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A Kona atleta italiano rifiuta controllo antidoping

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Podio Kona uomini

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Nella notte italiana di Sabato è andata in scena la finale mondiale del circuito WTC,  l’Ironman Kona, che per gli ironmen è considerata una sorta di Mecca.

La gara ha visto la riconferma dei due campioni uscenti, il tedesco Jan Frodeno e la svizzera Ryf. Se per l’atleta rossocrociata è stata una sorta di passeggiata (quasi 24 minuti di vantaggio sulla seconda classificata, l’australiana Carfrae e 25 sull’americana Jackson), il tedesco ha dovuto stroncare la resistenza del suo connazionale Kienle nella maratona finale, chiudendo con 3’30” circa di vantaggio , mentre al terzo posto ha chiuso un altro atleta teutonico, Lange. Da segnalare ben 5 tedeschi nei primi 7 al traguardo ! Ottima la prova tra gli uomini  di Alessandro Degasperi, unico italiano al via che chiude in rimonta al 20° posto tra i PRO.

In questa edizione sono crollati ben 2 record ,  sia quello del tempo totale tra le donne, fatto segnare dalla Ryf (8.46.46) che demolisce di oltre 7′ (vecchio record 8.54.02) il limite della Wellington che resisteva dal 2009, mentre il tedesco Lange fa segnare il nuovo record in maratona con uno strepitoso 2.39.45, che cancella il 2.40.04 fatto segnare nel lontano 1989 da sua maestà “The Grip” Mark Allen.

Il miglior italiano al traguardo è stato Alessandro Tomaiuolo (DDS) che ha tagliato il traguardo in 9.32.23 , mentre tra le donne è stata Federica  De Nicola (10.37.56 , DDS) la più veloce.

Purtroppo un altro atleta italiano è stato protagonista in negativo della trasferta in terra hawaiana.  Il triatleta sardo in forze al TD Rimini, Maurizio Carta, non ha potuto prendere il via a causa del rifiuto a sottoporsi ad un controllo antidoping. E’ successo infatti che alcuni atleti siano stati sorteggiati per effettuare un controllo antidoping al ritiro del pacco gara, tra questi proprio Carta, che si è però rifiutato di effettuarlo e , automanticamente, non gli è stato permesso di prendere il via alla gara. Ricordiamo che l’atleta sardo era stato squalificato per 2 anni dall’UCI  per essere stato trovato positivo ad un controllo antidoping. Ora la WTC dovrebbe informare la Fitri dell’accaduto e Carta , vista la recidività, rischierebbe sino a 4 anni di squalifica.

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A Kona atleta italiano rifiuta controllo antidoping

11th ottobre, 2016
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Nella notte italiana di Sabato è andata in scena la finale mondiale del circuito WTC,  l’Ironman Kona, che per gli ironmen è considerata una sorta di Mecca.

La gara ha visto la riconferma dei due campioni uscenti, il tedesco Jan Frodeno e la svizzera Ryf. Se per l’atleta rossocrociata è stata una sorta di passeggiata (quasi 24 minuti di vantaggio sulla seconda classificata, l’australiana Carfrae e 25 sull’americana Jackson), il tedesco ha dovuto stroncare la resistenza del suo connazionale Kienle nella maratona finale, chiudendo con 3’30” circa di vantaggio , mentre al terzo posto ha chiuso un altro atleta teutonico, Lange. Da segnalare ben 5 tedeschi nei primi 7 al traguardo ! Ottima la prova tra gli uomini  di Alessandro Degasperi, unico italiano al via che chiude in rimonta al 20° posto tra i PRO.

In questa edizione sono crollati ben 2 record ,  sia quello del tempo totale tra le donne, fatto segnare dalla Ryf (8.46.46) che demolisce di oltre 7′ (vecchio record 8.54.02) il limite della Wellington che resisteva dal 2009, mentre il tedesco Lange fa segnare il nuovo record in maratona con uno strepitoso 2.39.45, che cancella il 2.40.04 fatto segnare nel lontano 1989 da sua maestà “The Grip” Mark Allen.

Il miglior italiano al traguardo è stato Alessandro Tomaiuolo (DDS) che ha tagliato il traguardo in 9.32.23 , mentre tra le donne è stata Federica  De Nicola (10.37.56 , DDS) la più veloce.

Purtroppo un altro atleta italiano è stato protagonista in negativo della trasferta in terra hawaiana.  Il triatleta sardo in forze al TD Rimini, Maurizio Carta, non ha potuto prendere il via a causa del rifiuto a sottoporsi ad un controllo antidoping. E’ successo infatti che alcuni atleti siano stati sorteggiati per effettuare un controllo antidoping al ritiro del pacco gara, tra questi proprio Carta, che si è però rifiutato di effettuarlo e , automanticamente, non gli è stato permesso di prendere il via alla gara. Ricordiamo che l’atleta sardo era stato squalificato per 2 anni dall’UCI  per essere stato trovato positivo ad un controllo antidoping. Ora la WTC dovrebbe informare la Fitri dell’accaduto e Carta , vista la recidività, rischierebbe sino a 4 anni di squalifica.

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