completamente dai campi gara dopo una incomprensibile convocazione per gli Europei di Rimini) avrebbe potuto coinvolgere in un progetto legato al lungo un atleta come Mattia Ceccarelli , che al suo esordio in un 70.3 ha centrato subito la vittoria.

Il settore duathlon è oramai morto, nel 2015 non sono stati assegnati i titoli italiani su distanza classica e di fatto l’unico duathleta rimasto è Alberto Della Pasqua che ha comunque dimostrato di poter essere competitivo. Sono finiti i tempi in cui il medagliere era ricco e atleti come Fabian, Hofer, Uccellari davano il loro contributo alla causa e si poteva contare su duathleti “puri” come Alessandri, Torsani, Moroni, De Giacomo, Dotti, Luciani, Picco. Anche nel triathlon cross il progetto è pressochè nullo e il 2015 si è chiuso con nessun risultato internazionale di livello. Risultati importanti per il paratriathlon con in evidenza quelli di Ferrarin e Carvani Minetti. Purtroppo da segnalare la quasi totale scomparsa dai campi gare dei pionieri, con i soli Colombo e Borgato che nel 2015 hanno gareggiato. Un altro settore destinato praticamente alla scomparsa è il winter triathlon che nel 2016 rischia di non vedere nemmeno assegnato il titolo nazionale.

Nel settore “olimpico” il 2015 è stato meno generoso del 2014 in termini di risultati. Disastroso l’inizio di stagione dopo 2 raduni in Namibia, il finale di stagione è stato più positivo, ma siamo ancora lontani dalle nazioni leaders. Passato sotto assoluto silenzio l’abbandono dell’attività agonistica di Andrea De Ponti, salutato senza troppi problemi dalla federazione dopo essere stato tra i PO e aver preso parte alle tappe di WTS e impegni internazionali di inizio stagione ( retifichiamo quanto erroneamente scritto precedentemente : NON ha percepito alcun contributo per il suo status di PO) . Alessandro Fabian ha dimostrato di poter competere per le prime posizioni, ma è alle prese con troppi frequenti infortuni e comunque il gap per le primissime posizioni è importante. Davide Uccellari in una stagione difficile riesce comunque sempre a piazzare qualche zampata, quasi certamente a Rio festeggerà la sua seconda olimpiade e , vista la giovane età, potrà puntare alla terza. Dietro di loro si è ritagliato un po’ di spazio Luca Facchinetti, mentre Andrea Secchiero non è riuscito mai a trovare la quadratura del cerchio in WTS. Alle loro spalle continua il percorso di crescita di Delian Stateff, mentre stagione poco positiva sia per Steinwandter che per Barnaby. Il “volto” nuovo è Gianluca Pozatti che insieme a Marco Corrà può considerare questo 2015 come un anno da incorniciare.

Chiudiamo con il settore giovanile, che purtroppo non gode di buona salute. Per il secondo anno consecutivo nessun Junior si è qualificato per il mondiale di categoria, a livello internazionale a parte uno sprazzo di Pesavento , sono arrivati solo risultati mediocri, lontanissimi dai migliori di categoria. Nel grand Prix Italia l’unico con due podi di categoria tra gli Junior è stato l’italo-argentino Matias Montenegro , 1° a Rimini e 3° a Segrate. Il solo Pesavento, sembra poter essere competitivo anche a livello internazionale, ma il suo rendimento è troppo altalenante, tra i più giovani si stanno delineando buone individualità, Jakob Sosniok , che potrebbe trovare una ottima collocazione nel neo nato settore del triathlon cross, attualmente però molto performante su distanze più brevi, mentre soffre un po’ la carenza di preparazione man mano che si allungano le distanze, ma sicuramente con un buon margine di crescita, Mirko Lazzaretto a cui forse manca ancora un piccolo salto di qualità per affermarsi, Nicolò Ragazzo, Federico Spinazzè. Discorso diverso per Boraschi e Bertrandi, atleti dotati di una frazione podistica di altissimo livello, fondamentale a livello internazionale, ma a cui manca ancora il salto di qualità nella frazione natatoria, requisito fondamentale per ambizioni che vadano al di fuori delle mura nazionali. Da tener d’occhio anche la crescita degli Youth A, in particolare di Nicolò Strada, forse il più completo e con più margini di crescita delle nuove leve.

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